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  • Palermo: bottiglie di benzina davanti ai negozi, richiesta di pizzo

    Palermo: bottiglie di benzina davanti ai negozi, richiesta di pizzo

    Cinque bottiglie di benzina sono state trovate questa mattina dai titolari davanti ai propri esercizi commerciali a Sferracavallo, frazione di Palermo. Coinvolti il bar del Golfo, la trattoria Temptation, i ristoranti il Gracale e il Delfino, e il tabacchi, sulle bottiglie era attaccato un biglietto con su scritto “5 mila euro”, una richiesta di pizzo arrivata in modo esplicito e senza intermediari.

    La polizia ha raccolto le denunce dei commercianti vittime delle minacce e, effettuato i rilievi, hanno acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza. Dalle immagini si vedrebbero alcuni giovani scendere da un’auto con il volto coperto da cappucci e sacchetti con bottiglie di benzina, poi lasciate davanti ai negozi. L’episodio sarebbe avvenuto verso l’una di notte.

    Gli investigatori inoltre stanno verificando collegamenti tra questo episodio e l’incendio avvenuto sempre la scorsa notte in una rimessa di Isola delle Femmine dove sono rimaste coinvolte undici imbarcazioni.

  • Violenza sulle donne: i dati Istat 2025 dimostrano che il 31,9% delle donne italiane sono vittime di violenza

    Violenza sulle donne: i dati Istat 2025 dimostrano che il 31,9% delle donne italiane sono vittime di violenza

    Domani 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a ridosso di questo importante giorno arrivano i dati dell’Istat dell’indagine 2025 nel rapporto ‘La violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia”presentati durante la Conferenza internazionale sui femminicidi.

    Sono circa 6 milioni e 400mila pari al 31,9% le donne italiane, tra 16 ai 75 anni, che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da partner, parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti, dai partner si subisce anche violenza psicologica e violenza economica.

    Secondo l’Istat i compagni sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner o di ex. Nel 2025 è stato rilevato per la prima volta, una forma di stupro che accade in contesti particolari, quando la vittima non è in grado di rifiutare oppure opporre resistenza perché è stata drogata o è sotto l’effetto di alcool, tale situazione riguarda l’1% delle donne. 

    Infine confrontando i dati del 2025 con quelli del 2014, emerge un aumento significativo delle violenze sessuale subite dalle giovanissime (donne di età compresa tra i 16-24 anni), che passano dal 28,4% al 37,6%.

    Anche se i numeri registrati dimostrano uno stato di violenza ancora molto alto, rimangono stabili invece i comportamenti di denuncia, solo il 10,5% delle vittime hanno denunciato la violenza subita da parte dei partner o ex partner negli ultimi cinque anni.

  • Radio Giornale del 24 novembre 2025 ore 11.00

    Manifestazione contro il Governo Regionale – Incendio imbarcazioni all’Isola delle Femmine – 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne, i dati Istat 2025

  • Mediaworld vende Ipad a 15 euro, poi li rivuole indietro.

    Mediaworld vende Ipad a 15 euro, poi li rivuole indietro.

    Un’offerta incredibilmente vantaggiosa: Ipad air a 15 euro anziché 879 euro. È quello che i possessori della carta fedeltà Mediaworld avranno pensato l’8 novembre scorso, visitando il sito dell’azienda. Il prodotto era prenotabile immediatamente online, per poi pagarlo e ritirarlo in negozio. 

    Tantissime persone effettuano l’ordine online e in negazio gli Ipad vengono consegnati regolarmente. Il problema è che, a distanza di pochi giorni, agli acquirenti arriva una pec dove si comunica che il prezzo pubblicato era errato. Quindi viene richiesto di versare la differenza al fine di raggiungere il prezzo di listino, con uno sconto ulteriore di 150 euro per il disguido, oppure di restituirlo, ottenendo un rimborso dei 15 euro, più un buono sconto di 20 euro. 

