Morì in ambulanza dopo errata diagnosi: oltre un milione ai familiari dall’Asp di Trapani

Un risarcimento di un milione e 388 mila euro. Li dovrà versare l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani a titolo di risarcimento ai familiari di Filippo Catanzaro, artigiano di 47 anni di Castelvetrano, morto nel gennaio del 2016 dopo una diagnosi errata al Pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele II.

La vicenda è iniziata dieci anni fa: il 15 gennaio 2016 Catanzaro si presentò al Pronto soccorso lamentando un forte malessere. I sanitari, dopo averlo visitato, gli effettuarono un elettrocardiogramma il cui l’esito era negativo. L’uomo venne dunque rimandato a casa ma si aggravò poco dopo morendo in ambulanza mentre veniva trasportato nuovamente in ospedale.   Moglie e figli hanno fatto causa civile all’azienda sanitaria. 

Il Tribunale, nel giugno 2025, ha accertato l’errore dei medici in servizio quel giorno, riconoscendo un chiaro nesso tra la diagnosi sbagliata e la morte dell’uomo. Con la delibera firmata nei giorni scorsi, il risarcimento diventa operativo.

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