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  • Cultura, Giuseppe Fava tra arte e impegno civile: alla GAM la mostra per il centenario.

    Cultura, Giuseppe Fava tra arte e impegno civile: alla GAM la mostra per il centenario.

    La poliedrica figura di Giuseppe Fava, giornalista, scrittore e drammaturgo ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984, ma anche artista fin dalla giovanissima età, viene raccontata in una mostra che si offre come ulteriore messaggio di impegno civile e cultura rivolto a cittadini, turisti e studenti.

    In occasione del centenario della sua nascita, avvenuta il 15 settembre 1925, è stata presentata alla Galleria d’Arte Moderna di via Castello Ursino, 32, l’esposizione “La cultura e il diavolo”. L’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale”, curata da Vittorio Ugo Vicari e promossa dalla Fondazione Giuseppe Fava e dalla famiglia del giornalista, in collaborazione con il Comune di Catania e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti.

    L’iniziativa, che resterà aperta fino al 6 gennaio 2026, è stata presentata da Gianni Latino, direttore dell’Accademia e ideatore del manifesto, da Vittorio Ugo Vicari, docente di Storia dell’arte contemporanea e curatore della mostra e del catalogo, da Giuseppe Maria Andreozzi, responsabile dell’Archivio Storico Giuseppe Fava, da Maria Teresa Ciancio, vicepresidente della Fondazione, e da Paolo Di Caro, direttore Cultura del Comune di Catania, in rappresentanza del sindaco Enrico Trantino.

    Con trentacinque opere tra dipinti a olio, incisioni e disegni, molti dei quali inediti, l’esposizione rivela aspetti meno conosciuti di Fava, al di là del suo ruolo di scrittore civilmente impegnato. Un percorso che si apre con i primi lavori, databili al 1933, quando aveva appena otto anni, e si chiude con le opere realizzate poche settimane prima della sua uccisione. L’allestimento, concepito come un dramma tragico classico, propone una narrazione poetica e critica che restituisce l’immagine di Fava non solo come intellettuale militante, ma anche come uomo profondamente innamorato della vita, della gente comune, del paesaggio, del cibo, della città, delle donne e delle tradizioni popolari. Opere già note e altre inedite dialogano tra loro, dai primi disegni alle tele dedicate alla vitalità del territorio, fino all’attenzione costante per la dimensione umana.

    Giornalista, scrittore, drammaturgo e artista, Fava fu convinto che l’emancipazione dei siciliani dalla violenza mafiosa fosse possibile soltanto attraverso una didattica matura e un’azione corale e democratica. Questa visione è richiamata anche nell’identità visiva ideata da Gianni Latino, che ha rappresentato la parola “Cultura” in un campo grafico poco leggibile, a simboleggiare le difficoltà della sua affermazione nella Sicilia del dopoguerra, disseminando tuttavia lo spazio di lettere bianche, segno di un possibile riscatto.

    Il percorso espositivo attinge in gran parte all’Archivio Storico Giuseppe Fava di Gravina di Catania, custodito da Giuseppe Maria Andreozzi, e pone l’accento soprattutto sulla produzione artistica. Pittore, disegnatore e incisore, oltre che giornalista, drammaturgo e romanziere, Fava seppe utilizzare diversi strumenti – dalla macchina da scrivere al palcoscenico, dal microfono al pennello, dal bulino alla cinepresa – cercando sempre corrispondenze tra linguaggi per rendere comprensibili ai giovani i suoi personaggi: mafiosi, operai, prostitute, faccendieri, marinai, mercanti di strada, immigrati, adultere, omosessuali. Un universo complesso, raccontato senza retorica e senza giudizio morale.

    “L’obiettivo – hanno sottolineato i promotori – è riposizionare Giuseppe Fava tra i grandi intellettuali del secondo dopoguerra italiano, mettendo in luce non soltanto la sua instancabile denuncia contro la mafia, ma anche la profondità con cui seppe osservare e raccontare la condizione sociale del suo tempo”.

