Schiarite in Stm. L’azienda leader nel settore dei semiconduttori avrebbe trovato la quadra salvando i posti di lavoro. Lo annuncia la Cgil etnea che saluta la decisione con entusiasmo.
«Il ritiro di tutti gli esuberi da parte di STMicroelectronics su tutto il territorio nazionale è un risultato importante, frutto della determinazione delle lavoratrici, dei lavoratori e del sindacato. Adesso, però, è il momento di aprire una fase nuova: serve definire un piano industriale chiaro, che consenta di ragionare in termini di espansione e non più di ridimensionamento – afferma Rosy Scollo, segretaria generale Fiom Cgil Catania.
Parliamo della sopravvivenza non solo del sito di Catania, ma dell’intera filiera industriale collegata. È tempo che il Governo assuma fino in fondo la responsabilità di politiche industriali degne di questo nome, capaci di garantire occupazione, innovazione e prospettiva. Ci aspettiamo che il confronto prosegua con un’analisi puntuale, sito per sito, perché ogni realtà ha esigenze specifiche che non possono essere ignorate».
Interviene anche Angelo Mazzeo, vice segretario nazionale Ugl Metalmeccanici.
“Il ritiro degli esuberi da parte di ST è un passo avanti significativo e un segnale di responsabilità, ma non può restare una misura temporanea” – afferma Mazzo.
“Adesso manca – precisa Mazzeo – un piano industriale rimodulato e di lungo periodo, con tempi certi, investimenti concreti e strumenti di politica industriale chiari, in grado di rafforzare i poli di Catania e Agrate valorizzando competenze e professionalità. Ci sono anche le opportunità legate al Chips Act 2. L’Europa metterà delle risorse ingenti sul campo della microelettronica e dei semiconduttori e ST e i suoi lavoratori, come i territori in cui operano, possono e devono beneficiarne.
Solo in questo quadro sarà possibile valutare strumenti volontari, come dimissioni incentivate o prepensionamenti, sempre nel pieno rispetto delle garanzie occupazionali.
La UGL Metalmeccanici – conclude il vice segretario nazionale – è pronta a lavorare a un accordo quadro con il Ministero e con l’azienda, ma il percorso dovrà basarsi su trasparenza, condivisione e responsabilità, per difendere l’occupazione, sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita del settore in Italia”.

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