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  • Incendio alle Ciminiere di Catania, scatta la conta dei danni

    Incendio alle Ciminiere di Catania, scatta la conta dei danni

    Rogo alle Ciminiere di Catania, partita la conta dei danni.  Per recuperare la struttura distrutta dalle fiamme martedì scorso, nel complesso fieristico simbolo della rinascita della città etnea negli anni Novanta, occorreranno circa 20 milioni di euro,

    Sono queste le prime stime di quanto servirà. Intanto interviene su Livesicilia il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, presidente della Provincia ai tempi della nascita delle Ciminiere.  “Quel Centro polifunzionale quando l’ho aperto al pubblico, nel marzo del ‘96, rappresentò allora un concreto segnale di rinascita di Catania, dopo anni di degrado e di morti ammazzati – dice. Sono certo che l’area congressuale, ridotta a cenere dalle fiamme, risorgerà più bella di prima. Dev’essere l’impegno di tutti”.

    “Adesso tocca alla politica fare la propria parte ed è per questo che presenterò un emendamento alla manovra regionale per impegnare tutte le risorse necessarie alla sua ricostruzione” – lo afferma Jose Marano, parlamentare regionale del Movimento Cinquestelle.

    “Quanto accaduto – prosegue la deputata – è stato un duro colpo per tutti noi. Ecco perché, in attesa di conoscere con esattezza l’entità dei danni che a quanto pare sarebbero ingenti, il dovere della buona politica è quello di impegnarsi per fare in modo che in tempi celeri si restituisca ai catanesi quello che considerano non soltanto la più importante struttura convegnistica ma anche un simbolo e un punto di riferimento per tutta la città”.

    “Nelle more ci affidiamo alla Procura di Catania che ha avviato un’indagine per incendio e disastro colposi. Siamo certi che la magistratura farà luce sull’accaduto, accertando eventuali responsabilità”, conclude.

  • Deputati Dc incontrano Schifani: “Pieno e convinto sostegno al Governo”

    Deputati Dc incontrano Schifani: “Pieno e convinto sostegno al Governo”

    “Pieno e convinto sostegno all’attività del governo all’Ars, la totale lealtà e la presenza costante a supporto del percorso politico e legislativo intrapreso, rinnovando piena fiducia nel suo operato”.  I deputati democristiani all’Ars restano al fianco del presidente Schifani al quale rinnovano la propria vicinanza.

    Lo hanno ribadito in occasione del confronto dopo la decisione del presidente di revocare le deleghe ai due assessori democristiani alla luce delle vicende emerse nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo che ha chiesto l’arresto di Totò Cuffaro, dimessosi da segretario, e del capogruppo all’Ars, Carmelo Pace, accusati di associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti.

    Il gruppo parlamentare della Dc all’Ars guarda con fiducia al futuro, impegnandosi quindi a continuare a fornire il proprio contributo costruttivo e leale all’azione del governo regionale” – ribadiscono.

  • Radio giornale del 12 novembre 2025 ore 20.00

    Data udienza incendio aeroporto Catania – Schifano all’assessorato della Famiglia – Cultura, mostra fotografica eruzione Etna 1950

  • Radio giornale del 12 novembre 2025 ore 18.00

    Condanna per traffico di droga a 5 soggetti del clan Santapaola – Schifani riceve la rettrice di UniMe – Sport, esordio nazionale italiana U19 a Catania, verso Euro 2026

  • Al via a Catania il cammino dell’Italia U19 verso Euro 26, travolta la Moldova 8-0

    Al via a Catania il cammino dell’Italia U19 verso Euro 26, travolta la Moldova 8-0

    E’ iniziato con una vittoria il cammino verso le qualificazioni ad Euro 2026 degli azzurrini della Nazionale U19, che da questo pomeriggio al 18 novembre scenderanno in campo, a Catania, con l’intendo di raggiungere quanto prima il pass per gli Europei che si terranno il prossimo anno in Galles.

    I ragazzi di mister Bollini hanno esordito questo pomeriggio, alle 15, allo stadio Aci & Galatea di Acireale, contro la Moldova e si sono imposti con un netto 8-0. A segno 4 gol per frazione, nel secondo tempo da segnalare la prodezza di Matteo Cocchi che direttamente da calcio d’angolo ha firmato la sesta rete.

