

Il gossip del momento riguarda Raul Bova e la sua adultera relazione con la giovane modella Martina Ceretti.
Anche questa volta, tutto ha avuto inizio grazie a Fabrizio Corona, che all’intero del suo format “Falsissimo”, ha diffuso delle chat e una registrazione vocale che incastravano senza mezzi termini Bova.
A dispetto della privacy personale dei protagonisti, ogni contenuto è diventato virale e non si sono fatte attendere le risposte ufficiali degli interessati. L’avvocato di Raul Bova, David Leggi, in una nota diffusa alla stampa, ha denunciato la diffusione di materiali illeciti legati alla vita privata del suo assistito e ha comunicato, che “in realtà Raul Bova e Rocio Munez Morales, sono separati già da tempo. Inoltre, i due non hanno mai contratto matrimonio, e si alternano nelle cure delle due figlie”.
Queste parole, che certificano una realtà familiare che non è mai stata conosciuta o ufficializzata, hanno lasciato molti di stucco, persino Rocio.
La compagna di Raul Bova, infatti, si è detta esterrefatta e senza parole, perché non sospettava nulla e ha appreso tutto dai media. 12 anni insieme, due figlie, di 6 e 9 anni. Ha preferito replicare attraverso il suo avvocato, Antonio Conte, che scrive: “La signora Rocio Morales Munoz, che mi ha conferito mandato di tutelarla in ogni sede, nega decisamente quanto affermato dal signor Bova tramite il proprio legale. È assolutamente falso che vi sia una separazione di fatto, risalente addirittura a molto tempo prima. Così come è falso, che vi sia un qualsiasi accordo. La mia cliente ha appreso come tutti, dai media, quanto è accaduto nelle ultime ore riguardo alla nota vicenda che ha colpito il signor Bova”.
La coppia conviveva stabilmente nell’abitazione romana e non aveva mai avviato una discussione formale sulla fine della relazione. La posizione di Rocio è netta: intende difendere la propria privacy e, soprattutto, quella delle figlie, Luna ed Alma.
Eppure, la storia tra di loro era nata nel 2013 sul set del film Immaturi e aveva superato tantissime difficoltà, fino a diventare una delle coppie cardine del jet set italiano. Fino allo scorso novembre, Bova parlava al Corriere dicendo che Rocio era la persona che amava ed era per lui importantissima.
Ora la situazione è cambiata e si può già intravedere una separazione e una conseguente causa per l’affidamento delle figlie. Ricordiamo che qualcosa di simile era già successa nella relazione avuta con Chiara Giordano, conosciuta nel 97 e con cui era si era sposato, fino al divorzio, nel 2013.
Difatti, fu subito dopo la separazione dalla moglie, che iniziò la relazione con la modella spagnola Rocio. Per questo fu accusato dalla suocera di essere un traditore superficiale. Reo, di aver lasciato la figlia per una ventenne. E la storia, quanto pare, si è ripetuta con Martina Ceretti.
Corona ci dice che questi audio e questi messaggi sono trapelati grazie ad amici della stessa Ceretti. Anche se, Martina ha preso le distanze da questa operazione mediatica, negando di aver mai autorizzato la diffusione dei contenuti, pur senza smentire direttamente un legame con Raul Bova.
E dal contenuto dei messaggi inviati dall’attore, sarebbe veramente difficile provare a smentire questo interesse. L’audio è quello di un uomo apparentemente innamorato: “Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti e dai baci meravigliosi, dolci. Sono qui nel letto che sa tutto ancora un po’ di te. Vuoi vedermi per un caffè?”.
Ma come sono trapelati questi messaggi? Le malelingue pensano che dietro tutto ci sia stata la stessa Ceretti, pronta ad approfittare della situazione per pubblicità personale.
Raul Bova sarà quello che dovrà scontare di più. Una famiglia distrutta per un tradimento, oramai di caratura “nazionale”, e il timore che lo scandalo possa ripercuotersi oltre che sul personale anche sul lavoro. Cosa faranno in RAI ora che il loro Don Massimo, sostituto di Don Matteo, si è “ridicolizzato”?