    Da Media World avvisano: “Confermiamo che in un brevissimo arco temporale, a causa di un piccolo errore informatico riconoscibile, dovuto a un disguido tecnico straordinario imprevisto, sulla nostra piattaforma e-commerce alcuni prodotti sono stati erroneamente esposti a prezzi che, per la loro palese e oggettiva disconnessione dal reale valore di mercato del prezzo proporzionale corretto, non avrebbero mai dovuti essere esposti. Si è trattato di un errore manifesto tale da renderlo economicamente insostenibile e non rappresentativo di una nostra offerta commerciale. In virtù di quanto previsto dalla normativa vigente, ci siamo trovati nella necessità di intervenire ricorrendo a un principio giuridico volto a preservare l’equilibrio contrattuale laddove si verifica un errore di tale portata. Il nostro approccio è stato quello di privilegiare la relazione con il cliente e di offrire soluzioni che andassero oltre la mera applicazione della norma. Per questo motivo abbiamo prontamente contattato tutti gli acquirenti interessati proponendo due alternative. Proponiamo il mantenimento del prodotto o la restituzione del prodotto. Crediamo fermamente che queste proposte dimostrino la nostra volontà di supportare i clienti e di mantenere trasparenza e correttezza. Continuiamo a lavorare per migliorare le nostre esperienze di acquisto e la massima tutela dei nostri consumatori”. 

    Eppure in rete non tutti sono stati contenti di questa soluzione proposta dall’azienda. Ci si chiede se realmente l’azienda possa fare per legge una richiesta del genere. Di fatto, in tantissimi hanno comprato più di un prodotto e alcuni hanno addirittura rivenduto i prodotti acquistati. Ecco perché la situazione per i clienti che hanno acquistato questi prodotti si complica. 

    Il codice civile, con l’articolo 1428, consente a un’azienda di annullare un contratto se l’errore è essenziale e riconoscibile. Ma la questione è complessa. Di fatto la PEC inviata, non ha valore di diffida o messa in mora. Lascia però intuire un’azione “informale” da parte di Mediaworld prima di passare ad atti legali. Per poter annullare un contratto bisogna “dimostrare la consapevolezza del consumatore di abusare dell’errore del prezzo”. Quindi la capacità dell’acquiriente di riconoscere che il prezzo non fosse corretto.

    Qui parliamo di più del 90% di sconto ma risulta essere uno standard complicato da dimostrare in quanto oggi siamo abituati anche a vedere prodotti scontatissimi al 95%.

    A quanto pare MediaWorld, successivamente al parere di un giudice, avrebbe tutto il diritto di poter esercitare richiesta di restituzione merce, anche munendosi di atto formale nella quale richiede il pagamento in difetto del prodotto soggetto ad errore tecnico.

     

  • È giusto crescere i propri figli nel bosco?

    È giusto crescere i propri figli nel bosco?

    La storia della famiglia che viveva nel bosco vicino Chieti, senza luce, gas e acqua, continua a scuotere lo stivale. L’ultimo atto è stata la sospensione della potestà genitoriale, portando via i bambini dalla famiglia. 

    Sulla decisione presa, è intervenuta addirittura la politica. Il ministro Salvini ad esempio ha commentato sui social: “Una decisione vergognosa”. Nel mentre il dibattito pubblico si divide tra chi appoggia lo stile di vita senza fronzoli della famiglia e chi invece lo condanna. Ci si chiede se è giusto stare lontani dai centri urbani, senza collegamenti o comodità, crescendo i propri figli lontani da altri bambini attraverso l’istruzione domestica, con l’aiuto di un’insegnante privata. 

    La vicenda è scoppiata quando la Procura dei minori dell’Aquila, a seguito del ricovero ospedaliero di uno dei bimbi, a causa di un’intossicazione funghifera, ha deciso di intervenire attraverso un controllo dei carabinieri che ha portato alla segnalazione delle condizioni di vita non adatte. E, di conseguenza, all’interruzione dell’affidamento dei minori alla famiglia. 

    Infatti, i bambini sono stati portati in una comunità indicata dal tribunale, con la madre. I genitori, contestano l’azione legale e difendono la propria scelta di vita. I bambini sono sempre stati cresciuti con amore nella natura. Erano felici. 

    Ciò che si legge nella denuncia dei carabinieri però, fa riflettere: “il nucleo familiare vive in una condizione di disagio abitativo. Non è stata dichiarata l’abitabilità dello stabile nel quale dimorano abitualmente. I membri della famiglia non hanno interazioni sociali frequenti e la coppia genitoriale non ha entrate economiche fisse. Presso lo stabile nel quale dimora la famiglia non sono presenti i servizi igienici e le utenze. I minori, inoltre, non frequentano la scuola, ne attività ricreative o sportive”. 

    “Sì, purtroppo è successo”, ha dichiarato il padre, “ed è stato terribile. Ci hanno tolto i nostri bambini”. La famiglia è stata smembrata e l’allontanamento dei tre figli, è stato fortemente criticato da tutta la comunità locale. Il Sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha dichiarato: “è stato un fulmine a ciel sereno, non ci aspettavamo che arrivasse il provvedimento così presto e non l’aspettavamo così drastico nella sua esecuzione. È stato tutto rapidissimo, in pochi minuti i carabinieri presenti e gli assistenti sociali hanno portato via i bimbi e la mamma. Sono un padre di famiglia anch’io, sono rimasto molto colpito dalla situazione”. 

