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  • Radio giornale del 10 dicembre 2025 ore 16.00

    Undici arresti per droga a Siracusa – Inchiesta Pandora, processo in prescrizione e tutti prosciolti – Lavori consolidamento Monte Pellegrino

  • Capodanno 2026, a Catania presente anche la catanese Delia

    Capodanno 2026, a Catania presente anche la catanese Delia

    In Piazza Duomo a Catania, la magica notte del 31 dicembre che accoglierà il nuovo anno, si esibirà anche la catanese, fresca di podio ad X Factor, Delia Buglisi. 

    Una partecipazione anticipata dal sindaco Enrico Trantino durante la presentazione del programma delle festività promosso dal Comune. La sua esibizione si unirà a quelle già annunciate degli altri artisti siciliani, Zapato, Color Indaco, I Beddi e Kaballà, che accompagneranno la città  nei festeggiamenti per il nuovo anno, insieme ai protagonisti nazionali sul palco, Marina Rei e Ghali. E dove il Dj set sarà proprio a cura di RSC.

    “Abbiamo voluto fortemente questa giovanissima artista catanese – sottolinea il sindaco Enrico Trantino – e siamo felici che abbia accolto con gioia il nostro invito. Delia ci ha profondamente colpiti per il suo straordinario  talento, capace di unire studio e metodo ad arte, genio creativo e voglia di valorizzare le radici di una terra immensa e potente come le sue sonorità”.

    Cantautrice, pianista e interprete, classe 1999, Delia è originaria di Paternò e ha fatto del siciliano la lingua autentica con cui dar voce al suo mondo interiore. Con una cifra stilistica che si muove tra folk e cantautorato, è una delle più giovani interpreti di quel filone musicale capace di dar voce e far riscoprire l’identità siciliana attraverso la lingua valorizzando le radici dell’amata Sicilia.

    Il ricco programma della Notte di Capodanno, che sarà presentata da Ruggero Sardo, si articolerà dalle ore 20.30 in piazza Duomo con schermo e ritorno audio anche in piazza Università. A seguire il dj set con Radio Studio Centrale fino a notte inoltrata.

  • Processo inchiesta “Pandora” cade in prescrizione: dodici anni dopo tutti prosciolti

    Processo inchiesta “Pandora” cade in prescrizione: dodici anni dopo tutti prosciolti

    Dodici anni dopo l’operazione “Pandora” del 2013 su presunte irregolarità nella gestione di enti di formazione e di alcune società del gruppo riconducibile all’imprenditore Saffo e al nipote Cavallaro, la terza sezione penale del Tribunale di Catania ha prosciolto tutti gli imputati del processo e dichiarato la caduta in prescrizione dell’inchiesta. Il collegio giudicante ha, infatti, riqualificato in truffa nei confronti dello Stato il reato contestato dalla Procura di peculato. Per Saffo e Cavallaro l’accusa aveva chiesto la condanna a 14 anni di reclusione ciascuno.

    Sono stati prosciolti dal Tribunale, oltre a Giuseppe Saffo e Francesco Luigi Cavallaro, anche: Eleonora Fortunata Viscuso, Filippo Colombino, Domenico La Porta, Giuseppe Bartolotta, Maria Concetta Cavallaro, Domenico Di Franca, Salvatore La Fata, Antonio Salvatore Leonardi, Salvatore Arcifa, Manuela Vittoria Nociforo, Fernanda Maria D’Amore, Enrico Di Dio, Francesca Giardina, Giuseppe La Spina, Angela Maria Lombardo, Stefano Porto, Marcello Pulvirenti, Alessandro Saffo, Francesca Alessandra Padella, Valentina Antonella Alù. 

    “È stata restituita dignità – commenta l’avvocato Simone Marchese – a persone che hanno dato anche tanto all’economia della Regione Siciliana. Si chiude sicuramente un capitolo triste. Attendiamo di leggere le motivazioni, che arriveranno fra 90 giorni, per valutare altre azioni. Perché ricordiamo che Saffo e Cavallaro sono stati sottoposti a una misura cautelare per sei mesi”.