Il tempio dei libri e della cultura, con un patrimonio librario di oltre 290.000 volumi. Un pezzo di storia che, a sua volte, ne custodisce altre di storie al suo interno, codici miniati, manoscritti, pergamene, corali, erbari secchi, incunaboli, cinquecentine, libri rari e di pregio antichi e moderni, fogli volanti, giornali e periodici, disegni e tant’altro. cambia ragione sociale: da ente morale a fondazione.
Nasce a Catania la “Fondazione Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero Ets”,
Il Consiglio comunale etneo, presieduto da Sebastiano Anastasi, ha infatti approvato nella seduta di ieri la presa d’atto riguardante la trasformazione dell’ente, con la modifica dello statuto. Sul documento si sono espressi favorevolmente 23 consiglieri, tre si sono astenuti.
“Si tratta di una presa d’atto da parte dell’assemblea cittadina – ha sottolineato l’assessore Giuseppe Marletta – in quanto Il consiglio di amministrazione dell’ente aveva deliberato nel novembre del 2024 la trasformazione delle biblioteche da ente morale a fondazione del terzo settore e provveduto a modificare lo statuto”.
La fondazione eserciterà in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di unità sociale, oltre a occuparsi della cura e messa a disposizione di libri e manoscritti. Tra le attività previste ci sono iniziative ed eventi culturali, artistici e ricreativi di interesse sociale, azioni in ambiti quali educazione, istruzione, formazione professionale, pratica del volontariato, organizzazione attività turistiche.

È partito sabato 26 giugno da Napoli, in uno Stadio Diego Armando Maradona gremito fino all’ultimo posto con 45.500 mila presenti, Marco negli stadi 2025, il tour che – con i suoi 12 show – toccherà gli stadi più importanti d’Italia.
Il 23 e 24 luglio sarà lo stadio Franco Scoglio di Messina a ospitare una doppia tappa imperdibile del tour di Marco Mengoni, l’occasione per celebrare i 15 anni di carriera che hanno consacrato il cantautore come protagonista della scena musicale italiana. Il concerto prodotto e organizzato da Live Nation vede l’organizzazione locale a cura di Carmelo Costa e di Nuccio La Ferlita con la realizzazione esecutiva di Puntoeacapo Srl e Musica da Bere Srl ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Messina.
Un progetto ampio in cui il cantautore ha scelto di mettersi in gioco ancora più del solito, dando vita a uno spettacolo di cui ha curato in prima persona ogni minimo dettaglio. C’è il suo pensiero dietro ogni singola immagine, colore e suono, così come la sua visione della musica: che parla non solo attraverso voci e strumenti, ma anche grazie a un lavoro a 360° che si nota anche nella scelta stilistica dei costumi con un look che nasce in primis dall’esigenza narrativa di raccontare il viaggio, fisico e spirituale.
Anche a Messina Marco Mengoni si esibirà in uno spettacolo strutturato come una tragedia greca, la scelta è dovuta al fatto che nella Grecia antica lo studio dell’essere umano e delle vicende del mondo in cui si trova immerso era affidato al teatro. Allo stesso mondo il cantautore sul palco racconta una storia che affrontava i grandi temi dell’esistenza attraverso una riflessione sul dolore e sulla fragilità della vita umana, sul bene e sul male, fino alla catarsi finale.
Dal punto di vista musicale, una sfida complessa quella di unire il suo repertorio moderno con una forma d’arte diversa e secolare, inserire i brani in una scaletta che diventa trama, dividerla in momenti per dare vita ad un flusso narrativo unico, ad accompagnare Mengoni sul palco una band di 13 elementi e 10 performer che arricchiscono la narrazione e ne amplificano il messaggio.

Al via i lavori di restauro, messa in sicurezza e valorizzazione della chiesa di San Nicolò l’Arena, a Catania. Lo prevede l’accordo siglato tra il ministero dell’Interno, la soprintendenza per i Beni culturali e il Comune di Catania per l’attuazione degli interventi relativi al patrimonio del Fondo edifici di culto (Fec).

La Regione Siciliana ha stanziato 3 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 per le borse di dottorato di ricerca in Alta formazione artistica, musicale e coreutica nell’anno accademico 2025-206. È stata pubblicata dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale la seconda finestra dell’avviso 17 del 2024, che complessivamente, in Sicilia, ha destinato 6 milioni e 90 mila euro alle borse regionali di dottorato Afam per il biennio accademico 2024-25 e 2025-26. L’avviso è rivolto alle Accademie di belle arti e ai Conservatori con sede nell’Isola.
«Con la riforma voluta dal governo nazionale e dal ministro per l’Università e la ricerca – afferma l’assessore all’Istruzione e formazione professionale della Regione Siciliana, Mimmo Turano – lo scorso anno sono stati introdotti i dottorati di ricerca Afam, come già avviene per le Università e con l’avviso 17 li abbiamo finanziati per la prima volta. Il governo Schifani sta lavorando per incrementare le opportunità di accesso all’alta formazione anche nelle discipline artistiche, musicali e coreutiche e diamo anche ai laureati delle Accademie e dei Conservatori la possibilità di accedere ai percorsi di dottorato. Questa misura – aggiunge l’assessore – rappresenta uno strumento di crescita economica e culturale, perché incentiva la ricerca e l’innovazione e, in particolare, l’uso dell’Intelligenza artificiale anche in questo settore, puntando allo sviluppo di nuove conoscenze con l’obiettivo di arricchire il nostro patrimonio artistico e creativo».
Le domande di partecipazione possono essere presentate entro le ore 23:59 del 26 agosto 2025, corredate della documentazione indicata all’articolo 7 dell’avviso, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.

