Categoria: Politica

  • “ZES. Opportunità e sviluppo per il sud Italia”.

    “ZES. Opportunità e sviluppo per il sud Italia”.

    Oltre 500 persone hanno partecipato, ieri pomeriggio a Le Ciminiere di Catania, al convegno di Fratelli d’Italia “ZES. Opportunità e sviluppo per il sud Italia” che ha visto l’intervento di Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il PNRR e per le Politiche di coesione.

     
    E’ stato fatto il punto, con interventi della deputazione nazionale e regionale di FdI ed esponenti del mondo economico, produttivo e professionale, su uno dei punti cardine per il rilancio del Mezzogiorno: la Zona Economica Speciale. La sua estensione a tutto il Sud è stato un segnale importantissimo per il meridione: un percorso avviato dal ministro Fitto e che vede ora il ministro Foti portarlo avanti con altrettanta determinazione. Un percorso su cui inizialmente si era registrata forte preoccupazione e perplessità. Ma il bilancio consuntivo di questi primi 15 mesi conferma la bontà della strada intrapresa.

     
    “Dal 1° gennaio 2024 ad oggi – ha sottolineato il ministro Tommaso Foti – in Sicilia la ZES ha registrato 117 istanze di autorizzazione unica con un incremento del 56% rispetto all’anno precedente. Mentre le istanze complessive sono state 1582 con un credito d’imposta ottenuto di 567 milioni. La Sicilia, quindi, si è aggiudicata il 25% delle risorse economiche nazionali disponibili. Un risultato storico che premia il lavoro di squadra e la visione strategica per il rilancio del Mezzogiorno.”.

    Oltre al ministro Foti sono intervenuti Alberto Cardillo, coordinatore provinciale di FdI Catania, Luca Sangiorgio, coordinatore comunale di FdI Catania, Luca Sbardella, deputato nazionale e coordinatore regionale di FdI per la Sicilia, Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Salvo Pogliese, senatore di FdI, Manlio Messina deputato nazionale di FdI, Francesco Ciancitto, deputato nazionale di FdI, Ruggero Razza, parlamentare europeo di FdI, Giorgio Assenza, capogruppo di FdI all’Ars, Salvo Sallemi senatore di FdI.

    Il momento conclusivo del convegno, coordinato da Carlo Alberto Tregua direttore del Quotidiano di Sicilia, ha visto il ministro Tommaso Foti rispondere alle domande di esponenti del mondo produttivo e professionale siciliano. Hanno interloquito con il Ministro il presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi, Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania, Nino Di Cavolo, presidente di Sicilia Fiera, Andrea Milazzo, segretario CNA Catania e i commercialisti Alessandro Micale e Giovannella Biondi. 

  • Amministrative in Sicilia: ecco dove e quando si vota

    Amministrative in Sicilia: ecco dove e quando si vota

    CATANIA. Sono stati indetti i comizi elettorali in vista delle amministrative che si terranno il 25 e il 26 maggio in nove Comuni siciliani. Lo stabilisce un decreto dell’assessore regionale alle Autonomie Locali e alla funzione pubblica Andrea Messina.

    DOVE SI VOTA

    A essere coinvolti dal voto saranno i seguenti Comuni, tutti commissariati: Realmonte, in provincia di Agrigento; Montemaggiore Belsito e Prizzi, nel Palermitano; Solarino, in provincia di Siracusa; Favignana, nel Trapanese; mentre, in provincia di Catania sono chiamati alle urne Castiglione di Sicilia, Palagonia, Raddusa e Ramacca, dove intanto sono diventate definitive le dimissioni presentate dal sindaco.

    Una decima amministrazione, quella di Tremestieri Etneo, inizialmente coinvolta nella tornata elettorale, non andrà invece al voto a maggio a causa dello scioglimento per mafia deliberato oggi dal Consiglio dei ministri.

    L’assessorato provvederà dunque a emettere un nuovo provvedimento per escludere il comune del Catanese dalle prossime Amministrative. «Con l’indizione di queste elezioni – dice l’assessore Messina – restituiamo voce ai cittadini e alle comunità locali, garantendo il ritorno alla piena legittimazione democratica delle amministrazioni comunali. La funzione del commissario è temporanea ed è solo attraverso il voto che può realizzarsi pienamente l’autonomia locale sancita dalla nostra Costituzione e dallo Statuto regionale. Questo passaggio rappresenta non solo un atto formale, ma un segnale di fiducia nelle istituzioni e nella partecipazione attiva della cittadinanza».

