Categoria: Cultura e Spettacolo

  • Comunicare col pensiero, la mission di Neuralink

    Comunicare col pensiero, la mission di Neuralink

    Hai mai immaginato di creare un video solo con il pensiero? Oggi è possibile grazie a Neuralink, l’impianto cerebrale sviluppato dall’azienda di Elon Musk. Il dispositivo è stato impiantato con successo in Brad Smith, terzo paziente al mondo a sottoporsi all’operazione. Smith, affetto da SLA e muto da anni, è riuscito a comunicare di nuovo grazie al chip.

    Se la sperimentazione continuerà con successo, potrebbe rappresentare una svolta per chi soffre di malattie neurodegenerative. Al momento, l’unico strumento disponibile per comunicare è il puntatore oculare, che ha capacità molto limitate poiché si basa sul movimento degli occhi.

    L’intervento, ancora sperimentale, non è privo di rischi. Il chip, grande quanto una moneta, contiene oltre 1000 elettrodi che si collegano ai neuroni e trasmettono dati via Bluetooth. Rileva l’attività cerebrale legata al movimento, permettendo al paziente di controllare un cursore su un computer. Dopo anni di ricerca, i test sugli esseri umani sono cominciati solo di recente.

    Il primo intervento è stato effettuato a Gennaio 2024 su un uomo paralizzato dopo un incidente. Il secondo ad Agosto dello stesso anno. Smith è stato il terzo.

    Neuralink, fondata nel 2016, ha attualmente una lista d’attesa di circa 20.000 persone. Anche se la strada per una diffusione su larga scala è ancora lunga, questa interfaccia potrebbe restituire autonomia e capacità comunicative a molti pazienti.

    Smith ha realizzato e pubblicato un video su YouTube, utilizzando il chip per controllare il mouse del suo MacBook.

    Nel video ha usato una simulazione della sua voce originale, creata con l’intelligenza artificiale. Ecco un estratto:
    “Sto creando questo video utilizzando l’interfaccia cervello-computer per controllare il mouse del mio MacBook Pro. È il primo video che realizzo con Neuralink, forse il primo al mondo creato così, usando la mia vecchia voce per raccontare la mia storia.”

    Smith ha raccontato di aver ritrovato speranza, libertà e una comunicazione più rapida. Il chip ha migliorato la sua vita in modo significativo.

    L’impianto, invisibile una volta inserito, viene installato da un robot e si ricarica senza fili. Un software interpreta gli impulsi cerebrali e li trasforma in comandi per dispositivi esterni, come il computer.

    Tuttavia, non mancano le critiche. Fino alla pubblicazione del video di Smith, non erano noti i risultati delle sperimentazioni. Inoltre, l’azienda è stata accusata di aver condotto test sugli animali in condizioni discutibili, con diverse scimmie decedute durante gli esperimenti.

    Neuralink non è l’unica a sviluppare questa tecnologia: anche la società Synchron sta lavorando a un impianto simile, già testato nel 2019, che permetterebbe ai pazienti paralizzati di navigare online e svolgere operazioni bancarie. Al momento, però, non ci sono aggiornamenti ufficiali.

    Quel che è certo è che queste tecnologie possono offrire nuove opportunità alle persone con gravi disabilità, rendendo la vita più autonoma e meno isolata.
    Speriamo siano presto disponibili per tutti.

     

  • Traorè, il socialista temuto dall’Occidente

    Traorè, il socialista temuto dall’Occidente

    Il Burkina Faso, una nazione dell’Africa occidentale, sta attraversando una fase di rinnovamento politico e sociale sotto la guida del generale Ibrahim Traorè.

    Traorè è salito al potere nel settembre 2022 attraverso un colpo di Stato, destituendo l’ex leader Paul-Henri Sandaogo Damiba. A soli 36 anni, è attualmente il più giovane Capo di Stato al mondo. Traorè è nato nel 1988 a Bondokuy, ha intrapreso sin da giovane la carriera militare. Promosso capitano nel 2020, ha partecipato a missioni con le Nazioni Unite in Mali e combattuto contro i gruppi jihadisti attivi nel Burkina Faso.

