Categoria: Sanità

  • ASP di Catania – La prevenzione non si ferma in estate: screening oncologici gratuiti e senza attese

    ASP di Catania – La prevenzione non si ferma in estate: screening oncologici gratuiti e senza attese

    La prevenzione non va in vacanza. Anche nei mesi estivi, l’ASP di Catania rinnova l’invito ai cittadini a partecipare ai programmi di screening oncologici gratuiti, strumenti fondamentali per individuare precocemente patologie come i tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. In un momento in cui il caldo e le ferie possono spingere a rimandare gli esami di controllo, l’Azienda Sanitaria Provinciale ricorda che prendersi cura della propria salute non ha stagioni.

     

    Quest’anno le attività di prevenzione si sono arricchite di una novità importante: grazie a una piattaforma informatica sviluppata dall’ASP, anche i medici di medicina generale possono prenotare in autonomia gli esami di screening per i propri assistiti, senza passaggi intermedi e in tempo reale. Una semplificazione che permette di accelerare l’accesso ai servizi, garantendo la massima tempestività. La prenotazione è diretta e non richiede impegnativa, perché gli screening sono completamente gratuiti e aperti a tutte le persone che rientrano nelle fasce d’età previste dai protocolli nazionali.

     

    I programmi attivi comprendono la mammografia per le donne tra i 50 e i 69 anni, il Pap test o HPV test per le donne tra i 25 e i 64 anni e il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni. Esami semplici, rapidi e indolori, in grado di fare la differenza quando si tratta di diagnosi precoce e cure efficaci.

     

    Inoltre l’ASP sarà presente in tutti i comuni della provincia entro il mese di dicembre per effettuare direttamente sul posto gli esami di screening. Un’iniziativa pensata per portare la prevenzione ancora più vicino ai cittadini, in particolare a coloro che vivono in aree più lontane dai presidi sanitari. Il mezzo mobile sarà dotato di apparecchiature di ultima generazione e di personale specializzato, per offrire lo stesso standard di qualità garantito nei centri fissi.

     

    Partecipare agli screening è semplice: se rientri nelle fasce d’età indicate riceverai una lettera d’invito a casa. Ma non è necessario attendere, e anche se non hai ricevuto la lettera di invito, puoi prenotare l’appuntamento per lo screening mammografico e ginecologico contattando il numero verde dedicato 800 894 007 o scrivendo a screening@aspct.it, oppure rivolgendoti al medico di famiglia, che oggi ha la possibilità di prenotare direttamente l’esame per te.

     

    Inoltre, per il test del colon-retto, puoi ritirare il kit gratuito nelle farmacie del tuo comune, eseguire il test a casa e riconsegnarlo in farmacia; è sufficiente portare con sé la tessera sanitaria ed un documento di riconoscimento.

     

    La partecipazione ai programmi di screening dell’ASP di Catania non prevede alcuna lista di attesa anche nel mese di agosto: gli appuntamenti vengono fissati immediatamente gli esami eseguiti nei centri di prevenzione presenti nel territorio provinciale.

     

    «La prevenzione – sottolinea il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio – rappresenta lo strumento più potente per contrastare le malattie oncologiche. Con il supporto dei medici di medicina generale e grazie alle nuove modalità di prenotazione, puntiamo a garantire servizi sempre più vicini e facilmente fruibili per tutti». Il Direttore Sanitario dell’ASP di Catania, Giuseppe Angelo Reina, sottolinea: «Ribadiamo l’importanza di non abbassare la guardia nemmeno nei mesi estivi. Gli screening oncologici salvano vite, e il nostro impegno è quello di eliminare ogni ostacolo all’accesso, portando i servizi ovunque ce ne sia bisogno».

     

    L’invito è chiaro: non rimandare la tua salute a settembre. Approfitta di questi mesi estivi per prenderti cura di te. La prevenzione è gratuita, senza attese e adesso a portata di mano.

  • West Nile, registrato primo caso nel Catanese: le raccomandazioni degli esperti

    West Nile, registrato primo caso nel Catanese: le raccomandazioni degli esperti

    West Nile, i primi casi di “Febbre del Nilo” registrati in Sicilia fanno paura. Entrambi si sono verificati nel catanese: prima un cavallo infetto in un maneggio di Misterbianco, poi un casertano di 74 anni, ricoverato in rianimazione all’ospedale Cannizzaro.

    Le infezioni nel resto del Paese intanto aumentano, ne sono state individuate altre 89 nel 2025, più del doppio di quelle registrate nel precedente bollettino pubblicato la scorsa settimana. Nove sono i decessi, l’ultimo dei quali un uomo di 76 anni nel casertano.
    Il virus trasmesso dalle zanzare, rischia di creare psicosi ma la situazione nell’Isola è sotto controllo, assicurano gli esperti.

