Categoria: Italia/Mondo

  • I gossip internazionali più interessanti del 2025

    I gossip internazionali più interessanti del 2025

    Concludiamo il 2025 riportando le notizie internazionali di gossip che più ci hanno colpito quest’anno. 

    Iniziamo dalle separazioni vip. Tra le meno prevedibili, sicuramente quelle dell’attrice Nicole kidman e il cantante keith Urban, lasciati dopo ben 19 anni di matrimonio. Un’altra coppia “scoppiata” dopo 9 anni insieme, vede protagonisti star del calibro di Orlando Bloom e katy Perry. A rendere la rottura ancora più netta, la notizia arrivata solo qualche mese dopo, del nuovo flirt della cantante: l’ex Premier canadese Justin Trudeau.

    Altri break up degni di nota: Ashley Park e Paul Forman, Lucas Bravo e Shailene Woodley, Lillian Allen e David Arbour, Can Yaman e Sara Bluma e Chris Martin e Dakota Johnson. Per l’Italia impossibile non citare la separazione più virale dell’anno: Raul Bova e Rocio Munoz Morales. Il tradimento dell’attore ha dato vita, suo malgrado, al tormentone degli “occhi spaccanti”, entrato addirittura all’interno dell’enciclopedia Treccani.

    Tra gli altri vip nazionali, Yannik Sinner e Anna Kalinskaja. Il tennista però ha ribaltato subito il set iniziando una frequentazione con Laila Hasanovic.

    Niente falò per Filippo Bisceglie e Pamela Camassa e più nessun futuro insieme per Emanuele Filiberto e Adriana Abascal, Elisabetta Canalis e Georgian Cimpeanu, Ezio Greggio e Nataly Ospina, Stefano De Martino e Caroline Tronelli, Giulio Berruti e Maria Elena Boschi.

    Riguardo i gossip internazionali più “succosi” dell’anno, invece, ci ha colpito molto la guerra scoppiata all’interno di quella che per anni è stata considerata una delle famiglie vip perfette: i Beckham. Sembra infatti che la relazione tra i due coniugi e due dei figli sia in una fase molto complicata. Oggetto della discordia, le fidanzate di Brooklyn, 26enne e di Romeo, 23enne. A quanto pare i ragazzi non avrebbero gradito le interferenze dei genitori e il primogenito per ripicca avrebbe boicottato il 50esimo del padre. Si vocifera che i fratelli abbiano addirittura interrotto i legami con la famiglia. 

    Un altro caso diventato virale è stato quello che ha visto protagonista l’attrice Sidney Sweeney e i suoi “ottimi jeans”. La ventottenne, interprete di una pubblicità “American Eagle”, è stata accusata insieme al brand di favorire “la propaganda razziale e il classismo” a causa dell’uso storpiato di uno slogan che ad alcuni ha ricordato una campagna in stile nazista per promuovere la supremazia della razza bianca. La stessa attrice, è stata poi nuovamente al centro del dibattito pubblico, per essersi registrata in Florida quale elettrice repubblicana, ottenendo il plauso del Presidente Trump.

    I gossip del 2025 non risparmiano nemmeno la famiglia reale inglese. Il Principe William e famiglia, infatti, avrebbero deciso di trasferirsi in una nuova proprietà nell’isolato di “Forest Lodge”, all’interno del parco di Windsor. 

    La cosa però non è stata molto gradita dai vicini, costretti a subire da un giorno all’altro, imponenti misure di sicurezza e controlli costanti, perdendo l’accesso a numerose aree pubbliche e rinunciando alla quiete secolare che dominava questi luoghi boscosi. A peggiorare la situazione, gira voce che sia stato chiesto a due famiglie che vivevano da sempre in zona, di lasciare la propria casa per ragioni di sicurezza pubblica, perché troppo vicini alla nuova proprietà reale.

    Infine concludiamo con l’operazione estetica più scioccante e riuscita dell’anno, che ha portato la settantenne Kris Jenner, indietro nel tempo di almeno 20 anni. La mamma a capo della famiglia più “liftata” degli USA, i Kardashian, aveva già effettuato una operazione di ringiovanimento 15 anni fà, ma non si sentiva felice invecchiando e ha voluto nuovamente eseguire un altro intervento, risolto con estremo successo. 

