“La mia grande preoccupazione, fin da dopo la morte di Giovanni, è stata quella che si disperdesse tutto il patrimonio che loro avevano lasciato. Ci voleva un museo dove i ragazzi potessero entrare, vivere quello che anche noi abbiamo vissuto e fare quello che noi non siamo riusciti a fare”. Queste le parole di Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e sorella del giudice, all’inaugurazione del Museo del Presente aperto oggi per il 33esimo anniversario della strage di Capaci.
Dalla bicicletta di Paolo Borsellino alla poltrona di Giovanni Falcone, dalla penna usata dal giudice alle foto di famiglia, fino ai resti della vettura su cui viaggiava il magistrato con la moglie esposti dentro una teca. Sono diversi gli oggetti e i ricordi custoditi nei locali di Palazzo Jung, lo spazio culturale recuperato grazie a lavori di restauro che hanno coinvolto diversi enti locali.
Il museo non sarà solo un memoriale, ma anche luogo unico in Italia dove promuovere l’impegno culturale e sociale, la giustizia e la lotta alla mafia.

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