Categoria: Cultura e Spettacolo

  • Addio a Claudia Cardinale. L’eterna stella del grande schermo

    Addio a Claudia Cardinale. L’eterna stella del grande schermo

    Il 23 settembre 2025 il mondo del cinema ha perso una delle sue stelle più brillanti.
    Claudia Cardinale, scomparsa all’età di 86 anni, è stata una delle attrici più ammirate e rispettate del panorama cinematografico internazionale, rappresenta senza dubbio una delle figure più emblematiche del cinema italiano.
    Con la sua bellezza mozzafiato, il suo carisma e la sua maestria interpretativa, ha saputo conquistare i cuori di milioni di spettatori in tutto il mondo, diventando un simbolo di eleganza, passione e talento.
    Ma cosa c’è dietro il mito di Claudia Cardinale?

    Nata a Tunisi il 15 aprile 1939 da genitori siciliani, Claudia Cardinale cresce in un ambiente multiculturale che avrebbe influenzato profondamente il suo carattere e la sua carriera.
    Ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni ’50, ma è negli anni ’60 che il suo nome è divenuto celebre grazie a una serie di film che l’hanno consacrata come una delle muse del cinema di quegli anni.
    La sua bellezza, che univa sensualità e compostezza, e la sua interpretazione intensa e naturale l’hanno fatta entrare nell’immaginario collettivo come l’emblema della donna italiana di quegli anni.
    Forte, determinata, ma anche fragile e sensibile, sfidava la bellezza stereotipata, mostrando una profondità emotiva e una maturità raramente riscontrabili in attrici giovani.

    Claudia Cardinale si fece notare per la prima volta nel 1957, quando partecipò al concorso di Miss Italia. Sebbene non vinse il titolo, il suo volto curioso e affascinante attrasse l’attenzione dei produttori cinematografici. Nel 1958 debuttò sul grande schermo con il film “I soliti ignoti” di Mario Monicelli, in cui interpretò un piccolo ruolo che tuttavia le permise di farsi notare. La sua vera ascesa, però, avvenne nel 1961 con la pellicola “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, un capolavoro che segnò l’inizio della sua collaborazione con i più grandi registi italiani e internazionali.
    Negli anni successivi, Claudia Cardinale si affermò come una delle interpreti più versatili e apprezzate. La sua carriera la vide collaborare con registi di spicco come Federico Fellini (8½, 1963), Sergio Leone (C’era una volta il West, 1968) e Pietro Germi (Divorzio all’italiana, 1961), ma anche con maestri del cinema francese come René Clément e Henri Verneuil.

    Il suo ruolo in “Il Gattopardo” (1963), diretto da Luchino Visconti, la confermò come una delle figure di riferimento della cultura cinematografica italiana, mentre “C’era una volta il West” la consacrò come una delle protagoniste di quel genere epico e grandioso che fu il western all’italiana, donando al suo personaggio, una figura forte e determinata che si fa strada in un mondo dominato dalla violenza e dalla solitudine, una sfumatura psicologica che rende il film uno dei più memorabili del genere.
    Il suo volto, è stato il veicolo per raccontare storie di donne forti e indipendenti, ma anche fragili e bisognose di amore. In film come “La ragazza con la pistola” (1968), Cardinale ha portato sul grande schermo una figura di donna che, pur nel suo dolore, riesce a diventare protagonista della propria vita, rompendo gli schemi di una società patriarcale.

    Negli anni ’80 e ’90, la Cardinale si allontana dal grande schermo per dedicarsi anche al teatro e al cinema sperimentale. Nonostante la minore visibilità in questi decenni, l’attrice non smette mai di essere un punto di riferimento. Nel 2019, Claudia ricevette il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, un riconoscimento che ha celebrato non solo il suo talento indiscusso, che ne ha sancito definitivamente l’importanza nell’ambito del cinema mondiale, ma anche l’incredibile impatto che ha avuto nel corso degli anni sul cinema e sulla cultura popolare. La sua immagine continua a essere evocata da registi e artisti di diverse discipline, testimoniando il potere duraturo della sua arte e del suo fascino.
    Anche al di fuori del set, la Cardinale ha sempre avuto una voce forte e chiara. Attivista per i diritti delle donne e impegnata in numerose battaglie sociali, ha usato la sua fama per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi cruciali, come la parità di genere e la giustizia sociale.

