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  • Sequestrate a Palermo 11 milioni di sigarette elettroniche

    Sequestrate a Palermo 11 milioni di sigarette elettroniche

    PALERMO. Sequestrati a Palermo circa 11 milioni e mezzo tra sigarette elettroniche, cartine e filtri, per un peso di circa 770 chili, che qualora immessi sul mercato parallelo avrebbero fruttato un circa 1 milione di euro, sottraendo alle casse dello Stato 120 mila euro derivanti dall’imposta di consumo. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di finanza. Oltre ai canali ufficiali, che vedevano quali clienti le rivendite di tabacchi, c’era un vero e proprio mercato parallelo gestito da società riconducibili a extracomunitari.

    E’ emerso come un unico grosso importatore di Partinico rifornisse numerosi negozi di oggettistica e articoli per la casa senza di licenza di vendita. I finanzieri, seguendo le consegne effettuate dall’importatore, hanno scoperto 11 esercizi commerciali che vendevano abitualmente sigarette elettroniche, cartine e filtri senza alcuna licenza e in totale evasione di imposta sui consumi. Tutti i negozi individuati si trovano in centro, a Palermo.

    I militari hanno notato la presenza di poche scatole esposte per la vendita, in alcuni casi anche nascoste sotto i banconi, mentre il grosso dei prodotti veniva conservato in magazzini nelle vicinanze dei negozi. I titolari degli esercizi commerciali sono stati denunciati e le attività sono state segnalate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, per le sanzioni accessorie previste, tra le quali la chiusura dell’esercizio commerciale.

  • Favara, ritrovato il corpo di Marianna Bello: la giovane mamma travolta dall’alluvione del 1° ottobre

    Favara, ritrovato il corpo di Marianna Bello: la giovane mamma travolta dall’alluvione del 1° ottobre

    È stato ritrovato il corpo senza vita di Marianna Bello, la giovae donna di 38 anni scomparsa durante la violenta alluvione che ha colpito Favara lo scorso 1° ottobre. La tragedia si è consumata mentre la giovane mamma cercava di mettersi in salvo, abbandonando la propria auto travolta dalla furia dell’acqua.

    Le ricerche delle squadre di soccorso sono proseguite senza sosta per oltre due settimane, ma solo oggi è arrivata la drammatica conferma: il cadavere di Marianna è stato rinvenuto in via Farag, una località marittima situata tra Cannatello e Zingarello, nel territorio del Comune di Agrigento. Si tratta dell’area dove sfocia il canalone che parte da Favara e confluisce nel fiume Naro.

    A fare la tragica scoperta sono stati alcuni cacciatori impegnati in una battuta, che hanno immediatamente allertato le autorità. Sul posto sono intervenuti i familiari della donna, che hanno effettuato il riconoscimento del corpo.

  • Ed Gein: il nuovo incubo firmato Monster

    Ed Gein: il nuovo incubo firmato Monster

    Con Monster: The Ed Gein Story, Netflix torna a esplorare il lato più oscuro dell’animo umano. Il nuovo capitolo della serie antologica ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan prosegue il percorso iniziato con Monster: The Jeffrey Dahmer Story e continuato con Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story, componendo una trilogia del terrore contemporaneo che interroga, più che raccontare, la nascita del male.

    In Monster: The Ed Gein Story, 
    Ed Gein, è interpretato da un sorprendente Charlie Hunnam, che mostra abilmente l’incarnazione della solitudine, dell’ossessione materna e della repressione di un’America che nasconde le sue paure sotto un velo di normalità.

    Accanto a Hunnam, una straordinaria Laurie Metcalf, interpreta la figura di Augusta Gein maestralmente, madre devota e tirannica, simbolo del fanatismo religioso e del controllo familiare.

    Visivamente la serie si staglia in fotografia cupa, dettagli maniacali, scenografie autentiche. Tuttavia, alcune libertà creative, come l’invenzione di relazioni mai esistite o l’eccessiva enfasi su scene di violenza, hanno suscitato critiche accese.