    Da una parte ci sono controlli della Regione che, attraverso i centri trasfusionali tiene alta l’attenzione per evitare di mettere in circolo sangue infetto. Dall’altro, ci sono le Asp che hanno potenziato i controlli e piazzato le trappole per le zanzare in maniera capillare.

    Secondo gli esperti,  in Sicilia dunque i rischi ci sono ma sono molto bassi. In sostanza, si può stare tranquilli, anche se, si raccomandano, occorre essere prudenti, cercare di stare lontani dai ristagni di acqua, coprirsi il più possibile nelle ore di maggiore presenza di zanzare come la mattina e la sera e usare repellenti.

    Anche perché, riconoscere il virus non è facile: la maggior parte delle persone infette non mostra alcun segno. Fra chi mostra sintomi, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei». 

    Ma i sintomi possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari».

    Gli effetti, invece, possono essere più pericolosi negli anziani e nelle persone debilitate.

    Intanto, il Governo rassicura. 

    “Non siamo di fronte a un’emergenza sanitaria, i dati sulla circolazione del virus West Nile sono in linea con gli anni precedenti, con al momento solo una diversa distribuzione geografica” è quanto dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e dell’emergenza sanitaria, rivolta ai cittadini.

    Il West Nile Virus (WNV) è endemico in Italia e ogni anno, a partire dal 2008, si registrano casi provenienti da diversi territori italiani. La circolazione stagionale del virus è attesa e costantemente monitorata attraverso una rete integrata di sorveglianza che coinvolge la componente umana, quella veterinaria ed entomologica, come previsto nel Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, coordinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità.  L’obiettivo è quello di individuare tempestivamente la presenza del virus nei territori, per limitare al massimo il rischio per la salute pubblica, intervenendo con attività di disinfestazione ambientale, affidate alle attività locali, e con misure di protezione individuale.

     

  • Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, c’è la proroga fino al 31 dicembre 2025

    Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, c’è la proroga fino al 31 dicembre 2025

    Il Centro di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, gestito in convenzione con l’Irccs Bambino Gesù di Roma, rimarrà operativo anche dopo la scadenza del 31 luglio. È questo il risultato dell’incontro di ieri, nella capitale, tra l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, il dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, e i vertici dei ministeri della Salute e dell’Economia e finanze. 
     
    La proroga è stata consentita sino al 31 dicembre 2025 grazie all’impegno assunto dall’assessore Faraoni e dal dirigente Iacolino di trasmettere a breve la proposta della nuova rete ospedaliera che dovrà prevedere l’integrazione delle attività del Centro di Taormina con il reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale Papardo di Messina. In Sicilia è già presente, come previsto dalla rete ospedaliera del 2019, un centro di cardiochirurgia pediatrica all’ospedale Civico di Palermo, affidato alla Fondazione del Gruppo San Donato, e il “decreto Balduzzi” prevede la presenza di una sola struttura ogni 5 milioni di abitanti: la Regione sta lavorando al superamento di questo vincolo, così come avvenuto in altre realtà italiane.
     
    «È stata e resta una trattativa molto difficile – sottolinea il presidente della Regione, Renato Schifani – nella quale il governo regionale ha cercato di far emergere gli sforzi che si stanno facendo per inserire questa struttura nell’intero sistema della sanità siciliana. Non è così semplice come in maniera demagogica l’opposizione vuole fare apparire. La deroga rientra all’interno di un percorso di riorganizzazione della nuova rete ospedaliera alla quale il governo sta lavorando da mesi in un dialogo costante e discreto con il territorio, con l’obiettivo di rispettare tutti i parametri richiesti dal ministero. Auspico, pertanto, che il nuovo piano veda presto la luce senza ulteriori ostacoli dovuti a posizioni preconcette».

     

    «Il nostro principale interesse, al pari di quello del governo nazionale – dice l’assessore Faraoni – è quello di non venir mai meno al nostro dovere di cura e assistenza nei confronti dei pazienti più piccoli. Abbiamo chiesto e ottenuto questa nuova proroga per avere più tempo per realizzare l’assetto migliore nel campo della cardiochirurgia pediatrica in Sicilia. Nel frattempo, proseguiamo nel percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale che stiamo portando avanti. Il giudizio dei ministeri sulla permanenza della cardiochirurgia pediatrica nella cittadina ionica non è legato soltanto a questa integrazione con le attività del Papardo di Messina ma sarà complessivo sulla nuova rete ospedaliera siciliana. Stiamo facendo un grande lavoro per renderla aderente ai bisogni della gente e allo stesso tempo sostenibile per la Regione sul piano finanziario: un obiettivo indispensabile per tutta la collettività».
  • Asp di Catania. Modello integrato e équipe multiprofessionale. A Catania operativo il Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze

    Asp di Catania. Modello integrato e équipe multiprofessionale. A Catania operativo il Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze

    È stato attivato oggi a Catania, presso i locali dell’ex Clinica Argento in via Ottavio D’Arcangelo 14-16, il nuovo Centro di Pronta Accoglienza (Cpa) dedicato alle persone con dipendenze patologiche, realizzato dall’Asp di Catania. La struttura, dotata di 12 posti letto residenziali, nasce con l’obiettivo di offrire un intervento residenziale di breve durata a pazienti inviati dai Servizi per le Tossicodipendenze (Ser.T.), garantendo un accesso facilitato e multidimensionale.

    Il Cpa rappresenta un passaggio intermedio fondamentale tra la fase pre-sanitaria, i Ser.T. e le comunità terapeutiche. Si rivolge in particolare a pazienti a rischio clinico che necessitano di un breve ricovero propedeutico a programmi di cura ambulatoriali o residenziali più strutturati.

    «Questo nuovo Centro nasce all’interno di una rete di interventi sempre più strutturata ed è il frutto di una programmazione regionale lungimirante, voluta dal presidente Schifani e promossa dall’assessore alla Salute Faraoni. Un progetto che abbiamo concretizzato nella nostra provincia grazie alla collaborazione e alla visione condivisa dell’intera rete dei servizi di salute mentale – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio -. Il Cpa adotta un modello organizzativo integrato e si avvale di un’équipe multiprofessionale altamente qualificata per garantire una risposta di cura efficace agli utenti, alle loro famiglie e a chi affronta ogni giorno il dramma delle dipendenze. Un punto di riferimento facilmente accessibile e pienamente inserito nel tessuto dei servizi territoriali. Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e all’attivazione di questa importante struttura, che saprà essere un presidio sanitario di prossimità, fondato sulla competenza, sull’accoglienza e sull’umanità».

    Il Cpa è gestito da un’équipe multiprofessionale operativa h24 composta da medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, educatori, terapisti della riabilitazione e operatori socio-sanitari, con una presa in carico orientata alla motivazione al trattamento e alla continuità assistenziale. All’interno della struttura vengono garantiti interventi farmacologici integrati con attività psicologiche e psicoterapeutiche, terapie di gruppo, attività riabilitative e azioni pedagogico-educative, anche finalizzate all’inserimento lavorativo.

    «Spesso i nostri utenti si trovano in una condizione di svantaggio – ha spiegato il direttore dell’UOC Servizio Territoriale Dipendenze patologiche, Fabio Brogna -. Una volta conclusa la terapia ambulatoriale, ritornano nel proprio contesto di origine, esponendosi al rischio di ricaduta nell’uso di sostanze o in altri comportamenti di dipendenza. Per questo il Cpa offre loro un periodo di 30 giorni per recuperare l’equilibrio psicofisico in un ambiente protetto e terapeutico. Al termine del percorso, il paziente può rientrare al Ser.T. territorialmente competente o, se necessario, essere indirizzato verso un percorso più lungo in una comunità terapeutica o in un servizio ambulatoriale più strutturato».

    La sede del Centro dispone di spazi dedicati a attività terapeutiche, ambulatori medici e infermieristici, ambienti per colloqui familiari, aree ricreative e spazi per la riabilitazione psicosociale, a supporto di un percorso clinico-sociale coordinato e continuativo.

    Presenti oggi per l’occasione, insieme al direttore generale Laganga Senzio, il direttore sanitario, Giuseppe Angelo Reina; il direttore amministrativo, Tamara Civello; il direttore del Dipartimento di Salute mentale (Dsm), Carmelo Florio; il direttore dell’UOC Servizio Territoriale Dipendenze patologiche, Fabio Brogna con i suoi collaboratori; la responsabile del Ser.T. di Camporotondo Etneo e coordinatrice del Cpa, Antonella Marinaro, affiancata dai 17 professionisti assunti incaricati delle attività; nonché i direttori dei Dipartimenti amministrativi e sanitari, delle Unità operative del Dsm e delle strutture aziendali coinvolte nell’attivazione del servizio.

    Il Cpa si inserisce nel piano regionale di potenziamento della rete per la cura delle dipendenze, voluto dal Governo Regionale e previsto dalla legge regionale n. 26/2024. È stato finanziato con circa 1,2 milioni di euro attingendo ai fondi del Pnes 2025–2026 e del Fondo sanitario regionale – Missione 20.