    Con una carriera che abbraccia oltre sei decenni e con un patrimonio artistico che continuerà ad ispirare le future generazioni, Claudia Cardinale è, e rimarrà per sempre, una delle più grandi stelle del cinema, una testimone di un’epoca che, grazie a lei, non verrà mai dimenticata.

  • Presentata la candidatura di Catania Capitale della Cultura 2028

    Presentata la candidatura di Catania Capitale della Cultura 2028

    Presentato a Catania dal sindaco Enrico Trantino davanti a una platea di operatori culturali e rappresentanti istituzionali, nello straordinario scenario della Sala Vaccarini della Biblioteca Ursino Recupero dell’ex monastero dei Benedettini, il dossier consegnato ieri al Ministero della Cultura per la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028.

    La presentazione dell’iniziativa è avvenuta alla presenza del Presidente della Regione, Renato Schifani, del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e di numerose autorità, oltre a un gran numero di associazioni e istituzioni del territorio che si sono rese protagoniste della fase partecipativa di costruzione della candidatura.

    “Siamo felici perché questo dossier per la candidatura di Catania Capitale della Cultura – ha detto il sindaco di Catania Enrico Trantino – è frutto di un percorso condiviso, di un lavoro comune improntato al dialogo e alla condivisione con un centinaio di organizzazioni  e istituzioni culturali. Una città e una regione che si proiettano nel futuro con un piano articolato di investimenti e contenuti di assoluto valore, forti di una storia millenaria di arte, cultura e innovazioni. Una comunità che si ritrova unita in un grande progetto che segna l’inizio di un riscatto e di un rinascimento di Catania, che non vale solo per primeggiare per il 2028, ma è destinato a lasciare una traccia anche per gli anni a venire”.

    “Catania Continua” è il titolo e il senso profondo del progetto culturale di Catania 2028: città che ha fatto della capacità di rinascere il suo tratto distintivo. Il programma della candidatura nasce da un percorso di condivisione che ha visto oltre il 70% dei progetti provenire da una call for ideas rivolta ad associazioni, enti del terzo settore, istituti di ricerca, imprese e cittadini.

    «Catania merita la possibilità di diventare Capitale della Cultura 2028 – ha detto il presidente della Regione Renato Schifani – ha tutti i numeri, ha una storia industriale ma anche una storia culturale che verrà valorizzata dal progetto con cui si è candidata. Sono rimasto colpito e stupito dalla relazione di chi ha lavorato a questo progetto. C’è tutto l’impegno del governo regionale a non lasciare sola Catania in questo percorso, noi facciamo squadra e quindi la Regione farà la propria parte. È un progetto vincente e io ci credo fortemente. Non possiamo né intendiamo perdere questa occasione».

    Tre Sguardi – guardare in alto e a fondo, guardare lontano, guardarsi dentro – guidano il Dossier, offrendo chiavi narrative per interpretare il ricco programma culturale e gli investimenti. Lo sguardo in alto e a fondo intreccia arte e scienza, dalle profondità sottomarine ai crateri dell’Etna e alle stelle. Lo sguardo lontano apre Catania al Mediterraneo e al mondo, con residenze, festival, mobilità culturale e imprenditoria innovativa. Lo sguardo dentro lavora su memoria civica, inclusione sociale e rapporto tra centro e periferie attraverso spazi culturali, mostre, itinerari e rigenerazione urbana.

    A esplicitare i contenuti del dossier Catania 2028 sono intervenuti anche Angela Tibaldi per PTSCLAS e Patrizia Braga per Melting Pro, insieme a Paolo Di Caro e Fabio Finocchiaro per il Comune di Catania. 

  • Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti è il nuovo Direttore

    Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti è il nuovo Direttore

    Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile di Catania, presieduto da Rita Gari Cinquegrana, ha deliberato all’unanimità dei presenti la nomina di Marco Giorgetti quale nuovo Direttore dell’Ente. Figura di comprovata e pluriennale esperienza nel campo della direzione di Teatri Nazionali, Giorgetti assume l’incarico con l’obiettivo di proseguire e rafforzare il percorso di crescita e di apertura culturale dello Stabile, valorizzando la tradizione e al tempo stesso guardando alle nuove sfide artistiche e gestionali.