    Fin dall’inizio del suo mandato, Traoré ha dichiarato di voler restituire il potere al popolo. Uno dei primi atti simbolici in questa direzione è stato l’interruzione dei rapporti con la Francia, ex potenza coloniale, che aveva mantenuto una presenza militare e forti interessi economici nel paese. Questa decisione ha suscitato dure reazioni da parte del governo francese: il presidente Emmanuel Macron ha definito il gesto “un atto d’ingratitudine”.

    Traorè ha invece scelto di avvicinarsi a Turchia, Russia, Corea del Nord e Cina. In particolare, il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente dichiarato di apprezzare molto il generale. A seguito di ripetuti attentati e tentativi di colpo di Stato volti a deporlo, Mosca avrebbe persino inviato una scorta personale di circa 50 militanti per garantirne la sicurezza.

    Nonostante le pressioni internazionali e le tensioni interne, il generale Traorè è molto amato dal popolo Burkinabé. Il suo sogno è quello di combattere l’imperialismo commerciale ai danni dei locali e soprattutto il neocolonialismo estero, promuovendo una rifondazione del Burkina Faso basata sull’indipendenza e sulla sovranità del popolo.

    Grande sostenitore della cooperazione tra le nazioni africane, punta a costruire una nuova identità pan-africana, che sia però lontana dall’influenza Occidentale. Tuttavia, sebbene Traorè abbia avviato una serie di iniziative molto apprezzate sul suo territorio, il paese resta dilaniato dai conflitti interni e dal terrorismo di matrice jihadista.

    Eppure il suo programma politico è degno di lode, perché mira a ridistribuire risorse, potere e ricchezza alle fasce più povere della popolazione, sognando di eliminare tutte le disuguaglianze economiche e sociali. E, soprattutto, si impegna ad allontanare le multinazionali straniere dal settore minerario e nazionalizzare alcune industrie chiave, come quella dell’oro, al fine di garantire benessere al suo paese.

    A questo si affianca un vasto piano di riforme sociali: dalla riorganizzazione della pubblica amministrazione, alla lotta contro la corruzione. Dall’ampliamento dell’esercito all’abbandono del francese come lingua ufficiale in favore delle lingue locali. Dalla riforma agricola, alla volontà di rendere l’istruzione gratuita per tutti, e tanto altro.

    Traoré si oppone apertamente alle potenze straniere e alle élite locali che ne hanno tratto beneficio. I suoi punti di riferimento ideologici includono figure emblematiche come Che Guevara e Thomas Sankara, entrambi simboli della lotta rivoluzionaria e dell’anticolonialismo.

    Non esenta, però, qualche nota di polemica. Difatti Traorè data la grave situazione di instabilità in cui si trova attualmente il paese, ha recentemente prorogato di cinque anni il mandato del proprio governo, senza fornire indicazioni su quando si terranno le prossime elezioni. Questo ha alimentato accuse da parte di alcuni Stati occidentali, che lo definiscono l’ennesimo “dittatore africano”.

    Ci si chiede allora: si teme che l’Africa possa finalmente liberarsi dalle catene del neocolonialismo e prendere coscienza della propria forza? Solo il tempo dirà se Ibrahim Traoré sarà un altro leader di passaggio o l’inizio di una nuova ondata di emancipazione politica e culturale nel continente africano.

  • Golden Finance 117 : la Cina riprende in mano il settore immobiliare

    Golden Finance 117 : la Cina riprende in mano il settore immobiliare

    597 metri. E’ questa l’altezza che raggiunge il grattacielo incompleto più alto del mondo, situato in Cina. I lavori del “Golden Finance 117”, già avviati nel 2008, furono interrotti nel 2015 a causa del crollo del mercato immobiliare.

    Adesso la Cina ha deciso di riprendere i lavori ed ultimare la costruzione del grattacielo entro il 2027. Le motivazioni sono molteplici, tra cui quella di rilanciare il mercato immobiliare in Cina, che negli ultimi anni è particolarmente in stallo. C’è anche la voglia di inviare un messaggio al resto del mondo per affermare che nonostante la crisi immobiliare, il governo riuscirà a riportare la situazione sotto controllo e a far ripartire il settore.