    QUANDO SI VOTA

    Le elezioni – dice la Regione – si svolgeranno domenica 25 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 26 maggio dalle 7 alle 15. L’eventuale ballottaggio è fissato per domenica 8 giugno, sempre dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15, in coincidenza con la tornata referendaria. Dei Comuni chiamati al voto, solo in uno, a Palagonia, i seggi saranno assegnati con il sistema proporzionale, poiché gli abitanti sono più di 15 mila. In tutte le altre amministrazioni si voterà con il maggioritario.

  • Nasce Grande Sicilia, la nuova creatura politica di Lombardo, Lagalla e Micciché

    Nasce Grande Sicilia, la nuova creatura politica di Lombardo, Lagalla e Micciché

    Raffaele Lombardo è tornato. Definitivamente. Ieri mattina, insieme al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla e all’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, il leader Mpa ha tenuto a battesimo la nuova creatura politica nata nel segno dell’autonomismo, neanche a dirlo, della democrazia e del civismo. Si chiama Grande Sicilia, riprendendo un po’ il gruppo autonomista a palazzo degli elefanti a Catania grande Catania.

    La presentazione ufficiale ieri mattina all’Università Kore di Enna, alla presenza tra gli altri del presidente della regione Siciliana, Renato Schifani, nonché dell’attuale presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Che hanno salutato la nascita della nuova creatura politica come un importante tassello che si aggiunge al centrodestra.

     

    Un tassello con un’identità ben chiara: sotto il logo vengono infatti riportate le scritte: civici autonomisti e democratici. “chi non è democratico? Praticamente tutti, 5 milioni di persone in Sicilia, e poi gli altri, ovviamente – ha evidenziato Lombardo. E’ un segnale di apertura – ha continuato il fondatore e leader del Mpa – noi siamo democratici e quindi siamo aperti all’apporto di tutte le persone di buona volontà che sposano questo progetto che è del civismo, dell’autonomia e che è anche dei valori liberali e dei diritti in cui queste tre persone e tantissimi gruppi si riconoscono e per mettere insieme un progetto forte di rinnovamento, ma anche, e dobbiamo impegnarci molto, di una nuova classe dirigente.

     

    Un messaggio di inclusione politica – spiega ancora il sindaco di Palermo Roberto Lagalla” che non nasconde il fatto che il primo obiettivo saranno le elezioni provinciali di secondo livello. Non vogliamo fare ribaltamenti o rivoluzioni – continua il primo cittadino – ma vogliamo essere una coscienza critica e consapevole all’interno di un quadro politico che ha bisogno di rinnovare nel tempo classe dirigente e modelli decisionali.

    Nei prossimi giorni saranno individuati i coordinatori di Grande Sicilia.

  • De Luca, folla a Taormina per il nuovo progetto “Ti amo Sicilia”

    De Luca, folla a Taormina per il nuovo progetto “Ti amo Sicilia”

    Cateno De Luca cambia pelle. L’ex “Scateno” dice definitivamente addio alla sua creatura “Sud chiama Nord”, che avrebbe dovuto rendere difficile il lavoro al presidente della Regione, Renato Schifani e tiene a battesimo un nuovo soggetto “Ti amo Sicilia”. Un centro studi, si legge nel manifesto pubblicato sul sito internet, un’associazione presentata ieri al Palazzo dei congressi di Taormina di fronte a una folla pagante (per partecipare all’evento esclusivamente a invito occorreva pagare 100 euro) di circa 850 persone, con tanto di torta e musica dal vivo di Mario incudine.

    Ed è lo stesso sindaco di Taormina e deputato regionale a parlare del suo nuovo percorso, nel giorno del suo 53º compleanno, di “metamorfosi, per costruire il futuro della Sicilia” con l’obiettivo di continuare a dedicare il tempo “a ciò che conta davvero – dice – portare nei palazzi della politica la concretezza dell’amministrazione”. De Luca cambia panni, dunque, come lo stesso afferma: “da amministratore a stratega, da lupo solitario a costruttore di alleanze per amore della Sicilia. Riparto da zero – continua – per essere architetto e costruttore di una nuova cosa, e non di una nuova casa. Riparto nel segno di una ritrovata creatività”.