    Stamattina alle 11, invece, allo stadio “Massimino”, la Polonia ha batto 2-1 la Bosnia ed Erzegovina. Le 4 nazionali del gruppo 9 riprenderanno a sfidarsi sabato 15, in programma le gare tra Polonia-Italia e Moldova-Bosnia ed Erzegovina.

  • Radio giornale del 12 novembre 2025 ore 16.00

    Chiusi chiosco-bar a Catania ritrovo per pregiudicati – Siap raccolta firme per formazione poliziotti – Schifano su rinnovo contratti dipendenti regionali

  • Traffico di droga, 5 condanne per appartenenti a clan Santapaola

    Traffico di droga, 5 condanne per appartenenti a clan Santapaola

    Dovranno scontare pene definitive che vanno da 7 anni e 2 mesi fino a 14 anni di reclusione. Sono le condanne definitive nei confronti di 5 soggetti appartenenti al clan mafioso catanese Santapaola operante nell’acese, devono rispondere dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti continuata e in concorso.

    Quattro di loro, residenti nel territorio di competenza del Commissariato di P.S. di Acireale, consapevoli delle imminenti condanne, si sono allontanati dai luoghi di abitazione scegliendo di costituirsi presso istituti di restrizione da loro prescelti.

    Infatti, con la collaborazione della Polizia di Frontiera di Catania, il personale del Commissariato ha verificato che due dei condannati, padre e figlio, e un terzo, parente dei primi due, si erano allontanati un paio di giorni prima dell’emissione del provvedimento esecutivo con volo partito da Catania con destinazione centro Italia per poi costituirsi presso una Casa Circondariale in Toscana, mentre il quarto, dopo essersi sottratto alla cattura in un primo momento, si è costituito presso un carcere calabrese. Il quinto soggetto, invece, ha ricevuto la notifica dell’ordine restrittivo presso la Casa Circondariale ove era già ristretto per altra causa.

    Per i cinque si sono aperte definitivamente le porte del carcere dopo essere stati riconosciuti colpevoli dei reati sopra indicati, al termine dei tre gradi di processo, per fatti commessi in Acireale dal gennaio 2003 al maggio 2004.

    Le indagini, incardinate in un procedimento del 2003 presso la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, si riferiscono a due diversi filoni, confluiti poi in un unico procedimento, eseguite dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di P.S. di Acireale e rassegnate all’Autorità Giudiziaria con una informativa del 2007 per numerosi fatti reato riferiti a quell’epoca. Le attività investigative dei due uffici della Polizia di Stato sono la prosecuzione dell’importante indagine svolta nel 2000 e denominata “Euroracket”.

    I soggetti in questione, tutti riconducibili al clan Santapaola operante nell’acese, per i reati per i quali oggi sono chiamati a rispondere, ad eccezione di uno di loro, non avevano sofferto custodia cautelare, in quanto, all’epoca, le indagini preliminari si conclusero con l’avviso di conclusione indagini ex art. 415 bis c.p.p. Le intercettazioni ambientali, all’epoca direzionate nei confronti di alcuni esponenti di spicco del clan menzionato, hanno evidenziato come l’illecita attività concernente le sostanze stupefacenti fosse una delle fonti principali del clan per auto sovvenzionarsi. Solido ed estremamente chiaro il quadro probatorio emerso alla fine delle indagini che hanno portato oggi alla condanna definitiva degli indagati e al loro ingresso in carcere.

    Episodio nodale di quell’indagine fu proprio l’arresto in flagranza di reato di due di loro, eseguito da personale del Commissariato di P.S. di Acireale e della Squadra Mobile di Catania la sera dell’1 marzo 2004, allorquando i due furono fermati agli imbarcaderi di Messina e trovati in possesso di quasi 200 grammi di cocaina.

     

  • Schifani sul rinnovo dei contratti dei dipendenti dell’amministrazione regionale: “Risultato importante”

    Schifani sul rinnovo dei contratti dei dipendenti dell’amministrazione regionale: “Risultato importante”

    «Il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti dell’amministrazione regionale è un importante risultato e il segnale concreto del rispetto che questo governo ha nei loro confronti». Lo dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando la sottoscrizione, oggi all’Aran Sicilia, della pre-intesa sul Contratto collettivo regionale di lavoro 2022-2024.