  • È giusto vietare i social ai minori di 16 anni? Sta succedendo in Australia

    È giusto vietare i social ai minori di 16 anni? Sta succedendo in Australia

    L’Australia diventa il primo paese al mondo a vietare l’accesso e a bloccare l’uso dei social media ai ragazzi con meno di 16 anni. Il ban vuole essere un modo per eliminare l’ansia provocata dall’iper esposizione, per arginare il fenomeno del bullismo online e, soprattutto, lo strumento definitivo per eliminare potenziali predatori sessuali.

    Istantanee le reazioni dopo l’approvazione della legge. Aziende tecnologiche come Alphabet, Meta, ByteDance, etc. Si sono fermamente opposte, dopo aver calcolato una perdita di profitti ingente. Tra i detrattori, anche i sostenitori della libertà di parola. Ad esempio “Amnesty International”, che attraverso Damini Satija, Direttore del programma Amnesty Tech, ha dichiarato che: “Un divieto semplicemente lascia le piattaforme tecnologiche libere da ogni responsabilità. Senza affrontare i problemi che i giovani continueranno a dover affrontare in futuro, molto probabilmente in segreto, poiché in molti troveranno il modo di aggirare le restrizioni, esponendosi a rischi ancora maggiori”.

    I diretti interessati si sono opposti alla legge, trovandola assolutamente sproporzionata. Soprattutto per coloro che si trovano nelle zone più rurali dell’Australia, o chi fa parte di minoranze, o chi convive con una disabilità. Gli adolescenti che nei social media avevano trovato un modo per connettersi con altre persone nel mondo e non restare segregati.

    Dal governo affermano che valuteranno a stretto giro cosa succederà dopo l’immissione della legge e che non intendono tornare sui propri passi. C’è molta curiosità anche da parte di altri paesi. L’Unione Europea, la Nuova Zelanda e la Malesia, non nascondono di stare ragionando su azioni simili.

    I giovani australiani abitano diverse piattaforme online: circa 440.000 sono su Snapchat, 350.000 su Instagram, 200.000 su Twitter, 150.000 su Facebook e tantissimi altri su Tiktok, ma non vi sono stime numeriche certe. È stato chiesto alle piattaforme di adeguarsi affinché possano verificare l’età degli utenti. I Big Tech devono disattivare i profili dei giovani e individuare se un utente adulto interagisce con minorenni, o ancora se ci siano delle attività sospette durante l’orario scolastico, dato che in Australia, gli smartphone sono già vietati in tutte le scuole. In casi di incertezza, le aziende potranno richiedere un documento di identità per verificare meglio chi è l’utente.

    Intanto molti ragazzi stanno già cercando degli escamotage. Ci si domanda come si comporteranno adesso che, gli unici spazi a loro permessi, sono i programmi di messaggistica e le chatroom dei videogiochi online.

    Per le aziende invece, sono previste multe fino a 50 milioni di dollari se non vigileranno adeguatamente.

  • Google lancia DISCO. L’IA che trasforma le schede in app dinamiche.

    Google lancia DISCO. L’IA che trasforma le schede in app dinamiche.

    Con il modello Gemini 3, il progetto sperimentale di Google Labs promette la fine del “tab-hoarding” e ridefinisce la navigazione web, elevandola da semplice ricerca a co-pilota intelligente che organizza il contesto utente.

    ​Google ha acceso i riflettori su Disco, un nuovo e ambizioso progetto uscito dai suoi Labs, che non è un semplice browser, ma un vero e proprio laboratorio per la navigazione potenziata da intelligenza artificiale.

    ​Al centro di questa rivoluzione c’è la prima funzione svelata: GenTabs. Dimenticatevi l’agonia di decine di schede aperte e informazioni sparse. Disco, alimentato dal potentissimo modello Gemini 3, esegue un’Analisi Contestuale Estesa senza precedenti. Non si limita a leggere la pagina attiva, ma abbraccia l’intera sessione di navigazione, includendo schede correlate, ricerche recenti e persino gli appunti o le conversazioni precedenti dell’utente.

    ​Il vero salto di qualità avviene nell’output. Una volta compreso l’intento generale dell’utente, che sia pianificare un intricato itinerario di viaggio, condurre una ricerca accademica, o confrontare specifici prodotti tecnologici, l’IA GenTabs opera una “Generazione di Interfacce”, ovvero i dati vengono sintetizzati e subito convertiti in una singola, dinamica e interattiva web app personalizzata.

