Categoria: News
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Istruzione, dalla Regione altri 3,5 milioni per aule immersive
Promuovere ambienti di apprendimento basati su innovazione e interattività potenziando, allo stesso tempo, i modelli educativi fondati sulla didattica immersiva. È l’obiettivo della circolare, emanata dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, che destina altri 3,5 milioni di euro alla realizzazione di aule immersive nelle scuole elementari e medie della Sicilia.«Fino ad oggi – afferma l’assessore Mimmo Turano – la Regione ha stanziato 6,8 milioni di euro per la creazione di aule immersive in 127 scuole siciliane ed erogato il 90 per cento delle somme finanziate. Con questo nuovo provvedimento, continuiamo a investire risorse per sostenere l’integrazione tra didattica e nuove tecnologie e favorire modalità di apprendimento esperienziali. Solo coniugando “tradizione” e innovazione possiamo migliorare la qualità dell’offerta formativa per i nostri studenti».La circolare è destinata agli istituti scolastici del primo ciclo (istituti comprensivi, direzioni didattiche e scuole medie) con sede in Sicilia, che abbiano plessi e ambienti didattici idonei all’allestimento di aule immersive e alla sperimentazione, anche in orario extracurriculare, di modelli didattici basati sulla realtà aumentata e su quella virtuale.Ciascun progetto potrà beneficiare di un contributo massimo di 55 mila euro, di cui 5 mila per svolgere le attività in orario extrascolastico, così da aprire le scuole nel pomeriggio e renderle fruibili al territorio e alla comunità. Le domande possono essere presentate anche dagli istituti che hanno già usufruito del contributo previsto dalla circolare 24 del 31/10/2024, purché l’istanza riguardi un plesso diverso da quello finanziato dal precedente bando e situato in un altro Comune.Foto regione siciliana -

Ferisce il cognato per una lite condominiale
Due cognati, vicini di casa, non riescono ad accordarsi per riparare le infiltrazioni d’acqua sul tetto di casa e finiscono per litigare in modo furioso, fino all’arrivo della polizia.
Il fatto è accaduto in via Galermo a Catania la lite sarebbe scoppiata per questioni legate al pagamento delle spese condominiali che sarebbero servite a coprire i lavori per effettuare delle riparazioni al tetto danneggiato. I due parenti dalle parole sono passati alle mani, al punto che la moglie di uno dei litiganti ha chiesto l’intervento della polizia.
Giunti sul posto i militari hanno tentato di ricostruire i fatti ascoltando la moglie di uno dei due che ha raccontato delle minacce ricevute da parte del cognato, che aveva detto gli avrebbe bruciato la casa e l’auto. Il marito invece ha minimizzato l’accaduto dicendo fosse solo una banale lite dovuta alla mancanza di pagamento da parte del cognato per effettuare le riparazioni al tetto.
A insospettire i poliziotti sono state diverse macchie di sangue sul pianerottolo di casa e sulle scale del condominio. Gli agenti poco dopo hanno scoperto che, in realtà, poco prima, il cognato si era recato in ospedale a causa di una vistosa ferita d’arma da taglio alla mano, procurata proprio dal parente con un taglierino.
Alla luce dei fatti verificati, i poliziotti hanno denunciato l’uomo di 63enne, autore dell’aggressione nei confronti del cognato, per lesioni personali aggravate.
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Francesco Colianni, nuovo assessore regionale all’Energia
Il presidente Renato Schifani ha accettato le dimissioni di Roberto Di Mauro, assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, al suo posto il governatore ha designato Francesco Colianni, già vicesindaco di Enna, che domani alle ore 15.00 giurerà davanti all’Assemblea Regionale Siciliana.
«Ringrazio Roberto Di Mauro per il lavoro svolto in questi anni e per il suo contributo all’attività della giunta di governo in settori strategici – ha affermato Schifani – Il nuovo assessore Francesco Colianni proseguirà il percorso di attuazione del programma di governo».
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Anche Amazon vuole TikTok
Nuovi colpi di scena per quanto riguarda il futuro di TikTok negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha esteso l’accordo per la vendita del social network cinese di 75 giorni.
Trump aveva in precedenza bannato la popolare app nel territorio Americano, a meno che non fosse acquisita da un partner statunitense. Stando agli accordi, gli investitori acquisirebbero l’80% della società, mentre la casa madre, ByteDance, conserverebbe la proprietà dell’algoritmo ma manterrebbe solo il 20% delle quote.
Secondo fonti interne al governo degli Stati Uniti, parte di questo 80% verrà concesso agli attuali investitori, tra cui General Atlantic, Kkr, Sequoia Capital e altri, mentre la parte più consistente di questa concessione sarà disposta a beneficio di nuovi potenziali investitori.
Pare che tra vari nomi d’interesse, spicchino eccellenze come, ad esempio, il Ceo di Amazon, Jeff Bezos, che recentemente ha lanciato sul tavolo la sua proposta, ma anche Oracle, Microsoft, Frank Mccourt, Tim Stokely di Onlyfan e il famoso youtuber MrBeast.
