Delitto di Capizzi: il giovane ucciso per “errore”, fermate tre persone

È stato ucciso da colpi di pistola Giuseppe Di Dio il 16enne di Capizzi che sabato sera si trovava in un bar di via Roma. L’agguato è avvenuto intorno alle 22.30 e davanti al locale c’erano tanti giovani, da un’auto  con tre persone a bordo è sceso un uomo impugnando una pistola, gli spari hanno scatenato il panico generale; poi la vettura è ripartita. Il ragazzo è morto sul colpo mentre un’altra persona e è rimasto ferita.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Enna, hanno portato nella mattina di ieri all’arresto di tre uomini, padre e due figli, ritenuti responsabili del delitto. Secondo i racconti dei testimoni l’uomo armato, una volta sceso dall’auto, avrebbe gridato il nome del suo obiettivo, un altro giovane con cui aveva avuto dei diverbi, nonostante qualcuno gli avesse risposto che quella persona non c’era, l’uomo ha iniziato a sparare contro la folla di persone radunate per festeggiare un compleanno.

I carabinieri nella mattina di ieri hanno recuperato e sequestrato l’arma una pistola con matricola abrasa e stanno acquisendo i filmati delle telecamere e analizzando i bossoli ritrovati per chiarire la dinamica e il movente.

Il sindaco di Capizzi, Leonardo Giuseppe Principato Trosso ha espresso il suo cordoglio in un post sui social scrivendo: “La nostra comunità è sgomenta e incredula. Conosco la famiglia del presunto omicida, persone con diversi precedenti penali. L’anno scorso sono stati indagati per avere dato fuoco alla caserma dei carabinieri, due giorni fa sono stati sottoposti a controlli perché sospettati di possedere armi. Ieri sera poteva essere una strage”.

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