Categoria: Food

  • La Sicilia quarta regione al mondo dove si mangia meglio

    La Sicilia quarta regione al mondo dove si mangia meglio

    La Sicilia è tra le regioni del mondo dove si mangia meglio. Il famoso portale gastronomico TasteAtlas ha stilato, come ogni anno, la classifica delle “Top 100 best food region in the world”, indicando per ogni regione i migliori piatti e prodotti.

    Quest’anno, al vertice della classifica, la Campania. Seguono Emilia Romagna, Creta e Sicilia. In generale, l’Italia è riuscita a distinguersi in ben 17 posizioni su 100, sbaragliando avversari da tutto il mondo. Tra i migliori piatti legati alla Sicilia: gelato, parmigiana, arancini, cannoli e pasta alla norma. Tra i migliori prodotti: pasta, spaghetti, pistacchio verde di Bronte, pomodoro di Pachino, Arancia rossa di Sicilia e tra le bevande nero d’Avola, Averna e Marsala. 

    Un riconoscimento importante che conferma il ruolo della Sicilia quale regione enogastronomica, legata al turismo food&wine. Un luogo dove poter trascorrere delle vacanze alla ricerca di esperienze culinarie uniche. La cucina siciliana si è fatta notare in tutto il mondo attraverso le sue sensazioni uniche. 

    Tra le classifiche, oltre alle “100 migliori regioni gastronomiche del mondo”, anche le “100 migliori cucine nel mondo”, in cui l’Italia quest’anno ha superato tutti, conquistando il gradino più alto del podio. Subito seguita dalla Grecia, dal Perù e dal Portogallo. Per quanto riguarda invece le “100 migliori città gastronomiche del mondo”, spiccano Napoli, Milano, Bologna e Firenze. Palermo e Catania al ventesimo e ventunesimo posto. 

    Tra i piatti italiani menzionati quest’anno nella classifica generale, vi sono: la pizza napoletana al secondo posto e i tagliolini al tartufo bianco di Alba al terzo. 

    Una serie di riconoscimenti questi, che avvalorano la recente identificazione della cucina italiana quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. A cui anche la regione Sicilia contribuisce attivamente. 

  • La cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco

    La cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco

    La Cucina italiana entra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità, ed è la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India.

    La cucina italiana è stata definita come una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie”, “un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.

    Quello italiano è stato tra i 60 dossier in valutazione provenienti da 56 Paesi. L’Unesco ha sottolineato come il cucinare all’italiana “favorisce l’inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza”. 

    Secondo il Comitato, il cucinare è per gli italiani, “un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola. La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un’esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali”.

    La notizia è stata accolta con un lungo applauso, nella decisione, si sottolinea anche come il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, dimostra “gli sforzi significativi compiuti dalle comunità negli ultimi sessant’anni, in particolare da organismi rappresentativi chiave come la rivista La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina, la Fondazione Casa Artusi”.

    Con l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti. Delle 21 tradizioni iscritte nella lista dei patrimoni culturali immateriali, nove sono infatti riconducibili all’agroalimentare.

  • Chiquita e le banane made in Sicilia

    Chiquita e le banane made in Sicilia

    Chiquita, la multinazionale delle banane e del bollino blu, punta sulla Sicilia per una nuova produzione totalmente italiana del frutto tropicale.

    La notizia riguarda una fase del progetto avviata quest’autunno con l’innesto delle prime 20.000 piante di banano biologico. Si stima che i primi lotti arriveranno nei punti vendita già nel 2026. La produzione sarà localizzata nella zona di Ragusa, in collaborazione con la Cooperativa Agricola Alba Bio.

    Un’iniziativa che ha dell’incredibile, in quanto questo frutto è molto complicato da far crescere in territori non equatoriali. Il progetto porterà Chiquita ad apporre sul frutto la dicitura “prodotto italiano”.

