Categoria: News

  • Asse Catania – Sud America per il traffico internazionale di cocaina: arresti e sequestri

    Asse Catania – Sud America per il traffico internazionale di cocaina: arresti e sequestri

    Sgominato un gruppo criminale dedito all’importazione dal Sudamerica, via mare, di ingenti partite di cocaina il cui accesso avveniva dal porto di Catania, grazie a collaudate tecniche di occultamento del narcotico e a consolidati metodi di recupero dello stesso. Scattate, quindi, misure cautelari personali nei confronti di 6 persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, di un’intensa attività di narcotraffico con importazioni dall’estero e con l’aggravante dell’ingente quantitativo. Agli indagati è stato posto il sequestro preventivo di denaro e beni nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo di circa 7,7 milioni di euro.

    All’esito sono state acquisite molteplici evidenze che hanno permesso, per la prima volta, di fare piena luce sulle dinamiche criminali all’interno dello scalo portuale di Catania. In particolare, è stata individuata la figura di un soggetto gravato da condanna del 2010 per narcotraffico e di suo figlio, entrambi operanti in quell’area in qualità di dipendenti della predetta società. È stato inoltre appurato che il primo avrebbe avuto rapporti con esponenti di spicco del clan PILLERA/PUNTINA e in particolare con un soggetto già condannato per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con sentenza del GIP di Catania del 2007. Nonostante le plurime cautele adottate quotidianamente dagli indagati, le attività captative e i servizi di pedinamento e di osservazione dei finanzieri etnei avrebbero consentito di accertare, ferma restando la presunzione d’innocenza valevole ora e fino alla condanna definitiva, la sistematica operatività di padre e figlio Referente: Col. Diego Serra; Contatti: 3358359426 nel settore del narcotraffico e di individuare gli ulteriori soggetti che li avrebbero coadiuvati, definendone i rispettivi ruoli. A tal riguardo, sarebbero state acquisite gravi evidenze indiziarie con riferimento ad almeno tre episodi di importazione di ingenti quantitativi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 215 kg, oltre ad iniziativa, non concretizzatasi, volta a introdurre una partita di droga di 300 kg. Il sistema, particolarmente oleato, si sarebbe caratterizzato per l’introduzione nel porto del narcotico mediante il suo occultamento in doppi fondi ricavati all’interno di container utilizzati per l’importazione di frutta dal Sudamerica. Una volta giunto in porto e scaricato sulla banchina, il container interessato sarebbe stato poi trasportato verso la sede/deposito della società di gestione dei servizi portuali, sita nella zona industriale di Catania, ove sarebbero state effettuate le operazioni di manipolazione necessarie a estrarre il narcotico, da consegnare ai relativi destinatari previo pagamento di una percentuale del 30/40% della quantità importata per il servizio reso.

    Sulla scorta di quanto ricostruito dal Nucleo PEF di Catania, il G.I.P. presso il Tribunale etneo, su richiesta della locale Procura, ha ritenuto dunque sussistente un grave quadro indiziario a carico degli indagati disponendo l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 indagati. Contestualmente, i finanzieri etnei hanno dato esecuzione a un decreto d’urgenza, emesso dal Pubblico Ministero inquirente, di sequestro preventivo, anche per equivalente, del denaro e, in subordine, dei beni mobili e immobili di proprietà o nella disponibilità dei principali indagati fino a concorrenza della somma di 7,7 milioni di euro, corrispondente al profitto o prodotto derivante dal traffico di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa si colloca nel più ampio quadro delle attività poste in essere svolte dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di finanza di Catania volte al contrasto del traffico organizzato e dello spaccio di sostanze stupefacenti, a tutela della cittadinanza e, in particolar modo, delle fasce più deboli della popolazione. Collegandosi su Salastampa.it è possibile scaricare il comunicato stampa della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

  • Grave incidente stradale a Carlentini, due mezzi coinvolti

    Grave incidente stradale a Carlentini, due mezzi coinvolti

    Violento incidente stradale avvenuto poco prima delle ore 14.00 sulla Statale 194 nel territorio di Cannellazza a Carlentini, nel Siracusano. Il bilancio è di 3 morti tutti di Adrano e 8 feriti, di cui 5 gravi, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri si è verificato un impatto frontale tra un van a nove posti e un furgone cassonato. 