    La mostra è a ingresso libero, aperta dal lunedì al giovedì dalle ore 16 alle 20, venerdì e sabato dalle 16 alle 21. La mattina è riservata alle visite guidate per gruppi e scuole, su prenotazione (mostre@fondazionefava.it

  • Morto Paul Baccaglini, ex presidente del Palermo calcio

    Morto Paul Baccaglini, ex presidente del Palermo calcio

    Paul Baccaglini, ex inviato delle Iene e presidente del Palermo nel 2017, è stato trovato morto ieri nella sua casa di Segrate, a Milano. Aveva 41 anni, secondo le prime informazioni l’uomo si sarebbe tolto la vita,  a trovarlo sarebbe stata la compagna. Sull’episodio indagano i carabinieri di Milano e la Procura ha disposto l’autopsia. 

    Cresciuto negli Stati Uniti, a Pittsburgh, da padre americano (Eric Frank) e madre italiana (Paola Baccaglini), è arrivato alla ribalta per essere stato un inviato del programma televisivo Le Iene. Terminata l’esperienza televisiva, Baccaglini si è interessato al mondo della finanza divenendo un trader creando un fondo commerciale insieme ad altri due soci.

    Sul sito del Palermo calcio la nota di cordoglio: “Il Palermo FC, con il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia City Football Group, esprime il proprio cordoglio per la prematura scomparsa di Paul Baccaglini, presidente dell’US Città di Palermo negli ultimi mesi della stagione 2016-2017”.

  • Sostiene l’esame in ospedale e partorisce: un senso alla parola opportunità

    Sostiene l’esame in ospedale e partorisce: un senso alla parola opportunità

    Non sono sempre e non solo cattive notizie. Non sempre e non solo burocrazia, lungaggini, inefficienze. Talvolta è dalle istituzioni che arriva il messaggio, che arriva quell’esempio necessario che, troppe volte, si fa fatica a trovare.

    Che arriva quella decisione che dà un senso più compiuto alle parole giustizia, opportunità, civiltà.

    Nello specifico dall’università Kore di Enna e dall’ospedale San Marco di Catania: è qui infatti che la studentessa di 33 e incinta ha potuto partorire, ma anche sostenere l’esame per la specializzazione sul sostegno.

    Un gesto non da poco, nel Paese dove diventare madri troppe volte equivale a interrompere la propsia attività – o la propria formazione.

    Un gesto che, oltre tutto, rappresenta un segnale: di presenza e di compassione, nel significato etimologico del termine. 

    Andiamo alla cronaca. Laura aveva avvisato l’ateneo di non poter raggiungere la sede d’esame a Enna a causa della maternità imminente e del parto che è poi effettivamente avvenuto il giorno dell’esame.
    A quel punto, l’università Kore ha organizzato l’esame in ospedale, che fa parte del Policlinico di Catania, risolvendo l’emergenza nell’arco di meno di 24 ore. Il rettore, Paolo Scollo, anche lui ginecologo, ha emesso infatti uno speciale decreto che ha consentito ad una delle sottocommissioni di organizzare la prova d’esame direttamente nella struttura ospedaliera, con la collaborazione determinante del direttore generale dell’azienda San Marco, Gaetano Sirna, e del direttore sanitario, Antonio Lazzara. L’esame si è svolto nello studio del primario, con la presenza del personale sanitario, che si è detto “entusiasta e commosso per l’iniziativa e che ha garantito la pubblicità della prova concorsuale”.

    Laura ha sostenuto l’esame e poi ha partorito.

  • Denise Pipitone scomparsa 21 anni fa, il messaggio dei genitori

    Denise Pipitone scomparsa 21 anni fa, il messaggio dei genitori

    Era il primo settembre 2004 quando la piccola Denise Pipitone, spari nel nulla a Mazara del Vallo. Sin dal primo momento la mamma della bambina, Piera Maggio non ha mai smesso di cercare la figlia, tra indagini infinite, intrecci di ipotesi mai confermate e depistaggi. 

    Oggi, a distanza di 21 anni, la famiglia Pipitone ha scritto sui social un messaggio ancora una volta di speranza: “A 21 anni dal sequestro di nostra figlia il dolore non si affievolisce, anzi, ogni anno che passa si acuisce sempre di più. La sensazione di ingiustizia per chi ha causato sofferenza, mentre noi ne portiamo il peso, è straziante. È difficile accettare che il male possa rimanere impunito, mentre le conseguenze ci perseguitano. Stiamo pagando sulla nostra pelle gli insuccessi degli altri, un ergastolo del dolore a vita. Evviva la giustizia”.

    Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise, continuano a chiedere la verità e concludono il messaggio con un dolce ricordo della loro figlia: “Ci manchi in ogni risata, in ogni canzone, in ogni angolo della nostra vita. Il tuo ricordo è un faro nella notte, e ancora ci manchi in ogni cosa che facciamo”. 

  • Ancora una sparatoria a Catania: colpita panineria al Villaggio S.Agata

    Ancora una sparatoria a Catania: colpita panineria al Villaggio S.Agata

    Nuova sparatoria nella notte a Catania, la quarta in appena due giorni dopo quelle avvenute in via Plebiscito, via Calabrò e in via Garibaldi. Questa volta ad essere preso di mira, poco prima delle 3, una panineria in via Giovanni Da Verrazzano nel quartiere Villaggio Sant’Agata. Una decina di colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro l’ingresso dell’attività commerciale. I carabinieri stanno indagando.

     

    Foto repertorio ANSA

  • Trantino presenta la relazione annuale, una visione incentrata su Catania e sulle nuove generazioni

    Trantino presenta la relazione annuale, una visione incentrata su Catania e sulle nuove generazioni

    “Il futuro ha molti nomi: per i deboli è l’irraggiungibile, per i timorosi l’ignoto, per i coraggiosi è l’opportunità”. Si apre con questo monito al coraggio di Victor Hugo la relazione annuale sullo stato di attuazione del programma che il sindaco Enrico Trantino ha presentato in Consiglio comunale affiancato da tutta la giunta.  

    Di fronte al civico consesso, presieduto da Sebastiano Anastasi, il primo cittadino ha presentato una sintesi delle varie attività svolte nel secondo anno di mandato, un’analisi che rappresenta anche  un modo per verificare l’avanzamento di quanto descritto nelle linee di mandato del programma amministrativo alla base degli obiettivi strategici del nuovo quinquennio posti sin dal giorno dell’insediamento, il punto su quanto sinora fatto e programmato “lavorando unicamente per il miglioramento della Comunità”.  

    “Queste 73 pagine tracciano una visione di città tutta incentrata sul nostro unico datore di lavoro che è Catania, sul fare qualcosa per la città. Una delle caratteristiche principali nell’azione di qualunque amministrazione o governance è il senso della leadership, termine che deriva dall’inglese to lead, guidare, che è cosa opposta a to follow, seguire. Si è stati spesso orientati a seguire quello che la città si aspettava piuttosto che provare a immaginare scenari diversi attraverso cui dare un nuovo tipo di messaggio alla città stessa.   

    Pur tra tante difficoltà abbiamo compiuto diversi passi importanti, non dimentichiamo che il problema principale  è quello degli equilibri di bilancio, della capacità finanziaria dell’ente,  che ancora non ci permettono di essere sereni sullo stato delle cose, per tanti errori del passato, un passato anche molto lontano. Ma il risanamento non è un’operazione tecnica ma un atto politico e  morale che misura anche la credibilità di chi amministra, ecco perché i nostri dirigenti sono continuamente all’opera per provare a correggere quella corsa di un treno che molto spesso è quasi portata a deragliare per la condizione della linea ferroviaria, ma facciamo di tutto per riuscire a farlo marciare  rispetto agli obiettivi prefissi, a partire da quello di riportare il Comune in bonis. Capiremo  a fine anno o a inizio del 2026 se il comune è definitivamente uscito dal dissesto e potremo quindi cominciare a respirare”.  

    Il Sindaco ha quindi presentato brevemente i principali progetti tra i numerosi già realizzati grazie al lavoro degli assessori e di tutte le direzioni nei vari settori, con uno sguardo sempre rivolto alle nuove generazioni e all’idea di costruire una città migliore per tutti.  

    “Un sociologo americano di fine Ottocento disse che il politicante guarda alla propria riconferma, lo statista alle prossime generazioni. Non sento di assurgere al rango di statista ma se seguissimo questa indicazione saremmo più accorti nell’assunzione dell’impegno che ci viene affidato nel momento in cui ciascuno di noi viene eletto per un ruolo rappresentativo”.  