    Ma qual è il vero volto di Ed Gein? 
    Edward Theodore Gein nacque nel 1906 a Plainfield, nel Wisconsin. Figlio di un padre violento ed alcolizzato e di una madre fanatica religiosa, visse un’infanzia segnata dall’isolamento e dalla paura del peccato.
    Dopo la morte della madre, la sua mente collassò, sprofondó in comportamenti aberranti. Gein cominciò a profanare tombe, a collezionare resti umani e a confezionare oggetti fatti di pelle umana e ossa. 
    Nel 1957 la polizia fece irruzione nella sua fattoria, quello che trovò all’interno sembrava uscito da un film dell’orrore. Arrestato e dichiarato incapace di intendere e di volere, Gein passò il resto della vita in un ospedale psichiatrico.

    Da quel momento il suo nome divenne leggenda nera, alimentando l’immaginario di intere generazioni di registi.
    Alfred Hitchcock si ispirò a lui per creare Norman Bates in “Psycho” (1960). 
    Tobe Hooper, nel 1974, prese spunto dalle macabre “creazioni” di Gein per dare vita a Leatherface in “Non aprite quella porta” . 
    Jonathan Demme utilizzò elementi della sua ossessione per la pelle e l’identità in “Il silenzio degli innocenti” (1991), con il personaggio di Buffalo Bill.
    Anche Rob Zombie diede vita a Gein nel suo horror “La casa dei 1000 corpi” (2003). 
    Gein, è diventato un’icona culturale, il prototipo del mostro moderno che il cinema continua a reinventare, da più di mezzo secolo.

    Alla sua uscita, la serie ha diviso pubblico e critica. C’è chi l’ha definita un capolavoro psicologico, chi un esercizio di stile disturbante e gratuito. Variety l’ha accusata di “cercare lo shock a ogni costo”, mentre The Guardian l’ha bollata come “imperdonabile”.
    Eppure, nonostante le polemiche, Monster è schizzata al secondo posto delle classifiche globali Netflix. Forse perché, in fondo, ciò che ci spaventa ci attrae.
    Sui social gli spettatori si interrogano. perché guardiamo queste storie? Per curiosità, per morbosità, o per capire fin dove può spingersi la mente umana?

    In ogni stagione, Murphy trasforma un caso di cronaca nera in uno specchio della società americana: Dahmer incarnava la solitudine urbana e l’indifferenza delle istituzioni; i fratelli Menendez rappresentavano il volto corrotto del sogno borghese; Ed Gein, infine, diventa il simbolo dell’orrore rurale e dell’alienazione silenziosa.
    Monster si conferma come un progetto che attraversa la storia americana raccontando non solo i crimini, ma le crepe di un Paese intero.

    Murphy non costruisce semplici biopic, ma indaga l’identità collettiva che produce questi mostri. L’avidità, la solitudine, l’abuso, il bisogno di apparire perfetti.
    Ogni stagione cambia scenario e tono, ma mantiene una stessa pulsazione morale, la ricerca di un colpevole che, in fondo, potremmo anche essere noi.

    In Dahmer, il male nasce dall’indifferenza; nei Menendez, dalla pressione del successo; in Ed Gein, dal fanatismo e dall’abbandono. È come se Murphy ci dicesse che il vero orrore non è nei crimini, ma nel sistema che li permette e poi li consuma come spettacolo.
    Tre epoche, tre contesti diversi, un’unica domanda: chi crea davvero i mostri?

    Monster: The Ed Gein Story è una serie imperfetta, disturba, ma non in modo gratuito. Ryan Murphy riesce a creare un’esperienza visiva magnetica che ci costringe a guardare dentro l’abisso senza filtri.
    Non tutto funziona, certi momenti di crudeltà potevano essere suggeriti invece che mostrati. Ma la serie riesce perché ci mette a disagio non per ciò che vediamo, bensì per ciò che riconosciamo. 