    Sul post i vigili del fuoco hanno estratto le vittime dai mezzi, presente anche l’elisoccorso per il trasferimento dei feriti più gravi negli ospedali.

  • Giocattoli e bigiotteria non a norma: sequestrati oltre 400mila articoli tra Enna e Caltanissetta

    Giocattoli e bigiotteria non a norma: sequestrati oltre 400mila articoli tra Enna e Caltanissetta

    La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sequestrati 400mila articoli non sicuri in due esercizio commerciali gestiti da cittadini di origini bengalesi. Tra gli articoli posti a sequestro bigiotteria di varia natura dal valore commerciale di 100 mila euro. Per le violazioni riscontrate sono state elevate sanzioni fino a 50.000 euro. Un medesimo sequestro è stato effettuato ad Enna, in questo caso 500 gli articoli per bambini non sicuri e privi del marcio CE sequestrati. Tremila euro l’importo della sanzione amministrativa.

  • Smantellata piazza di spaccio a Trapani: 9 arresti

    Smantellata piazza di spaccio a Trapani: 9 arresti

    Sgominata una piazza di spaccio a Trapani, dove i carabinieri hanno arrestato 9 persone, indagate, a vario titolo, per spaccio di sostanze stupefacenti, furto, ricettazione, riciclaggio tentato ed evasione. Tre di loro sono stati arrestati e condotti in carcere, gli altri sei sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.
    La piazza di spaccio smantellata era attiva nella frazione Xitta, la sostanza stupefacente veniva consegnata a domicilio ai clienti. Durante le indagini i carabinieri hanno sequestrato diversi tipi di droga, come hashish, marijuana, eroina e cocaina.

  • Regione, il Consiglio dei ministri da via libera a legge di Stabilità e Bilancio

    Regione, il Consiglio dei ministri da via libera a legge di Stabilità e Bilancio

    Il Consiglio dei ministri ha deciso di non impugnare né la legge di Stabilità né il Bilancio di previsione della Regione Siciliana, approvati a fine anno dall’Ars. Si tratta di un risultato di grande rilievo che non si registrava da molti anni e che testimonia la correttezza formale e sostanziale delle scelte adottate dal governo regionale.
     
    Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha accolto la notizia con soddisfazione, sottolineando come questo esito confermi la bontà del lavoro svolto dall’esecutivo:
     
    «L’assenza di rilievi da parte dello Stato sui documenti contabili della Regione Siciliana – sottolinea – rappresenta un traguardo significativo. Dimostra la serietà e il rigore con cui abbiamo operato nella predisposizione del Bilancio e della legge di Stabilità, assicurando il rispetto delle norme e la sostenibilità delle finanze pubbliche». 
     
    Schifani evidenzia, inoltre, che il risultato ottenuto è «frutto di un’azione di governo improntata alla responsabilità e alla programmazione attenta, evitando il rischio di contenziosi con lo Stato e garantendo stabilità economica alla Sicilia».
     
    «L’approvazione tempestiva entro i termini dei documenti finanziari e l’assenza di impugnazioni da parte del Governo nazionale  – aggiunge il presidente – rappresentano un segnale positivo non solo per le istituzioni, ma anche per i cittadini e le imprese siciliane, che potranno contare su certezze nei conti pubblici e sulla continuità delle politiche economiche e sociali».
     