  • Radio Giornale del 10 dicembre 2025 ore 14.00

    Incidenti sulle strade siciliane – Conferenza Anci regionale, calano i fondi per i Comuni – La cucina italiana è Patrimonio dell’Umanità Unesco

  • La cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco

    La cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco

    La Cucina italiana entra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità, ed è la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India.

    La cucina italiana è stata definita come una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie”, “un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.

    Quello italiano è stato tra i 60 dossier in valutazione provenienti da 56 Paesi. L’Unesco ha sottolineato come il cucinare all’italiana “favorisce l’inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza”. 

    Secondo il Comitato, il cucinare è per gli italiani, “un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola. La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un’esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali”.

    La notizia è stata accolta con un lungo applauso, nella decisione, si sottolinea anche come il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, dimostra “gli sforzi significativi compiuti dalle comunità negli ultimi sessant’anni, in particolare da organismi rappresentativi chiave come la rivista La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina, la Fondazione Casa Artusi”.

    Con l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti. Delle 21 tradizioni iscritte nella lista dei patrimoni culturali immateriali, nove sono infatti riconducibili all’agroalimentare.

  • Anci Sicilia, il presidente Amenta “cresce il numero dei Comuni in dissesto e pre-dissesto”

    Anci Sicilia, il presidente Amenta “cresce il numero dei Comuni in dissesto e pre-dissesto”

    Alla conferenza di Anci regionale svoltasi questa mattina nella sala stampa dell’Ars hanno partecipato i vertici dell’Associazione nazionale dei Comuni siciliani, il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano.

    Il “caso Sicilia” è stato allungo discusso, nella regione aumentano i bisogni sociali e sanitari dei cittadini, diminuiscono i fondi per i Comuni, migliorano le entrate della Regione ma cresce il numero dei Comuni in dissesto e pre-dissesto, aumenta la raccolta differenziata delle famiglie e lievita la Tari, si avverte più bisogno di sicurezza urbana ma si riduce l’organico della polizia locale. 

    “Non siamo qui per attaccare il governo e il Parlamento regionale – hanno detto Amenta e Alvano – ma oggi, in una fase in cui le entrate della Regione siciliana sono più floride, è arrivato il momento di evitare che i Comuni siano costretti a tagliare ancora servizi ai cittadini. lo affermano il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, proseguendo – Se non vogliamo più trovare le città siciliane agli ultimi posti nelle classifiche nazionali, è necessario che si apra un confronto con la Regione sulle reali priorità”.

    l dato più significativo, spiega il presidente Amenta è che dal 2009 al 2025 il Fondo delle autonomie locali ha subito una riduzione di circa due terzi (da 913 a 287 milioni, oltre le riserve), a fronte di questi tagli, i Comuni nell’ambito del sociale sono costretti a ridimensionare drasticamente i servizi. 

    “In tutta la Sicilia per coprire i servizi sociali, i Comuni sborsano dai loro bilanci ben 585 milioni di euro. La Regione siciliana contribuisce in maniera ridicola, con un contributo di appena 30 milioni”, affermano il presidente Amenta e il segretario generale Alvano e aggiungono,  “i Comuni per mantenere questi livelli minimi di assistenza fanno ricorso agli introiti dell’Imu, al fondo regionale autonomie locali ridotto al minimo e al fondo di solidarietà nazionale che alla Sicilia riserva briciole dal momento che viene applicato il criterio della spesa storica, anziché del fabbisogno perequativo. Al di là di pochi aiuti – ha concluso Amenta – la Regione ha demandato allo Stato la copertura di tali costi, senza curarsi del fatto che anche il governo nazionale ha allargato le braccia”. 

  • Incidenti sulle strade siciliane: rallentamenti e tratti di strada chiusi al traffico

    Incidenti sulle strade siciliane: rallentamenti e tratti di strada chiusi al traffico

    Incidente stradale questa mattina lungo la strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula”, all’altezza del passaggio a livello del ponte sul fiume Cassibile nel Siracusano, chiuso il tratto del km 394,150 ed in entrambe le direzioni.