    Il Direttore Commerciale di Chiquita Italia, Costabile Romano, ha così commentato la notizia: “Questa iniziativa rappresenta una duplice opportunità. Da un lato rafforza il legame con i consumatori italiani, che hanno una forte sensibilità per l’origine dei prodotti e che da sempre considerano Chiquita un vero e proprio love brand, grazie alla presenza storica del marchio nel paese e alla fiducia costruita in decenni di rapporti con famiglie e negozianti. Dall’altro, contribuisce a valorizzare la produzione locale inserendola in un contesto internazionale. La banana prodotto italiano, non è solo un’etichetta, ma una dichiarazione di intenti. Vogliamo che chi deciderà di sceglierla percepisca subito il legame tra un marchio globale di fiducia e l’eccellenza agricola italiana”. E aggiunge, “per lo sviluppo del nostro brand in Italia, questo è un momento davvero topico. E questa iniziativa si inserisce perfettamente nel contesto delle priorità di Chiquita in Italia, che da sempre sono quelle di costruire fiducia, rafforzare il legame con i consumatori e valorizzare la qualità del prodotto. Con la banana prodotto italiano stiamo facendo un passo concreto verso questi obiettivi: da un lato rafforziamo la nostra presenza nel mercato locale, dall’altro valorizziamo la filiera italiana raccontando una storia di autenticità e trasparenza, raccontando che oggi i consumatori cercano sempre di più”.

    Questa notizia si inserisce in un recente trend riguardante la Sicilia e la coltivazione di frutti tropicali. L’isola, infatti, sta diventando sempre più un polo importante per la coltivazione di mango, avocado, papaya e finger lime.

    Grazie ai terreni vulcanici, alla crescente domanda di mercato e al clima favorevole, sono diverse le aziende agricole siciliane che stanno sperimentando e producendo questi frutti, venduti a livello locale e soprattutto nazionale. In qualche modo, il cambiamento climatico sta trasformando sempre di più il mediterraneo in zona tropicale.

    Un mercato fortemente in crescita che sta creando un know-how, soprattutto in Sicilia. Un trend che unisce innovazione agricola e lavoro, spingendo un ritorno al mestiere agricolo e alla coltivazione della terra. Una crescita anche dal punto di vista turistico, in quanto tante di queste aziende, hanno iniziato anche visite guidate alle coltivazioni e degustazioni.

    Parliamo di produzioni industriali di altissima qualità, che stanno cambiando il volto di una terra cresciuta a fichi d’India, agrumi e viticoltura.

  • La Regione Siciliana al Vinitaly 2025: eccellenze vinicole e leadership nella sostenibilità

    La Regione Siciliana al Vinitaly 2025: eccellenze vinicole e leadership nella sostenibilità

    Verona, 5 aprile 2025 – La Regione Siciliana parteciperà alla fiera di Vinitaly 2025, il più importante salone internazionale dedicato al vino che si terrà a Verona dal 6 al 9 aprile. L’evento sarà l’occasione per celebrare l’eccellenza della vitivinicoltura siciliana, un settore che rappresenta un pilastro dell’economia regionale e un simbolo del “Made in Sicily” nel mondo. Lo stand della Regione Siciliana al Vinitaly 2025 al Padiglione 2 sarà un viaggio fra tradizione e innovazione, con degustazioni, incontri e presentazioni dedicati alla valorizzazione del patrimonio vinicolo dell’isola. Saranno presenti 94 aziende vinicole siciliane al Padiglione 2 e 28 aziende bio al Padiglione 11, pronte a raccontare la loro storia e a far conoscere l’unicità dei loro prodotti. La partecipazione al Vinitaly è promossa dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana e dall’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio). Oggi, la Sicilia conta 24 vini DOP (di cui 1 DOCG e 23 DOC) e 7 vini IGP/IGT, con la IGT “Terre Siciliane” che rappresenta il 53% del vino confezionato siciliano.

    Seconda regione italiana per estensione vitata

    Con una superficie vitata di 95.760 ettari, pari al 14,2% della superficie vitata nazionale, la Sicilia si posiziona come seconda regione italiana per estensione vitata, subito dopo il Veneto. L’isola si distingue, inoltre, per la sua leadership nella viticoltura biologica, con 32.787 ettari coltivati secondo i principi del biologico, che rappresentano quasi il 25% della superficie a uva biologica nazionale. La Sicilia si conferma, così, come prima regione d’Italia in questo ambito.

    Al Vinitaly 2025, il pubblico e gli operatori del settore potranno scoprire una gamma straordinaria di vini siciliani, tra cui spiccano le denominazioni più prestigiose come la DOC Sicilia e la DOC Etna, in forte crescita negli ultimi anni. La Sicilia è l’8° regione italiana per numero totale di riconoscimenti di vini a indicazione geografica, mentre si colloca al 5° posto per numero di vini DOC riconosciuti, dopo Piemonte e Toscana.