    Il Teatro Stabile di Catania, da sempre punto di riferimento per la produzione teatrale nazionale e per la promozione culturale del territorio, accoglie con entusiasmo l’arrivo del nuovo Direttore, certo che la sua professionalità e la sua visione possano contribuire ad arricchire ulteriormente l’offerta artistica e il dialogo con la comunità.

    La presidente Rita Gari Cinquegrana a nome dei membri del CdA dichiara: “Riteniamo che  l’esperienza e la visione internazionale di Marco Giorgetti rappresentino un valore aggiunto per il nostro Ente, chiamato a coniugare la tradizione con le sfide contemporanee. Siamo certi che, sotto la sua direzione, lo Stabile potrà rafforzare il ruolo di presidio culturale nel territorio e di punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale. A lui va il nostro augurio di buon lavoro certi che saprà guidare con competenza e passione questa nuova fase della vita del TSC”.

    Marco Giorgetti aggiunge: “Sono felice e onorato di assumere la direzione del Teatro Stabile di Catania, un’Istituzione che non solo rappresenta una parte fondamentale della storia del teatro italiano, ma che da sempre è motore di ricerca e innovazione, punto di riferimento per l’intero Paese. Metterò tutto il mio impegno per definire e attuare un piano di lavoro e di attività che possa essere stimolante per la città e per la sua comunità, riaffermando il ruolo centrale dello Stabile nella vita culturale catanese. La città deve avere nel suo Teatro un presidio vivo, riconosciuto e condiviso”.

  • Selinunte, raddoppiati gli spettatori della stagione estiva rispetto al 2024

    Selinunte, raddoppiati gli spettatori della stagione estiva rispetto al 2024

    Con oltre 21 mila presenze, la stagione estiva al Parco archeologico di Selinunte ha raddoppiato i numeri rispetto allo scorso anno, quando si registrarono poco meno di 10 mila presenze. Un risultato raggiunto grazie a un cartellone condiviso che ha potuto contare sull’open call lanciata dal Parco e da CoopCulture, cucito su altre rassegne già consolidate, come il Festival della Bellezza, Teatri di Petra, Curva Minore, il nuovissimo Neòkoros o i giovani Agorà e Ekklesìa: una formula innovativa che ha trovato riscontro negli artisti che hanno risposto alla call (a maggio sono arrivate oltre cento proposte) ma anche nel pubblico che ha potuto contare su spettacoli di taglio diverso, dai concerti alla luce della luna, alle tragedie classiche, agli affabulatori del Terzo Millennio, agli artisti pop, al teatro equestre, al musical. Di fatto due mesi interi di spettacoli, a volte anche più titoli nella stessa serata visto che il Parco di Selinunte ha potuto contare sullo spazio dinanzi al Tempio di Hera, su Baglio Florio ed ancora su Cave di Cusa e castello Grifeo a Partanna.

     

    «Selinunte  – commenta l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – è riuscita a dimostrare come uno tra i parchi archeologici più importanti e imponenti del Mediterraneo, può trasformarsi in un laboratorio culturale a cielo aperto, dove reperti e note contemporanee dialogano insieme con estremo rispetto, consentendo a chiunque di trovare all’interno del cartellone la “sua” data da non perdere».

     

    «Un racconto in più atti  – dice Felice Crescente, direttore del Parco – che ha reso unica l’estate a Selinunte, nel rispetto della sua identità archeologica. Gli spettatori sono raddoppiati e questo è un successo inaspettato, ma è anche il segno che stiamo andando nella giusta direzione, un cartellone che si autosostiene, nella convinzione che appartenga prima di tutto al pubblico».

     

    Tra gli spettacoli più amati, i Carmina Burana e “Love Morricone” del Coro lirico siciliano, il concerto di Stefano Bollani e le lezioni di Alessandro D’Avenia e Umberto Galimberti per il Festival della Bellezza, le due repliche di “Love Morricone”, il “Prometeo” di Giuseppe Cimarosa; i concerti di Simona Molinari, Paola Turci e Francesca Michielin per Neòkoros.
  • A rischio una delle 7 meraviglie del mondo

    A rischio una delle 7 meraviglie del mondo

    Il turismo in una delle sette meraviglie del mondo è in ginocchio. Uno dei simboli del Perù, nonché meta turistica tra le più visitate al mondo, Machu Picchu.

    Infatti, è da più di una settimana che per colpa delle proteste della popolazione e degli scioperi dei lavoratori del settore, si è arrivati ad uno stop totale dei collegamenti ferroviari e bus, bloccando completamente l’accesso al sito archeologico e portando l’economia locale a subire un duro colpo. 

