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  • Operazione “Ghenos”: 45 misure cautelari per scavi clandestini e furto di beni archeologici

    Operazione “Ghenos”: 45 misure cautelari per scavi clandestini e furto di beni archeologici

    Scavi clandestini e ricettazione di beni archeologici trafugati da parte di veri gruppo criminali. All’alba di questa mattina, l’operazione denominata “GHENOS” ha portato all’esecuzione di 56 ordinanze di custodia cautelare, nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, ma anche a Roma, Firenze, Ravenna, Ferrara, fino al Regno Unito e in Germania per reati di associazione per delinquere, violazione in materia di ricerche archeologiche, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, impiego di denaro di provenienza illecita, furto di beni culturali, ricettazione e tanto altro.

     

  • Scommesse abusive, sequestro da 40 milioni di euro al pentito Lanzafame

    Scommesse abusive, sequestro da 40 milioni di euro al pentito Lanzafame

    Beni per 40 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Catania, con il supporto del comando provinciale di Gorizia e, attraverso Eurojust, con l’Autorità giudiziaria romena, a Fabio Lanzafame, di 53 anni, già collaboratore di giustizia, ritenuto contiguo sia alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano che al clan Cappello-Bonaccorsi.

    Il provvedimento di prevenzione ha colpito attività economiche, beni mobili e immobili, conti correnti, somme in contanti riconducibili all’indagato e a prestanome nelle province di Catania, Siracusa e Gorizia, e in Romania, a Bucarest e Pitesti. Lanzafame è stato condannato nel 2020 e nel 2022 alla pena complessiva della reclusione di circa 7 anni per il suo ruolo di organizzatore di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati, con l’aggravante di aver agevolato la mafia.

    Secondo l’accusa avrebbe permesso l’infiltrazione occulta di Cosa nostra catanese e del sodalizio mafioso dei Cappello creando le condizioni per il loro ingresso nel settore del “gaming online”, anche attraverso l’acquisizione di licenze ed autorizzazioni, necessarie all’apertura ed alla gestione di sale scommesse ed attività commerciali, nelle province di Catania e Siracusa e in altre località siciliane. In base agli elementi acquisiti e su proposta di questa Procura il Tribunale di Catania ha quindi disposto il sequestro di prevenzione di 20 attività commerciali (12 italiane e 8 estere) attive nel settore dei giochi e scommesse nonché in quello immobiliare, 89 beni immobili, in Italia e in Romania, due autovetture, 20 conti correnti bancari e denaro contante.

  • Radio Giornale dell’11 dicembre 2025 ore 20.00

    Schifani incontra Anci Sicilia, il fondo dei comuni crescerà – Catania hub europeo di microchip – Murale di Totò Schillaci selezionato al Best 2025 Street Art Cities

  • Catania hub europeo di microchip, siglato accordo

    Catania hub europeo di microchip, siglato accordo

    La Regione Siciliana, il Comune di Catania e il Consiglio nazionale delle ricerche hanno sottoscritto l’accordo per la realizzazione della “Linea pilota microchip” nell’area industriale del capoluogo etneo, intervento finanziato con 19 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027.

    L’iniziativa rientra nel quadro del Chips Act, il programma strategico dell’Unione europea per rafforzare la capacità tecnologica e produttiva nel settore dei semiconduttori a larga banda proibita (wide bandgap).

    Il progetto PL4-WBG (Pilot Line 4 – wide bandgap), coordinato dall’Italia e dedicato allo sviluppo di una nuova generazione di semiconduttori, ha individuato Catania come sede della nuova linea pilota. Al finanziamento complessivo contribuisce l’Ue con 85,7 milioni di euro, mentre un importo di pari entità è garantito dal cofinanziamento nazionale messo a disposizione dal ministero delle Imprese e del made in Italy e dal ministero dell’Università e della ricerca, quota fondamentale per assicurare la piena attuazione del progetto e il potenziamento della filiera italiana dei semiconduttori.

    «La Sicilia diventa protagonista della rivoluzione tecnologica europea e questo accordo segna un passaggio epocale per la nostra Isola – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – Il nostro obiettivo è invertire la rotta della fuga dei cervelli: questa iniziativa dovrà creare opportunità concrete per trattenere i nostri giovani talenti e attrarre ricercatori e professionisti dall’Italia e dall’estero. Il metodo di lavoro adottato, che ha visto Regione, Comune e Cnr operare in piena sintonia, rappresenta un modello efficace di governance condivisa che intendiamo replicare per tutti i grandi progetti strategici. Puntiamo su ricerca, innovazione e tecnologie d’avanguardia per costruire il futuro dei nostri figli qui, in Sicilia».