  • Asp di Catania: operativo dal 16 luglio il nuovo Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze

    Asp di Catania: operativo dal 16 luglio il nuovo Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze

    Da mercoledì 16 luglio sarà attivo a Catania il nuovo Centro di Pronta Accoglienza (CPA) per persone con dipendenze patologiche. La struttura, gestita dall’Asp di Catania, sarà ospitata nei locali dell’ex Clinica Argento, in via Ottavio D’Arcangelo 14-16.

    Il CPA, dotato di 12 posti letto, è rivolto alla presa in carico di pazienti inviati dai Servizi per le Tossicodipendenze (Ser.T), con l’obiettivo di garantire un accesso facilitato e multidimensionale, laddove sia necessario un intervento residenziale di breve durata. Le attività saranno garantite da un’équipe multiprofessionale composta da medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, educatori, terapisti della riabilitazione e operatori socio-sanitari.

    Nella stessa giornata, alle 9.30, l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, visiterà la struttura accompagnata dal direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio. Sono attesi anche i rappresentanti istituzionali del territorio e i vertici delle Aziende ospedaliere cittadine.

    Il Centro, attivato in fase sperimentale, rientra nel piano di potenziamento della rete regionale per la cura delle dipendenze, voluto dal Governo Regionale e previsto dalla legge regionale n. 26/2024. È finanziato all’avvio per circa 1,2 milioni di euro, coperti con fondi del PNES 2025–2026 e del Fondo Sanitario Regionale – Missione 20.

  • Laboratorio oncologico a Carini grazie alla donazione di due ex pazienti dell’Ismett

    Laboratorio oncologico a Carini grazie alla donazione di due ex pazienti dell’Ismett

    Un gesto che è molto di più di un semplice ringraziamento. Che dimostra come la buona sanità lasci il segno non solo in chi riceve cure adeguate e professionali. È uno dei significati più profondi dell’umanità che, in questa storia, emerge prepotentemente. È la storia di un immobile comunale abbandonato da anni in contrada Carbolangeli a Carini (Palermo) che sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione grazie alla collaborazione tra il Comune e l’Irccs Ismett.

    A stabilirlo è il consiglio comunale che ha deliberato la concessione trentennale gratuita dell’edificio per la realizzazione di un centro polifunzionale che ospiterà un ambulatorio di oncologica integrata e multidisciplinare e laboratori di ricerca a beneficio della comunità.
    Ma la realizzazione del centro sarà possibile grazie a un significativo contributo filantropico di due cittadini americani che, dopo aver ricevuto cure salvavita all’Ismett, hanno deciso di promuovere concretamente l’istituzione di un centro specializzato sul modello statunitense.

    Il Comune ha svolto un ruolo centrale nel rendere possibile questa operazione, mettendo a disposizione l’immobile e guidando un complesso iter amministrativo.

    “Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine ai due donatori americani , uno dei quali è medico, e al Comune per aver reso possibile questo progetto innovativo – sottolinea il direttore Angelo Luca -Grazie al Comune trasformiamo un bene pubblico abbandonato da molti anni in una struttura sanitaria dedicata ai pazienti più vulnerabili e alla ricerca traslazionale”.
    Non è l’unica donazione all’Ismett, una precedente ha già finanziato la palazzina per la ricerca che oggi ospita una biobanca, laboratori sperimentali e il centro di Formazione Renato Fiandaca, che forma annualmente centinaia di professionisti sanitari in procedure di emergenza e primo soccorso”.

  • Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: l’Asp di Catania avvia un confronto tra esperti

    Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: l’Asp di Catania avvia un confronto tra esperti

    Tremilasettecentonovanta sono in tutta Italia le vittime per i Disturbi della Nutrizione e dell’alimentazione nell’ultimo anno censito, il 2023. È questa la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali, dei più giovani.

    Dati allarmanti che sono stati al centro del convegno promosso dall’Asp di Catania: “Promuovere una cultura condivisa dei disturbi della nutrizione e alimentazione”, organizzato dall’UOC Servizio territoriale Dipendenze Patologiche, diretta da Fabio Brogna, e dal Dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Catania, guidato da Carmelo Florio.

    Un confronto tra esperti e accademici per parlare di diagnosi, cura, riabilitazione e organizzazione dei servizi dedicati ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). Una patologia che riguarda sempre più spesso i giovanissimi e che rappresenta una vera e propria emergenza sociale e sanitaria.

