Categoria: News
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Siccità: agricoltori esonerati dai pagamenti per le irrigazioni di soccorso
Esonero del pagamento per il 2024 dei ruoli che derivano dall’irrigazione di soccorso per gli agricoltori siciliani che ricadono nei comprensori dei Consorzi di bonifica. Lo prevede un emendamento alla manovra finanziaria in discussione all’Ars presentato dal presidente della Regione, Renato Schifani, per sostenere gli imprenditori agricoli alle prese con la grave crisi determinata dalla siccità.Per questa agevolazione, la norma prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro da ripartire tra i Consorzi, con decreto dell’assessore all’Agricoltura, per ridurre l’onere a carico degli agricoltori fortemente penalizzati dall’emergenza idrica.«Un ulteriore sforzo finanziario del governo – evidenzia il presidente Schifani – per sostenere un settore che sta pagando un grande prezzo a causa della siccità senza precedenti nella nostra regione». -

Terme di Acireale e Sciacca, task force fissa cronoprogramma per la riqualificazione
Prosegue il lavoro del tavolo tecnico insediato dal presidente della Regione, Renato Schifani, per la risoluzione di tutte le criticità tecniche e burocratiche legate alla riqualificazione e al rilancio dei complessi termali di Acireale e di Sciacca.Nella riunione di questa mattina a Palazzo d’Orléans è stato definito un preciso cronoprogramma delle azioni da realizzare in questa prima fase, con l’individuazione degli interventi di ammodernamento e ristrutturazione dei due impianti e con la predisposizione di un quadro completo degli investimenti necessari.«È un’agenda rigorosa di compiti assegnati ai dipartimenti regionali chiamati a far parte di questa vera e propria task force – ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani – per realizzare quello che è un punto programmatico della mia azione di governo. La riattivazione delle terme di Acireale e di Sciacca è un obiettivo strategico per il quale abbiamo stanziato 90 milioni di euro dell’Accordo di coesione sottoscritto con il governo nazionale. Vigilerò personalmente sul rispetto dei tempi, pronto a esercitare i poteri sostitutivi per centrare il risultato. L’ho detto con chiarezza ai dirigenti presenti alla riunione perché ognuno di loro si senta pienamente responsabilizzato a svolgere il lavoro assegnato, nei tempi fissati. Bisogna voltare subito pagina perché è inaccettabile e insostenibile lasciare ancora inutilizzate le terme di Acireale e di Sciacca, risorse preziose sul piano turistico che invece devono essere debitamente valorizzate. È uno spreco che non è più tollerabile».Alla riunione erano presenti i dirigenti generali delle Attività produttive, Carmelo Frittitta, delle Finanze, Silvio Cuffaro, del Dipartimento regionale tecnico, Duilio Alongi, dell’Autorità di Bacino, Leonardo Santoro, dello Sviluppo rurale, Fulvio Bellomo, il responsabile del distretto minerario di Palermo, Salvatore Pignatone, e Luciano Abbonato in rappresentanza della Cassa depositi e prestiti, che fornisce l’assistenza tecnica alla Regione.Oggi la task force ha affrontato le criticità tecniche e burocratiche legate alla chiusura della fase di liquidazione con l’acquisizione delle proprietà immobiliari e al ripristino delle fonti di approvvigionamento dell’acqua termale, con i necessari esami di natura chimica e fisica. In particolare, per l’acquisizione dei beni immobili della società Terme di Acireale, il governo ha presentato un emendamento alla manovra ter all’esame dell’Ars che stanzia 670 mila euro. Diverse, invece, le possibili soluzioni al vaglio per i beni di proprietà delle Terme di Sciacca. Nella fase successiva, che porterà alla definizione delle procedure per l’individuazione dei partner privati che saranno chiamati a gestire gli impianti termali, saranno coinvolti anche i territori interessati e le rispettive amministrazioni locali. -

Unict ultima nella classifica Censis 2024, dato in peggioramento
L‘Università di Catania occupa l’ultimo posto nella classifica stilata dalla Censis, peggiorando addirittura il piazzamento dello scorso anno. Il punteggio dell’ateneo etneo basato su 6 parametri in base ai servizi erogati non supera i 77 punti e si ferma ad una media di 76,7 su 110, il dato più grave registrato riguarda l’internazionalizzazione. Unica nota positiva: l’aumento delle immatricolazioni che fa registrare un +4,2% rispetto all’anno scorso.