    In definitiva, Monster: Ed Gein, non è una serie da guardare a cuor leggero. È un’esperienza che divide, che provoca, che sporca la coscienza. Ma è proprio questo il suo valore: ricordarci che i mostri non nascono nel buio, ma nelle crepe dell’animo umano, e che, a volte, raccontarli è l’unico modo per riconoscerli.
     

  • Mtv cambia pelle e chiude i suoi canali musicali

    Mtv cambia pelle e chiude i suoi canali musicali

    Mtv si trasforma. Lo storico canale musicale chiuderà le sue reti in tutto il mondo. È la fine di un’epoca per l’intrattenimento musicale e i videoclips. Rimarranno invece attivi gli eventi internazionali, come gli “Mtv video music awards” e gli “Mtv Europe music awards”. 

    In italia, aveva esordito il primo settembre 1997, diventando istantaneamente un canale di successo. Eppure in questo 2025, Mtv ha deciso di cambiare strategia. L’arrivo di Youtube ha eroso nel tempo il suo predominio musicale, portando la rete a discostarsi sempre più dalla musica, suo core business, e iniziando a proporre show iconici come “Jersey Shore”, “16 anni incinta”, “Ginnaste – vite parallele”, “Catfish”, “Gli Osborne”, “Pimp My Ride”, “Jackass” e molti altri. 

    Non c’è ancona una data definita per la chiusura dei canali in tutto il mondo, eccetto per l’Inghilterra, dove il canale è appena stato chiuso, ma secondo i rumors, succederà già ad inizio 2026. Scompariranno: “Mtv Music”, Mtv Rock”, “Mtv 80’s” e molti altri. 

    Impossibile non ricordare gli anni 80 e 90, in cui la Music Television fu una novità assoluta. L’unico canale costruito per i giovani. In italia, ad esempio, tutti ricordano il format “Trl” con Marco Maccarini e Giorgia Sorina. Programmi come questo hanno guidato una rivoluzione del linguaggio televisivo, introducendo l’arrivo dei Vj’s; volti giovani come Enrico Silvestrin, Camila Raznovich, Victoria Cabello, Alessandro Cattelan e il Nongio, hanno trovato il loro spazio in tv e presentato i loro programmi in uno scenario nazionale ingessato. I Vj’s erano autentici, spontanei ed ironici. I loro format avevano un tono diverso, un ritmo nuovo e trasmettevano libertà. Intervistavano gli idoli della musica internazionale di allora, come i Blink 182, Eminem, Beyonce, o gli italianissimi Subsonica e Carmen Consoli e spingevano la musica alternativa. 

    Nei primi 2000, Mtv faceva scuola per quanto riguarda mode e tendenze e guidava l’immaginario giovanile. In un’epoca in cui internet non era diffusissimo, all’interno dei palinsesti italiani erano sbarcati per la prima volta programmi irriverenti, cartoni animati e anime per adulti. Senza tralasciare che Mtv è stata parte della promozione di tantissime band ed artisti, ricordiamo per esempio le Mtv live dei Nirvana, piuttosto che lo spazio dato a Britney Spears, alle Destiny’s Child, a Christina Aguilera e a tanti altri. 

    Mtv abbandona i canali musicali, ma il brand rimane forte e si trasforma. Adesso produce solo reality e format di vario genere, ma non è più l’Mtv che ha fatto la storia e che ha innovato il panorama internazionale. Si può ancora definire una music television? 

    La rete, che ha iniziato il suo cammino televisivo trasmettendo “Video killed the radio stars”, il primo videoclip mai girato, che ha fatto scoprire al mondo l’estro di Michael Jackson e ha in qualche modo plasmato la cultura pop mondiale è morta. MTV: ci mancherai!