    Parliamo di un luogo che conta circa un milione e mezzo di presenze l’anno. Una meta di importanza mondiale, storica e simbolica, che da sola contribuisce all’economia Nazionale. Fondamentale per il Perù. La questione non è solo relativa alla corretta gestione del turismo di massa, ma alla sostenibilità locale dell’organizzazione turistica che ne deriva. Sulla necessità di coinvolgere le manovolanze autoctone all’interno del settore. 

    Diverse volte il Governo è stato chiamato a trovare un equilibrio tra questi punti, anche per sanare una situazione di fragilità sociale. Perché mentre gli operatori turistici chiedono sicurezza, continuità degli eccessi e tranquillità nel fare il loro lavoro, gli abitanti del territorio invece reclamano una distribuzione più equa dei benefici economici. E attualmente non c’è un accordo stabile. 

    Il Ministero del Turismo si pone preoccupato data la situazione di incertezza. I turisti iniziano a cancellare le proprie prenotazioni per la zona e per il sito. Un enorme danno per alberghi, agenzie, ristoranti e per tutti gli operatori del settore della filiera turistica locale. 

    Attualmente l’ultima notizia è che il “Comitato di lotta” ha annunciato una sospensione di 72 ore delle proteste per avere un dialogo con il Governo. Anche perché negli ultimi giorni la situazione era degenerata ulteriormente fino a riversarsi in numerosi scontri con la polizia. 

    Non sappiamo quale sarà il futuro di Machu Picchu, ma i nostri occhi resteranno puntati verso il Perù.

  • Beni culturali, ritrovato a Sutera un polycandelon bizantino

    Beni culturali, ritrovato a Sutera un polycandelon bizantino

    Un polycandelon medievale in bronzo, ovvero un candeliere, integro e con quattro alloggiamenti per lucerne del diametro di circa quindici centimetri, è stato rinvenuto nel corso delle indagini archeologiche attualmente in corso a Monte San Paolino, a Sutera, in provincia di Caltanissetta. L’attività di scavo è condotta dai Gruppi archeologici d’Italia con la direzione scientifica della Soprintendenza di Caltanissetta e la collaborazione del direttore del Centro regionale per la progettazione e il restauro della Regione Siciliana, Ferdinando Maurici.

     

    Il manufatto, costituito da una corona circolare collegata a un nucleo centrale più piccolo tramite quattro barre radianti, con elementi cruciformi a separare i tre alloggiamenti esterni, era in origine sospeso mediante catenelle.

     

    «Il polycandelon di Sutera – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – si conferma notevolissimo per tipologia, datazione, stato di conservazione e circostanze del ritrovamento. Si deve pensare a un occultamento volontario, verosimilmente in un momento di grave pericolo, come l’invasione musulmana del IX secolo. Non si tratterebbe, infatti, dell’unico oggetto di pregio o di veri e propri tesori monetali nascosti in simili circostanze e noto alla letteratura archeologica. Ringrazio i volontari, il sindaco e l’amministrazione comunale di Sutera, il Comandante e i militari della Stazione dei Carabinieri per la preziosa collaborazione fornita».

     

    Dalle risultanze dello scavo appare evidente che il candeliere sia stato accuratamente occultato in un foro ricavato nella roccia gessosa del castello di Sutera, oggi quasi del tutto scomparso e sigillato con un tappo di malta.

     

    Soddisfazione per la scoperta è stata espressa anche dalla Soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo, e dal direttore del Crpr, Ferdinando Maurici che hanno sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione fra Soprintendenza, Comune di Sutera e Gruppi archeologici d’Italia. 
  • In arrivo sconti famiglia al cinema per film italiani ed europei

    In arrivo sconti famiglia al cinema per film italiani ed europei

    Arrivano gli sconti per portare le famiglie al cinema. Il progetto Happy Cinefamily, realizzato dal Ministero della Cultura in collaborazione con Ania e Unec, permetterà a genitori e figli sotto i 12 anni di usufruire di uno sconto di 2,50 euro su ciascun biglietto. L’iniziativa partirà il 26 settembre e si concluderà il 31 dicembre e varrà per una serie di film italiani ed europei.

