Un’offerta incredibilmente vantaggiosa: Ipad air a 15 euro anziché 879 euro. È quello che i possessori della carta fedeltà Mediaworld avranno pensato l’8 novembre scorso, visitando il sito dell’azienda. Il prodotto era prenotabile immediatamente online, per poi pagarlo e ritirarlo in negozio.
Tantissime persone effettuano l’ordine online e in negazio gli Ipad vengono consegnati regolarmente. Il problema è che, a distanza di pochi giorni, agli acquirenti arriva una pec dove si comunica che il prezzo pubblicato era errato. Quindi viene richiesto di versare la differenza al fine di raggiungere il prezzo di listino, con uno sconto ulteriore di 150 euro per il disguido, oppure di restituirlo, ottenendo un rimborso dei 15 euro, più un buono sconto di 20 euro.
Da Media World avvisano: “Confermiamo che in un brevissimo arco temporale, a causa di un piccolo errore informatico riconoscibile, dovuto a un disguido tecnico straordinario imprevisto, sulla nostra piattaforma e-commerce alcuni prodotti sono stati erroneamente esposti a prezzi che, per la loro palese e oggettiva disconnessione dal reale valore di mercato del prezzo proporzionale corretto, non avrebbero mai dovuti essere esposti. Si è trattato di un errore manifesto tale da renderlo economicamente insostenibile e non rappresentativo di una nostra offerta commerciale. In virtù di quanto previsto dalla normativa vigente, ci siamo trovati nella necessità di intervenire ricorrendo a un principio giuridico volto a preservare l’equilibrio contrattuale laddove si verifica un errore di tale portata. Il nostro approccio è stato quello di privilegiare la relazione con il cliente e di offrire soluzioni che andassero oltre la mera applicazione della norma. Per questo motivo abbiamo prontamente contattato tutti gli acquirenti interessati proponendo due alternative. Proponiamo il mantenimento del prodotto o la restituzione del prodotto. Crediamo fermamente che queste proposte dimostrino la nostra volontà di supportare i clienti e di mantenere trasparenza e correttezza. Continuiamo a lavorare per migliorare le nostre esperienze di acquisto e la massima tutela dei nostri consumatori”.
Eppure in rete non tutti sono stati contenti di questa soluzione proposta dall’azienda. Ci si chiede se realmente l’azienda possa fare per legge una richiesta del genere. Di fatto, in tantissimi hanno comprato più di un prodotto e alcuni hanno addirittura rivenduto i prodotti acquistati. Ecco perché la situazione per i clienti che hanno acquistato questi prodotti si complica.
Il codice civile, con l’articolo 1428, consente a un’azienda di annullare un contratto se l’errore è essenziale e riconoscibile. Ma la questione è complessa. Di fatto la PEC inviata, non ha valore di diffida o messa in mora. Lascia però intuire un’azione “informale” da parte di Mediaworld prima di passare ad atti legali. Per poter annullare un contratto bisogna “dimostrare la consapevolezza del consumatore di abusare dell’errore del prezzo”. Quindi la capacità dell’acquiriente di riconoscere che il prezzo non fosse corretto.
Qui parliamo di più del 90% di sconto ma risulta essere uno standard complicato da dimostrare in quanto oggi siamo abituati anche a vedere prodotti scontatissimi al 95%.
A quanto pare MediaWorld, successivamente al parere di un giudice, avrebbe tutto il diritto di poter esercitare richiesta di restituzione merce, anche munendosi di atto formale nella quale richiede il pagamento in difetto del prodotto soggetto ad errore tecnico.

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