L’ex rettore dell’Università di Messina indagato anche per depistaggio

L’ex rettore dell’Università di Messina, il chirurgo plastico, Francesco Stagno d’Alcontres, finito agli arresti domiciliari lo scorso 5 dicembre per concussione, corruzione, induzione indebita e truffa aggravata è coinvolto in un secondo filone d’inchiesta che lo vede indagato anche per depistaggio, per un incidente sul lavoro accaduto a Salina a un marittimo della Caronte & Tourist, il cui amministratore delegato, Vincenzo Franza, è il secondo indagato.

La vicenda è collegata all’infortunio sul lavoro di un marittimo e, secondo il gip, “rivela il comportamento del prof. Francesco Stagno d’Alcontres, direttore del reparto in cui il marittimo fu ricoverato il 19 maggio del 2024”. Immediatamente dopo l’incidente, “l’ad della società, l’ingegnere Vincenzo Franza, amico di Stagno d’Alcontres, lo contattò telefonicamente non soltanto per la documentazione medica”, ma, soprattutto, per “esercitare pressioni e concordare una prognosi inferiore ai 40 giorni palesando un interesse aziendale sulla classificazione dell’infortunio”. Il prof. Stagno, ricostruisce ancora il gip, “mostrò una notevole solerzia nell’assecondare la richiesta dell’amico”.

“Nonostante le lesioni fossero profonde e più gravi del previsto, richiedendo un decorso più lungo, Franza ribadì la necessità di non superare la soglia dei 30 giorni”. “I rapporti tra Stagno d’Alcontes e Franza – scrive il gip – erano anche di natura economica, legati all’organizzazione di un congresso scientifico, per il quale Stagno d’Alcontres utilizzava le strutture ricettive del gruppo imprenditoriale Franza”.

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