     Le pagine della relazione sono scandite da vari ambiti d’intervento che il primo cittadino ha introdotto in diversi capitoli o “indirizzi” (che precedono l’analisi dettagliata delle attività svolte con riferimento alle ramificazioni dell’ente):  

    “Il dovere del risanamento: onestà contabile e visione strategica; Il rispetto delle regole: fondamento di ogni convivenza civile; I giovani, la nostra responsabilità più grande; Catania domani; Ambiente, decoro e una nuova alleanza civica; Una città che si trasforma: cantieri, progetti, visione; Un piano per il futuro: il PUG, la rigenerazione e il diritto alla città; Infanzia, inclusione e responsabilità sociale: il cuore del nostro impegno; I beni confiscati: da simbolo di oppressione a patrimonio civile; Cultura, turismo, sport: identità, attrattività, orgoglio; Dovere, fiducia e responsabilità: meritiamo una Catania nella contemporaneità”.  

    “Vi chiedo solo – ha concluso infine il sindaco – di avere fiducia, non in chi vi parla o in chi  mi collabora, ma in questa città, perché Catania è sempre stata più forte delle avversità. Crediamo un po’ di più in noi stessi e questa città sarà stupenda”.  

    Sono intervenuti i consiglieri Orazio Grasso, Maurizio Caserta, PierMaria Capuana, Gianina Ciancio, Erio Buceti, Paola Parisi, Graziano Bonaccorsi, Andrea Barresi, Damien Bonaccorsi. 

    Nell’ambito della seduta l’Assemblea cittadina ha anche approvato il nuovo regolamento per l’utilizzo dell’aula consiliare “Giovanni Verga” e una delibera di variazione al bilancio 2025-2027. 

  • Buoni o cattivi va in vacanza: venerdì ultima puntata della decima stagione

    Buoni o cattivi va in vacanza: venerdì ultima puntata della decima stagione

     

    Una chiusura con il botto. Venerdì ultima puntata per Buoni o Cattivi, il dissacrante programma in onda su Radio studio centrale arrivato alla decima edizione e che i radioascoltatori premiano ogni giorno.

    Un’altra stagione di grande successo per la trasmissione condotta da Giovanni Nicastro, con la regia di Alex Spagnuolo da dieci anni sulla bocca di tutti, che fa discutere, che non ha regole, con un linguaggio diretto e senza peli sulla lingua, che affronta temi scottanti e che viene osannato da migliaia e miglia di ascoltatori in tutta la Sicilia e non solo. 

    “È un programma senza limiti che permette a chi ci ascolta di essere libero, reso possibile grazie a tutta la squadra che a settembre ripartirà sempre su RSC alle 14: Marco Mazzaglia, Tarico, Mario Kannavo’ e Debra., e l’immancabile dottoressa Nicoletta Sanfilippo che cura il comparto commerciale” – commenta Giovanni Nicastro..

    Un programma arricchito da virtuosismi tecnici e sonori opera del professore dj Spagnuolo. “I jingle, i remix sugli scherzi e sulle gag degli ascoltatori  – aggiunge – rendono il programma unico nel suo genere e difficilmente replicabile”.

     

  • Anniversario via D’Amelio, mostra studenti liceo artistico di Enna nei locali dell’assessorato all’Istruzione

    Anniversario via D’Amelio, mostra studenti liceo artistico di Enna nei locali dell’assessorato all’Istruzione

    In occasione del 33esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, l’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale ospita nella sua sede di Palermo una mostra collettiva realizzata dagli studenti del liceo artistico regionale “Luigi e Mariano Cascio” di Enna, che conta circa 300 alunni. L’esposizione, dal titolo “Scorta di Legalità”, composta da una decina di stampe realizzate su pannelli forex e da tre tele dipinte con colori in acrilico, è dedicata al sacrificio dei magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nelle stragi del 1992 a Capaci e Via D’Amelio, a Palermo. Vuole essere anche un tributo ai componenti delle loro scorte: gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.
     
    La collettiva, che nei mesi scorsi è stata esposta al Tribunale di Enna, è opera del talento di una ventina di studenti del liceo regionale, che frequentano gli indirizzi in Grafica e Arti figurative, e rientra in un percorso di educazione alla legalità che l’istituto ha voluto attivare nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, materia reintrodotta nelle scuole italiane dal 2019, come disciplina trasversale.
     
