Travolta da alluvione a Favara: i familiari presentano un esposto

Un esposto, anche per conto dei suoi tre figli minorenni, in cui chiede che venga avviata un’indagine nei confronti del responsabile della protezione civile regionale, del sindaco di Favara e dei dirigenti comunali che non avrebbero evitato la tragedia.

Lo ha presentato Renato Salamone, marito di Marianna Bello, morta nel corso dell’alluvione che ha colpito Favara lo scorso primo ottobre, trascinata via dalla furia dell’acqua.

Nell’esposto si chiede l’apertura di un’inchiesta per omicidio colposo. Le indagini dovrebbero accertare se la tragedia sia stata determinata da “condotte omissive e colpose dell’ingegnere Salvatore Cocina nella qualità di dirigente generale del dipartimento regionale Protezione civile in merito all’errata emissione dell’allerta meteo” e “del sindaco di Favara Antonio Palumbo, dei dirigenti comunali dell’area Lavori pubblici, Urbanistica, Edilizia e Patrimonio per l’omessa custodia e manutenzione del convogliatore idraulico” che ha inghiottito la trentottenne.

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