Un’adeguamento atteso da un anno. A gennaio 2025 sono entrati in in vigore i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e le nuove tariffe di esami e visite mediche offerte dal Servizio sanitario che avranno valore nazionale, azzerando di fatto le differenze tra regioni. Una modifica che, in Sicilia, potrebbe avere conseguenze nefaste: con le nuove tariffe, infatti, sono ridotti i rimborsi per le prestazioni eseguite in strutture convenzionate. Da quel privato che sull’Isola rappresenta un importante supporto per il Sistema Sanitario.
Sull’aggiornamento, che dunque potrebbe mLeettere a rischio alcune prestazioni e in difficoltà le strutture in convenzione, interviene il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.
«Il tema dell’introduzione, a livello nazionale, del nuovo nomenclatore tariffario, che ha ridotto i rimborsi per le prestazioni sanitarie eseguite dalle strutture convenzionate con le Regioni, è all’attenzione del mio governo dice. Ho già chiesto agli assessori alla Salute, Giovanna Volo, e all’Economia, Alessandro Dagnino, di verificare la praticabilità della norma inserita nell’ultima legge di stabilità nazionale che consente alle Regioni di superare i vincoli imposti dal Piano di rientro in materia tariffaria. Questo passaggio si rivela cruciale, da un lato, per salvaguardare l’appropriatezza delle cure e l’equità nell’accesso alle stesse per tutti i cittadini, dall’altro per offrire un supporto concreto alle strutture sanitarie convenzionate, che svolgono un ruolo essenziale nel garantire servizi agli utenti. Voglio rassicurare tutti – conclude il presidente – che siamo impegnati nell’individuare le soluzioni più efficaci e rapide, con la massima attenzione al benessere del nostro territorio».

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