    «La mafia, come diceva Gesualdo Bufalino, sarà vinta da un esercito di maestri elementari – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – e il percorso avviato dal liceo regionale di Enna incarna perfettamente questo messaggio. Da parte mia e del presidente Schifani c’è la volontà di continuare a investire in iniziative di lotta alla mafia ed educazione alla legalità. Lo abbiamo fatto con la legge “Liberi di scegliere”, con l’apertura delle scuole in orario extrascolastico e con le tante iniziative avviate nelle scuole siciliane per contrastare la dispersione scolastica».

     

    «L’obiettivo di questo progetto – aggiunge la preside del liceo artistico regionale ‘Cascio’ di Enna, Graziella Bonomo – è diffondere una cultura della legalità tra le nuove generazioni, e formare cittadini liberi, consapevoli e capaci di un’analisi critica degli eventi e dei fatti drammatici che hanno segnato la storia della Sicilia e dell’Italia. Nel nostro lavoro con i ragazzi abbiamo cercato di praticare l’insegnamento che ci ha lasciato Paolo Borsellino, che diceva che se la gioventù gli negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

     

    Una delle stampe in esposizione nei locali dell’assessorato a Palermo riproduce un’immagine di Francesca Morvillo, magistrato e moglie del giudice Giovanni Falcone; due delle tre tele in acrilico, applicato a pennello, invece, ritraggono gli agenti delle due scorte, mentre la terza riproduce il volto del beato Rosario Livatino, il giudice ragazzino assassinato dalla Stidda il 21 settembre 1990, mentre percorreva la SS 640 Caltanissetta-Agrigento.
  • Trentatré anni fa la strage di via D’Amelio: Palermo e il ricordo di Paolo Borsellino

    Trentatré anni fa la strage di via D’Amelio: Palermo e il ricordo di Paolo Borsellino

    Quattro giorni di iniziative in memoria di Paolo Borsellino. Tra due giorni, ricorre l’anniversario della strage di via D’Amelio, dove trovarono la morte il giudice palermitano e cinque agenti della scorta: Agostino CatalanoEmanuela LoiVincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina.

    Appuntamenti culturali e manifestazioni per rendere omaggio all’uomo e al professionista, per riaccendere la memoria di quei tempi in cui lo Stato e i suoi uomini hanno sfidato apertamente Cosa Nostra, rendendoci tutti più liberi. E per chiedere ancora una volta, ancora con la stessa forza nonostante siano passati 33 anni, la verità.

    Il programma degli eventi è stato presentato alla Casa di Paolo, alla presenza di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato. Oggi, alle 20 in via D’Amelio, si terrà l’inaugurazione della mostra di Gaetano Porcasi «La scia di sangue delle stragi in Italia. Mafia, eversione nera, servizi deviati e poteri infedeli» e, alle 21, il dibattito «XXIX legami di memoria, i mandanti senza nome» presso il Centro studi Paolo e Rita Borsellino.

    Domani, alle 17 la presentazione del libro «Stato-mafia – La guerra dei trent’anni» di Stefano Baudino e Heiner Koenig, alle 20 a Villa Trabia l’incontro «Strage Borsellino. Tutta la verità» e alle 21 la veglia degli scout dell’Agesci in via D’Amelio.

    Infine il 19 luglio, giorno della strage, numerosi gli appuntamenti che culmineranno, alle 16:58, orario della strage, con il minuto di silenzio, accompagnato dalla lettura della poesia «Giudice Paolo» di Marilena Monti.

    “Sono passati 33 anni, ma ancora purtroppo non abbiamo né verità né giustizia» – afferma Salvatore Borsellino. Chi vuole può venire – aggiunge – come libero cittadino e non come istituzione. Se dovesse venire qualcuno che fa parte di quel mondo istituzionale che ad oggi non ci ha dato né verità né giustizia, noi alzeremo l’agenda rossa e poi ci volteremo per dargli le spalle”.

    In occasione dell’anniversario verrà presentata la nuova edizione dell’Agenda Rossa, a cura dello stesso Salvatore Borsellino, con la prefazione di Saverio Lodato.

