Un primato positivo per la più grande isola del mediterraneo: le proprie spiagge ospitano sempre più nidi di tartaruga Caretta Caretta. Un trend che fortunatamente riguarda tutto lo stivale italiano, vede la Sicilia in testa, con oltre 220 nidi, distribuiti tra le province di Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani.
Si tratta di un dato importantissimo, soprattutto perché questa specie di tartaruga stava per sparire dalle nostre coste, mentre adesso l’Italia è tornata ad essere un luogo di approdo sicuro. Tra le regioni protagoniste di questo grande ritorno, subito dopo la Sicilia c’è la Calabria, con ben 180 nidi, situati lungo la Costa dei gelsomini e sul versante tirrenico. Segue la Campania, con 114 nidi e con numeri minori: Puglia, Toscana, Lazio e Sardegna. Anche la Liguria, per la prima volta, è arrivata a contare ben 12 nidi.
Neanche un paio d’anni fa, la specie caretta caretta veniva quasi considerata estinta per la scarsa presenza sulle coste bagnate dal Mar Mediterraneo. La crescente antropizzazione delle spiagge e i rifiuti rilasciati in acqua erano, e continuano ad essere, un elemento di pericolo costante per le tartarughe marine. Moltissime sono morte per aver scambiato delle buste di plastica per meduse, ingerendole. O in generale per aver mangiato tappi, ami e altri piccoli rifiuti. Inoltre, moltissimi di questi esemplari rimangono intrappolati nelle reti da pesca causando almeno 40.000 morti l’anno.
Le tartarughe arrivano nel mediterraneo nella tarda primavera: nidificano da fine maggio a fine agosto e il periodo di schiusa va da 45 a 70 giorni dopo la deposizione. Una volta schiuse le uova, i piccoli possono impiegare fino ad una settimana per uscire ed immergersi. Solitamente l’immersione avviene di notte. Uno dei fattori che influenzano la schiusa sono il clima e la temperatura della sabbia.
Ricordiamo che una tartaruga marina comune può raggiungere fino a 80 anni di vita e arriva alla maturità sessuale intorno ai 20, 30 anni. L’attività riproduttiva dura circa 10 anni e una volta che i piccolo escono dalle uova ed entrano in acqua, memorizzano le informazioni per utilizzarle da adulti dopo 20, 30 anni, per tornare in quella stessa spiaggia e riprodursi.
La tartaruga marina è importantissima per l’ecosistema in quanto sul suo guscio si può trovare una vera e propria comunità di piccole piante, animali e soprattutto corostacei.
Il Mediterraneo è sempre stato il rifugio perfetto per queste tartarughe. A causa del cambiamento climatico che inficia considerevolmente sull’innalzamento della temperatura dell’acqua, è considerato, dalla specie, ottimale per la riproduzione e la nidificazione delle uova.
Le tartarughe sono tornate anche grazie all’enorme lavoro e dedizione delle istituzioni di salvaguardia ambientale faunistica. Dalle associazioni ai volontari, per garantire a questi esseri un ambiente sicuro per la schiusa e la sopravvivenza dei piccoli. Azioni concrete di collaborazione con gli operatori turistici e un monitoraggio ambientale, hanno trasformato le nostre spiagge in un luogo splendido per la sussistenza di queste tartarughe marine.

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