    “Il Convegno dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio – rappresenta un’importante occasione di confronto tra Istituzioni, comunità professionale e realtà territoriali su patologie complesse, la cui incidenza è in costante crescita, in tutte le fasce d’età e con una evidente tendenza alla cronicizzazione. Il contributo della comunità scientifica e degli operatori della rete dei servizi è essenziale per migliorare la qualità e la coerenza dell’offerta assistenziale, in linea con gli indirizzi della programmazione sanitaria regionale. Come Azienda sanitaria, siamo impegnati nella definizione e nell’attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici appropriati, integrati e multidisciplinari, che coinvolgano competenze specialistiche intra e interaziendali, in stretta connessione con le famiglie e con tutte le risorse educative, sociali e comunitarie del territorio. L’attivazione dell’Ambulatorio dell’Asp di Catania dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione si inserisce in questo quadro, in coerenza con il Piano Terapeutico Diagnostico Assistenziale (PTDA) approvato dall’Assessorato regionale della Salute”.

    Nel corso dei lavori è stato ricordato che negli ultimi anni si è notevolmente abbassata l’età dell’insorgenza  e la pericolosa tendenza alla cronicizzazione dei disturbi negli adulti. Intervenire in tempo per evitare conseguenze gravi, che in alcuni casi possono condurre il paziente a esito infausto, diventa un obbligo da parte dei professionisti del settore.  
    “I DNA – ha ricordato Fabio Brogna, direttore del Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche dell’Asp di Catania – sono patologie complesse che richiedono un approccio multiprofessionale e multidisciplinare specialistico. Non si tratta, da un punto di vista organicistico, semplicemente di mangiare di più o di meno, ma di problematiche più profonde che coinvolgono aspetti psicologici, fisici e sociali. Se sospettiamo un disturbo della nutrizione o dell’alimentazione non dobbiamo mai sottovalutarlo, perché in poco tempo si possono avere gravi ripercussioni fisiche e mentali. È fondamentale riconoscere precocemente i sintomi e i segnali. Quando notiamo cambiamenti nelle abitudini alimentari o eccessive preoccupazioni nel peso e nella forma del corpo o nelle modalità di assunzione di cibo in una persona, le famiglie o gli amici devono chiedere subito aiuto professionale, perché spesso il soggetto interessato non ha una vera e propria consapevolezza”.

    I relatori hanno presentato lo stato dell’arte dei centri dedicati ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione e illustrato il Piano Terapeutico Diagnostico Assistenziale (PDTA) formulato dai tecnici sanitari della Regione siciliana.

    Da circa un anno, infatti, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania (nell’ambito dell’UOSD disturbi alimentari e ludopatie, Area dipartimentale dipendenze patologiche – U.O.C. S.T.D.P., all’interno del Dipartimento Salute mentale – DSM di Catania) ha avviato un ambulatorio dedicato esclusivamente ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in cui opera una equipe formata da psichiatra, neuropsichiatra, medico interno, psicologi, terapisti della riabilitazione psichiatrica, dietisti, biologo nutrizionista, assistente sociale e infermieri. L’ambulatorio territoriale è collegato in rete con i Ser.T con la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ospedaliera e territoriale e con ambulatori sul territorio di altre Aziende sanitarie. Sono più di cento i pazienti – sia adulti che nell’età della transizione, in metta maggioranza si tratta di donne – di cui l’equipe si occupa e che si vanno ad aggiungere a quelli trattati dalle singole unità operative. Pazienti complessi che richiedono cure specifiche e articolate, ciò a conferma della crescente richiesta di trattamento di queste patologie, emergenti sia nei giovani che negli adulti.

    “I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione coinvolgono da tempo il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Catania in tutte le sue articolazioni – ha spiegato il direttore del Dipartimento, Carmelo Florio. – In età evolutiva, il punto di riferimento storico è rappresentato dall’UOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale di Acireale; per l’età adulta, l’assistenza è garantita da anni attraverso i SER.D e i Centri di Salute Mentale. L’istituzione dell’UOSD Disturbi Alimentari e Ludopatie e l’attivazione di un Ambulatorio specialistico dedicato – che comprende anche l’età evolutiva – rafforzano oggi la capacità del nostro Dipartimento di assicurare percorsi strutturati, basati su un approccio integrato e multidisciplinare. Il Convegno rappresenta un momento utile per aggiornare le competenze cliniche, condividere le esperienze maturate nei diversi setting assistenziali e valorizzare il contributo di tutti gli attori coinvolti, dalle Istituzioni sanitarie alle realtà sociali e comunitarie. Garantire continuità assistenziale e percorsi di cura appropriati richiede un impegno condiviso e sistematico tra servizi, territorio e famiglie”.