    Innovazione e sostenibilità al centro

    La regione che quest’anno è stata proclamata European Region of Gastronomy 2025 dall’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo (IGCAT), è anche all’avanguardia nella sostenibilità e innovazione. Grazie a condizioni climatiche favorevoli, alla ridotta necessità di pesticidi e alla sensibilità degli imprenditori verso pratiche sostenibili, la Sicilia è diventata un modello di viticoltura green.

    Alcuni dati chiave del settore:

    • Seconda regione italiana per produzione di uva da vino, ma prima per produzione di vino biologico, con 426.522 ettolitri prodotti nel 2023 (21,6% del totale nazionale).
    • Trapani, Agrigento e Palermo sono le principali province produttrici, contribuendo all’86% della produzione regionale totale.
    • La viticoltura siciliana vanta un patrimonio varietale unico, con vitigni autoctoni come il Nero d’Avola, il Catarratto bianco lucido e il Grillo, che incarnano l’identità e l’autenticità dei vini siciliani.

    Un settore in crescita sui mercati internazionali

    L’export dei vini siciliani è in forte crescita. Nel 2022, il valore delle esportazioni ha raggiunto quasi 170 milioni di euro, segnando un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. I principali mercati di riferimento per i vini DOP Siciliani sia bianchi che rossi sono Germania, Stati Uniti e Regno Unito, con una particolare attenzione ai vini DOP bianchi, che hanno registrato un incremento significativo, soprattutto negli USA (+29%).

    Produzione di vini spumanti

    La produzione di vini spumanti in Sicilia, pur vantando un’antica tradizione e pur registrando un trend nettamente crescente negli anni, rappresenta attualmente una piccola percentuale della produzione vinicola regionale, inferiore all’1% del confezionato totale. Dopo il “picco” di circa 14.101 ettolitri registrato nel 2023, nel 2024 sono stati prodotti 12.360 ettolitri di vini spumanti siciliani a DOP e IGP, equivalenti a circa 1.648.000 di bottiglie.

    Il settore vitivinicolo siciliano è un esempio straordinario di come tradizione e innovazione possano convivere in perfetta armonia, dando vita a prodotti di eccellenza riconosciuti a livello internazionale e promuovendo un modello di sviluppo sostenibile. Questo patrimonio unico, che rappresenta la storia, la cultura e l’identità della nostra terra, è il frutto del lavoro, della dedizione e della passione di migliaia di viticoltori siciliani, che ogni giorno contribuiscono a valorizzare e custodire le peculiarità della nostra regione. Siamo orgogliosi di portare al Vinitaly 2025 il meglio della produzione vitivinicola siciliana, un simbolo di qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente“, ha dichiarato Salvatore Barbagallo, Assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

  • Grande successo per la terza edzione del Ciokowine Fest 2025

    Grande successo per la terza edzione del Ciokowine Fest 2025

    Una grande festa del gusto e dell’intrattenimento: questa la fotografia della terza edizione del Ciokowine Fest, la Festa del Cioccolato e del Vino, che si è svolta ad Alcamo per tre giorni, tra Piazza Ciullo, il Collegio dei Gesuiti ed il Castello dei Conti di Modica. Una manifestazione enogastronomica capace di crescere così tanto in soli tre anni da sfiorare le 10 mila presenze. Un evento nato da un’idea dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore che ha raggiunto in pieno l’obiettivo che si era predisposto, cioè quello di creare e promuovere attività che possano contribuire allo sviluppo turistico di Alcamo, attraverso il vino e il cioccolato. Non solo un evento dedicato a grandi e piccini, ma anche un’occasione per esaltare il gemellaggio tra le Città di Alcamo e Modica, che nell’antichità facevano parte di un’unica Contea, quella dei Conti di Modica.

    Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori Erasmo Longo e Giuseppe Fiore dell’Associazione Sts, che hanno commentato con queste parole la tre giorni di festa: “un grande successo per il quale dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno creduto dal primo giorno in questa manifestazione –  hanno dichiarato – Un evento che dal primo anno ad oggi è cresciuto molto, grazie all’impegno costante di chi ha lavorato dietro le quinte con noi, delle istituzioni che hanno creduto al nostro progetto e dei nostri sponsor che ci hanno supportato con grande spirito di collaborazione. Prefissarsi degli obiettivi non è mai semplice, ma grazie al supporto di tutti siamo riusciti anche con grande successo a fare uscire la manifestazione dai confini di Alcamo, per coinvolgere gli appassionati di vino e cioccolato di tutta la Sicilia. Proseguiremo nel nostro progetto tentando ogni anni di alzare sempre di più l’asticella”.