    Eppure, negli ultimi anni i grattacieli incompleti sono aumentati, proprio a segnare una crisi del settore a cui il governo doveva dare una risposta attraverso un progetto simbolico che avrebbe dato nuovamente lustro al paese e fiducia agli investitori.

    Parliamo di riprendere i lavori di uno degli edifici più costosi al mondo. Al suo interno conterrà uffici, hotel di lusso e ristoranti. Un’operazione, non solo costosa ma soprattutto rischiosa, in quanto la sfida sarà principalmente quella di tornare ad attirare investitori interni ed esterni.

    Riusciranno i cinesi a completare quest’opera titanica? Siamo convinti di sì. Il grattacielo diventerebbe uno dei simboli della città portuale di Tianjin, nella Cina settentrionale.

    Dal 2020, il governo aveva imposto il divieto di costruire nuovi grattacieli più alti di 1.640 piedi, cioè 500 metri, dovendo agire sula revisione dei progetti esistenti, mirando a frenare la crescita di altri edifici giganteschi. Il progetto della città di Tianjin, iniziato nel 2008, non rientra in questa casistica, riuscendo pertanto ad ottenere il lascia passare per poter essere ultimato.

    Quando sarà completato, avremo il secondo grattacielo più alto della Cina dopo la “Shanghai Tower”, ed il sesto nel mondo. Parliamo di una costruzione la cui base misura 65×65 metri e che per renderlo slanciato, si riduce a 45×45 metri in altezza. Costruito internamente con piloni in calcestruzzo armato, per contrastare i forti venti e l’attività sismica della zona, ha una superficie totale di 370 mila metri quadri.

    Una delle motivazioni per la quale il grattacielo era rimasto disabitato e quindi incompleto, è che nel mercato cinese non è possibile vendere in anticipo gli spazi all’interno di un immobile, se non per alcune compagnie statali. Motivo per cui, con il crollo azionario del 2015, fece traballare l’azienda costruttrice che anticipò ben 10 miliardi di dollari.

    Riuscirà la Cina con questa operazione a superare il calo delle vendite e dei prezzi delle abitazioni? Già nel 2024 la crisi era ben radicata e gli investimenti nel settore immobiliare sono diminuiti del 10%, causando il calo delle vendite di quasi il 30%. Per non parlare dei prezzi delle case, che hanno registrato un ribasso annuo del 6%. E’ chiaro che il governo cinese deve fare qualcosa e sta cercando di attuare un piano per creare alloggi a prezzi accessibili, ristrutturando aree urbane già esistenti. Gli analisti però prevedono ulteriori cali. Se la crisi verrà arginata avremo sicuramente da imparare…

  • Conclave: che Papa sarà dopo Bergoglio?

    Conclave: che Papa sarà dopo Bergoglio?

    Domenica 26 aprile si sono svolti i funerali di Papa Francesco. In Piazza San Pietro, cardinali, vescovi, sacerdoti, politici internazionali, fedeli e curiosi, si sono riuniti per salutare il “Papa di tutti”.

    Cresce però l’attesa di sapere chi sarà il prossimo Pontefice, la cui votazione, dovrà iniziare “tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante, salvo eccezioni”.

    Al momento, gli aventi diritto al voto, che devono avere meno di 80 anni, sono 135. I cardinali che parteciperanno al conclave, verranno sistemati in Vaticano presso l’edificio Santa Marta e avranno il divieto assoluto di utilizzare qualunque dispositivo per connettersi con l’esterno, con l’obbligo di allontanarsi completamente dal resto del mondo per tutta la durata della procedura.

    Durante questo periodo, i cardinali vivranno insieme umilmente, dormendo in stanze essenziali e condividendo le preghiere e i pasti in una sala comune.

    Ogni cardinale indosserà la veste rossa, la sopravveste bianca, chiamata rocchetto, la mantellina che copre le spalle, conosciuta come mozzetta e la biretta a tre punte.