  • Radio giornale del 17 ottobre 2025 ore 20.00

    Il caso Sigfrido Ranucci

  • Radio giornale del 17 ottobre 2025 ore 18.00

    Convalidato l’arresto del latitante – Condanne per sparatoria a carico di 4 minori – Patente ritirata ad un autista di ambulanza

  • L’Asp di Catania lancia “Le Giornate della Prevenzione 2025”

    L’Asp di Catania lancia “Le Giornate della Prevenzione 2025”

    CATANIA – Dalla prevenzione alla prossimità, dalla cura alla partecipazione. L’Asp di Catania ha presentato questa mattina, nella Sala conferenze del Palazzo della Regione Siciliana (ex Esa), “Le Giornate della Prevenzione 2025”, il nuovo progetto promosso dal Dipartimento di Prevenzione.

    L’iniziativa propone una visione complessiva e integrata delle attività di prevenzione, orientate al benessere collettivo, alla tutela della salute pubblica e alla diffusione della cultura della prevenzione, che rappresentano la mission del Dipartimento.

    Nel corso dell’incontro sono state illustrate le iniziative in programma per i mesi di ottobre, novembre e dicembre: un percorso inclusivo e partecipato che coinvolgerà cittadini, scuole, istituzioni, imprese e operatori sanitari sui temi della prevenzione, della qualità della vita e della promozione della salute, per una comunità più consapevole e responsabile.

    Ha aperto i lavori il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa come nuovo modo di comunicare la prevenzione e la cultura del benessere, fondato su prossimità, ascolto e dialogo diretto con i cittadini. L’obiettivo, ha spiegato, è portare informazione e servizi nei territori, affrontando in modo integrato temi come screening, vaccinazioni, salute alimentare, uso consapevole delle tecnologie, sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenzione delle malattie professionali.

    Il Camper della Prevenzione rappresenta concretamente questa visione di sanità di prossimità: un progetto che attraversa i 58 comuni della provincia di Catania offrendo non solo attività di screening e vaccinazione, ma anche momenti di informazione, ascolto e sensibilizzazione. Un percorso che è frutto della collaborazione tra istituzioni, operatori sanitari e comunità locali, che mette al centro la salute, la prevenzione e la partecipazione attiva dei cittadini.

    Sono intervenuti successivamente il prefetto di Catania, Pietro Signoriello; il dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’Assessorato regionale alla Salute, Salvatore Iacolino; il dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, Giacomo Scalzo; il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Catania, Emilio Grasso; e il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Gianfranco Di Fede.

    Il prefetto Signoriello ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando come non rappresenti un costo ma un investimento in civiltà, tutela della persona e qualità del lavoro. Ha ribadito l’importanza di un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e cittadini per costruire una cultura della prevenzione stabile e radicata nel tessuto sociale.

    Sulla stessa linea, Iacolino ha evidenziato la prevenzione come rete di relazioni, competenze e sinergie in grado di garantire percorsi di salute efficaci e inclusivi. Ha ricordato l’impegno dell’Assessorato regionale nel sostenere questo sistema attraverso investimenti mirati e un’offerta di servizi integrata, risultato della collaborazione tra strutture territoriali e Aziende sanitarie provinciali.

    Scalzo ha posto l’accento sul valore strategico di screening e vaccinazioni, strumenti fondamentali della sanità pubblica. La prevenzione, ha sottolineato, è la prima e più efficace forma di cura, perché consente di proteggere la salute dei cittadini prima ancora dell’insorgere della malattia. Ha invitato a mantenere alta la partecipazione ai programmi di screening e a rafforzare la fiducia nelle istituzioni sanitarie, poiché solo una piena adesione può garantire risultati concreti e duraturi.

    Grasso ha richiamato l’importanza dell’educazione alla salute sin dai banchi di scuola, sottolineando la necessità di un legame sempre più stretto tra istruzione e sanità. Le giovani generazioni, ha affermato, devono essere coinvolte come protagoniste attive nella promozione del benessere, attraverso progetti mirati, linguaggi innovativi e percorsi formativi che le rendano consapevoli del proprio ruolo nella tutela della salute collettiva.

