Il dramma della siccità nell’Ennese: i sindaci occupano la sede della protezione civile

Una protesta, forse tardiva considerati gli allarmi degli esperti che risalgono a prima dell’estate. Ma necessaria: alcuni territori dell’isola stanno infatti morendo di sete. In senso quasi letterale.

Agrigento, Caltanissetta ed Enna soprattutto ma, in generale, tutto la Sicilia centrale sta pagando la siccità, in termini economici, di salute e sociali. In alcune zone l’acqua viene erogata addirittura ogni sette giorni, rendendo impossibile la vita, il lavoro, i progetti per un futuro che sembra sempre più nero.

Da qui l’eclatante protesta di stamani con l’occupazione della sede della protezione civile da parte dei sindaci di Troina, Cerami, Gagliano e Nicosia, tutti Comuni dell’Ennese. Con loro il deputato del Pd Fabio Venezia.

Hanno le catene ai polsi e chiedendo interventi immediati per i comuni che rischiano di restare senz’acqua per via dell’Ancipa praticamente a secco.

Tra pochi giorni l’invaso resterà senza acqua lasciando all’asciutto territori completamente dipendenti dall’acqua del lago artificiale. Ed è per questo che è scattata la protesta dei primi cittadini secondo cui Siciliacque dirotterebbe l’oro blu per altri usi, compresi quelli agricoli.

La cabina di regia aveva deliberato che a partire dallo scorso 15 novembre la poca acqua rimasta all’Ancipa doveva andare solo ai comuni della zona nord della provincia di Enna che non avevano fonti alternative».
Il capo della protezione civile Salvo Cocina ha definito «scenografica» l’iniziativa ma i primi cittadini vanno avanti.

Secondo i sindaci, che hanno chiesto la convocazione immediata della Cabina di regia, nei loro comuni arriverà acqua per un’altra settimana, mentre dei 120mila metri cubi usciti dall’invaso solo 20- 25 mila sono arrivati nelle case dei cittadini. E si dicono pronti ad occupare, insieme ai cittadini, il potabilizzatore dell’Ancipa.

Una protesta comprensibile, dunque, soprattutto per chi amministra territorio da mesi a secco e attende soluzioni che, però, tardano ad arrivare.

Ma resta la questione siccità e il fatto che sull’isola, soprattutto al centro, la desertificazione sembra avanzare senza sosta. L’azione eclatante dei primi cittadini riuscirà, forse, a posticipare il dramma della mancanza di acqua che, se non si corre ai ripari presto, sarà la nuova – triste – normalità. A quel punto, qualsiasi forma di protesta sarebbe inutile.

 

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