È ufficialmente aperta la Call for Ideas per la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028. Con l’iniziativa invita istituzioni, associazioni, fondazioni imprese culturali e creative, soggetti del Terzo Settore e tutti i soggetti interessati a presentare idee progettuali sui temi di inclusività, innovazione, sostenibilità e rigenerazione urbana.
Le proposte potranno contribuire al miglioramento dell’offerta culturale, incentivare la partecipazione alla cultura con particolare attenzione a giovani e categorie fragili, promuovere la rigenerazione sociale e urbana, valorizzare innovazione e sostenibilità attraverso le nuove tecnologie e contribuire agli obiettivi dell’Agenda 2030.
Le idee progettuali devono essere presentate utilizzando la scheda allegata, scaricabile a questo link: https://www.comune.catania.it/informazioni/news/cultura/2025/default.aspx?news=98242 compilata e firmata dal legale rappresentante del proponente. Il documento andrà inviato, in formato PDF, all’indirizzo catania2028@comune.catania.it entro le ore 12:00 del 28 luglio 2025, con oggetto:
IDEA PROGETTUALE – CATANIA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028.
Nella scheda andranno indicate informazioni dettagliate su soggetto proponente, idea progettuale, modalità di coinvolgimento delle comunità, elementi di innovazione e sostenibilità, oltre a un budget di massima che può variare dalla piccola scala (fino a 20.000 euro) ai progetti flagship (sopra i 100.000 euro).
Inoltre, mercoledì 23 luglio 2025, a partire dalle ore 15:00, nel Palazzo della Cultura si terrà “Verso Catania 2028 – Idee, Visioni, Prospettive”, si terrà l’evento partecipativo dedicato alla costruzione del dossier di candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028. L’incontro è rivolto a operatori culturali, associazioni, organizzazioni private, istituzioni e cittadini attivi nei settori culturale e sociale. L’obiettivo è definire gli ambiti chiave da sviluppare nel dossier di candidatura, identificando le priorità per la valorizzazione della città in chiave culturale e creativa. Durante il confronto verranno attivati 5 tavoli di lavoro trasversali per favorire il confronto tra i diversi attori del territorio e individuare linee di sviluppo culturale condivise. Il programma prevede un’introduzione plenaria, i tavoli di lavoro e una restituzione finale degli spunti emersi durante la giornata.
L’evento è aperto a tutti coloro che sviluppano iniziative culturali e sociali sul territorio e vogliono contribuire alla definizione dei filoni tematici del dossier di candidatura. È richiesta la registrazione entro lunedì 21 luglio 2025 alle ore 12:00 sulla piattaforma Eventbrite, a questo link: https://tinyurl.com/incontro-catania2028.