    Diverse le sessioni di lavori dedicate, tra l’altro, ai servizi territoriali e ospedalieri che esistono in tutta la provincia di Catania e all’importanza del lavoro di rete, con il coinvolgimento di famiglie e associazioni.

    Alla due giorni organizzata dall’Asp di Catania hanno partecipato infatti le associazioni dei familiari, l’Ufficio scolastico regionale per l’ambito territoriale di Catania per la prevenzione nelle scuole effettuata dall’equipe sentinella dell’ambulatorio e il CUS Catania per la prevenzione nel setting sportivo con la collaborazione della Federazione dei medici sportivi. Il programma di prevenzione per l’individuazione precoce dei disturbi alimentari negli adolescenti nel setting scolastico è stato inserito nella cornice del PRP 2020-2025 azione PP04 dipendenze. Attraverso la somministrazione anonima di questionari “EAT 26” a 166 studenti è emerso che il 15,88% degli studenti intervistati ha ottenuto un punteggio superiore a 20, punteggio che statisticamente allarma gli operatori per i rischi di potenziali sviluppi di DNA.    

    È stata anche l’occasione per ricordare l’esperienza che negli anni è stata maturata nel trattamento di queste patologie  dagli altri attori sia territoriali che ospedalieri dell’Asp di Catania, del centro Rodolico San Marco congiuntamente alle Comunità Terapeutiche extraregionali accreditate che con il loro contributo hanno confermato quanto l’integrazione tra servizi ospedalieri, territoriali e comunità sia fondamentale per la gestione e la presa in carico dei pazienti con un disturbo conclamato di alimentazione e nutrizione.

    Presenti alla sessione inaugurale i vertici dell’Asp di Catania: il direttore generale Giuseppe Laganga Senzio, il direttore sanitario Giuseppe Angelo Reina e il direttore amministrativo, Tamara Civello. E ancora il sindaco di Catania, Enrico Trantino, l’assessore ai Servizi sociali, Bruno Brucchieri, il responsabile del Servizio 5 del DASOE (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) Francesco Grasso Leanza. Tra gli ospiti della sessione inaugurale anche la dottoressa Maria Grazia Vasta, referente Salute USR per la Sicilia per l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia-Ambito di Catania, il coordinatore regionale Rete civica della salute, Pieremilio Vasta.

  • UROLOGIA FUNZIONALE: «LA NUTRACEUTICA DI SERIE A È L’UNICA ALTERNATIVA TERAPEUTICA EFFICACE»

    UROLOGIA FUNZIONALE: «LA NUTRACEUTICA DI SERIE A È L’UNICA ALTERNATIVA TERAPEUTICA EFFICACE»

    Ci sono patologie che incidono sulla salute dei pazienti e sul piano sociale. Una tra queste è l’incontinenza urinaria che impatta sulla qualità della vita e che in Italia incide significativamente sui costi della sanità pubblica. Questo uno dei temi caldi di urologia funzionale al centro del confronto dinamico e della formazione di alto livello che si è svolto in Sicilia con l’aggiornamento scientifico dal titolo “L’urologia funzionale, mettiamola in pratica” sabato 14 giugno a Cefalù (PA). Il dibattito ha coinvolto urologi, specialisti in formazione, professionisti interessati ad approfondire con metodi efficaci e stimolanti i meccanismi disfunzionali del basso apparato urinario, con una visione clinicamente concreta e specialistica. La tappa, organizzata da idipharma, è stata articolata in una formula innovativa e interattiva, ha fornito strumenti clinici, tecnici e decisionali.

    Dal dolore pelvico alle cure per le infezioni, dalle terapie per l’incontinenza urinaria a quelle per la ritenzione, fino alle condizioni più complesse come quelle di origine neurologica. Sono stati molteplici i casi reali presentati agli specialisti sotto forma di un certamen: per ogni sessione è stata posta una domanda clinica chiave a due relatori che – sostenendo tesi opposte in merito alla strategia diagnostica o terapeutica più adeguata – hanno aperto il dibattito tra professionisti coinvolgendoli in un dialogo costruttivo tra riflessioni, esperienze e punti di vista diversi.

    Dai lavori è emerso che l’incontinenza urinaria è una delle patologie urologiche con elevata diffusione nella popolazione italiana. «Basti pensare – ha spiegato neuro-urologo Roberto Carone, presidente emerito della Fondazione Italiana Continenza – che, considerando il solo sesso femminile, il più colpito, la prevalenza dell’incontinenza urinaria si attesta intorno al 20% della intera popolazione indipendentemente dalla età. Nel maschio le percentuali si aggirano intorno alla metà, ma in entrambi i sessi, con l’avanzare dell’età, i numeri crescono fino a raggiungere il 50%, superando anche l’80% tra gli anziani fragili istituzionalizzati».