    Il ‘Ciokowine fest’, oggi, è considerato il punto di incontro tra le eccellenze delle due Città, Modica con il suo rinomato cioccolato ed Alcamo con il suo vino, famoso in tutto il mondo. E in questi tre giorni di grandi ‘golosità’, si sono alternarti diversi eventi enogastronomici e di intrattenimento musicale, anche per i più piccoli, spettacoli itineranti ed artisti di strada, Cioko-lab, Cioko-art, Cioko-school, Cioko-game village e Cioko-mascotte e live-show per tutti, perché il Ciokowine Fest è dedicato ai Wine-lovers e Cioko-lovers di tutte le età. Ma anche inedite Master-class ed interessanti Cooking-show con numerosi nomi di prestigio della cucina italiana, di cui direttore artistico è stato Peppe Giuffrè.

    L’edizione 2025 si è sviluppata con la collaborazione tra Associazione Sts, comune di Alcamo il cui sindaco è Domenico Surdi, assessorato comunale al turismo guidato da Donatella Bonanno, Assessorato Regionale alle Attività Produttive diretto da Edy Tamajo, Assesorato Regionale all’Istruzione e Formazione guidato da Mimmo Turano, Assessorato al Turismo Regionale con alla guida Elvira Amata, la Camera di Commercio di Trapani, il cui presidente è Giuseppe Pace, la Confcommercio e la Unioncamere Sicilia. La direzione tecnica è stata curata dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore e della Agave Spettacoli di Andrea Randazzo.

    Le foto sono di Giuliana Stabile.

  • La Sicilia eletta “Regione Europea della Gastronomia 2025”

    La Sicilia eletta “Regione Europea della Gastronomia 2025”

    La Regione Sicilia è stata premiata dall’IGCAT, l’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo, per essersi distinta in termini di unicità alimentare, culturale e innovazione gastronomica.

    Una grande opportunità per la Regione, già importante meta del turismo enogastronomico internazionale, che con questo riconoscimento potrà ambire ad un ruolo ancora più centrale nel Mediterraneo, valorizzando le proprie radici agroalimentari e pubblicizzando le produzioni autoctone all’estero. Concentrandosi sullo sviluppo del turismo sostenibile e di conseguenza, sulla creazione di nuove opportunità di lavoro e di promozione di una cultura tradizionale antica che incentiva una sana alimentazione.

    L’Istituzione Europea ha scelto la regione isolana perché: “la Sicilia è un tesoro nel mare del Mediterraneo, dove trovare diversi tipi di paesaggi, rovine antiche e una cultura vibrante. È una location strategica che ha accumulato un sacco di influenze, e ognuna di queste ha lasciato un segno nella cucina e nelle tradizioni. Infatti, la sua cucina è composta da un mix di sapori, colori e aromi, ed è una vera e propria avventura nel gusto. La Sicilia è un posto paradisiaco per ogni appassionato food lover”.

    La cerimonia inaugurale si è tenuta venerdì 7 marzo a Milano, presso la sede di “Identità Golose”, celebrando a tutto tondo i vini, gli oli e l’enogastronomia siciliana. Tra i partecipanti, Salvatore Barbagallo, assessore all’agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea della regione siciliana, che ha dichiarato: «Il prestigioso riconoscimento internazionale di Regione Europea dell’Enogastronomia 2025, rappresenta una grande occasione per l’isola e per chi, come noi, ha scommesso sulla candidatura della Sicilia. Sono orgoglioso del programma che abbiamo approntato, che comprende un format ospitato da 20 comuni siciliani, con un tour coast to coast dell’isola, un viaggio lungo i sentieri del gusto che vedrà protagonisti le nostre eccellenze gastronomiche. Un patrimonio culturale da fruire insieme alla bellezza del nostro territorio e dei nostri passaggi, per innescare percorsi virtuosi, e turismo gastronomico».

    Oltre a Barbagallo, presenti anche Elvira Amata, Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e Luigi D’eramo , Sottosegretario di stato per l’agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste.

    L’Istituzione Europea ha selezionato anche alcune personalità di spicco per rappresentare la regione: Giorgo Calabrese, dietologo e consulente del Ministero della Salute; Gaetano Basile, giornalista ed autore palermitano; Nicola Fiasconaro, maestro pasticcere noto per i suoi panettoni; Josè Rallo, imprenditrice vinicola legata al brand Donnafugata e Pino Cuttaia, chef due stelle Michelin.