Iconica. Senza vestiti, solo piume e latex. Un ritratto senza veli per scolpire la sua figura nell’immaginario collettivo e diventare un’opera d’arte.
Arisa, per chi non la conoscesse, è tra le cantanti più simpatiche e divertenti del panorama italiano. La mostra a cui ha partecipato in veste di “modella”, si chiama “Faces”. Un esclusivo evento firmato da “Art Icon”.
Esposta ad Arles, in Francia, fa parte di una raccolta che riunisce importanti personalità del mondo dell’arte, della musica e del cinema. Un percorso visivo itinerante, che vuole mixare espressività e biografia personale attraverso il linguaggio fotografico e l’arte.
Insieme a lei, ci sono Leonard Cohen, Patti Smith, Quentin Tarantino, Woody Allen e molti altri. Nomi a cui non servono ulteriori introduzioni.
Ciò che colpisce del ritratto scattato ad Arisa, è sicuramente lo stile un pò dark e sofisticato. La foto è in bianco e nero, senza veli. Solo un paio di guanti in latex nero che le coprono il seno. In testa un copricapo scuro, fatto di piume, che le circonda il viso con un’apertura a forma di cuore. Un make up naturale con focus sugli occhi, contornati da eyeliner. Sensualità e femminilità.
Un periodo molto interessante per la cantante, che ad inizio 2025 ha ottenuto un “Nastro d’Argento” per la “Migliore Canzone Originale” con “Canta ancora”. Colonna sonora del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri che ha ottenuto grande successo tra pubblico e critica. Inoltre, la stessa Arisa si è recentemente esibita con successo a Los Angeles, in occasione della “Festa della Musica”, organizzata dall’istituto italiano di cultura, dove è stata accompagnata al pianoforte del maestro Giuseppe Barbera.
La fotografa che ha immortalato Arisa, si chiama Camilla Camaglia, classe 1984. Specializzata in fotografia di bellezza, ha vinto già numerosi premi. I scatti sono stati esposti in moltissime mostre.
Lo scatto, ha fatto senza dubbio innamorare la cantante, che ha ringraziato pubblicamente la fotografa attraverso i suoi social. I complimenti sono arrivati anche dai fan di Arisa, sia per la bellezza e l’iconicità del ritratto, sia per essere stata scelta ed esposta in un contesto così prestigioso, in compagnia di nomi altisonanti.
Arisa sembra proprio una diva, immortalata nel tempo quale simbolo di bellezza femminile, di sensualità, di energia e di indipendenza.
In realtà la cantante non è del tutto nuova nel creare scalpore e mostrare la sua figura anche senza veli pubblicamente, senza vergogna. Nel 2023 andò virale per aver postato delle foto sui social senza nulla addosso. In po che ore collezionò quasi 10.000 commenti e nel post, la cantante, lanciava un appello a tutti gli uomini: “Valuto proposte di matrimonio. Soggetti semplici, massimo 45 anni, economicamente sufficienti e, soprattutto, a cui piaccia solo l’organo femminile. In particolare, il mio. Il candidato deve volersi svegliare con Rosalba Pippa al mattino e aiutarla a vivere una vita piena, felice e soddisfacente, in completa armonia con Arisa, suo alter ego artistico. In cambio lei offre: verità, corpo, anima, cervello e fedeltà, se meritata. Ottima cucina.”
L’esposizione sarà visitabile ad Arles, dal 7 al 15 luglio 2025, lungo le rive del fiume Rodano.

Un’intensa stagione riaccende il palcoscenico di Zafferana Etnea che da luglio a settembre, con un ricco calendario di eventi animerà il territorio, accogliendo cittadini, turisti e appassionati da tutta la Sicilia e oltre. Anche quest’anno torna “Etna in Scena”, la storica rassegna estiva promossa dall’Amministrazione comunale, un programma trasversale e coinvolgente grazie a un’offerta che spazia dalla musica al teatro, dalla danza al cabaret, con tanti incontri interessanti.
Un’edizione tra le più ricche di sempre, con appuntamenti unici e date esclusive in Sicilia di cantautori nazionali e non solo, sul palco del Teatro comunale “Falcone e Borsellino” e in altri luoghi del territorio, si esibiranno nomi di primo piano della scena musicale e artistica italiana: Manuel Agnelli con gli Afterhours, Coma_Cose, Settembre, Nek, Francesco Renga, Cristiano De André, Eugenio Bennato, Finley, Willie Peyote. Non mancheranno i più amati artisti etnei come Salvo La Rosa e Giuseppe Castiglia, il Gatto Blu di Gino Astorina e infine Carmelo Caccamo.
Il fitto programma di “Etna in Scena” è stato presentato nell’aula consiliare del comune di Zafferana dal sindaco Salvatore Russo e dal vicesindaco Salvo Coco, tra i vari appuntamenti il sindaco ha segnalato quello della Banda Musicale della Marina Militare Italiana, in occasione della quarta tappa siciliana della tournée nazionale. Un concerto straordinario presentato da Ruggero Sardo, che offrirà al pubblico un’esperienza sonora intensa ed emozionante, sotto la direzione del Maestro Antonio Barbagallo, originario della frazione zafferanese di Fleri.
Grande entusiasmo e partecipazione hanno caratterizzato la conferenza stampa a cui erano presenti anche l’Assessore alla Cultura Ata Pappalardo, gli Assessori Ezio Pappalardo e Francesco Leonardi, la Presidente del Consiglio Arianna Santanocita e tanti protagonisti delle serati zafferanesi.
«Abbiamo lavorato con impegno e determinazione per costruire un programma che fosse all’altezza delle aspettative – ha dichiarato il Vicesindaco Salvo Coco –. È stato, ancora una volta, un vero lavoro di squadra, che ha coinvolto la Giunta, gli uffici comunali e numerose realtà locali. Etna in Scena non è solo una rassegna di spettacoli: è un progetto culturale e turistico che rafforza il senso di appartenenza della nostra comunità.»
Oltre alla musica nel programma di Etna in Scena c’è tanto spazio per la cultura con presentazioni di libri, incontri scientifici e poi, spettacoli di danza, premiazioni, e festival come TeatrI Riflessi la rassegna di corti teatrali di dimensione europea e contemporanea, a cui parteciperanno 28 compagnie provenienti da tutto il mondo.
Due mesi intensi che Radio Studio Centrale, radio ufficiale di Etna in Scena, seguirà per raccontarvi tutte le emozioni di tanti bellissimi spettacoli sotto le stelle.