    ​Questa “scheda-strumento” auto-generata può presentarsi come una dashboard riassuntiva, un pannello comparativo per lo shopping o un calendario dettagliato con mappe incorporate, organizzando i dati più rilevanti in modo immediatamente operativo. La navigazione si fa così “agentiva”: non si naviga più solo per leggere informazioni, ma per costruire strumenti utili, in tempo reale e senza la necessità di conoscenze di programmazione.

    ​Google ha chiarito che Disco è, per ora, un esperimento, lanciato tramite lista d’attesa (inizialmente per utenti MacOS). “Disco è il nostro banco di prova per comprendere in che modo l’IA possa trasformare radicalmente la navigazione. Non è pensato per sostituire immediatamente i browser esistenti, ma per mostrare il futuro potenziale del web assistito.” L’obiettivo è sondare quali di queste funzioni all’avanguardia potranno essere integrate in futuro in Chrome o in altri prodotti dell’ecosistema Google. 

    ​Un dettaglio non trascurabile riguarda l’etica del contenuto: Big G ha assicurato che tutti i dati sintetizzati e utilizzati per la creazione delle app dinamiche rimandano chiaramente alle loro fonti originali. Una mossa che mira a tutelare i diritti di creator e giornalisti, garantendo che il riconoscimento e il traffico restino ancorati ai contenuti di partenza, in un momento storico in cui il tema del copyright e dell’IA è più caldo che mai.

    ​Disco si presenta non solo come un tentativo di risolvere il caos delle tab, ma come una sfida diretta alla concorrenza, ridefinendo in modo sostanziale il modo in cui interagiremo con il web nel prossimo futuro.

     

  • Netflix alla conquista di Hollywood

    Netflix alla conquista di Hollywood

    Un’acquisizione che promette di ridisegnare la storia dei media cinetelevisivi: la piattaforma di streaming Netflix comprerà Warner Bros. Discovery. 

    Un nuovo colosso è alle porte e un’altro storico gruppo mediatico sparisce diventando parte integrante del player globale che più di ogni altro deve la sua fortuna ad internet. La notizia arriva dopo una lunga guerra commerciale. Un’asta tra diversi mega gruppi che ha visto sfidarsi a suon di milioni. Netflix, Paramount Sky Dance, Comcast ed altri. 

    Oggetto della contesa la Warner Bros. Discovery, uno dei più grandi gruppi di intrattenimento al mondo, proprietario degli Studios Cinematografici Hollywoodiani, di un folto catalogo di successi storici e recenti, tra cui Brand quali Harry Potter, Il Signore degli anelli, Matrix, Dc comics, e tantissimi altri. Un producer non solo a livello cinematografico ma anche televisivo, con la Hbo television. 

    Parliamo di un’operazione da 82,7 miliardi di dollari, che dovrebbe essere conclusa entro i prossimi 12 o 18 mesi, e che seguirà allo scorporo della sezione Cinetelevisiva Warner dalla multinazionale Discovery Global di cui fa attualmente parte. “La nostra missione è quella di intrattenere il mondo combinando l’incredibile catalogo di serie tv e film di Warner Bros, dai classici senza tempo come Casablanca e Quarto Potere, ai cult moderni, come Harry Potter e Friends, ai nostri titoli che impattano la cultura contemporanea, come Stranger Things, K-pop Demon Hunters e Squid Game. Faremo ancora meglio”, ha commentato il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos. 

    Dall’altra parte, David Zaslav, CEO di Warner Bros. Discovery, ha affermato: “L’annuncio di oggi combina due delle più grandi aziende di storytelling al mondo per portare ancora più intrattenimento alle persone che lo amano. Da più di un secolo, Warner Bros ha elettrizzato il pubblico catturando l’attenzione del mondo e modellando la nostra cultura. Combinandoci con Netflix, assicureremo che il pubblico di ogni luogo continuerà a godere delle storie che risuoneranno anche nelle prossime generazioni”. 

    Netflix conquista Hollywood, quindi. E ottiene un catalogo enorme, cinematografico e televisivo. Adesso la fusione dovrà passare al vaglio delle autorità americane, in particolare del Garante delle Comunicazioni FCC. E potrebbe anche non essere così facile. Difatti tra gli addetti ai lavori vi è grande paura per questi movimenti di mercato.