    Presente all’evento anche una giovanissima chef: Alessia Fisichella. Talentuosa ennese di soli 19 anni, che dopo aver preso il diploma alla scuola alberghiera, è entrata all’Università di Catania, dove sta studiando al corso di “Scienze e tecnologie alimentari”.

    Tra i prodotti tipici e i consorzi che sono stati presentati durante l’evento vi sono: l’uva di Mazzarrone IGP, l’arancia rossa di Sicilia IGP, DOP arancia di Ribera, IGP limone di Siracusa, IGP pesca di Leonforte, fico d’India dell’Etna DOP, IGP carota novella di Ispica, IGP pomodoro di Pachino, pistacchio di Raffadali DOP, DOP pistacchio verde di Bronte, cioccolato di Modica IGP, Sicilia Olio DOP Monti Iblei, Monte Etna DOP Olio, DOP Val di Mazzara, DOP Vastedda della Valle del Belice, formaggio ragusano DOP, pecorino siciliano DOP, piacentino ennese DOP, provola dei nebrodi DOP e il Consorzio di tutela dei vini di Sicilia.

    Riguardo la serie di eventi che accompagneranno per tutto l’anno la regione Sicilia, si svolgeranno in 20 comuni da maggio ad ottobre con lo scopo di portare i visitatori a scoprire il patrimonio agroalimentare della regione. Tra i territori designati: Corleone, Castelvetrano, Piraino, Castellammare del Golfo, Nicosia, Agrigento, Piazza Armerina, Serradifalco, Caltagirone, Aci Bonaccorsi, Scicli, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Modica, Gela, Pachino, Randazzo, Menfi, Palazzolo Acreide e Cefalù.

    Oltre a questa serie di eventi locali, sono previste anche delle iniziative di respiro internazionale, come dei convegni in varie regioni d’Europa, un concorso per i migliori siti dedicati al turismo enogastronomico, un forum sulle buone pratiche in uso nelle altre regioni europee e tanto altro.

    La speranza è che questo riconoscimento sia solo l’inizio di una serie di successi per la Sicilia, una regione che ha tanto da offrire al turismo internazionale e che mira a far conoscere i suoi prodotti e le sue tradizioni culinarie al mondo intero.

  • Il Giro delle Botti, a Monforte San Giorgio un weekend di degustazione e tradizione

    Il Giro delle Botti, a Monforte San Giorgio un weekend di degustazione e tradizione

    Autunno stagione di sagre e feste, gusto e tradizione animano i comuni siciliani. Nei giorni vicino San Martino a Monforte San Giorgio, in provincia di Messina, torna il consueto “Giro delle Botte e dei Catoj” il 16 e il 17 novembre con un suggestivo percorso enogastronomico e non solo che coinvolge tutto il borgo.

    Il Giro delle Botti è giunto alla tredicesima edizione organizzata dall’Associazione Storico Culturale Artistica Kaballà abbiamo contattato il presidente Dino Visalli che ci ha raccontato cosa attende i tanti curiosi e visitatori sabato 16 e domenica 17.

    “Un connubio perfetto folklore, vino e piatti tipici in un percorso che, da questa tredicesima edizione, sarà fruibile per tutti – ha affermato il presidente Visalli, proseguendo – 9 punti degustazione dislocati lungo l’itinerario dove si potranno assaggiare piatti tipici che vanno dal salato come la pasta fritta e la fagiolata con le cotiche, al dolce con gli sfincioni, i biscotti al vino e lo zibibbo”

    Il Giro delle Botti e dei Catoj nasce 13 anni fa da un’antica tradizione del borgo, quando nei giorni di San Martino gli abitanti di Monforte di San Giorgio usavano andare a visitare i catoj dei vicini e dei parenti per assaggiare il vino novello, da questa bella consuetudine nasce un evento tutto da scoprire come ci spiega il presidente. “Il percorso è ricco di posti affascinanti da vedere, cantine che conservano botti antichissime inoltre non mancheranno momenti di intrattenimento grazia a diversi gruppi musicali che allieteranno il giro con balli e canzoni popolari”

    L’appuntamento con il Giro delle Botti e dei Catoj è per sabato 16 pomeriggio e domenica 17 l’intera giornata, ottimi vini, specialità tipiche, colori e sapori della nostra terra in una cornice incantevole l’antico borgo di Monforte San Giorgio, accoglieranno i visitatori per un weekend unico tutto da scoprire.