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Rifiuti: 30 milioni del Pnrr per bonificare discarica di Mazzarrà Sant’Andrea
Utilizzare integralmente 30 milioni di fondi del Pnrr per bonificare la discarica di contrada Zuppà a Mazzarrà Sant’Andrea, nel Messinese. È stato deciso nel corso di una riunione al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, convocata per affrontare la problematica del sito. Presenti il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, Arturo Vallone, delegato dell’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità della Regione Siciliana, Roberto Di Mauro, i sindaci dei Comuni di Mazzarrà Sant’Andrea, Terme Vigliatore e Furnari. Hanno preso parte all’incontro anche il presidente, Nino Musca, e il direttore generale, Giuseppe Mondello, della Srr Messina..«Grazie alla tempestività con cui il governo nazionale ha preso in esame le nostre richieste – sottolinea il presidente della Regione Renato Schifani – siamo in grado di compiere un importante passo in avanti per la definitiva messa in sicurezza della discarica ed evitare pericoli per la salute dei residenti e per il territorio. Siamo intervenuti con risorse aggiuntive per i Comuni e siamo impegnati a fondo per risolvere le criticità nello smaltimento. Grazie al nuovo Piano regionale dei rifiuti, che presto approveremo definitivamente, ridisegneremo il sistema degli impianti di conferimento, mettendo finalmente fine a un’emergenza che dura da troppo tempo».«Su nostra proposta – ha commentato l’assessore Roberto Di Mauro – si è convenuto di rimodulare l’allegato al decreto ministeriale del 2022, permettendo di sbloccare una cifra superiore a quella prevista inizialmente, per portare a termine e bonificare con priorità assoluta il sito che, in seguito all’incendio subito un mese fa, si trova in precarie condizioni, creando disagi e danni all’ambiente circostante». -

Bancarotta nel mondo del turismo agrigentino: sequestrati beni per 30 milioni
Beni per 30 milioni tra cui tre società sequestrate, sei misure interdittive del divieto di esercitare attività professionale e d’impresa è il bilancio dell’inchiesta che vede coinvolti imprenditori e professionisti indagati per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, corruzione e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. I diretti interessati avrebbero compiuto operazioni bancarie illecite a favore della struttura alberghiera Torre Macauda a Sciacca in provincia di Agrigento.
Le indagini della Guardia di finanza avrebbero accertato operazioni finanziarie finalizzate alla distrazione di ingenti disponibilità delle società che nel tempo avevano detenuto la proprietà del complesso alberghiero, sino a causarne il dissesto e il successivo fallimento. Secondo l’accusa, “con un articolato schema di riciclaggio, che sarebbe stato concordato tra gli imprenditori indagati e dirigenti e consulenti di un istituto di credito nazionale, gli indagati avrebbero riacquisito la stessa struttura ricettiva che, nel frattempo, era stata messa in vendita mediante asta esecutiva”.
In una prima fase sarebbe stato acquisito un credito, per circa 28 milioni di euro, vantato dalla banca nei confronti del gruppo imprenditoriale proprietario del complesso turistico, a fronte del pagamento di soli 4 milioni di euro, utilizzando fondi sottratti alle società fallite. In una seconda fase, la struttura ricettiva sarebbe stata riacquistata, in sede di asta esecutiva, a fronte di un’offerta di circa 8 milioni di euro che il soggetto giuridico aggiudicatario, sempre riconducibile allo stesso gruppo imprenditoriale, non avrebbe interamente pagato alla banca. In quest’ultimo caso, ritiene la Procura, “sarebbe stato determinante il ruolo di importanti dirigenti bancari che avrebbero falsamente attestato l’avvenuto pagamento nella dichiarazione di quietanza necessaria all’emissione, da parte del giudice dell’esecuzione, del “decreto di trasferimento” del complesso turistico”.
Foto: Ansa
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Mafia, ordinanza cautelare nei confronti di 25 persone a Catania
La Polizia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone, indagate nell’ambito dell’inchiesta Ombra della Dda di Catania contro appartenenti della frangia degli Ercolano, che con la cosca Santapaola compongono la famiglia di Cosa nostra etnea. Lo riporta l’Ansa. Tra i destinatari anche esponenti di vertice del clan, compreso il nuovo reggente di Cosa nostra di Catania.