    Alcuni registi e catene di cinema, hanno espresso preoccupazione per la potenziale perdita in sala dei film Warner. Fino ad oggi molti di questi sono riusciti a trainare i botteghini per settimane. Cosa succederebbe se i film arrivassero direttamente in streaming? Anche il Sindacato dei Registi, il Directors Guild of America e il Cinema United, l’Associazione degli Esercenti, hanno espresso enorme preoccupazione in merito a questa possibilità. 

    Dal canto suo, Netflix ha dichiarato di non voler stravolgere ciò che fino ad oggi sono state le scelte effettuate, e di voler mantenere tutte le operazioni di Warner Bros in atto, lavorando anzi, sui suoi punti di forza. Non cambierà inoltre la programmazione di film previsti in distribuzione per le sale fino al 2029. Per quanto riguarda invece il canale tv streaming HBO Max, sarà mantenuto inizialmente come servizio a parte, anche se ci si immagina che i cataloghi di questo servizio di streaming si mischieranno a quelli di Netflix.

  • Regionali 2025, ecco chi si appresta a governare Veneto, Campania e Puglia

    Regionali 2025, ecco chi si appresta a governare Veneto, Campania e Puglia

    Quasi scontati i risultati delle Regionali. In attesa dei dati definitivi, si può già ampiamente dichiarare chi si è aggiudicato questa tornata elettorale. In Veneto, con il 60 per cento, Alberto Stefani si appresta a raccogliere la certo non facile eredità di Luca Zaia, battendo Giovanni Manildo,. In Campania, il centrosinistra continuerà a governare con l’ex presidente della Camera, Roberto Fico, che raccoglie il testimone da Vincenzo De Luca, superando lo sfidante Edmondo Cirielli.

    Grande exploit di Antonio Decaro in Puglia. L’ex sindaco di Bari sfiora il 70 per cento delle preferenze contro Luigi Lobuono.

     

  • Mediaworld vende Ipad a 15 euro, poi li rivuole indietro.

    Mediaworld vende Ipad a 15 euro, poi li rivuole indietro.

    Un’offerta incredibilmente vantaggiosa: Ipad air a 15 euro anziché 879 euro. È quello che i possessori della carta fedeltà Mediaworld avranno pensato l’8 novembre scorso, visitando il sito dell’azienda. Il prodotto era prenotabile immediatamente online, per poi pagarlo e ritirarlo in negozio. 

    Tantissime persone effettuano l’ordine online e in negazio gli Ipad vengono consegnati regolarmente. Il problema è che, a distanza di pochi giorni, agli acquirenti arriva una pec dove si comunica che il prezzo pubblicato era errato. Quindi viene richiesto di versare la differenza al fine di raggiungere il prezzo di listino, con uno sconto ulteriore di 150 euro per il disguido, oppure di restituirlo, ottenendo un rimborso dei 15 euro, più un buono sconto di 20 euro. 

    Da Media World avvisano: “Confermiamo che in un brevissimo arco temporale, a causa di un piccolo errore informatico riconoscibile, dovuto a un disguido tecnico straordinario imprevisto, sulla nostra piattaforma e-commerce alcuni prodotti sono stati erroneamente esposti a prezzi che, per la loro palese e oggettiva disconnessione dal reale valore di mercato del prezzo proporzionale corretto, non avrebbero mai dovuti essere esposti. Si è trattato di un errore manifesto tale da renderlo economicamente insostenibile e non rappresentativo di una nostra offerta commerciale. In virtù di quanto previsto dalla normativa vigente, ci siamo trovati nella necessità di intervenire ricorrendo a un principio giuridico volto a preservare l’equilibrio contrattuale laddove si verifica un errore di tale portata. Il nostro approccio è stato quello di privilegiare la relazione con il cliente e di offrire soluzioni che andassero oltre la mera applicazione della norma. Per questo motivo abbiamo prontamente contattato tutti gli acquirenti interessati proponendo due alternative. Proponiamo il mantenimento del prodotto o la restituzione del prodotto. Crediamo fermamente che queste proposte dimostrino la nostra volontà di supportare i clienti e di mantenere trasparenza e correttezza. Continuiamo a lavorare per migliorare le nostre esperienze di acquisto e la massima tutela dei nostri consumatori”. 

