Messina, Roma, Napoli. Cambiano le città ma non il dolore e la commozione per giovani ragazze barbaramente uccise. Stamattina a Misilmeri, in provincia di Palermo, si celebreranno i funerali di Sara Campanella, la studentessa universitaria uccisa nella città peloritana. Da inizio anno sono già stati rilevati, in Italia, 11 femminicidi. Per contrastare la violenza maschile contro le donne occorre innanzitutto riconoscere che non si tratta solo di episodi o di emergenza ma di un fenomeno di carattere strutturale radicato nelle relazioni tra donne e uomini, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, di studio e nelle città. Gli atti di violenza non possono essere schematizzati in modo semplice ed approssimativo perchè attraversano tutti i ceti sociali e possono avvenire ovunque. In ogni comune della Sicilia occorrerebbe costruire una rete con le associazioni, i simpatizzanti, il mondo del volontariato e del terzo settore, le istituzioni, gli operatori del Servizio Civile e tutti i cittadini che vorranno offrire il loro contributo ad un progetto coeso che tragga le sue radici sin dai primi banchi di scuola. E’ necessario creare punti di ascolto, promuovere un cambio culturale, sensibilizzare l’opinione pubblica. Dai rapporti Istat si evince come la piaga della violenza sulle donne è in continua crescita e spesso non hanno la forza per denunciarlo. Ci sono casi complessi che non riescono a trovare sufficiente tutela per le vittime. Certamente sono stati fatti tanti passi avanti, ma l’attuale normativa non permette di soddisfare tutte le esigenze per tutelare le donne maltrattate. Le difficoltà, in questi contesti, sono molte: dalle donne picchiate che non si sono mai rivolte ai medici a quelle che non hanno mai sporto denuncia per episodi pregressi, condizioni che si sommano alle difficoltà, per le istituzioni preposte alla loro tutela, di avere davanti un quadro chiaro che spesso non consente di intervenire immediatamente. Per questo tutte le forze politiche e sociali devono unirsi su una questione che deve essere anteposta alle locali divisioni.

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