“Via il simbolo del Comune dall’evento”,. A Catania scoppia il caso della partecipazione del sindaco Trantino – con tanto di logo dell’ente e all’interno del Palazzo della Cultura – all’incontro con Andrea Lombardi, nell’ambito della rassegna In viaggio con Bardamu, con presentazione del libro di Maurice Bardèche su Celine. Lo denunciano i gruppi consiliari M5s e Pd, dopo la pubblicazione di una locandina che promuove una manifestazione al Palazzo della Cultura, con il logo ufficiale della città di Catania e con la partecipazione di figure note per la loro vicinanza all’ideologia del fascismo.
“Tra i relatori ci sono persone che hanno abbracciato la propaganda nostalgica del Ventennio e che hanno assunto posizioni revisioniste. E tra loro, compare anche il nome del sindaco di Catania” – denunciano. “Catania non merita di essere accostata, neppure indirettamente, a idee che hanno calpestato diritti, libertà e vite umane. È una questione di dignità, di memoria e di rispetto verso chi ha pagato il prezzo più alto per garantirci la libertà di cui oggi beneficiamo”,
La polemica non si limita alle stanze della politica,. Fortemente critico è anche l’avvocato Antonio Fiumefreddo. “Fermo restando che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, anche quando queste sono scellerate – scrive sui social il noto penalista non certo di sinistra – diverso è invece leggere che il mio primo cittadino partecipa ad una manifestazione di quel tipo, ospitandola nei locali del Palazzo chiamato della Cultura, e cioè Palazzo Platamone, concedendo lo stemma della mia città, in spregio al contributo di sangue che Catania ha dato quale vittima della malvagia dittatura e al sacrificio di quei catanesi che caddero per la resistenza al fascismo”.

Lascia un commento