    Eppure in rete non tutti sono stati contenti di questa soluzione proposta dall’azienda. Ci si chiede se realmente l’azienda possa fare per legge una richiesta del genere. Di fatto, in tantissimi hanno comprato più di un prodotto e alcuni hanno addirittura rivenduto i prodotti acquistati. Ecco perché la situazione per i clienti che hanno acquistato questi prodotti si complica. 

    Il codice civile, con l’articolo 1428, consente a un’azienda di annullare un contratto se l’errore è essenziale e riconoscibile. Ma la questione è complessa. Di fatto la PEC inviata, non ha valore di diffida o messa in mora. Lascia però intuire un’azione “informale” da parte di Mediaworld prima di passare ad atti legali. Per poter annullare un contratto bisogna “dimostrare la consapevolezza del consumatore di abusare dell’errore del prezzo”. Quindi la capacità dell’acquiriente di riconoscere che il prezzo non fosse corretto.

    Qui parliamo di più del 90% di sconto ma risulta essere uno standard complicato da dimostrare in quanto oggi siamo abituati anche a vedere prodotti scontatissimi al 95%.

    A quanto pare MediaWorld, successivamente al parere di un giudice, avrebbe tutto il diritto di poter esercitare richiesta di restituzione merce, anche munendosi di atto formale nella quale richiede il pagamento in difetto del prodotto soggetto ad errore tecnico.

     

  • È giusto crescere i propri figli nel bosco?

    È giusto crescere i propri figli nel bosco?

    La storia della famiglia che viveva nel bosco vicino Chieti, senza luce, gas e acqua, continua a scuotere lo stivale. L’ultimo atto è stata la sospensione della potestà genitoriale, portando via i bambini dalla famiglia. 

    Sulla decisione presa, è intervenuta addirittura la politica. Il ministro Salvini ad esempio ha commentato sui social: “Una decisione vergognosa”. Nel mentre il dibattito pubblico si divide tra chi appoggia lo stile di vita senza fronzoli della famiglia e chi invece lo condanna. Ci si chiede se è giusto stare lontani dai centri urbani, senza collegamenti o comodità, crescendo i propri figli lontani da altri bambini attraverso l’istruzione domestica, con l’aiuto di un’insegnante privata. 

    La vicenda è scoppiata quando la Procura dei minori dell’Aquila, a seguito del ricovero ospedaliero di uno dei bimbi, a causa di un’intossicazione funghifera, ha deciso di intervenire attraverso un controllo dei carabinieri che ha portato alla segnalazione delle condizioni di vita non adatte. E, di conseguenza, all’interruzione dell’affidamento dei minori alla famiglia. 

    Infatti, i bambini sono stati portati in una comunità indicata dal tribunale, con la madre. I genitori, contestano l’azione legale e difendono la propria scelta di vita. I bambini sono sempre stati cresciuti con amore nella natura. Erano felici. 

    Ciò che si legge nella denuncia dei carabinieri però, fa riflettere: “il nucleo familiare vive in una condizione di disagio abitativo. Non è stata dichiarata l’abitabilità dello stabile nel quale dimorano abitualmente. I membri della famiglia non hanno interazioni sociali frequenti e la coppia genitoriale non ha entrate economiche fisse. Presso lo stabile nel quale dimora la famiglia non sono presenti i servizi igienici e le utenze. I minori, inoltre, non frequentano la scuola, ne attività ricreative o sportive”. 

    “Sì, purtroppo è successo”, ha dichiarato il padre, “ed è stato terribile. Ci hanno tolto i nostri bambini”. La famiglia è stata smembrata e l’allontanamento dei tre figli, è stato fortemente criticato da tutta la comunità locale. Il Sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha dichiarato: “è stato un fulmine a ciel sereno, non ci aspettavamo che arrivasse il provvedimento così presto e non l’aspettavamo così drastico nella sua esecuzione. È stato tutto rapidissimo, in pochi minuti i carabinieri presenti e gli assistenti sociali hanno portato via i bimbi e la mamma. Sono un padre di famiglia anch’io, sono rimasto molto colpito dalla situazione”. 