    «Con questo rinnovo, che arriva a distanza di circa 12 mesi dall’ultimo e dopo 15 anni di blocco – prosegue Schifani, anche in qualità di assessore ad interim della Funzione pubblica -, abbiamo colmato i pesanti ritardi che erano stati accumulati rispetto alle altre pubbliche amministrazioni del Paese. Un impegno, anche in termini di risorse, che ci vede impegnati a rendere nuovamente attrattivo il lavoro alla Regione. Ma la soddisfazione per i contenuti di questo contratto non si limita solo alla parte economica ma anche alle innovazioni sul piano normativo».

    Tra le principali novità, la riorganizzazione degli orari di lavoro, più orientati al risultato piuttosto che basati solo sulla presenza fisica in ufficio, attraverso la previsione, per esempio, della settimana corta; introdotte anche nuove indicazioni per lavoro agile e il lavoro da remoto e previsti nuovi strumenti di age management che serviranno per favorire, attraverso forme di tutoraggio, lo scambio di competenze intergenerazionale all’interno dell’amministrazione.

    «Ringrazio il commissario straordinario dell’Aran Sicilia Accursio Gallo, per l’impegno profuso in questi mesi per arrivare a questo traguardo. Una riorganizzazione della macchina amministrativa – conclude – che è fondamentale per affrontare le sfide per la crescita e lo sviluppo dell’Isola che ci attendono e che sono legate agli importanti risultati economici e finanziari ottenuti dal mio governo». 

     

  • Chioschi divenuti raduno per pregiudicati, chiuse due attività a Catania

    Chioschi divenuti raduno per pregiudicati, chiuse due attività a Catania

    Erano diventati luoghi di raduno per pregiudicati, così dopo varie indagini la Polizia di Catania ha disposto la chiusura, momentanea, di due chiosco-bar, siti uno in via Domenico Tempio e uno nei pressi di Piazza Federico di Svevia. Entrambi i provvedimenti di sospensione hanno una durata di 7 giorni e sono stati emessi dal Questore di Catania, secondo le prerogative previste dall’art.100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, per garantire l’ordine e la sicurezza dei cittadini, come pure per assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura.

    Nello specifico nel primo caso, i poliziotti hanno avuto modo di constatare come il bar fosse diventato un luogo di incontro abituale di pregiudicati per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui rapina, furto aggravato, reati in materia di stupefacenti e, persino, maltrattamenti in famiglia. 

    Nel secondo caso, in occasione dei diversi controlli sui clienti presenti, effettuati in un significativo arco temporale, sono emersi, per molti di loro, diversi precedenti per reati di particolare allarme sociale. Infatti, dalle verifiche nella banca dati in uso alle forze dell’ordine, è stato possibile accertare precedenti per estorsione, ricettazione, danneggiamento, truffa, nonché per reati predatori e in materia di stupefacenti.  

     

  • Incendio Le Ciminiere, il comandante Iracà ha fatto il punto sulla situazione

    Incendio Le Ciminiere, il comandante Iracà ha fatto il punto sulla situazione

    Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Felice Iracà, ha incontrato la stampa per fare il punto sul rogo che ha interessato ieri il centro fieristico Le Ciminiere di Catania.

    Il comandante ha spiegato che le operazione di spegnimento si sono concluse alle 6 di questa mattina. L’incendio è partito dall’esterno del teatro e si è propagato lungo il rivestimento in legno, colpendo in modo grave la cupola, che è collassata. “Al momento del rogo – ha affermato il comandante –  erano in corso lavori di manutenzione straordinaria di impermeabilizzazione, ma è prematuro dire cosa potrebbe essere accaduto: sono in corso indagini di polizia giudiziaria. Le ipotesi circolate su una fiamma ossidrica o un guasto elettrico non hanno al momento alcuna conferma”.

    L’area è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura, e al momento non ci sono elementi per definire se l’incendio sia stato doloso o colposo. 

    Il primo e il secondo piano del teatro sono andati distrutti, mentre il piano terra è rimasto intatto grazie alla sua struttura in cemento armato che lo ha protetto termicamente, l’intera zona del teatro è comunque inagibile. “Desidero sottolineare – ha concluso il comandante Iracà – che il nostro intervento ha evitato danni peggiori, riuscendo a contenere le fiamme e a impedire che si propagassero all’edificio degli uffici e alla casa museale adiacenti”.