    Infine, il direttore sanitario dell’Asp di Catania Di Fede ha evidenziato l’impegno dell’Asp di Catania nel costruire una sanità sempre più orientata alla prevenzione e alla prossimità, fondata sull’integrazione dei servizi e sull’ascolto delle esigenze reali dei cittadini, in linea con gli obiettivi del Pnrr. 

    Il programma delle attività è stato presentato dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Antonio Leonardi, che ha sottolineato come “Le Giornate della Prevenzione 2025” rappresentino il risultato di un lavoro corale, costruito insieme agli operatori, ai territori e alle istituzioni.

    Leonardi ha inoltre evidenziato che l’obiettivo dell’iniziativa è offrire ai cittadini un’esperienza di prevenzione diffusa, accessibile e partecipata, capace di coniugare informazione, sensibilizzazione e servizi concreti.

    Ha rimarcato come una comunicazione efficace rappresenti il primo e fondamentale strumento di promozione della salute, indispensabile per favorire comportamenti consapevoli e responsabili e per rafforzare la tutela della salute pubblica.

    Leonardi ha infine rivolto un sentito ringraziamento alla Direzione Strategica dell’Asp di Catania e a tutti i collaboratori del Dipartimento di Prevenzione per l’impegno, la competenza e la professionalità con cui hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

    Impossibilitati a prendere parte all’incontro, il sindaco di Catania Enrico Trantino e il rettore dell’Università degli Studi di Catania Enrico Foti hanno affidato i propri saluti istituzionali, rispettivamente, a Ninni Decembrino, consulente per la salute e i servizi sociali della Città Metropolitana di Catania, e a Caterina Ledda, delegata del rettore per la Sicurezza e il benessere dei lavoratori.

    All’incontro hanno preso parte, inoltre, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico-San Marco” di Catania, Gaetano Sirna; il direttore sanitario dell’Arnas “Garibaldi”, Mauro Sapienza; il presidente di Federfarma Catania, Gioacchino Nicolosi; la direttrice dell’Inail di Catania, Diana Artuso; e il comandante dei Vigili del Fuoco, Felice Iracà.

    Erano presenti anche i direttori delle Unità Operative Complesse del Dipartimento di Prevenzione, insieme a numerosi direttori di Dipartimento e di Unità Operative aziendali. Hanno partecipato, inoltre, i rappresentanti dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni sanitarie datoriali sindacali e professionali, della Rete civica della Salute e del Comitato consultivo aziendale.

  • Radio giornale del 17 ottobre 2025 ore 16.00

    Indagini omicidio di Palermo – Attentato a Ranucci, presa di posizione dell’Ordine giornalisti, Rinvenuto morto a distanza di anni – In carcere la figlia di Totò Riina

  • Radio giornale del 17 ottobre 2025 ore 14.00

    Proseguono le ricerche della donna dispersa a Favara – Mattarella sulle morti sul lavoro – Storie di violenza tra Palermo e Catania – La pagina dello Sport

  • Cento interventi di chirurgia bariatrica robotica dell’Arnas Garibaldi

    Cento interventi di chirurgia bariatrica robotica dell’Arnas Garibaldi

    CATANIA. L’epidemia di obesità continua a diffondersi a livello mondiale, e la chirurgia metabolica e bariatrica (MBS) rappresenta ancora oggi il trattamento più efficace per l’obesità severa e le patologie metaboliche correlate.

    Tradizionalmente, la maggior parte dei chirurghi bariatrici si è affidata alle tecniche laparoscopiche, consolidate per fattibilità e risultati. Tuttavia, secondo l’ultimo rapporto IFSO, oggi più di 8 milioni di interventi robotici vengono eseguiti ogni anno a livello globale, con un trend in costante aumento negli Stati Uniti il 23% di tutti gli interventi metabolici primari viene oggi eseguito con approccio robotico, mentre in Europa l’adozione resta ancora limitata – con tassi molto bassi in Paesi come Italia (0,6%), Francia (0%) e Svezia (0%).