    Anche la Presidente Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda, definendosi allarmata, dopo averne parlato con il ministro della giustizia Carlo Nordio. Si dice tentata nell’inviare degli ispettori dal Ministero della Giustizia. 

    Online, circa 13.000 persone hanno invece firmato una petizione a favore della famiglia anglo-australiana. La scelta di “vivere in un modo differente e atipico” ha acceso un enorme dibattito circa l’eticità di crescere i figli come si vuole, che sicuramente non si smorzerà nemmeno dopo l’epilogo di questa vicenda.

     

     

  • la Cina non copia più: ora innova!

    la Cina non copia più: ora innova!

    Per decenni la Cina è stata la fabbrica del mondo. In passato, si appropriava delle proprietà intellettuali occidentali e ne copiava illegalmente i brevetti, producendo e commercializzando copie contraffatte di prodotti internazionali già esistenti.

    Oggi, però, la situazione è drasticamente cambiata. La Cina è diventata il principale laboratorio d’innovazione a livello globale, soprattutto nel settore tecnologico. Basti pensare che nel 2023 il paese del dragone ha depositato più brevetti internazionali di qualsiasi altro paese al mondo, e che oggi è quello più all’avanguardia per quanto riguarda il settore ingegneristico, sfornando molti più ingegneri rispetto a Stati Uniti, Europa e Giappone.

    Sui nuovi prodotti sviluppati interamente in Cina, l’esempio piu emblematico è DeepSeek AI, che è arrivato in brevissimo tempo a competere direttamente con i modelli di intelligenza artificiale occidentali. Pechino è diventata il traino che guida il resto del mondo nell’innovazione e lo fa competendo, solo, con i propri strumenti. Il loro successo deriva anche dall’automatizzazzione delle proprie fabbriche. Ad esempio la Xiaomi, nel distretto di Changping a Pechino. Si tratta di una “Smart Factory”, in cui la produzione non si ferma mai, nemmeno per un secondo, ed è in grado di produrre fino a 10 milioni di smartphone l’anno.
    L’intelligenza artificiale assembla i componenti elettronici attraverso dei robot e dei sensori interconnessi, senza alcun intervento umano. Le luci sono spente e difatti vengono definite “Dark Factories” e, come questa, ce ne sono centinaia uguali, che continuano a sfornare prodotti h24.

    La tecnologia all’avanguardia si è diffusa a macchia d’olio e ogni fabbrica che apre in Cina è perfettamente automatizzata. Il resto del mondo però ha paura di tutta questa innovazione. E l’amministrazione Trump ci ha dato una visione di come, per bloccare o disincentivare i prodotti cinesi, abbia voluto incanalare una guerra commerciale unilaterale, mettendo dazi sul commercio e sull’importazione di beni cinesi fino al 100%. Cercando di colmare questo difetto di competitività e di penalizzare la nazione a priori; ma è chiaro come questa strategia non abbia ridotto il divario con la Cina ma lo abbia invece ampliato. Perché mentre i cinesi hanno continuato a esportare i propri prodotti in giro per il mondo, gli altri sono rimasti bloccati. Anzi, possiamo dire, che si è creato un vero e proprio isolamento diplomatico e commerciale autoindotto nei confronti di Washington.

    Ma qual è il segreto della Cina? Innanzitutto l’economia è trainata da investimenti pubblici ed è orientata fortemente all’esportazione, senza però dimenticare il proprio consumo interno. Anche perché, le aziende estere possono operare in cina solamente tramite “Joint Ventures al 50%” con realtà locali. Diversamente, quando sono le imprese cinesi ad aprire all’estero non imponiamo loro joint ventures, anche se forse sarebbe una buona idea imitare questo modello e replicarlo anche in occidente.

    È chiaro che la Cina in pochissimi anni sia diventata un competitor industriale fortissimo, e che l’occidente debba iniziare a ricostruirsi e rimodellarsi per poter rispondere a questa evoluzione tecnologica globale. Guardare avanti con intelligenza senza chiudersi in sé stessi. Non rivangare la forza del passato ma capire come affrontare al meglio il futuro.

  • Ho messo incinta la mia ragazza e sua mamma

    Ho messo incinta la mia ragazza e sua mamma

    Lo Youtuber americano Nick Yardy ha annunciato al mondo che sia la sua ragazza 22enne Jade, che la sua mamma, la 44enne Dani, sono incinte. 