    Le elezioni si terranno all’interno della Cappella Sistina. Ogni avente diritto voterà tramite una scheda il proprio preferito e conclusa la sessione di voto, i nomi saranno letti pubblicamente. Alla fine, le schede saranno forate, legate insieme e bruciate all’interno di una stufa.

    Se nessuno raggiungerà il quorum di due terzi dei voti, si avrà una fumata nera, in caso contrario una fumata bianca. Ogni giorno vi saranno due fumate: una intorno alle 12 e l’altra alle 19.

    Qualora si arrivasse ad un responso, verrà chiesto al candidato prescelto se accetta o meno l’incarico e con quale nome si presenterà al mondo.

    Sebbene questo genere di votazioni possano andare avanti per giorni, giunti alla trentatreesima o trentaquattresima votazione è obbligatorio un ballottaggio tra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell’ultimo scrutinio. Anche in questo caso sarà richiesta una maggioranza di due terzi e i due contendenti non potranno partecipare al voto.

    Ricordiamo che dopo le dimissioni di Ratzinger, l’ultimo conclave durò due giorni. E subito dopo l’elezione, fu Francesco stesso che volle andare in Piazza San Pietro a presentarsi alla folla. Iconico fu il suo saluto “fratelli e sorelle, buonasera”.

    Ma chi sarà il nuovo Papa? Tra i possibili candidati abbiamo: Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Filippino, Luis Antonio Tagle, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, il guineano Robert Sarah, il conservatore ungherese Peter Erdo, il francese Jean-Marc Avelin, il congolese Fridolin Ambongo Besungu, e Pierbattista Pizzaballa.

    Ovviamente nulla è ancora deciso e potrebbero venire alla ribalta dei nomi adesso non considerati. La scelta sarà condizionata dalla linea che vorrà imporre la maggioranza dei cardinali: liberale, come quella di Francesco, oppure conservatore e tradizionalista, come Ratzinger? Magari per la prima volta avremo un Papa proveniente dall’Africa o dall’Asia…

    All’interno delle stanze segrete nulla è scontato. Andranno in scena cospirazioni e strategie contorte? film e racconti di finzione ci hanno portato a pensare che all’interno del conclave il dibattito sia più politico che religioso. Ma sarà davvero così? Solo chi parteciperà può saperlo. E Dio, ovviamente!

     

  • Bentornati al White Lotus

    Bentornati al White Lotus

    Si è da poco conclusa la terza stagione di The White Lotus, la serie televisiva statunitense iniziata nel 2021, scritta e diretta da Mike White.

    Lo sceneggiato si è subito distinto da tutti gli altri prodotti televisivi, perché la location delle riprese cambiava da stagione in stagione. Il primo anno abbiamo visto protagonista l’isola di Maui, alle Hawaii. Nella seconda serie, la Sicilia e più precisamente Taormina, mentre la stagione appena conclusa, si è svolta interamente in un’isola della Thailandia, Koh Samui. Unico legante la catena di alberghi White Lotus, da cui il nome della fiction.

    Per chi non l’avesse mai vista, la serie affronta in maniera drammatica e a tratti thriller, le avventure estive di una serie di ricchi vacanzieri. Le storie si intrecciano, si toccano, ma poi si sviluppano ognuna in una maniera differente, con un epilogo diverso l’una dall’altra.

    Riguardo la stagione appena conclusa, possiamo dire che è stata leggermente differente dalle precedenti; visivamente molto spettacolare e a tratti onirica, ma a livello narrativo particolarmente più lenta.

    Nella terza serie ritornano alcuni ospiti già conosciuti nelle precedenti stagioni, come Greg, in fuga dalla fine della seconda stagione in quanto ex marito di Tanya, impersonata dall’attrice conosciuta, ai più longevi, come “la mamma di Stifler” in American Pie. E Belinda, la coach del benessere della prima stagione.

    Tra i nuovi personaggi abbiamo invece un gruppo di 3 migliori amiche, una coppia misteriosa, una famiglia benestante, i proprietari del White Lotus e alcuni lavoratori dell’hotel.