    Il metodo è stato sperimentato “con il presidente Schifani durante l’ultima legge di stabilità – prosegue De Luca – e ci ha permesso di partecipare alla sua stesura migliorando notevolmente il testo. Il sindaco di Taormina dice di avere maturato la convinzione di abbandonare il ruolo politico per assumersi il rischio di essere all’altezza di una nuova fase sociale e culturale. Il nuovo soggetto dialogherà con tutte le forze politiche, De Luca rivendica la sua terzietà, con l’obiettivo di uscire dall’isolamento dalla fase di opposizione fino a se stessa. Infine, l’ex sindaco di Messina espone il metodo concepito per chi aderisce al centro studi: un percorso a punti – spiega – e a tappe della durata di 24 mesi, con pubblica selezione di chi ha meno di 35 anni. Un percorso – conclude – che premierà, oltre la bravura la costanza e la resilienza”. 

  • Ex province, Tar respinge i ricorsi del Centrodestra

    Ex province, Tar respinge i ricorsi del Centrodestra

    Ex province, nulla di fatto. Ieri, i quattro ricorsi presentati al TAR di Palermo per sospendere le elezioni di secondo livello delle ex province siciliane, previste per il 27 aprile come da decreto del Presidente della Regione, Renato Schifani, su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Andrea Messina sono stati respinti per difetto di giurisdizione. I ricorsi, patrocinati dall’avvocato Agatino Cariola, erano stati avanzati da Filippo Drago, Giambattista Genovese, Maria Foti e Francesco Sgroi.

    Le elezioni riguarderanno dunque i Presidenti e i consigli dei sei Liberi Consorzi, oltre ai consiglieri delle tre Città Metropolitane, i cui Presidenti coincidono con i sindaci dei comuni capoluogo. Il centrodestra sperava in un rinvio delle elezioni per guadagnare tempo in vista della riforma delle Autonomie locali. Tuttavia, con il rigetto dei ricorsi, sarà necessario trovare un accordo per le candidature. Il che non sarà semplicissimo, dato anche il poco tempo a disposizione.

    Intanto, Genovese annuncia che ricorrerà al Consiglio di giustizia amministrativa. “Porterò avanti il ricorso al Cga mentre altri si rivolgeranno al giudice ordinario” – afferma il presidente del consiglio comunale di Ispica (Ragusa) “La battaglia per il diritto al voto diretto non si ferma. Perché la democrazia non si aggira, non si manipola, non si negozia”. Ma intanto, la modifica istituzionale avviato all’epoca del presidente Crocetta andrà avanti.

    Le ex Province andranno al voto e, seppur non in maniera diretta, saranno i cittadini attraverso i sindaci e i consiglieri comunali a decidere chi dovrà amministrare gli enti”.

    Per i sei Liberi consorzi (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa) si voterà per il consiglio e per il presidente, mentre le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina eleggeranno soltanto il Consiglio dal momento che la guida dell’ente viene affidata ai tre sindaci metropolitani.

  • Decreto Caivano bis, Giorgia Meloni sui fondi in arrivo per Palermo e Catania

    Decreto Caivano bis, Giorgia Meloni sui fondi in arrivo per Palermo e Catania

    “A Caivano abbiamo dimostrato che le cose possono cambiare” ed è “un modello che vogliamo estendere a tutte quelle realtà dove lo Stato è stato meno presente o, peggio, ha scelto di fare un passo indietro”. Sono le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha parlato dei fondi destinati ai quartieri problematici delle città italiane all’incontro sul Piano periferie a Palazzo Chigi che riguarda, tra le altre, anche le siciliane Catania e Palermo. Meloni ha ricordato che con il decreto Caivano-bis sono state individuate risorse per “180 milioni di euro dai Fondi di Sviluppo e di Coesione”. 

    Il modello Caivano si concentra in particolare “sugli interventi di riqualificazione delle periferie e su ciò che fosse più utile per dare una risposta ai bisogni concreti delle famiglie e dei più giovani”, ha sottolineato Meloni illustrando le linee di azioni anche nelle altre periferie.
    “E’ solo un piccolo spaccato – ha detto ancora – di ciò che intendiamo fare nei prossimi mesi e che rientra in una strategia più ampia che vedrà il governo impegnato in prima linea, esattamente come è accaduto a Caivano, dove ogni articolazione dello Stato si è mossa, ha fatto la sua parte e ha dato il proprio contributo. È un lavoro che ci impegniamo a portare avanti per continuare a sfidare noi stessi e per dimostrare che è molto più seria una politica che prova a risolvere i problemi – anche i più difficili – a costo di fallire”.