    Grazie all’interlocuzione tra gli uffici della Regione e quelli del ministero dell’Economia sono state superate le uniche due osservazioni che erano state avanzate sulla legge di Stabilità. Si proseguirà, quindi, anche per il 2025 e 2026, con il riconoscimento di un incentivo economico, sotto forma di rimborso spese, per i medici che prestano servizi negli ospedali più “disagiati”. Per quanto riguarda, invece, la possibilità di incassare l’imposta di bollo derivante da prodotti finanziari e bancari, si è deciso nell’ambito del leale rapporto di collaborazione istituzionale tra Stato e Regione, di rinviare la definizione dei contenuti dell’accordo a un tavolo negoziale tra Mef e assessorato regionale all’Economia.
  • Nella notte un terremoto di magnitudo 4.4 ha scosso Napoli

    Nella notte un terremoto di magnitudo 4.4 ha scosso Napoli

    All’1.25 della scorsa notte una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 ha fatto tremare Napoli. L’epicentro è stato localizzato a due chilometri di profondità, in mare, a pochi metri dalla riva a Pozzuoli, nella zona dei Campi Flegrei. La gente in piena notte, in preda al panico e alla puara, si è riversata in strada. Nel quartiere napoletano di Bagnoli si riportano danni provocati dalla caduta di calcinacci da case e dalla chiesa di Sant’Anna. Una donna è rimasta ferita dal cedimento di un controsoffitto, altre persono rimaste bloccate nei piani alti delle loro abitazioni sono riuscite ad evacuare grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Alla scossa più forte ne sono seguite altre sei, la più forte delle quali, di magnitudo 1.6, è stata registrata alle ore 1.40. L’ultima, alle 3.26, è stata di magnitudo 1.1. 

    Foto Ansa

  • Palermo, sequestrati 3 immobili al responsabile di un Dipartimento di Studi

    Palermo, sequestrati 3 immobili al responsabile di un Dipartimento di Studi

    La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato 3 immobili riconducibili al responsabile di un Dipartimento di Studi che avrebbe sottratto a tassazione in Italia redditi per oltre 9 milioni di euro. Le indagini hanno evidenziato che il Dipartimento, riferibile a una Fondazione di diritto croato, in realtà, a partire dal 2020, avrebbe operato a Palermo, dando vita a un’ipotesi di c.d. “esterovestizione”.

    In tale contesto, le rette pagate dai frequentatori (oltre 800, con importi che raggiungevano anche i 26.000 euro annui) venivano versate su conti correnti esteri intestati a società di comodo ubicate in Inghilterra, Svizzera e Bosnia ed Erzegovina. Il tutto per poi seguire corsi universitari e di specializzazione non riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dunque privi di valore giuridico sul territorio italiano. Sono questi elementi che lo scorso mese di dicembre hanno indotto la Procura della Repubblica di Palermo a disporre il sequestro preventivo d’urgenza (poi convalidato dal G.I.P.) di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3,5 milioni di euro (importo corrispondente all’imposta evasa dal Dipartimento). Alle attività eseguite nell’immediatezza del provvedimento fanno seguito le odierne misure di sequestro.

    Alle stesse si è addivenuti all’esito di articolati approfondimenti investigativi, grazie a cui è stato possibile appurare che i citati immobili (2 appartamenti e un locale commerciale), dopo plurimi negozi di compravendita, sono stati intestati a una società immobiliare con sede a Londra nella titolarità di un palermitano (iscritto all’AIRE in Inghilterra), in modo da dissimulare l’effettiva proprietà e realizzare uno schermo rispetto a possibili iniziative giudiziarie. Referente: Col. t.SPEF Carlo Pappalardo; Contatti: 3358359739 Il valore dei beni, ubicati in zone centrali a Roma, Milano e Palermo, sarebbe di circa 1,2 milioni di euro. L’operazione costituisce un’ulteriore testimonianza del continuo impegno del Corpo nell’azione di contrasto alle frodi fiscali, svolta nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, allo scopo di tutelare le imprese che operano nel rispetto della legge, nonché nell’ottica del recupero delle risorse sottratte alla collettività. Si evidenzia, infine, che in attesa di giudizio definitivo, trova applicazione, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza.