    In generale, i temi dominanti sono quelli della ricchezza, della differenza tra povertà e benessere, dell’ipocrisia e dell’apparenza.

    Difatti, osserviamo con stupore la vita annoiata di ricchi e annoiati vacanzieri, per la quale passare il tempo in un resort ultra lusso con piscine private è normale routine, persone che non hanno problemi a spendere migliaia di dollari per una serata.

    Tra drammi assurdi e tragedie grottesche, osserviamo una realtà lontana da quella della nostra quotidianità, e ci rendiamo conto che ciò che viene celato da tutto questo benessere è in realtà una situazione poco chiara. Tutti nascondono ciò che realmente sentono, provano e che vogliono fare. L’ipocrisia regna sovrana. Pregiudizi e mantenimento dell’apparenza sono la vera preoccupazione dei personaggi. Anche l’etica viene messa da parte quando si parla di soldi.

    Tutte le storie che verranno aperte nella terza stagione arriveranno ad una conclusione, a volte tragica come per la misteriosa coppia, a volte non dichiarata, come nel caso del ricco uomo d’affari con problemi finanziari e giudiziari, a volte totalmente fuori dalla morale, come nel caso dell’ex spa manager dell’isola di Maui che accetta dei soldi sporchi, piuttosto che fare giustizia.

    E se nelle stagioni precedenti le situazioni si districavano puntata per puntata, questa volta è come se si ragionasse per accumulazione, e si risolvesse tutto solamente nell’ultimissima puntata.

    Ed è forse tale meccanismo che ti fa seguire la narrazione episodio per episodio, incuriosendoti di scoprire effettivamente che cosa si cela dietro tutte queste storie.

    Insomma, se nelle serie precedenti il leitmotiv era un omicidio, questa volta l’omicidio è solamente una conseguenza non il movente.

    Il successo della serie anche quest’anno è assicurato, tant’è che è stata già prevista una quarta stagione che chissà in quale albergo White Lotus del mondo ci trasporterà.

     

  • Catania “Capitale Italiana della Cultura 2028”: avviato l’iter per la candidatura

    Catania “Capitale Italiana della Cultura 2028”: avviato l’iter per la candidatura

    Catania “Capitale Italiana della Cultura 2028”. L’Amministrazione comunale ha avviato le procedure per l’individuazione di un operatore economico qualificato cui affidare il servizio di accompagnamento alla candidatura della città.

    A tal fine è stato pubblicato un avviso pubblico finalizzato all’affidamento dell’incarico che comprenderà la redazione e presentazione del dossier di candidatura secondo quanto previsto dal bando ministeriale. L’obiettivo dell’iniziativa è dotare l’Amministrazione comunale di un supporto tecnico e strategico in tutte le fasi del percorso di candidatura dalla progettazione culturale alla comunicazione. 

    Il soggetto selezionato lavorerà in stretto raccordo con la Direzione Cultura e con la Cabina di Regia comunale garantendo lo svolgimento delle seguenti attività:

    • Costruzione del concept e del progetto culturale attraverso analisi del contesto territoriale e socioeconomico della città;
    • Definizione di un tema guida coerente con gli obiettivi del bando ed
      elaborazione di una narrazione identitaria e di una visione strategica condivisa;
    • Coordinamento operativo e coinvolgimento degli stakeholder mediante attivazione di processi partecipativi con enti istituzioni imprese e cittadini;
    • facilitazione del dialogo con il territorio e costruzione di un sistema di governance condivisa;
    • Redazione del dossier di candidatura con predisposizione dei contenuti richiesti inclusi programma culturale piano economico e organizzativo; 
    • Cura del  sistema di monitoraggio e valutazione dell’impatto, dell’apparato visivo e comunicativo con consegna del dossier in formato digitale e cartaceo entro i termini stabiliti. 

    L’avviso completo è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Catania alla pagina: https://www.comune.catania.it/informazioni/news/cultura/2025/default.aspx?news=96382

    Possono partecipare alla selezione operatori economici con comprovata esperienza nel settore culturale e nella gestione di progetti complessi. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire secondo le modalità descritte nell’avviso entro le ore 12,00 del prossimo 8 Maggio 2025.