    Anche la Presidente Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda, definendosi allarmata, dopo averne parlato con il ministro della giustizia Carlo Nordio. Si dice tentata nell’inviare degli ispettori dal Ministero della Giustizia. 

    Online, circa 13.000 persone hanno invece firmato una petizione a favore della famiglia anglo-australiana. La scelta di “vivere in un modo differente e atipico” ha acceso un enorme dibattito circa l’eticità di crescere i figli come si vuole, che sicuramente non si smorzerà nemmeno dopo l’epilogo di questa vicenda.

     

     

  • Radio giornale del 21 novembre 2025 ore 20.00

  • Radio giornale del 21 novembre 2025 ore 18.00

    Nico Torrisi confermato ad di Sac – E’ morto il maratoneta di Caltanissetta – Tre prelievi multiorgano al Policlinico di Catania – Via alle Giornate Fai per le scuole

  • Aeroporto di Catania, Torrisi confermato amministratore delegato della Sac

    Aeroporto di Catania, Torrisi confermato amministratore delegato della Sac

    CATANIA. Nico Torrisi è stato riconfermato amministratore delegato della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. L’assemblea dei soci si è svolta in mattinata ed è stata quella definitiva, dopo mesi di trattative tra tutti i partiti. Il nome che non è mai stato realmente in discussione è proprio quello di Torrisi che negli ultimi anni ha guidato Fontanarossa e che ha avviato la privatizzazione dello scalo catanese.

    Gli altri nomi, tutti scelti all’unanimità dai soci, sono: Anna Quattrone, nel ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione, che sarà affiancata dai consiglieri Giuseppe Alfano, ex sindaco di Comiso, Salvo Panebianco, ex assessore provinciale ed ex vicesindaco di Paternò, e l’avvocata penalista Francesca Garigliano, già presidente dei Cda di Asec e Asec trade tra il 2014 e il 2018.

  • Jovanotti a Palermo, l’appello dell’associazione animalista: “Scelga location alternative”

    Jovanotti a Palermo, l’appello dell’associazione animalista: “Scelga location alternative”

    È di pochi gironi fa l’annuncio del tour estivo di Lorenzo Jovanotti dal titolo “L’arca di Lorè”, tra le varie tappe in tutta Italia il cantante tornerà in Sicilia dopo un’assenza di otto anni.  Il 29 agosto i fan di Jovanotti potranno divertirsi vivendo il live all’ippodromo di Palermo, ma è di oggi la notizia di una presa di posizione netta da parte dell’Italian Horse Protection.

    L’associazione, in difesa dei cavalli, ha espresso forte contrarietà rispetto ai concerti programmati all’Ippodromo La Favorita di Palermo   e all’Ippodromo di Agnano di Napoli, chiedendo all’artista di rivedere la scelta delle location per evitare potenziali ripercussioni sul benessere dei cavalli ospitati negli impianti.

    Secondo l’associazione gli ippodromi non possono essere considerati luoghi neutri o facilmente adattabili a eventi di grande richiamo, la presenza dei cavalli, anche se non nelle immediate vicinanze del palco, resta un elemento critico da non ignorare.

    “Siamo basiti nell’apprendere che verranno organizzati due concerti che accoglieranno migliaia di persone dentro gli ippodromi. Gli animali potrebbero andare nel panico e ferirsi per il grande e prolungato rumore a cui non sono abituati e nella miglior ipotesi subiranno uno stress” dichiarano i membri dell’associazione. Di qui l’appello “chiaro e rispettoso” da parte dell’associazione, rivolto a Jovanotti: “Scelga location alternative, dove la festa non comporti la sofferenza di nessun animale. Accogliere questa richiesta sarebbe un gesto coerente con la sensibilità ambientale che l’artista ha più volte dichiarato e dimostrato”.

    Intanto dall’Ippodromo La Favorita di Palermo arrivano attraverso rassicurazioni attraverso una nota in cui si legge: la salvaguardia degli animali e il contenimento delle emissioni sonore non sono interventi correttivi dell’ultima ora, ma parte integrante dell’organizzazione dell’evento, finalizzate ad assicurare la massima serenità agli equini.

  • Radio Giornale del 21 novembre 2025 ore 16.00

    Bonus contro il caro voli – Apre una lista in un’agenzia di viaggio e viene truffato – Associazione in difesa degli animali contro il concerto di Jovanotti all’ippodromo di Palermo