Dazi Usa, Confindustria Catania: “Duro colpo al sistema siciliano”

Dazi Usa, le imprese catanesi tremano. Dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre pesanti dazi a partire dal primo agosto, oggi interviene la presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi Ferruzzi.

“Le minacce di nuovi pesantissimi dazi da parte dell’amministrazione statunitense rischiano di colpire duramente anche  le imprese catanesi, mettendo a repentaglio uno dei rapporti commerciali più strategici per l’economia del nostro territorio – dice – evidenziando come gli Stati Uniti rappresentino per la Sicilia un mercato di assoluto rilievo, “con esportazioni che nel 2024 hanno sfiorato il miliardo di euro – aggiunge. Di questo valore, la provincia di Catania contribuisce con circa 440 milioni di euro, pari a quasi il 60% del totale del Sud-Est dell’Isola al netto del petrolio. È un patrimonio produttivo costruito con fatica da centinaia di imprese, attive in settori ad alta intensità tecnologica come l’elettronica, la chimica, la farmaceutica e la meccanica, senza dimenticare l’agroalimentare, che da solo vale oltre 51 milioni di euro nel mercato americano”.

Il protezionismo potrebbe compromettere anni di sviluppo, secondo Busi, indebolendo un territorio, colpendo le filiere vitali e mettendo in crisi occupazione e competitività. “Bene ha fatto il presidente di Confindustria Orsini a richiamare alla calma, ma servono risposte rapide e unitarie. L’Italia e l’Unione Europea devono agire con fermezza per scongiurare un’escalation commerciale che avrebbe effetti a catena su tutti i settori produttivi”. – aggiunge ancora Busi. “Le nostre imprese non chiedono protezione, ma condizioni di equità e stabilità nei mercati internazionali. È in gioco la competitività del sistema produttivo siciliano e la tenuta di un’economia sempre più orientata all’export. Non possiamo – conclude – permetterci di perdere terreno in un mercato fondamentale come quello americano”.

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