  • Sicilia: ingressi gratuiti in musei e parchi archeologici per il 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre

    Sicilia: ingressi gratuiti in musei e parchi archeologici per il 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre

    Musei aperti e gratuiti in Sicilia in tre date festive di quest’anno: il prossimo 25 aprile per l’anniversario della Liberazione, il 2 giugno per la Festa della Repubblica e, più avanti, il 4 novembre per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Lo ha stabilito l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, in linea con le disposizioni del ministero della Cultura.

     

    «La Sicilia è una terra ricca di tesori che, spesso, sono proprio i siciliani a non conoscere – ha dichiarato l’assessore Francesco Paolo Scarpinato –. Con questa iniziativa, vogliamo innanzitutto invitare gli abitanti dell’Isola a riscoprire le meraviglie che hanno letteralmente “sotto casa”, prima ancora di pensare a una vacanza altrove. Allo stesso tempo, puntiamo ad attrarre e incentivare i turisti a scoprire e valorizzare il nostro territorio, così ricco di storia, arte e cultura».

    Nelle stesse date sarà possibile accedere gratuitamente anche ai 14 parchi archeologici presenti in Sicilia: Valle dei Templi ad Agrigento; Segesta, Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria e Lilibeo Marsala nel Trapanese; Naxos e Taormina, Isole Eolie a Lipari e Tindari nel Messinese; Siracusa, Eloro, Valle del Tellaro e Akrai e Leontinoi (Lentini) nel Siracusano; Catania e Valle dell’Aci; Morgantina e Villa Romana del Casale nell’Ennese; Himera, Solunto e Iato nel Palermitano; Kamarina e Cava D’Ispica nel Ragusano e Gela nel Nisseno.

     

    Ingresso gratuito anche in altri luoghi regionali della cultura: dalla galleria di palazzo Abatellis, al museo Antonio Salinas passando per il museo regionale di Trapani “Agostino Pepoli”, il museo di Arte moderna e contemporanea di Palermo, la galleria di Palazzo Bellomo e il museo interdisciplinare di Messina.

  • Rita De Crescenzo: Il trash in politica

    Rita De Crescenzo: Il trash in politica

    Negli ultimi anni abbiamo avuto politici di professione che hanno fatto del “trash” una bandiera, come ad esempio Antonio Razzi, ma come si comporterà chi invece ha iniziato sul web come influencer trash di professione e vuole ora passare in politica?

    Parliamo di Rita De Crescenzo. Nata a Napoli nel 1979, ha alle spalle una storia particolare. A 12 anni è rimasta incinta di un uomo del clan Contini e ha avuto crescendo diversi problemi con la legge. Nel 2017 è stata accusata di spaccio di droga, uscendone però assolta.

    Il successo arriva grazie alla piattaforma TikTok. Inizia a diventare nota intorno al 2020, quando carica una video risposta contro una persona che l’aveva criticata, chiamandola “svergognata”. Il video va virale e lei diventa una delle protagoniste assolute di TikTok Italia.

    Nel 2021 compone la sua prima canzone e su YouTube supera i 7 milioni di visualizzazioni. Inizia ad avere un seguito anche su Instagram e ad esibirsi in concerto come musicista. Sale nuovamente alla ribalta, aprendo un negozio a Napoli e partecipando ad eventi privati come battesimi e compleanni.

    Nel 2022 partecipa alle iene e nel 2025 finisce sui telegiornali per aver causato un’ondata di turisti napoletani a Roccaraso, una località abruzzese di montagna.

    La donna, che sui social ha un folto seguito, ha dichiarato di aver deciso di scendere in politica. “Tutta napoli è con me. Ho 1.800.000 follower, e quando dico che voglio candidarmi, sono tutti dalla mia parte. Voglio dare un messaggio di positività e fare qualcosa di buono. Scendere nei vicoli per dire stop alla droga, stop al bullismo e stop alla violenza sulle donne. Fonderò un partito con Maria Rosaria Boccia e rimetteremo il reddito di cittadinanza!”.