Buone notizie per due musei catanesi: il “Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane” e la “Città della Scienza” dell’Università di Catania, sono stati accreditati all’interno del “Sistema Museale Nazionale” (SMN), del Ministero della Cultura.
La conferma è arrivata grazie ad una lettera firmata dal Direttore Generale della Direzione Musei del MIC, Massimo Sanna. Un riconoscimento importante per questi due musei, di cui si certifica il rispetto degli standard di qualità previsti dal D.M. 113/2018 in materia di gestione, conservazione, valorizzazione e accessibilità del patrimonio culturale.
Grande soddisfazione da parte del rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo. “Questo riconoscimento”, ha dichiarato, “colloca i due musei universitari catanesi tra le eccellenze italiane, a fianco di istituzioni come gli Uffizi o il Parco archeologico di Pompei. È una certificazione della qualità della nostra offerta museale e dell’impegno dell’Ateneo nella promozione di una cultura scientifica e umanistica accessibile, dinamica e inclusiva. Un risultato frutto di un lavoro corale, che ha coinvolto musei, dipartimenti, personale tecnico e governance, con il sostegno costante del Direttore Generale, Corrado Spinella”.
Entrambi i musei, fino ad oggi, hanno usufruito di fondi del “PNRR” nell’ambito di un progetto per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei e nei luoghi della cultura pubblici, non appartenenti al Ministero. E grazie all’ingresso nel “Sistema Museale Nazionale”, potranno finalmente partecipare a dei bandi dedicati, ottenere finanziamenti specifici e aderire a programmi europei nei settori dei beni culturali, della formazione e della cittadinanza scientifica.
Tra i requisiti richiesti per entrare nel SMN: un’organizzazione efficiente, la gestione corretta delle collezioni, un organigramma e dei regolamenti chiari, la corretta conservazione e tutela dei beni, accessibilità fisica e cognitiva, la presenza di personale qualificato e una visione strategica orientata alla sostenibilità.
Riguardo i due musei: il Museo dei Saperi è ospitato nel Palazzo Centrale dell’Ateneo ed è stato fondato nel 2019. Si occupa di raccontare la ricchezza culturale e l’identità della Sicilia e offre una panoramica di tutto ciò che è esposto nelle varie strutture museali universitarie già esistenti (Monastero dei Benedettini, Orto Botanico, Museo di Zoologia e Casa delle farfalle, Villa Zingali Tetto, Torre Biologica, Città della Scienza): collezioni, raccolte, patrimonio storico-artistico, ma anche tradizioni della ricerca e ritratti e testimonianze di grandi personalità dell’Ateneo. Ceramiche e reperti archeologici, antichi testi e documenti, come le pergamene di laurea settecentesche, crani, scheletri e reperti anatomici, antichi microscopi e strumenti di misurazione, tavole e progetti di illustri architetti siciliani, minerali, insetti, sementi rappresentative delle biodiversità siciliane, animali impagliati, e altro ancora.
La Città della Scienza, invece, è un polo di divulgazione scientifica dedicato alla scienza e alla conoscenza del cosmo. Nasce all’interno di una raffineria di zolfo non più in attività e vi sono esposti alcuni pezzi delle collezioni storico-scientifiche dell’università. Ospita inoltre uno spazio dedicato alle attività interattive, composto da sei isole tematiche: l’isola VITA, dedicata alla biologia; l’Isola ROBOT per giocare e imparare con la robotica; l’Isola BIT per scoprire in modo divertente le applicazioni delle tecnologie informatiche; l’Isola EUREKA, con la Palestra della Scienza, dove indagare i misteri della fisica; l’Isola SPAZIO, con il grande Planetario.
Entrambi i luoghi sono sempre accessibili al pubblico su prenotazione.