Imprenditrice vittima di usura: 8 misure cautelari nel palermitano

Un’imprenditrice di Termini Imerese è stata vittima di usurai che le apportavano tassi compresi tra il 60% e il 1.029% l’anno, tra gli estortori compaiono anche uno zio e un cugino, destinatari di misure cautelari insieme ad altri sei soggetti. La donna, per far fronte a dei pregressi debiti accumulati, si era rivolta ad alcuni di loro senza tuttavia riuscire a estinguere i debiti pregressi motivo per il quale, è stata costretta a contrarne dei nuovi da altri usurai. È entrata così in un circolo vizioso che non le ha lasciato scampo.

Due degli otto indagati sono fratelli napoletani e, uno di loro, è già detenuto per altri reati. Quest’ultimo, mentre si trovava in carcere, ha minacciato telefonicamente la vittima per indurla a saldare il proprio debito, con un tasso usurario del 73% annuo. L’altro fratello libero ha minacciato l’imprenditrice di impossessarsi di due sue auto. Nelle indagini sono coinvolti anche uno zio e un cugino della vittima. Questi, approfittando dello stato di necessità in cui versava la loro congiunta, le hanno elargito un prestito di diecimila euro facendole credere, che il denaro provenisse da pericolosi usurai del messinese che, volevano restituita la somma con tassi di interessa pari al 60% annuo ma nella realtà, erano i suoi parenti gli usurai.

 

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