    Il decreto Caivano bis prevede somme per realizzare interventi profondi di riqualificazione sociale delle zone più degradate delle città.

    «A Catania abbiamo scelto di occuparci del quartiere di San Cristoforo, che è uno dei più antichi e popolosi del capoluogo etneo. In particolare, la nostra attenzione si concentrerà sulla riqualificazione di via Playa». – ha detto ancora Meloni. «A Palermo, insieme al sindaco Lagalla, abbiamo immaginato una serie di interventi molto significativi, e tra questi – ha aggiunto – quello che voglio citare è la scelta di avviare un progetto di manutenzione e risanamento strutturale della chiesa di San Paolo Apostolo a Borgo Nuovo. La chiesa è un luogo di riferimento del quartiere, ma è chiusa da oltre 20 anni ed è sprofondata nel degrado, diventando un po’ il simbolo dell’abbandono del quartiere».

  • Ex Province, in Sicilia elezioni di secondo livello il 27 aprile

    Ex Province, in Sicilia elezioni di secondo livello il 27 aprile

    Si svolgeranno domenica 27 aprile, in Sicilia, le elezioni di secondo livello per scegliere i presidenti e i consiglieri dei Liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani e i componenti delle assemblee delle Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

    Lo stabilisce il decreto del Presidente della Regione, Renato Schifani, su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Andrea Messina, pubblicato sul portale istituzionale. Hanno diritto di voto gli organi elettivi comunali in carica alla data delle elezioni degli enti di area vasta. Le operazioni elettorali si svolgeranno nell’intera giornata del 27 aprile, dalle 8 alle 22.

  • Partecipate, nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione di Amts S. p. A.

    Partecipate, nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione di Amts S. p. A.

    ll Comune di Catania, socio unico della partecipata in house Amts S.p.A. rappresentato dall’assessore Giuseppe Marletta, ha designato i nuovi componenti del consiglio d’amministrazione dell’azienda, nel corso dell’assemblea dei soci appositamente convocata su indicazione del sindaco Trantino per le nomine della governance dell’azienda.
    Nell’incarico di presidente è stato nominato  l’avvocato amministrativista Salvatore Vittorio.

    Gli altri componenti del cda sono gli avvocati Simona Pavone e Giuseppe Cannavo, quest’ultimo chiamato a ricoprire l’incarico di vice presidente di Amts Spa.

  • Alluvione nel catanese, Adorno (M5S): “Sui fondi il Governo Schifani ha occasione per correggere un grave errore”

    Alluvione nel catanese, Adorno (M5S): “Sui fondi il Governo Schifani ha occasione per correggere un grave errore”

    “Questa è l’occasione per correggere un grave errore e dare finalmente risposte concrete ai Comuni di Aci Sant’Antonio, Acireale, Giarre, Riposto, Mascali e tutte le frazioni, che ne hanno bisogno di fondi urgenti per ripartire”. 

    Lo ha dichiarato l’onorevole Lidia Adorno, prima firmataria dell’emendamento aggiuntivo al disegno di legge sulla “Legge di stabilità regionale 2025/2027”, annunciando la presentazione in Commissione Bilancio – a partire da domani –  della proposta per destinare 5 milioni di euro all’anno (per il triennio 2025-2027), a tutte le attività di ripristino dei comuni della costa ionica catanese colpiti dagli eventi climatici disastrosi del 13 novembre scorso.

    L’iniziativa si pone in continuità con la richiesta avanzata la scorsa settimana, a pochi giorni dall’alluvione, e bocciata dal Governo Schifani, che prevedeva il ricollocamento di 15 milioni di euro complessivi, che il centrodestra ha invece scelto di destinare allo svolgimento delle elezioni provinciali.

    “Riproponiamo una misura essenziale per il territorio – ha dichiarato Lidia Adorno –. Mentre i cittadini fanno i conti con i danni, il Governo ha preferito la scorsa settimana di destinare risorse ad altri scopi, attualmente di certo meno urgenti, come le elezioni provinciali. Un pessimo segnale e una scelta discutibile, per usare un eufemismo”.

    La discussione dell’emendamento è prevista a partire da questa settimana in Commissione Bilancio.