    Un trattore di grandi dimensioni autonomamente, per cause ancora in fase di accertamento, si è ribaltato riversando il carico sulla carreggiata. Non ci sono feriti ma è stato necessario l’immediato intervento di più pattuglie della Polizia Municipale, impegnate nei rilievi  e le squadre dell’Anas per la gestione del traffico.

    Spostiamoci nel palermitano dove questa mattina due incidenti  a distanza di un’ora hanno mandato in tilt il traffico lungo l’autostrada Palermo-Mazara sullo stesso tratto, quello della zona industriale nord. Nel primo caso si è verificato un tamponamento tra due mezzi pesanti, un camion e una betoniera. Poco dopo, sulla carreggiata opposta, un motociclista è rimasto lievemente ferito, ma in questo caso si sarebbe trattato di un incidente autonomo.

    In attesa della rimozione dei mezzi dalle carreggiate si sono registrati forti rallentamenti al traffico sia in direzione del capoluogo che verso Trapani, sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dei due incidenti.

  • Trapani tappa della Torcia Olimpica, tra i tedofori Angela Grignano

    Trapani tappa della Torcia Olimpica, tra i tedofori Angela Grignano

    Il prossimo lunedì, 15 dicembre, la Torcia Olimpica arriverà a Trapani, la tappa è inserita nel percorso nazionale di Milano – Cortina 2026. 

    La città si prepara ad accogliere uno dei passaggi più attesi del viaggio che accompagnerà il simbolo olimpico attraverso l’Italia, tra i tedofori scelti c’è Angela Grignano, oggi consigliera comunale, la cui vicenda è stata ritenuta rappresentativa dal comitato organizzatore. Angela è infatti sopravvissuta alla tragica esplosione di Rue de Trévise, a Parigi, nel gennaio 2019 causata da una fuga di gas in una panetteria. La donna ha attraversato negli anni un lungo percorso clinico, dieci interventi chirurgici e una riabilitazione complessa che solo di recente le ha restituito la piena autonomia.

    La designazione come portatrice della Fiamma arriva dunque in coincidenza con il traguardo della sua rinascita fisica e psicologica.

    Angela ha commentato che dedicherà simbolicamente il suo tratto di percorso alla comunità trapanese, alla famiglia, alle vittime e ai feriti dell’esplosione di Rue de Trévise e a quanti convivono con battaglie silenziose, la Fiamma è un segno di resilienza, coraggio e speranza”. “Oggi, dopo sette anni e dieci operazioni, posso finalmente camminare senza supporti – ha affermato Angela, proseguendo – Poterlo fare con la Fiamma in mano, nelle strade della mia città, è un’emozione che fatico a spiegare. Viva l’umanità, viva lo sport, viva la fiamma, viva Trapani”.

  • Palermo, maxi blitz antidroga eseguite 50 misure cautelari

    Palermo, maxi blitz antidroga eseguite 50 misure cautelari

    Maxi operazione antidrogra a Palermo tra i quartieri coinvolti c’è la Noce ma anche Brancaccio, Sperone e Bonagia soprattutto per quanto concerne lo spaccio. Effettuati 25 arresti e 25 fermi, applicate misure restrittive a carico di un totale di 50 persone, ritenute a vario titolo responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Per 19 persone il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per altri 6 gli arresti domiciliari. Altri 25 indagati sono stati raggiunti da un provvedimento di fermo 

    La droga, come già emerso in altre indagini, arriverebbe dalla Campania coinvolgendo nei traffici di cocaina e hashish  interessi anche con Catania e in provincia di Trapani, le piazze sono reali e virtuali e gli ordini venivano presi via Telegram.

    Altri dettagli che verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa prevista per questa mattina. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso profondo apprezzamento per l’intervento che ha colpito duramente le articolazioni della criminalità organizzata, affermando che “questa operazione dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale il costante impegno delle istituzioni nella lotta alla mafia e a tutte le forme di illegalità che tentano di condizionare la vita economica e sociale della nostra città”. 

  • Radio Giornale del 10 dicembre 2025 ore 11.00

    Palermo, maxi blitz antidroga – Sbarchi a Lampedusa, 263 ospiti nell’Hotspot – 15 dicembre la Fiamma Olimpica arriva a Trapani