    Negli ultimi anni, però, anche in Italia si osserva una crescita costante dell’utilizzo della chirurgia bariatrica robotica, favorita dall’introduzione di nuove piattaforme e tecnologie sempre più evolute. Questo trend rappresenta un passo importante verso un miglioramento dell’efficacia, della sicurezza e della qualità delle cure. E ha permesso di registrare, per il 2024, 344 procedure complessivamente (sleeve e bypass le procedure più eseguite).

    Numerosi studi internazionali dimostrano che, rispetto alla laparoscopia tradizionale, la chirurgia robotica garantisce maggior precisione nei movimenti, minore perdita di sangue, riduzione del dolore post-operatorio e tempi di recupero più rapidi.

    In questo scenario, anche la chirurgia bariatrica – settore in cui la precisione e la qualità della sutura sono fondamentali – sta beneficiando in modo evidente di questa evoluzione tecnologica.

    Un traguardo importante per il centro d ‘eccellenza bariatrico diretto dal Prof Luigi Piazza

    A poco più di un anno dall’introduzione della chirurgia robotica (febbraio 2024), il centro di eccellenza bariatrico diretto dal prof. Luigi Piazza ha raggiunto un risultato significativo: 100 interventi di chirurgia bariatrica eseguiti con il sistema robotico.

    L’adozione di questa tecnologia ha rappresentato una svolta nel trattamento chirurgico dell’obesità. Grazie alla visione 3D ad alta definizione, alla stabilità e precisione degli strumenti robotici e alla maggiore ergonomia per il chirurgo, zi è riusciti a migliorare ulteriormente sicurezza ed efficacia degli interventi, con benefici concreti per i pazienti.

    I numeri del Garibaldi

    Nel corso di poco più di dodici mesi, sono stati eseguiti 100 interventi di chirurgia bariatrica robotica. L’età media dei pazienti è risultata di 43,5 ± 10 anni, con un BMI medio di 39,4 ± 2,9 kg/m². La maggioranza dei pazienti (76%) era costituita da donne, in linea con la maggiore prevalenza femminile osservata nei percorsi di chirurgia bariatrica.

    Tra le principali comorbidità, si registrano 3 casi di diabete mellito (15,8%), 3 di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (15,8%) e 7 di ipercolesterolemia (36,8%). Sul piano dei risultati chirurgici, il tasso complessivo di complicanze è stato molto basso inferiore al 2%, un valore nettamente inferiore rispetto ai dati medi riportati in letteratura (complicanze risolte tempestivamente con emostasi endoscopica senza richiedere reinterventi).

    Anche i tempi operatori hanno mostrato un miglioramento significativo, passando da oltre 120 minuti nelle prime procedure a una media attuale di 75 minuti, ormai in linea con i centri europei più esperti (≈70 minuti).

    Guardando al futuro: il commento del direttore Lugi Piazza

    Questi risultati confermano che la chirurgia robotica bariatrica è una realtà matura, sicura ed efficace. Raggiungere 100 casi in un solo anno non solo la rapidità di crescita del team e l’efficacia della piattaforma robotica, ma anche la capacità di tutta l’équipe di fare dell’innovazione uno strumento concreto di miglioramento clinico. Il prof Piazza è stato coadiuvato nel programma robotico da alcuni membri del suo tema bariatrico: la dott.ssa Carla Di Stefano, il dott. Marco Patanè, e il dott. Gastone Veroux 

    “È un traguardo che riflette competenza, dedizione e lavoro di squadra, commenta il prof Luigi Piazza – ma soprattutto la volontà di offrire ai pazienti un trattamento sempre più sicuro, preciso e personalizzato. La chirurgia robotica rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della nostra disciplina, e continueremo a investire su formazione, ricerca e tecnologia per garantire risultati sempre migliori”.