    «La firma di questo accordo consolida il ruolo della Sicilia nella filiera europea dei semiconduttori – dice l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – e rafforza il posizionamento di Catania come polo avanzato dell’innovazione. L’intervento risponde agli obiettivi fissati dal Chips Act e contribuisce a creare nuove opportunità di sviluppo industriale e occupazionale ad alta specializzazione. La collaborazione tra Regione, Comune e Cnr dimostra la capacità delle istituzioni di lavorare con una visione comune e di sostenere progetti che aumentano la competitività del territorio. Il governo regionale – conclude Tamajo – prosegue nel percorso di attuazione degli investimenti previsti dal Fsc, con particolare attenzione alle infrastrutture ad alto contenuto tecnologico. La Linea pilota microchip rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare la presenza della Sicilia nei settori strategici dell’economia globale e per attrarre ulteriori investimenti pubblici e privati». 

    Il progetto prevede la messa a disposizione da parte del Comune di un’area di 80.150 metri quadrati tramite costituzione del diritto di superficie a favore del Cnr, la realizzazione dell’edificio tecnologico destinato a ospitare la nuova infrastruttura e l’integrazione con la clean room e le attrezzature avanzate previste dal programma europeo. Il Consiglio nazionale delle ricerche assume il ruolo di soggetto beneficiario e attuatore, coordinando l’utilizzo delle risorse e garantendo la piena esecuzione dell’intervento, in conformità al quadro normativo e programmatico approvato. 

  • Imbavagliati e derubati bottino da mezzo milione di euro, arrestati due ladri

    Imbavagliati e derubati bottino da mezzo milione di euro, arrestati due ladri

    Il 13 maggio scorso una coppia ha denunciato di essere stata derubata nella propria abitazione da due ladri, con il volto coperto da maschere. I due si sarebbero intrufolati nell’abitazione del centro di Catania fingendo di dover consegnare la frutta poi, dopo aver immobilizzato i proprietari legandoli e imbavagliandoli con del nastro adesivo, li avrebbero costretti ad aprire due cassaforti, che contenevano in tutto mezzo milione di euro. I malviventi sono poi fugiti a bordo di un veicolo guidato da un terzo complice. 

    I carabinieri hanno arrestato i due uomini catanesi su ordinanza del gip, l’accusa per entrambi è rapina aggravata. La cattura è arrivata a seguito delle indagini condotte dai militari, che hanno compiuto intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che accertamenti forensi, analizzando nello specifico, le impronte papillari e le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. 

    I due rapinatori sono stati condotti in carcere, si continua a cercare un terzo complice le cui tracce organiche sono state trovate nell’abitazione.

  • Maria Aronica sulla parifica dei bilanci, “ci stiamo impegnando al massimo”

    Maria Aronica sulla parifica dei bilanci, “ci stiamo impegnando al massimo”

    Maria Aronica è la neo presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, subentrata poco più di un mese fa a Salvatore Pilato. In precedenza Aronica, era stata procuratore generale presso la sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione siciliana.

    Dopo un lungo periodo di disavanzo, il governo di Renato Schifani in tre anni di legislatura ha azzerato 4 miliardi di deficit riportando nel rendiconto 2024 un avanzo pari a 2,15 miliardi di euro. Le risorse potranno essere sbloccate solo dopo l’approvazione dei rendiconti da parte della Corte dei Conti e verrano poi destinate, cosi come ha dichiarato il presidente Schifani, alla prosecuzione degli interventi che stanno sostenendo la crescita economica della Sicilia.

    “Da parte nostra – ha commentato Maria Aronica – c’è tutta la volontà di chiudere entro metà luglio del prossimo anno le parifiche dei rendiconti della Regione siciliana per gli esercizi dal 2020 al 2024. Ci stiamo impegnando al massimo per ottenere questo risultato”.

    Nei giorni scorsi, il Presidente Schifani ha ricevuto a Palazzo d’Orleans in visita di cortesia la neo presidente della Corte dei conti Aronica. Durante l’incontro, il governatore ha formulato alla presidente Aronica i migliori auguri di buon lavoro, garantendo piena collaborazione sui dossier aperti e ribadendo la disponibilità a raccogliere suggerimenti e contributi utili a migliorare ulteriormente l’azione amministrativa.

  • Radio Giornale dell’ 11 dicembre 2025 ore 18.00

    L’assessore regionale Giusy Savarino bersaglio di insulti sessisti – La procura di Messina indaga sul sistema sanitario – Inail, Sicilia aumentano i morti sul lavoro rispetto al 2024

  • Insulti sessisti all’assessore regionale Savarino “ho deciso di rivolgermi ai miei legali”

    Insulti sessisti all’assessore regionale Savarino “ho deciso di rivolgermi ai miei legali”

    Giusy Savarino, assessore regionale all’Ambiente e al territorio,  denuncia di essere da tempo bersaglio di offese e insulti sessisti. “Adesso basta – ha scritto su Facebook – sono giorni che ricevo sui social una valanga di messaggi che hanno superato ogni limite: insulti sessisti, offese gratuite sulla mia persona, diffamazioni gravi che mettono in discussione la mia onorabilità professionale e personale. Commenti che attaccano il mio aspetto fisico, che mi riducono a volgari stereotipi di genere, che mi insultano come donna prima ancora che come assessore”.