    «La spesa complessiva a carico del Sistema Sanitario Nazionale si aggira intorno ai 2 miliardi di euro l’anno. Di fronte a questi dati – ha affermato Alessandro Giammò, responsabile Neuro-Urologia della “Città della Salute e della Scienza” di Torino e presidente della Società Italiana di Urodinamica – diventa fondamentale sensibilizzare non solo la classe medica, ma soprattutto la popolazione: una buona percentuale dei casi di incontinenza può essere curata o comunque gestita efficacemente con percorsi terapeutici adeguati».

    L’elevata diffusione dell’incontinenza incide sui costi sanitari del Paese, è tra le patologie con capitoli di spesa più rilevanti per le Regioni d’Italia, non solo per la diagnosi e il trattamento, ma soprattutto per le forniture di dispositivi medici monouso, come pannoloni e cateteri. Le patologie legate alla prostatite – sottolinea Ferdinando Fusco, direttore dell’UOC di Urologia dell’Ospedale San Anna e San Sebastiano di Caserta e professore associato di Urologia all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” – in Europa, hanno un’incidenza che si aggira intorno al 10-15% della popolazione maschile. Purtroppo, attualmente gli specialisti sono spesso costretti a ricorrere a farmaci mutuati da altre patologie: esiste infatti un importante gap farmacologico in questo ambito che ancora non è stato colmato. Oggi le linee guida riconoscono a pieno titolo la nutraceutica come valida alternativa terapeutica, grazie a molecole di origine vegetale che dimostrano una buona efficacia. Questi prodotti colmano un vuoto rilevante, ma è fondamentale compiere scelte diagnostiche e terapeutiche ponderate. Noi medici siamo quotidianamente esposti a un’ampia offerta di soluzioni, molte delle quali non supportate da una letteratura scientifica solida. Esiste una “nutraceutica di serie A” – sostenuta da evidenze e da pubblicazioni di rilievo – e una nutraceutica che promette risultati, ma non mantiene, proponendosi come ‘salva prostata’ senza offrire strumenti realmente efficaci nelle mani del clinico. Occorre mettere in luce approcci terapeutici innovativi e condivisi, utili a colmare il vuoto farmacologico che ancora oggi caratterizza la gestione di patologie come la prostatite cronica».

    «Il nostro impegno nella ricerca e nel promuovere il confronto scientifico concreto è continuo – spiega Alessandro Bottino, amministratore unico di idipharma – creiamo queste occasioni di dialogo tra esperti per favorire lo scambio e l’aggiornamento basato su casi clinici reali e approcci terapeutici efficaci».

  • Asp di Catania. Alfabetizzazione sanitaria e contrasto all’antibiotico-resistenza: riparte dalle scuole la campagna per il corretto uso dei farmaci

    Asp di Catania. Alfabetizzazione sanitaria e contrasto all’antibiotico-resistenza: riparte dalle scuole la campagna per il corretto uso dei farmaci

    Si è svolta oggi, presso l’Aula Magna del Liceo Statale “Lombardo Radice” di Catania, la giornata conclusiva del progetto “Campagna di alfabetizzazione sanitaria a scuola: uso sicuro dei farmaci e degli antibiotici”, promosso dal Dipartimento del Farmaco dell’Asp di Catania nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2020–2025 – Linea di intervento LP4-PP10, finalizzato al contrasto dell’antimicrobico-resistenza.

    Un’iniziativa dal forte valore civico e formativo che, a partire da febbraio, ha coinvolto 1.400 studenti di 10 istituti scolastici della provincia di Catania, guidati da 22 tutor farmacisti dell’Asp, in un percorso educativo incentrato sull’uso consapevole dei farmaci e sulla prevenzione dell’antibiotico-resistenza, una delle principali emergenze sanitarie a livello globale.

    Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale di Catania.

    «Con questo progetto abbiamo voluto offrire ai più giovani strumenti di conoscenza e consapevolezza sul corretto uso dei farmaci – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio -. Ringraziamo gli istituti scolastici che hanno aderito, confermando una solida alleanza per l’educazione alla salute. Le scuole rappresentano un terreno fertile per seminare cultura sanitaria: non solo tra gli studenti, ma anche all’interno delle loro famiglie».

    Nel corso delle attività sono stati affrontati temi fondamentali quali l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, l’assistenza farmaceutica, la farmacovigilanza e, in particolare, l’uso corretto degli antibiotici. Il focus è stato posto sull’antimicrobico-resistenza, fenomeno che in Europa provoca ogni anno oltre 25.000 decessi, e che in Italia è in preoccupante aumento.