    “Abbiamo sfruttato al massimo l’opzione dei 3,50 euro durante l’estate – ha sottolineato la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni – ma ora la vediamo un po’ affaticata, non ha più lo sprint di crescita che aveva all’inizio” e perciò bisogna cambiare. L’obiettivo, ora, sarà quello di aiutare le famiglie, dato che “mamma e papà spesso non possono andare tutti e due al cinema per motivi economici – prosegue -, oppure a volte non va nessuno dei due pur di stare assieme durante il fine settimana”.

    Le opere coinvolte dalla promozione saranno diverse: si leggono in programma ‘La vita va così’ di Riccardo Milani, ‘I cento passi’ di Marco Tullio Giordana (per il 25esimo anniversario dalla prima uscita), ‘Per te’ di Alessandro Aronadio, ‘Il maestro’ di Andrea Di Stefano, ‘Giovani madri’ di Jean-Pierre e Luc Dardenne e il ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo in sala con ‘Attitudini: nessuna’ di Sophie Chiarello. È previsto pure il nuovo film di Checco Zalone, ‘Buen Camino’ oltre all’animazione di ‘Super Charlie’ di Jon Holmberg e ‘Un topolino sotto l’albero’ di Henrik Martin Dahlsbakken. Se “la famiglia è già una comunità”, bisogna “formarla verso abitudini e modalità che si sono perse – ha spiegato Mario Lorini, presidente dell’Anec -, in particolare con la pandemia, quando ci si è abituati allo stare a casa e la grande serialità ha fatto un po’ di concorrenza al cinema italiano”.

    Intanto, si valutano pure “sconti su food e beverage”. L’occasione è, come ha fatto notare il presidente di Anica, Alessandro Usai, pure il momento per ricordarsi che “la produzione italiana negli ultimi decenni non è stata particolarmente attenta al pubblico delle famiglie” e ora “c’è un incentivo ad andare al cinema, mentre noi come produttori e industria dobbiamo rischiarcela un po’ di più, essere un po’ più creativi nell’immaginare storie per la famiglia e i piccoli”.

  • Etnabook 2025: incontri, ospiti e premiazioni

    Etnabook 2025: incontri, ospiti e premiazioni

    CATANIA – La VII edizione di Etnabook è ai nastri di partenza, cinque giornate intense di presentazioni, workshop, arte e musica dove, come ogni anno, i grandi protagonisti saranno i libri. Tanti incontri che coinvolgeranno il pubblico di tutte l’età, un calendario fitto di eventi con l’unico scopo di mettere in circolo la cultura.

    Alla Saletta Sant’Agata, presso il Palazzo della Cultura di Catania, è stato presentato, alla stampa e alla città, il programma del Festival che si svolgerà dal 21 al 25 settembre. Alla conferenza, moderata dal giornalista Marco Pitrella, hanno partecipato il direttore artistico e presidente della kermesse Cirino Cristaldi insieme al vice presidente Mirko Giacone.

    Il tema scelto per la VII edizione, è “Re-Si-Ste-Re” un termine che abbraccia le molteplici forme di resistenza, collettive, interiori, intellettuali, sociali, sottolineando l’accezione in cui resistere significa anche condividere e costruire un pensiero, è un messaggio di superamento delle sfide attraverso la lettura.

    Tanti gli appuntamenti in cartellone, tra le varie sezioni ricordiamo: EtnaKids, coordinata da Claudia Santonocito, incontri di letteratura per l’infanzia e laboratori per i più piccoli.

    Expo Pedara Corner, dove per il quarto anno consecutivo nel Comune alle pendici dell’Etna si terranno presentazioni ed eventi correlati al festival, curati da Mario Cunsolo e Simona Zagarella del circolo letterario Pennagramma.

    L’appuntamento d’apertura di Etnabook 2025 sarà la serata di Premiazione del 21 settembre alle ore 20.30, condotta da Paolo Maria Noseda e Simona Zagarella, in cui verranno svelati i vincitori della VII edizione del Premio Letterario Etnabook – Cultura sotto il Vulcano, durante la serata saranno premiati le opere vincitrici delle sezioni A (Poesia) e B (Narrativa/Saggio). Una serata davvero speciale, sul palco saranno presenti numerosi ospiti e verranno consegnati importanti riconoscimenti tra gli altri a Concetto Mannisi, Giuseppe Culicchia, Enzo Cannizzo, Domenico Trischitta e alla Fondazione Fava a cui verrà consegnato il Premio Etnabook alla Memoria, in ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Giuseppe Fava.