    L’esponente di Fratelli d’Italia ha deciso di rivolgersi ai legali per presentare formale denuncia, “Sono sempre stata aperta al confronto politico, anche aspro, ma dinnanzi a quello che sta accadendo in questi giorni è arrivato il momento di dire basta: il sessismo non è un’opinione, la diffamazione non è libertà di espressione. Non lo accetto come donna, perché questi attacchi sono violenza contro le donne. Non lo accetto come cittadina di uno Stato che dovrebbe essere civile. Non lo accetto come rappresentante delle istituzioni, perché non posso permettere che passi il messaggio che tutto questo sia normale. E non lo accetto come madre. Mio figlio legge quegli insulti. Vede sua madre umiliata, offesa, diffamata pubblicamente. E ne viene ferito, profondamente, insieme a me”.

    Per questo, conclude Savarino, “ho deciso di rivolgermi ai miei legali, perché chi insulta, diffama e offende deve sapere che esiste un limite e che quel limite è stato ampiamente superato. Ho dato mandato di procedere contro i responsabili. Eventuali risarcimenti li devolverò ad associazioni che combattono la violenza contro le donne, perché è esattamente di questo che stiamo parlando”.

    Il presidente della regione Renato Schifani ha espresso massima solidarietà all’assessore Saverino, “Esprimo totale solidarietà all’assessora Giusi Savarino per gli attacchi violenti che sta subendo sui social: insulti sessisti, offese gratuite e gravi diffamazioni che nulla hanno a che vedere con il confronto politico e che rappresentano una forma inaccettabile di violenza – prosegue il presidente – il dibattito democratico si fonda sul rispetto, le critiche fanno parte della politica, ma esiste un limite invalicabile: quello della dignità umana e dell’onorabilità personale. Gli attacchi che colpiscono l’assessora come donna e con accuse volgari e infamanti sono un vulnus alla civiltà del confronto pubblico. Non possiamo tollerare che l’odio online diventi normale, né che le donne in politica continuino a essere bersaglio privilegiato di violenza verbale e sessismo. Per questo sostengo pienamente la decisione di tutelare la propria dignità nelle sedi opportune, è un atto di responsabilità verso se stessa, la sua famiglia e tutte le donne che subiscono violenza”. 

  • Caro voli Sicilia e Sardegna, Codacons “Non si rilevano criticità concorrenziali”

    Caro voli Sicilia e Sardegna, Codacons “Non si rilevano criticità concorrenziali”

    Il caro voli di Sicilia e Sardegna non è da addebitare ad azioni illecite de parte delle compagnie aeree. Lo afferma l’Antitrust che nel 2024 ha avviato una specifica indagine di mercato, che si concluderà il prossimo 31 dicembre, analizzando gli algoritmi usati per fissare i prezzi dei voli per Sicilia e Sardegna, a conseguenza di un esposto del Codacons.

    l’Autorità, sulla base delle informazioni fornite dalle stesse compagnie aeree, ha analizzato più di 23,5 milioni di dati sui biglietti effettivamente venduti per singola tratta su voli domestici. “Nel complesso, l’analisi condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna non ha fatto emergere elementi di criticità concorrenziali in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo, tali da far presumere, allo stato, fenomeni di collusione tra compagnie aeree suscettibili di interventi ai sensi della normativa antitrust”. Lo afferma il Codacons e prosegue, “Sul fronte del caro-voli per Sicilia e Sardegna il problema, come più volte da noi denunciato, non è la profilazione degli utenti per la personalizzazione dei prezzi, ma l’uso degli algoritmi da parte delle compagnie aeree che fanno lievitare a livelli insostenibili le tariffe dei biglietti. L’abnorme crescita dei prezzi dei biglietti in periodi caldi come Natale e Pasqua rappresenta una forma di speculazione sulla pelle dei consumatori, perché si sfrutta lo stato di necessità dei cittadini che devono tornare a casa per le feste per proporre tariffe fuori mercato e inaccettabili”, conclude il Codacons. 

  • Radio Giornale del 11 dicembre 2025 ore 16.00

    Catania, arrestati due ladri che avevano rapinato un’abitazione – Palermo, incidente mortale per un ciclista – Caro voli Sicilia e Sardegna, Antitrust non è da addebitare alle compagnie aeree