    All’evento conclusivo hanno partecipato il direttore sanitario dell’Asp, Giuseppe Angelo Reina, il direttore amministrativo Tamara Civello, il direttore del Dipartimento di Prevenzione Antonio Leonardi, l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania Andrea Guzzardi, la referente per l’Educazione alla Salute dell’USR-Ambito Territoriale di Catania Maria Grazia Vasta, i dirigenti scolastici, i docenti referenti del progetto e gli studenti.

    «Abbiamo voluto portare la cultura del farmaco fuori dagli ambulatori e dentro le scuole – ha dichiarato il direttore del Dipartimento del Farmaco, Maria Anna D’Agata -. Ci siamo messi in ascolto dei ragazzi, parlando con il loro linguaggio e rispondendo ai loro dubbi concreti. Il progetto ha unito rigore scientifico e partecipazione attiva, trasformando gli studenti da semplici destinatari a veri comunicatori della salute. È da qui che nasce l’innovazione: nel vedere i giovani diventare parte attiva di una rete di prevenzione che parte dal basso e arriva fino alla comunità».

    Cuore pulsante dell’iniziativa è stata la realizzazione, da parte degli studenti, di una campagna di comunicazione creativa sull’uso corretto dei farmaci, con l’obiettivo di sensibilizzare coetanei e famiglie attraverso linguaggi vicini alla loro generazione.

    «Il progetto ha messo in evidenza il potenziale trasformativo dell’educazione sanitaria nella scuola – ha sottolineato Emilio Grasso, dirigente dell’Ambito Territoriale di Catania-USR Sicilia -. Non si è trattato solo di informare, ma di costruire una nuova cultura del farmaco tra i giovani, attraverso la partecipazione attiva. È questa la strada da percorrere per un futuro più consapevole e responsabile».

    Durante la cerimonia conclusiva, sono stati anche premiati i migliori elaborati prodotti dagli studenti:

    –       per la sezione video, il primo posto è stato assegnato all’Istituto Omnicomprensivo “Pestalozzi”:

    –       per la sezione poster, si è aggiudicato il primo premio il Liceo Artistico “Emilio Greco”.

    Tutti i prodotti creativi saranno utilizzati dall’Asp di Catania sui propri canali istituzionali e social, diventando strumenti ufficiali di sensibilizzazione pubblica.

     

    Istituti scolastici coinvolti nel progetto:

    ·       IIS “Carlo Gemmellaro” – dirigente scolastico: Fiorella Baldo | referente: Dino Di Franco | tutor farmacisti: Cinzia Piazza, Rosanna Stissi

    ·       IIS “Marconi-Mangano” – dirigente scolastico: Maria C. Trovato | referente: Gabriella Morabito | tutor farmacisti: Gabriella Marsala, Antonella Pieratti

    ·       I.O. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” – dirigente scolastico e referente: Maria Grazia De Francisci | tutor farmacisti: Marika Anfuso, Barbara D’Amico, Rosanna Interrigi, Agata Martines

    ·       I.O.S. “Pestalozzi” – dirigente scolastico: Elena Di Blasi | referente: Nelly Di Dio | tutor farmacisti: Luciana Li Pira, Laura Lo Sciuto

    ·       I.S. “De Felice Giuffrida – Olivetti” – dirigente scolastico: Anna De Francesco | referente: Agata Barbagallo | tutor farmacisti: Carla Bonaccorsi, Giuseppe Scollo

    ·       Liceo Artistico “E. Greco” – dirigente scolastico: Antonio A. Massimino | Referente: Salvatore Fazio | Tutor farmacisti: Giuliano Russo, Alberto Vinci

    ·       Liceo Classico “N. Spedalieri” – dirigente scolastico: Vincenza B. Ciraldo | referente: Francesca Bonaccorsi | tutor farmacisti: Serena Cioni, Gabriella Marchese

    ·       Liceo Scientifico “G. Galilei” – dirigente scolastico: Manuele Rapisarda | referente: Giuseppina Quartarone | tutor farmacisti: Maria Grazia Aloisi, Francesca Borzì

    ·       Liceo Statale “L. Radice” – dirigente scolastico: Concetta Tumminia | referenti: Giuseppina Lo Giudice, Mariapina Natoli, Roberta Catra | tutor farmacisti: Ester Garaffo, Carla Sapienza

    ·       Liceo Classico “M. Cutelli” – dirigente scolastico: Elisa Colella | referente: Annarita Marsullo | tutor farmacisti: Chiara Benanti, Francesco Pappalardo