Il provvedimento ipotizza a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illecita di armi da sparo, usura, lesioni personali aggravate dall’uso di armi da sparo.
Il provvedimento del gip, emesso su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura distrettuale etnea, è eseguito da personale dello Servizio centrale operativo e della Squadra mobile della Questura di Catania con il coordinamento della Direzione centrale Anticrimine della Polizia.
Particolari sull’operazione Ombra saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30 nella sala riunione della Questura di Catania.
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Catania, ordinanza del sindaco per la cenere: stop ai mezzi a due ruote
Alla luce della copiosa nuova ricaduta di cenere vulcanica nel perimetro urbano, il sindaco Enrico Trantino ha disposto per le prossime 48 ore, a partire da oggi, in tutte le strade del territorio comunale, il divieto temporaneo di circolazione di mezzi a due ruote (cicli e motocicli) monopattini, e la percorrenza degli automezzi sino alla velocità massima di 30 Km/ora.
I cittadini, dispone inoltre l’ordinanza, devono depositare la sabbia vulcanica, eliminata dagli spazi privati, in contenitori di piccole dimensioni e sistemarla in prossimità delle abitazioni. Eì in corso la raccolta dei sacchetti in tutto il territorio comunale da parte degli operatori delle aziende che stanno conducendo la raccolta.
Proseguono, intanto, le attività del piano straordinario di pulizia della cenere vulcanica nei tre lotti cittadini, alla luce dell’ordinanza di protezione civile del sindaco dello scorso 16 luglio. Oltre millecinquecento le tonnellate di cenere già rimossa dalle strade, più di un terzo di quella stimata caduta sul selciato. Alle attività di rimozione della cenere da parte degli operatori, ha partecipato anche il sindaco Trantino che fino a notte fonda ha verificato personalmente lo svolgimento delle attività, registrando direttamente alcuni disservizi a cui è stato posto pronto rimedio con una nuova riunione urgenti dei soggetti comunali interessati, una riprogrammazione delle vie da ripulire e un nuovo invito ai cittadini a rimuovere le auto anche mediante i megafoni in dotazione ai mezzi della Polizia Locale. Una quantità ingente di cenere rimane ancora da smaltire, a cui purtroppo si è aggiunta quella caduta in tutta l’area urbana, soprattutto nella zona industriale. Per evitare disagi alla cittadinanza e per tutelare la salute pubblica, lo spazzamento meccanizzato e manuale di strade e piazze sono stati programmati nelle ore notturne. Le vie e le piazze in cui nei giorni precedenti non sono state effettuati gli interventi di pulizia, nonostante le preventiva indicazione e disposizione dei cartelli stradali, sono stati riprogrammati per le notti del 25 e 26 luglio; in queste zone verranno apposti nuovi segnali di divieto con l’indicazione dei giorni e degli orari in cui occorre lasciare libero il percorso ai mezzi meccanici di spazzamento.
Per facilitare la rimozione delle cenere è indispensabile non parcheggiare le auto nelle vie interessate dai lavori come da avviso e segnaletica predisposti dalla direzione Traffico Urbano ed evitare così la rimozione del mezzo.
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Catania, provvedimenti urgenti per il trattamento dei rifiuti in caso di caduta di cenere vulcanica
Una nuova ordinanza consente ai Comuni di trasportare la cenere vulcanica nei centri di conferimento ad un prezzo inferiore rispetto a quello pagato per un comune rifiuto urbano, a patto però che la cenere abbia le caratteristiche previste dall’ordinanza emessa dal sindaco metropolitano Enrico Trantino su parere dei tecnici della Città metropolitana di Catania.
Il provvedimento, che ha carattere di urgenza e validità di sei mesi, cerca di dare risposta alle continue richieste di intervento da parte dei sindaci etnei interessati a smaltire la cenere vulcanica.
In dettaglio, il Capo dipartimento ing. Giuseppe Galizia e il dirigente arch. Rosario Leonardi, sulla base delle precedenti esperienze, hanno proposto un nuova e diversa classificazione dei rifiuti (codici C.E.R.) per fornire ai Comuni uno strumento idoneo a provvedere con efficacia ed immediatezza alla raccolta e smaltimento della cenere vulcanica.
