Dopo il successo di “E da qui” e di “Vulnerabile” da venerdì 8 aprile è in radio “E’ con te”, la canzone dedicata alla figlia Beatrice Maria e terzo singolo inedito di NEK contenuto in “E DA QUI – Greatest Hits 1992 – 2010”, la più esauriente e completa collezione dei suoi più grandi successi.
“E DA QUI – Greatest Hits 1992 – 2010”(Warner Music) ,uscito in Italia lo scorso 16 novembre ha raggiunto il disco di platino per le vendite mantenendosi stabile in classifica. Il disco è stato pubblicato in Svizzera, Belgio, Germania e in Portogallo, oltre che in Spagna e nei paesi latinoamericani.
Nek è attualmente in tour con il “Nek European Tour 2011 – The Quartet Experience”, un tour che si fonda sull’idea di riportare alle origini il suono live, sottolineandone l’impronta rock. Sul palco ci sono solo 4 musicisti con i loro strumenti, incluso Nek che, oltre a cantare, suona il basso. Il loro compito è quello di dare vita alle canzoni senza l’ausilio di campionamenti o altri strumenti elettronici.


Da Venerdì 15 Aprile in Radio “Credi”, il secondo singolo di Max Pezzali tratto dal suo ultimo album “Terraferma” (uscito lo scorso Febbraio per Atlantic/Warner Music). “Ogni generazione è convinta di essere migliore di quelle venute dopo, penso sia un modo per dare senso al passare del tempo e alla perdita della giovinezza. – racconta Max Pezzali – I ragazzi di oggi si sentono ripetere continuamente dagli adulti di essere fortunati a vivere in un’epoca che mette a loro disposizione mezzi straordinari e opportunità impensabili per le generazioni precedenti; però questi tempi incredibili generano problemi inediti coi quali i giovani stanno faticosamente imparando a convivere per trovare la propria strada. Io dico che ci devono credere fino in fondo non dando retta a chi li sottovaluta” .
Ci sono dei momenti nella vita in cui bisogna scegliere: ragione o sentimento? Testa o cuore? Marco e Stella si incontrano, anzi si scontrano, nella scuola di Amici. Lui è effettivamente carino, “ecco a chi assomiglia! È una sorta di miscuglio tra Shevchenko, il calciatore, e Jim Carrey, l’attore, quello di The Mask e Yes Man”. È simpatico, certo, però forse fa un po’ troppo lo sbruffone. D’altra parte, cos’altro ti vuoi aspettare, è un ballerino…
Saggio sulla libertà di non studiare!
Otto storie, tanto perfette e compiute da costituire ciascuna un breve romanzo. Ci sono i personaggi della Vigàta di ogni tempo, l’inventario di una Sicilia dalle inesauribili sfaccettature: avvocati brillanti, chiromanti improvvisate, contadini e studentesse, preti e federali, comunisti sfegatati, donne risolute, un repertorio che suscita il sorriso o la pietà, e sempre un forte coinvolgimento. Ma in queste storie c’è anche un elemento fiabesco, mitico, un improvviso scarto dalla narrazione che ritorna insistente. È una traccia sotterranea che si mescola con il momento storico che è sempre ben definito, al punto che sin dalle prime righe di ogni storia la narrazione viene incastonata in una data precisa, la fine dell’Ottocento, l’alba del 1900, ma più spesso gli anni del fascismo, dello sbarco, del dopoguerra. Quasi sempre è l’ironia, la burla a dominare, o il gallismo brancatiano, oppure l’umanità solidale che non manca mai nelle storie di Camilleri che in quella «piazza della memoria» che è Vigàta, attinge a storie vere o verosimili depositate fra i suoi ricordi, per reinventarle e raccontarle con la sua capacità affabulatoria, tutte spruzzate da una polvere di simpatia.
