La situazione sembra stia sfuggendo di mano. Le città siciliane sembrano sprofondare in una spirale di violenza e criminalità, con risse, sparatorie e addirittura omicidi, come se in un attimo si fosse tornati negli anni Ottanta. Una situazione che accomuna le principali città siciliane, prima fra tutte il capoluogo di Regione. A Palermo, più che nel resto dell’Isola, le cose sembrano quasi fuori controllo: ogni giorno, ogni notte, succede qualcosa.
Stanotte si è sfiorata la tragedia: l’attesissima e molto partecipata festa di santi Cosma e Damiano a Sferracavallo, borgata marinara a pochi chilometri da Palermo, poteva trasformarsi in carneficina. Poco dopo l’una di notte, infatti, mentre la vara dei «santuzzi» stava per entrare in chiesa, nella vicina piazza sono stati esplosi dei colpi di pistola, circa una decina secondo le testimonianze, che avrebbero ferito una donna incinta di 21 anni e seminato il panico tra i partecipanti alla festa che sono scappati: ci hanno detto di abbassarci – racconta qualcuno ancora scosso. Chi ha potuto si è messo in salvo, altri hanno cercato rifugio nei palazzi delle vicinanze.
Poco più tardi, verso le due di notte, altri colpi di arma da fuoco sono stati esplosi, stavolta contro la saracinesca di una macelleria alla Marinella. Forse una vendetta. A essersi scontrati, infatti, sarebbero stati due gruppi: uno dello Zen e l’altro della Marinella. Un episodio grave che ricorda la strage di Monreale e che mette evidenzia, ancora una volta, come la violenza sia tornata padrona delle strade. Almeno in Sicilia-
I poliziotti dell’ufficio prevenzione generale della questura e del commissariato San Lorenzo stanno cercando di mettere a posto i tasselli della folla notte di Sferracavallo. Ma la situazione resta tesa.

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