    Nei giorni seguenti il programma è ricco e intenso, lunedì 22 settembre sono previsti tra gli altri, l’evento speciale alle ore 19.00  in collaborazione con l’Alzheimer Fest Natività riflessa, tre modi di intendere la tradizione e il futuro l’autore Flavio Pagano dialoga con Paolo Maria Noseda, Alessandro Cecchi Paone, autore de I colori della libertà (PIEMME) e Stefania Motta autrice di Violenza (Affiori). Nel corso dell’incontro è prevista la presentazione dell’istallazione d’arte solidale “Natività riflessa” e la consegna del Premio “Giovani Vulcani” all’I.C.Vittorino da Feltre di Catania.

    Martedì 23 settembre di mattina per la sezione Etnakids si svolgerà la premiazione del Concorso Letterario Giuseppe Scatà, la prima edizione del concorso rivolta ai componimenti di giovani studenti e dedicata al giornalista prematuramente scomparso, curata dall’Associazione Culturale Giuseppe Scatà.

    Sempre martedì nel pomeriggio alle ore 18.00 è previsto l’incontro speciale con Fumero Cardano Le fiabe come risorse per “resistere” dialoga con Amanda Succi, Alessandro Cecchi Paone e Mariagrazia Figura.

    Mercoledì 24 settembre tra gli altri eventi alle ore 18.00 il noto presentatore siciliano Ruggero Sardo dialogherà con la dottoressa Giordana Proto del suo libro Libera di Guarire.

    Da segnalare mercoledì sera l’evento speciale alle ore 21.00 #Camillericento: ricordando il maestro, moderato dal giornalista Marco Pitrella con tanti ospiti illustri, una serata dedicata al grande autore siciliano Andrea Camilleri, durante l’evento sarà consegnato il premio Etnabook alla Carriera al maestro Tuccio Musumeci.

    Giovedì 25 settembre al Centro Commerciale Katanè main partner del Festival si svolgerà l’evento speciale Lectura Katanè – Premio Cultura Sotto il Vulcano, premiazione delle opere finaliste della sezione C (un libro una pagina) e contest di lettura ad alta voce a cura di Lecture – CiTy Catania, l’incontro sarà condotto da Valentina Carmen Chisari, Simona Zagarella e Cirino Cristaldi.

    Rientra nel fitto cartello di Etnabook, Piazza letteraria l’evento organizzato da Luana Vella di effettoetneo in collaborazione con Piazza Scammacca, che dalle ore 10.00 alle 20.00 dedica un’intera giornata ai libri, alla condivisione e alle parole tra incontri, presentazioni e letture collettive.

    Il festival si chiuderà, infine, con un appuntamento esclusivo chiamato “L’ottava”, che si terrà giorno 1 ottobre alla libreria Mondadori Bookstore di via Gabriele D’Annunzio a Catania che vedrà l’incontro con Anna Mallamo che presenterà il suo libro Col buio me la vedo io (Einaudi) e dialogherà con Elvira Seminara.

    Il programma di Etnabook si compone di numerosi eventi, in un susseguirsi di presentazioni, incontri, dibattiti, ma non solo, workshop e laboratori, che si terranno in tutto l’hinterland etneo: al Palazzo della Cultura, polo centrale della kermesse, e anche a Gravina di Catania (Centro Commerciale Katanè), Pedara (Centro Expo), Sant’Agata Li Battiati (Teatro Gilberto Idonea – Polo culturale Giovanni Verga) e Paternò (Ex Macello).

    Il rapporto con gli sponsor rappresenta per Etnabook un sodalizio continuo e in continua evoluzione. Etnabook Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania è organizzato dall’Associazione Culturale NO_NAME presieduta da Cirino Cristaldi, il festival rientra nel cartellone degli eventi del Catania SummerFest ed è inoltre patrocinato dall’Università degli Studi di Catania e dai Comuni di Catania, Gravina di Catania, Pedara, Sant’Agata Li Battiati e Paternò. Si ringrazia il main partner, Centro Commerciale Katanè.

  • Messina, la città siciliana dove ci si diverte di più

    Messina, la città siciliana dove ci si diverte di più

    Secondo la nuova classifica del Sole 24 Ore, basata sui dati ufficiali di Movimprese la provincia Messinese si posiziona al 30° posto su 105 province italiane, risultando prima in Sicilia per numero di imprese attive nel settore del tempo libero e dell’intrattenimento, con 503 attività registrate.