L’interesse di Amazon per TikToK non è casuale. Con oltre 170 milioni di utenti registrati negli Stati Uniti, si tratta di una platea molto ampia e versatile per il colosso dell’e-commerce, che punta alla pubblicità, alla profilazione degli utenti e all’integrazione di Amazon con il Social.
In più, grazie agli influencer, ai content creator e al servizio TikTok Shop, in cui i clienti possono acquistare prodotti direttamente dai video o dalle dirette, si creerebbero delle sinergie molto accattivanti tra le due realtà.
Agli occhi degli investitori americani TikTok ha un potenziale enorme. Nel giro di pochissimo tempo l’app è cresciuta in modo vertiginoso ed è riuscita ad ottenere ricavi invidiabili.
In ogni caso, il destino di TikTok resta ancora incerto. E non è realmente chiaro a chi verranno concesse le quote disponibili. Ciò che fa pensare ad una possibile vittoria di Bezos è unicamente la sua vicinanza a Trump ed Elon Musk. Probabilmente, la difficoltà nell’attuare fattivamente questa operazione è influenzata dalla recente introduzione di dazi riguardanti l’import-export con la Cina.
Il protezionismo, fulcro dell’amministrazione Trump, cozza con le dinamiche naturali della globalizzazione ed al momento sta creando più problemi che guadagni, pregiudicando i rapporti economici e politici degli USA con il resto del mondo.
Resta alta l’attenzione sulla vicenda, e non è escluso che a breve si assista a sviluppi clamorosi, che faranno luce sul destino di TikTok negli Stati Uniti.
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Autobus in fiamme sull’A18 Messina-Catania
Incendio sull’A18 Catania-Messina in prossimità dell’uscita di Giarre, si è verificato intorno alle ore 16 di questo pomeriggio coinvolgendo un autobus di linea e bloccando il traffico in entrambe le direzioni.
Gravi disagi per gli automobilisti, costretti ad affrontare lunghe code e rallentamenti, le fiamme, divampate sul mezzo diretto verso Messina nel tratto Acireale-Giarre, hanno richiesto l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco.
Le squadre di soccorso sono attualmente al lavoro per mettere in sicurezza l’area e ripristinare la circolazione. Si raccomanda agli automobilisti di prestare la massima attenzione e di seguire le indicazioni delle forze dell’ordine.
Ancora non disponibili informazioni sulle cause dell’incidente, risulterebbero illesi l’automobilista e i conducenti.
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“Continue attenzioni da anni”, i particolari del femminicidio di Sara
Continue attenzioni e comportamenti molesti. Stefano Argentino li avrebbe manifestati sin dal primo incontro con Sara Campanella, la 22enne originaria di Misilmeri uccisa ieri a Messina con un fendente che le ha reciso la gola.
Il presunto autore del brutale femminicidio, Argentino, rintracciato e fermato nella notte dopo una vera e propria caccia all’uomo, sarebbe stato ossessionato.
Sono emersi oggi in occasione della conferenza stampa alcuni particolari sulla morte di Sara e sulle motivazioni che potrebbero aver spinto il 27enne originario di Noto ad ammazzare.
“Da quando Sara Campanella si era iscritta all’università Stefano Argentino le manifestava attenzioni e cercava di conquistare il suo interesse con comportamenti molesti”. ha detto il procuratore di Messina Antonio
D’Amato. Che ha aggiunto che il ragazzo aveva manifestato “attenzioni insistenti e reiterate nel tempo”, nei confronti della vittima da circa 2 anni.
Sara lo aveva detto alle amiche, era preoccupata per gli atteggiamenti di quel ragazzo.
In un’occasione una di loro era dovuta intervenire all’interno dell’università, per allontanare Argentino che si lamentava che Sara “non gli sorrideva come in passato”.
Anche il giorno della sua morte Sara aveva inviato un vocale “dove siete che sono con il malato che mi segue?”
La ragazza non aveva però presentato denuncia.
Terribili le testimonianze di chi ha visto Sara, di chi ha sentito le urla acute e poi strozzate dall’emorragia che non le lasciava scampo. Di chi ha scorto il 27enne con l’arma in mano ma non ha avuto il tempo di capire cosa stesse per accadere.
Una tragedia, come troppe ne accadono. Un atto di violenza senza alcuna giustificazione, senza nemmeno il timore di venire scoperto.
Materiale per gli psicologi, ma anche per sociologi e giornalisti. Per chi deve, almeno provare, a comprendere il perché di tutta questa degenerazione. Del perché uccidere, troppo volte, sembri l’unica strada percorribile.
Ieri Gioacchino Vaccaro ucciso a botte forse per aver rimproverato due automobilisti. Oggi Sara per vaer detto no. E domani?