  • Operazione antimafia tra Catania e Messina: 39 arresti

    Operazione antimafia tra Catania e Messina: 39 arresti

    Un blitz antimafia tra Catania e Messina a colpito il clan Cappello-Cintorino con 39 arresti. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, narcotraffico, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, e trasferimento fraudolento di valori.

    I provvedimenti sono stati eseguiti da carabinieri del comando provinciale di Messina e da finanzieri dei comandi provinciali di Catania e della Città dello Stretto. Le due ordinanze sono il risultato dello stretto coordinamento investigativo attuato tra le Procure di Catania e di Messina, con la supervisione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, per “monitorare più efficacemente le persistenti attività, anche di sfruttamento economico del territorio, proprie dei citati clan per effetto delle cointeressenze nei territori di confine delle due province”. 

    Il provvedimento a Catania è stato emesso dal gip Simona Ragazzi su richiesta del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dei sostituti Assunta Musella e Alessandro Sorrentinti. L’ordinanza di Messina è stata firmata dal gip Ornella Pastore, su richiesta della procuratrice aggiunta Rosa Raffa e dei sostituti Liliana Todaro, Antonella Fradà, Fabrizio Monaco e Francesco Massara. Particolari sull’operazione saranno forniti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10:30, al Palazzo di Giustizia di Messina.

  • Serie C in campo per il turno infrasettimanale, il Tribunale Federale esclude la Turris

    Serie C in campo per il turno infrasettimanale, il Tribunale Federale esclude la Turris

    Mentre tutta la Serie C è pronta a scendere in campo per il turno infrasettimanale, il Catania è a riposo per via della gara contro la Turris prima rinviata e adesso definitivamente annullata. E’ di oggi, infatti, la decisione del Tribunale Federale Nazionale di escludere dal campionato proprio la squadra di Torre del Greco, che fa seguito a quella del Taranto della scorsa settimana. Pertanto, nel giro di pochi giorni la classifica ricambia veste per la seconda volta, i risultati di tutte le gare disputate dai campani sono per l’appunto annullati. 

    I rossazzurri, dunque, sono già a lavoro per preparare la gara in programma domenica al “Franco Scoglio” di Messina, trasferta per cui il Prefetto della Città dello Stretto ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Catania. Assente del derby sarà anche Francesco Lodi, da ieri congedatosi dal club.

    Ma, tornando al turno infrasettimanale, le due siciliane rimaste sono chiamate a fare bene lontano dalle loro mura amiche. Alle 18.30 il Messina sarà ospite della Cavese mentre il Trapani farà visita all’Avellino, con il fischio d’inizio al “Partenio” fissato per le 20.30.

  • StMicroelectronics, conclusa la procedura: 2500 lavoratori in Cassa integrazione

    StMicroelectronics, conclusa la procedura: 2500 lavoratori in Cassa integrazione

    Saranno oltre la metà, ovvero 2.500 i dipendenti di StMicroelectronics, su un totale di 5.400 del sito di Catania ad essere posti in cassa integrazione. A rendolo noto la multinazionale, dopo essersi conclusa la procedura di consultazione sindacale. La sospensione dell’attività riguarda esclusivamente le attività manifatturiere del sito, è escluso quindi il nuovo investimento chiamato WSic, per due periodi non consecutivi dal 15 al 24 marzo e poi dal 27 aprile al 4 maggio.

    Questa misura limitata nel tempo, ricorda Stm, è stata utilizzata anche in passato per gestire cali della domanda di mercato ricorrenti nell’industria dei semiconduttori. La riduzione temporanea dell’attività di questi impianti manifatturieri di Catania come in altri siti nel mondo non è correlata al programma globale di Stm che mira a ridisegnare la base manifatturiera accelerando la capacità produttiva a 300 mm per il silicio e a 200mm per il carburo di silicio.