  • Strade colabrodo, approvati a Catania progetti per 21 milioni di euro

    Strade colabrodo, approvati a Catania progetti per 21 milioni di euro

    La Giunta Comunale di Catania ha approvato in linea amministrativa quattro importanti piani progettuali esecutivi e di fattibilità tecnica, candidandosi al finanziamento dell’Avviso pubblico regionale per la rigenerazione e lo sviluppo dei centri urbani, nell’ambito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. Si tratta di un pacchetto di interventi strategici per la città, volti alla riqualificazione e all’ammodernamento della rete stradale, per un valore complessivo di oltre 21 milioni di euro, che non graveranno sul bilancio comunale e che mirano a migliorare mobilità, sicurezza e qualità dello spazio urbano.

    Il primo parco progetti, approvato in forma definitiva, prevede il rifacimento del manto stradale su numerose vie cittadine per un importo di 7,1 milioni di euro. Le strade interessate dai lavori sono viale della Regione, via Aurora, via Cesare Beccaria, via Galermo, via Curia, via Maria Ausiliatrice, via Raciti, via Ingegnere, via Umberto, via Cagliari, via Fava, via Principe Nicola, via Duca degli Abruzzi, via Acquedotto Greco, via del Bosco, via Antonino Ferrarotto, via Passo Gravina, via Milo, via Rosina Anselmi, via Alberto Mario, via Santa Sofia, via Carmelo Abate e via Pietro dell’Ova. Gli interventi, predisposti dalla Direzione Manutenzione guidata da Salvo Leonardi d’intesa con l’assessore Giovanni Petralia, prevedono la rimozione e sostituzione degli strati ammalorati con nuovi materiali ad alte prestazioni, il rifacimento dei marciapiedi e l’adeguamento degli attraversamenti pedonali nel rispetto delle normative sull’accessibilità, con particolare attenzione all’eliminazione delle barriere architettoniche.

    A questo si aggiungono altri tre progetti di fattibilità approvati dalla Giunta Trantino, predisposti dalla Direzione Comunale Lavori Pubblici guidata da Fabio Finocchiaro d’intesa con l’assessore Sergio Parisi, per un totale di ulteriori 14,4 milioni di euro, suddivisi su diversi assi viari della città, in cui si prevede la messa in opera del nuovo manto d’asfalto. Il primo riguarda le principali strade urbane di collegamento interno e comprende viale Mario Rapisardi, viale Lorenzo Bolano, viale Castagnola, via Sebastiano Catania e via Palermo, con un investimento di 3,8 milioni di euro. Il secondo progetto, per un valore di 5,7 milioni, interessa l’asse del waterfront, da piazza Alcalà a piazza Europa, con interventi che integrano le opere già in corso lungo la fascia costiera, inclusa la realizzazione di piste ciclabili. Il terzo intervento progettuale, per un importo di 4,9 milioni, riguarda gli assi viari di accesso alla città e coinvolge via Vittorio Emanuele (da piazza dei Martiri a piazza Duomo e fino a piazza Risorgimento), via Santa Sofia (da viale Andrea Doria a via Carubbella) e via Giovanni Galermo (da viale Fratelli Vivaldi a via Carmelina Naselli). In previsione è stato stabilito che i lavori avvengano anche in orari notturni.

    Tutti i progetti sono stati concepiti per garantire un miglioramento strutturale e funzionale della viabilità urbana, secondo criteri di sostenibilità ambientale e compatibilità paesaggistica, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e la fruibilità degli spazi pubblici, anche in funzione di un maggiore richiamo turistico. I lavori, una volta finanziati, saranno affidati mediante procedure a evidenza pubblica, considerato che i progetti sono inseriti nel Programma triennale delle opere pubbliche 2026–2028.

    “Con questa articolata programmazione – ha spiegato il sindaco Enrico Trantino – confermiamo la volontà di investire sul sistema infrastrutturale della città, ponendo le basi per una mobilità più efficiente, una maggiore vivibilità dei quartieri e una rigenerazione urbana che restituisca valore e decoro all’intero contesto cittadino. Ovviamente – ha aggiunto il sindaco – continueremo a progettare altri interventi di rifacimento del manto stradale in buona parte della città, proseguendo nella ricerca delle risorse necessarie, anche grazie al sostegno della Regione Siciliana, con cui siamo in costante contatto operativo, per risolvere l’annoso problema delle strade dissestate della città”.