    Nick è uno youtuber 29enne molto popolare sul web, con ben 3 milioni di iscritti, ha dato questo annuncio tramite youtube creando tra i suoi follower shock e, a tratti, disgusto. In realtà, c’era da aspettarselo, perché Mr. Yardy, all’anagrafe Nicholas Hunter, ha una relazione con le due donne da almeno due anni. 

    Yardie è nato in Giamaica e ha iniziato la sua carriera sui social media nel 2017. Dopo aver speso un anno in prigione per spaccio di marijuana, ha iniziato a diventare famoso creando contenuti con modelle di OnlyFans e personalità di internet. Poi ha incontrato Jade, che aveva già un suo canale OnlyFans con un sostanziale seguito, tanto da guadagnare abbastanza soldi da comprarsi un ristorante in Florida. La mamma di Jane, invece, lavora come coach motivazionale, ha una presenza quasi inesistente sui social media. Anche se, a quanto pare, era già conosciuta all’interno dei canali swinger, di scambio di coppia. 

    Mr. Yardy ha detto: “Loro sono madre e figlia e la mia relazione con l’una e con l’altra è reale”. Non è vero, invece, che entrambe siano incinte. La notizia è stata smentita più volte ma nessuno ha negato che probabilmente potrà presto succedere davvero, dato che sta avendo una relazione con entrambe. 

    Una relazione, a suo dire molto felice, che gode di spazi e di privacy per ognuno e che permette alle due di mantenere questo rapporto in famiglia “senza screzi”. Entrambe, intervistate dai giornali hanno riferito: “Non ci nascondiamo. Siamo felici così e la nostra popolarità aumenta. La nostra relazione ha delle regole precise e ci alterniamo negli appuntamenti e nei rapporti intimi”.

    Lo sconcerto del web deriva, in un primo luogo, dalla difficoltà di comprendere il tipo di grado familiare che avranno le presunte ipotetiche prole per gli intrecci legati a questa relazione del tutto inusuale, ma sopratutto dell’abbandono sempre piu marcato dei modelli di famiglia tradizionale.

  • L’intelligenza artificiale al Governo Albanese

    L’intelligenza artificiale al Governo Albanese

    Grandi aggiornamenti tecnologici per il Governo albanese. Il Primo Ministro Edi Rama ha recentemente presentato un Ministro speciale, che sarà creato con l’intelligenza artificiale. È il primo caso al mondo in cui all’interno di un esecutivo nazionale, verrà inserita una figura totalmente digitale.

    Sebbene non si conoscano ancora le tempistiche dell’avvio dell’incarico, lo scopo dell’inserimento dell’intelligenza artificiale vuole essere quella di contrastare la corruzione, piaga che in Albania è molto presente. Si chiamerà Diella e avrà sembianze femminili con abiti tradizionali albanesi. Diella sarà un Ministro, a tutti gli effetti. Si occuperà di scouting del personale e appalti pubblici. Analizzerà gli appalti e opererà a far sì che tutto sia gestito in maniera precisa e funzionale. Ogni richiesta di fondi pubblici dovrà passare attraverso il suo scanner che elaborerà se la procedura di gara seguua criteri di elaborazione e aggiudicazione secondo la normativa. 

    Non è la prima volta che Rama cita l’intelligenza artificiale al Governo. In passato, ha rilasciato dichiarazioni in cui prevedeva un Governo interamente gestito da queste e, con Diella, il cui significato in albanese è “luce del sole”, vuole lui stesso effettuare un primo passo per introdurle all’interno dell’amministrazione pubblica.

    Chiaramente non si tratterà di una sostituzione di risorse, perché Diella sarà di supporto a un team di funzionari. 

    Non vi sono, però, ancora notizie riguardo alla costituzione di questa figura, se sarà sviluppata con l’aiuto di società private, o se sarà una creatura totalmente pubblica.  

    In verità, Rama è stato fortemente criticato per questa presentazione. Sia perché ancora non esiste alcun tipo di intelligenza artificiale, se non appunto un’immagine statica, in quanto essa stessa deve essere totalmente sviluppata. Secondariamente, perché è stato accusato di propaganda, in quanto l’incorruttibilità tanto decantata, risulterebbe vana, perché a supporto dell’azione dei funzionari di Governo.