    Il nome di Maria Rosaria Boccia non stupisce. L’imprenditrice di Pompei, conosciuta per essere stata coinvolta nell’affare che ha fatto dimettere l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, con cui aveva una relazione e da cui aveva ricevuto promesse per lavorare in politica. E’ pronta adesso a fare da sè. Non sappiamo come tutto questo evolverà, però siamo convinti che ci sarà sicuramente un grosso seguito.

    Questo perché il trash nella politica italiana ha radici molto antiche. Probabilmente Berlusconi è stato il primo a far traghettare meccaniche trash dalla televisione alla politica. E con trash non intendiamo solamente ciò che può essere definito bislacco o grottesco, ma anche il fare eccessivo intrattenimento e far diventare uno show, un’attività che invece dovrebbe essere serissima.

    Ricordiamo però che anche tanti altri sono entrati in politica utilizzando una strada alternativa a quella dell’istituzionalità: Cateno De Luca e Vincenzo De Luca, su tutti.

    Battute, provocazioni, invettive, gag, sono diventati praticamente una quotidianità della politica, soprattutto sui social, dove si cerca di avere più appeal, diventando simpatici e generando polemiche al fine di diventare virali.

    Ci chiediamo però se tutto questo non porti ad una completa separazione da quello che dovrebbe essere il ruolo del politico. Non un cabarettista, ma un simbolo di serietà, in quanto si occupa di questioni importantissime.

    I politici del futuro saranno tutti influencer? Non lo sappiamo. Oramai anche la cattiva pubblicità è diventata una buona pubblicità. Sempre di più, stiamo notando come il marketing politico si stia trasformando e che per diventare virali si arrivi ad accettare qualunque compromesso.

    Forse non esistono più dignità e amor proprio in questa professione e avere quasi due milioni di follower sui social aiuta sicuramente di più. Ed è per questo che non escludiamo completamente la carriera di Rita in politica.

    Ci chiediamo però cosa una persona come lei possa realmente apportare di positivo? La sua proposta sul reddito di cittadinanza è sicuramente qualcosa che attira il popolo e soprattutto piace ai suoi follower… Vedremo quindi presto la De Crescenzo in parlamento? Sinceramente speriamo di no!

  • Torna la Nuova Scena del rap italiano

    Torna la Nuova Scena del rap italiano

    Il rap italiano ha conquistato lo spazio che merita, e lo ha fatto in grande stile con Nuova Scena – Rhythm + Flow Italia, il primo talent interamente dedicato al genere, prodotto da Fremantle e distribuito da Netflix.

    Dopo una prima stagione che aveva già acceso i riflettori sulla nuova generazione, la seconda edizione ha alzato l’asticella, portando con sé un’evoluzione tangibile sia sul piano tecnico che su quello artistico. Un format che parla la lingua del rap.

    Ispirato all’omonima serie americana, Nuova Scena non è il solito programma musicale. È un progetto pensato per il rap e costruito sulle sue dinamiche: le Auditions, i Cypher, le Battle, gli inediti, i videoclip, le esibizioni live e le performance con artisti affermati.
    Un percorso che ripercorre in forma televisiva il cammino reale di un artista rap, dove la credibilità, la scrittura, la presenza scenica e la visione personale fanno la differenza. E qui non si vincono i cuori con le lacrime, vince chi sa stare sul beat, chi ha qualcosa da dire, e sa farlo in modo originale.

    La regia raffinata, la fotografia curata e un montaggio dal ritmo serrato rendono il tutto visivamente vicino a una serie TV di alto livello, con un’estetica che guarda alle produzioni americane ma senza perdere contatto con la realtà urbana italiana.

    Se nella prima edizione l’attenzione era concentrata su Roma, Napoli e Milano, quest’anno il casting si è aperto a territori meno battuti, come Calabria, Puglia, Liguria, e persino all’estero. Una scelta coraggiosa, che ha portato in scena nuove voci, nuove identità, e una ricchezza di accenti e visioni che riflettono la complessità geografica del talento nel Paese. Un modo per ricordare che il rap non nasce nei salotti dei talent, ma nelle periferie, nei vicoli, nelle storie di chi finora non ha mai avuto un microfono per far sentire la sua voce.