    Non si parla solo di locali notturni, Messina offre un vero e proprio ecosistema del divertimento, fatto di eventi, attrazioni turistiche, esperienze all’aperto, cultura e spettacolo. La provincia messinese si sta trasformando da semplice punto di passaggio a destinazione del tempo libero, capace di attrarre residenti e turisti in cerca di esperienze uniche.

    “Questo successo non è casuale – commenta il sindaco di Messina Federico Basile – La strategia di ‘Messina città degli eventi e della musica’ sta portando i suoi frutti. Stiamo costruendo una città viva, dinamica, sempre pronta a reinventarsi”.

    Nella classifica del Sole 24Ore le atre province a seguire sono Palermo, Catania, Siracusa e Ragusa, in fondo alla classifica regionale troviamo Enna, Caltanissetta e Agrigento.

  • Il Festival di Venezia premia Jim Jarmusch

    Il Festival di Venezia premia Jim Jarmusch

    Giorno 6 settembre si è conclusa la “82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”. Tantissime le star presenti, come ogni anno. 

    Premiato Jim Jarmusch, con il Leone d’Oro, per il suo film “Father Mother Sister Brother”, sulle relazioni tra i figli adulti e i genitori. Il regista ha dichiarato: “a Venezia si celebra la diversità del cinema. Questa città è il luogo di nascita di Vivaldi, di Casanova, ma anche di Terence Hill. L’arte non deve necessariamente parlare di politica, per essere politica. L’empatia è il primo modo per sistemare i problemi che stiamo affrontando”. 

    Leone d’argento e grandi ovazioni a “the voice of Hind Rejab”, la storia di una bambina di Gaza. La regista, Kaouther Ben

    Hania ha dichiarato: “Vorrei dedicare questo premio alla Mezzanuna Rossa. Crediamo tutti al potere del cinema. È quello che ci ha portati qui e che ci dà coraggio per raccontare storie che rimarrebbero sepolte. Nessuno potrà ridare quello che è stato rubato, ma il cinema può conservare la sua voce. La sua storia è tragicamente la storia di un popolo che sta subendo un genocidio dal regime israeliano. Liberiamo la Palestina”.

    Premiati anche: “Sotto le nuvole”, il documentario di Gianfranco Rosi dedicato a Napoli, con il Premio speciale della giuria. Tony Servillo, con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile nel film “La Grazia” di Paolo Sorrentino. “Ringrazio Paolo Sorrentino perché questo Presidente della Repubblica è una sua creazione. Ho cercato di servirlo per quello che posso, nei limiti delle mie capacità”. E aggiunge, “grazie da parte del cinema italiano a coloro che hanno deciso di mettersi in mare con coraggio per raggiungere la Palestina, dove quotidianamente la dignità umana è vivipesa”. 

    Vince anche l’attrice Xin Zhilei, per il suo ruolo nel film “Sun rises on us all”, che ha dichiarato: “buonasera a tutti, sono un’attrice cinese. Una decina di anni fa avevo espresso il desiderio di salire sul palco più importante del cinema e ricevere un premio. Oggi questo sogno si è realizzato”. 

    Mara Venier ha consegnato poi il “Leone del Futuro per il premio Venezia Opera Prima Luigi de l’Aurentis” per “A Short Summer”, di Nastia Korkia, che ricorda la guerra in Ucraina. 

    Non è mancata durante la serata una standing ovation per Giorgio Armani quando una foto dello stilista a Venezia è stata proiettata sugli schermi. Tra gli altri film premiati, “En el Camino” di David Pablos, “Songs of Forgotten Trees” di Anuparna Roy, “Calle Málaga” di Maryam Touzani e molti altri. Per la migliore interpretazione femminile, si fa strada Benedetta Porcaroli, con il film “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli. 

    Una serata di chiusura, in ogni caso, intrisa di politica, soprattutto di rimandi a Gaza e a Flotilla. Applausi per Emanuela Fanelli, la conduttrice della mostra, che ha conquistato tutti con i suoi monologhi spiritosi. Qualche polemica invece, riguardo i premi: c’è chi ha lamentato la vittoria di troppa Italia e di poche registe donne. Di un Leone d’oro “poco sentito” dal pubblico e di grandi film dimenticati, che forse, avrebbero meritato di più…