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Picchiato a morte in strada: Procura dispone l’autopsia
E’ stata disposta l’autopsia sul corpo di Gioacchino Vaccaro, di 45 anni. Lo ha disposto la Procura per verificare le cause del decesso dell’uomo pestato a morte da due fratelli di 43 3 30 anni e spirato poco poco dopo all’ospedale di Partinico. La vicenda è accaduta ieri a Partinico.
La squadra mobile e i carabinieri di Palermo hanno fermato i due, Leonardo e Antonino Failla, con l’accusa di omicidio preterintenzionale. I due, incensurati, avrebbero riferito i fatti ai militari, anche se la dinamica della vicenda è ancora tutta da accertare.
A quanto pare, l’uomo avrebbe inveito contro i due fratelli, mentre era in auto con la moglie: i due sarebbero scesi dall’auto e da lì sembra sia scaturita una violenta discussione poi degenerata. Il figlio 17enne della vittima, chiamato dalla madre, sarebbe arrivato per aiutare il padre finendo anche lui per essere malmenato. Vaccaro e il ragazzo sono andati a farsi medicare all’ospedale Civico di Partinico, dove l’uomo si è però sentito male ed è morto.
I fratelli Failla, come detto, in serata si sono presentati ai carabinieri e stamattina sono stati fermati per omicidio preterintenzionale: tra le ipotesi c’è che la vittima sia morta per una emorragia interna provocata dalle percosse.
Una videocamera di sorveglianza piazzata da un esercizio commerciale della zona in cui l’aggressione è avvenuta avrebbe ripreso tutto.
Vaccaro era molto conosciuto in paese perché gestiva un negozio di ortofrutta.
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Giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia: il corteo a Trapani e il pensiero di Mattarella
Questa mattina sul lungomare di Trapani un corteo di centinaia di studenti e cittadini, organizzato dall’associazione Libera, ha preso vita nella XXX Giornata della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime innocenti della mafia. In testa al corteo don Luigi Ciotti insieme ai familiari delle vittime di mafia giunti da tutta Italia.
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha voluto ricordare chi non c’è più: “La mafia può essere vinta: dipende da noi. Il 21 marzo rappresenta un giorno solenne di ricordo e di impegno civile per affermare valori essenziali per la salute della nostra comunità. L’impegno quotidiano per la pratica della legalità, la lotta contro tutte le mafie, contro le consorterie criminali che generano violenza e oppressione, contro zone grigie di complicità che ne favoriscono affari e diffusione, vede operare tutti i cittadini che desiderano vivere in una società coesa e rispettosa dei diritti di tutti. Le vittime sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori. La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano”.
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In autostrada contromano, revocata patente ad un 78enne
Ha percorso parecchi chilometri in autostrada senza accorgersi di guidare contromano. Il protagonista è un 78enne della provincia di Ragusa, fermato sull’autostrada A20 dagli agenti della Polizia Stradale di Messina all’altezza dell’Area di servizio di Tremestieri Ovest. Gli agenti hanno provveduto alla revoca della patente di guida, alla sottrazione di 10 punti della stessa, all’applicazione di una multa salatissima e al fermo amministrativo dell’auto per tre mesi.
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Controlli allo Zen di Palermo: 2 arresti e 87 denunciati
Tensioni allo Zen di Palermo, dove controlli e perquisizioni dei carabinieri dopo i ferimenti, gli incendi e i colpi di fucile contro abitazioni e saracinesche hanno portato all’arresto di due giovani di 20 e 29 anni accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e munizioni e di resistenza a pubblico ufficiale. Nel box in uso al più giovane dei due arrestati, sono stato trovati 182 grammi di marijuana e 1,6 kg di hashish suddiviso in 16 panetti. Nel box del 29enne, che ha aggredito con calci e pugni i militari, sono stati rinvenuti e sequestrati, 1,3 chili di cocaina; 2 panetti di hashish, 28.000 euro in contanti, circa 550 grammi di hashish, già suddivisi in dosi; 12 proiettili calibro 7,65; materiale vario per la pesatura ed il confezionamento della droga.
I controlli effettuati dai militari, con il supporto dei tecnici verificatori della società Enel e di personale dell’Istituto autonomo case popolari, hanno consentito di deferire complessivamente in stato di libertà alla Autorità Giudiziaria 87 persone per furto di energia elettrica e occupazione abusiva di alloggi popolari, in quanto non in possesso di atti di assegnazione. I carabinieri hanno anche proceduto al ritiro cautelare di 7 fucili, 1 carabina, 1 pistola, 1 balestra, 120 cartucce di vario calibro, 1 chilogrammo di polvere da sparo e al sequestro della somma di 8.000 euro, ritenuta provento di attività illecite. Nelle aree comuni dei padiglioni dello Zen 2, sono stati anche rinvenuti anche 70 grammi di cocaina, in parte in pietra e in parte già suddivisi in dosi, 209 grammi di hashish suddivisi in 215 dosi, 1 panetto di hashish del peso di 60 grammi, 146 dosi di marijuana, una carabina calibro 22 risultata oggetto di furto, 27 proiettili per pistola calibro 9.