    I giudici in questa edizione fungono quasi più da mentori che da giurati.
    Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain non si limitano a valutare ma accompagnano, spingono, mettono alla prova, incitano battaglie personali contro demoni nascosti, mettendo in schermo anche la controversa visione di come un muro definito “ansia” possa far storcere il naso a vecchie generazioni.
    In uno degli episodi più intensi, Fabri Fibra ha raccontato quanto lavoro serva per costruirsi una carriera: freestyle, battaglie, studio, collaborazioni. Dice di aver impiegato circa 10 anni per arrivare lì dove il programma comprime quel processo in otto episodi, sminuendo in tal senso la difficoltà di farsi strada, ma il format non perdona, chi arriva in fondo, ci arriva per merito.

    Non sono mancati neanche ospiti di spessore, come Madame, Rocco Hunt, Lazza, Fred De Palma, Ernia, Gemitaiz, Kid Yugi, VillaBanks e altri, chiamati a giudicare e collaborare con i concorrenti in esibizioni che spesso hanno rappresentato un vero e proprio passaggio di testimone.

    La finale ha visto in gara tre profili diversissimi tra loro: Cuta, Camilway e Nox. Tre stili, tre approcci, tre visioni del rap contemporaneo.
    Chi come Cuta, apparentemente non un personaggio di spicco, ha mostrato tecnica, controllo e una mentalità professionale. Nox ha colpito per autenticità, coraggio e presenza scenica, ma definito come un “deja-vu” del settore. Ed infine Camilaway, proveniente dalla Calabria, ha portato sul palco il dialetto e le atmosfere della sua terra, raccontando se stesso senza filtri, mettendo su musica, con il brano “Nuova vita”, un grave incidente personale che ha commosso e spiazzato il pubblico. Il valore simbolico della sua presenza è stato altissimo: un artista che non imita, che non si piega, che porta la sua voce in un contesto nazionale senza perdere sé stesso. È il classico caso di chi non vince il talent, ma conquista il pubblico e resta. Per molti, avrebbe meritato di più.

    Nuova Scena 2 ha dimostrato che il rap può essere protagonista anche in TV, senza tradire la propria essenza. Alcuni puristi storcono il naso, vedendo nel programma un prodotto troppo televisivo.
    Ma per la prima volta, il rap italiano ha avuto un palco dedicato, libero dalle logiche dei format pop. E’ ancora perfezionabile, certo. Ma resta un’occasione reale per artisti emergenti che altrimenti faticherebbero a trovare visibilità. E se alla fine il vero vincitore non è un nome, ma il rap stesso, allora sì: missione compiuta.

  • “Sono un uomo di teatro”, lo Stabile di Catania ricorda con una mostra Giuseppe Fava

    “Sono un uomo di teatro”, lo Stabile di Catania ricorda con una mostra Giuseppe Fava

    Il Teatro Stabile di Catania dedica una mostra per celebrare il centenario del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984. 

    Sono un uomo di teatro, questo il titolo dell’esposizione che sarà inaugurata con un vernissage mercoledì 16 aprile alle ore 19,30 al Ridotto della Sala Verga. La mostra, patrocinata della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Fava ed è curata da Pierlorenzo Randazzo.

    Un percorso che attraverso foto, video interviste, pannelli didattici e divulgativi, racconta l’intenso rapporto artistico che Fava ebbe con i registi e gli attori della Compagnia del Teatro Stabile guidata dal grande attore Turi Ferro.  Saranno esposti documenti originali tra foto di scena, bozzetti, locandine, copioni, quadri e disegni, strumenti che raccontano il rapporto intercorso tra Giuseppe Fava e il teatro Stabile, documenti originali custoditi nell’archivio di Giuseppe Fava e in quello del Teatro Stabile.

    La mostra con ingresso gratuito sarà visitabile fino al 29 aprile tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato dalle ore 15  alle 19, escluso i festivi.