“L’acqua è più profonda di come sembra da sopra”, edito Mondadori, è l’autobiografia di Fedez appena arrivata in libreria. Più volte rinviato, il libro-confessione del cantante, tocca diversi punti di vista, tra cui le principali polemiche che l’hanno visto protagonista insieme all’ex moglie Chiara Ferragni.
Un libro che pare essere un grande successo editoriale.
Fedez, all’anagrafe Federico Lucia, si descrive così: “sono cresciuto a dispetto di tutto, di me stesso, contro me stesso, creando un doppio che ha bisogno di sfidare il mondo, sempre. E quasi sempre viene sconfitto, prende botte dal mondo. Ma la lotta più temuta è quella contro noi stessi, in cui viviamo accompagnati dai nostri fantasmi, danziamo con le nostre debolezze, che fingiamo di non vedere. Ma perché lo sto raccontando in un libro? C’è chi sosterrà che è per i soldi, forse è vero, non mi importa, ma ha senso se anche solo una persona, dopo averlo letto, si sentirà meno sbagliata e imperfetta. Fallita soltanto perché il mondo intorno urla che lo è: un fallito, un coglione, un nulla. Io non sono un buon esempio, forse sono il peggiore che esista, ma proprio per questo posso diventare il migliore degli esempi possibili. Esiste un momento in cui comprendiamo che il coraggio più grande, non è la fuga, ma il guardarsi negli occhi, smettere di ignorare quel vuoto assordante che smania per essere ascoltato, perché è l’unico modo di esistere davvero. Non possiamo controllare ciò che accade intorno a noi, ma possiamo decidere come reagire a tutto questo. È la caduta, è il crollo a costringerci a cercare un senso, a interrogarci, a cercare risposte, a ricostruire. Cadiamo per imparare a rialzarci, cadiamo perché la vita non smetterà di riproporci la stessa lezione, finché non la faremo nostra”.
Un libro che affronta diverse tematiche: l’infanzia, le risse, la scuola, gli anni dell’adolescenza, ma anche un capitolo particolarmente duro per la vita del cantante, quello del desiderio di suicidarsi e della depressione. Il racconto rapisce, quasi fosse un flusso di coscienza e Fedez ci mette dentro tutto se stesso, si mette a nudo senza risparmiarsi mai.
Del rapporto con Chiara scrive: “Le nostre differenze emergevano come un iceberg pronto a far affondare la nave. Durante il matrimonio ho frequentato figure insopportabili, una confezione bellissima che puzzava di marcio. Ho subito per osmosi le frequentazioni di mia moglie. Avevo accettato pessimamente di stare a quel tipo di pensiero lì, di accettare l’architetto super fancy di Milano, quello della moda iperimpensierito, o un’altra serie di figure insopportabili. Una confezione bellissima, ma dentro per me puzzavano tutti. Preferisco frequentare uno che vedi subito quanto fa schifo, piuttosto che un pacchetto stupendo, di cui però a poco a poco ti accorgi che puzza di marcio. Meglio chi si presenta per quello che è, piuttosto che per quello che dovrebbe essere».
Nel libro viene raccontato anche il declino del matrimonio. Gli antefatti sono il tumore di Fedez, il bacio con Rosa Chemical a Sanremo, la rottura con Luis Sal e l’uso di psicofarmaci. “Cose, persone, eventi, che avevo sempre sopportato, allora mi diventarono insostenibili. Eravamo due isole che si stavano allontanando irreversibilmente l’una dall’altra. Eravamo mondi diversi destinati a tornare lontani”.
Anche i rapporti tra le famiglie sono stati sempre pessimi, così come quelli di Fedez con i soci della moglie, primo tra tutti il manager di Chiara, Fabio Mario D’Amato. Nel libro si parla anche del “Pandoro Gate”, l’evento che ha distrutto la carriera di Chiara Ferragni: “Non sapevo niente fino a quando a Chiara non hanno rifilato la multa di un milione. Non mi immaginavo ci fosse un casino di quelle proporzioni. La mattina dopo, sveglia con Chiara in lacrime accanto a me. Mi sono messo a leggere le carte, ho scoperto insieme al mondo esterno quello che è successo veramente e mi sono incazzato. Lei era ben consapevole, io direi che: diciamo che lo sapeva. Io in ogni caso non avevo voce in capitolo, ero fuori dal gioco e tanto meglio, perché se avessi aperto bocca lei avrebbe fatto tutto il contrario”.
La vera rottura con Chiara arriva però per una questione di tradimenti:”Lei pensa che la tradisco e io non mi metto nemmeno a discuterne, sapevo che aveva ragione. Ho incontrato Angelica Montini poco prima di sposarmi con Chiara, era un sentimento forte, sì, qualcosa che ti prende il petto e ti fa sanguinare, ma non è vero che l’ho chiamata 5 minuti prima di mettere l’anello. La relazione è durata anni ma non ci siamo mai visti né frequentati. Ogni giorno, ogni notte, sei mesi, un anno, due, era un legame forte come il fuoco che brucia invisibile. Da una parte c’era la vita da casa del mulino bianco, la perfezione impacchettata e c’era Chiara, ma dall’altra c’era un’altra storia, c’era Angelica, una storia senza lucidità”.
I momenti più rilevanti della vita del rapper di Rozzano si alternano a riflessioni e pensieri, in questo libro carico di storie, si racconta il passato reale di una persona che in qualche modo si è sempre edulcorata davanti al pubblico. Un artista e un padre che prova a riemergere dalle tenebre e a superare il passato in un periodo non facile: il burrascoso divorzio, la lotta per la custodia dei figli, l’avvio di un nuovo podcast.
I complimenti per un lavoro così ben fatto, arrivano addirittura da Mario Adinolfi, giornalista cattolico, che ha elogiato il romanzo del rapper proponendone anche la candidatura al “Premio Strega”. “Questo è il migliore e più importante libro italiano uscito nel 2025 e chi ne ha il potere lo candidi al Premio Strega. Un lavoro unico e sorprendente, mai noioso, che può riavvicinare molti all’oggetto libro”. Una dichiarazione, questa di Adinolfi, che ha stupito tutti, in quanto i rapporti tra il cantante e il giornalista non sono mai stati tranquilli.
Riuscire a convincere qualcuno che dichiaratamente non è mai stato un tuo supporter è una missione alquanto difficile. Sicuramente questo libro farà parlare di Fedez anche molti altri. E magari, lo vedremo davvero candidato al Premio Strega!

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