In base alla nuova ordinanza la cenere vulcanica che cade nelle aree e strade extraurbane verrà raccolta e smaltita come materiale inerte, assimilata a terra e rocce non contenenti sostanze pericolose (C.E.R. 170504) e potrà essere traportata in uno dei numerosi impianti autorizzati al recupero di rifiuti inerti, minimizzando la spesa per il conferimento.
L’ordinanza della Città metropolitana di Catania, emessa con modalità urgente e contingibile in base al decreto legislativo 152 del 2006, consente l’accesso presso gli impianti iscritti nella Provincia di Catania, ai sensi dell’art. 216 (frazione inerte, costituta esclusivamente da ceneri vulcaniche, superiore al 95%) ed ha anche il fine di limitare gli impatti ambientali derivanti dalla movimentazione di notevoli quantità di inerti (cenere vulcanica) giacenti sulle strade.
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Si getta in mare per sfuggire alla cattura: ladro 52enne arrestato dai carabinieri
A seguito di una segnalazione al 112 da parte di una cittadina di Aci Castello, i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti in via Livorno, dove la donna, allertata dal suono dell’allarme del suo garage, affacciandosi al balcone aveva visto un uomo che le stava rubando la bicicletta.
Vistosi scoperto, però, il ladro aveva lasciato la bici e si era dato alla fuga a piedi. I militari dell’Arma, quindi, dopo aver parlato con la signora che ha ben descritto le fattezze fisiche del malvivente, si sono messi subito sulle sue tracce e così, dopo aver battuto palmo a palmo il centro del paese, proprio in Piazza delle Scuole, nei pressi della fermata dell’autobus, hanno scorto un uomo dalla fisionomia compatibile con la descrizione fatta dalla vittima, che, con nonchalance, fingeva di attendere l’arrivo dei mezzi pubblici.
Quando i Carabinieri gli si sono avvicinati per controllarlo, lui è scappato, lasciando per terra un sacchetto pieno di gioielli e telefoni cellulari, che aveva rubato in altre abitazioni. Immediato l’inseguimento durante il quale il malvivente dapprima ha tentato di rifugiarsi in uno stabile abbandonato dove, però, è stato raggiunto e poi è addirittura scappato lungo la spiaggia affollata, spogliandosi anche dei vestiti per cercare di nascondersi tra i bagnanti e, infine, gettandosi in mare. La rocambolesca fuga non gli è, tuttavia, servita a nulla perché i Carabinieri, grazie all’azione di coordinamento della Centrale Operativa di Acireale, che ha inviato loro in supporto altre pattuglie presenti in zona, e grazie anche alla fattiva collaborazione di alcuni cittadini che hanno prontamente segnalato i tentativi dell’uomo di mimetizzarsi tra loro all’uscita dall’acqua, sono riusciti a bloccarlo e metterlo in sicurezza, quindi a portarlo in caserma. Qui, il malvivente, che non aveva con sé documenti, è stato identificato per un 52enne catanese, pregiudicato e, peraltro, già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catania, poiché responsabile di 3 furti e resistenza a pubblico ufficiale, commessi a Catania il 30 giugno u.s..
Il 52 enne è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha convalidato l’arresto, è stato ristretto nel carcere di Catania – Piazza Lanza.
Sono tuttora in corso le indagini dei Carabinieri di Aci Castello per risalire ai proprietari dei gioielli di cui il ladro si era disfatto prima della fuga.
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Ludovico Balsamo lascia De Luca e approda al Mpa
“Con l’adesione del deputato regionale Ludovico Balsamo, procede il processo di radicamento del Mpa in tutta la Sicilia. Una crescita costante frutto dell’impulso fornito dal nostro leader, Raffaele Lombardo, dal lavoro dei nostri dirigenti e di tutti gli esponenti del Movimento. Un lavoro che, poi, sfocia nel consenso dei siciliani, dimostrato anche dal grande risultato ottenuto per Caterina Chinnici alle ultime elezioni europee. Accogliamo Ludovico Balsamo con entusiasmo, certi che il Mpa sia la casa giusta per permettergli di proseguire il suo lavoro a beneficio della Sicilia e dei siciliani”. Lo dichiara il sindaco di Adrano Fabio Mancuso, commentando l’adesione del deputato regionale Ludovico Balsamo al Mpa.