Categoria: Cultura e Spettacolo

  • Chiara Ferragni rischia un anno e otto mesi di carcere.

    Chiara Ferragni rischia un anno e otto mesi di carcere.

    Condanna pesantissima per Chiara Ferragni dal caso “Pandoro Gate”. Nell’ultima udienza, la Procura di Milano ha richiesto una pena per truffa aggravata per la gestione delle finte iniziative benefiche collegata al Pandoro Balocco e alle uova pasquali Dolci Preziosi.

    Un’accusa pesante di impatto mediatico negativo non indifferente sulla carriera della influencer. Il Giudice Ilio Mannucci Pacini ha scelto di non soprassedere su ciò che è successo, nonostante l’imprenditrice si è sempre dichiarata in buona fede. La stessa sentenza è stata emessa per Fabio Maria D’Amato, il suo ex braccio destro. Per Francesco Cannillo, il Presidente di Cerealiitalia, invece si è chiesto un anno di reclusione.

    Durante questo processo, Ferragni è arrivata a spendere oltre 3,4 milioni di euro. Tra le tante associazioni ad unirsi alla causa, l’unica a non accettare accordi transattivi per ritirarsi è stata la “Casa dei Consumatori”, che si è dichiarata parte civile.

    Il 5 dicembre, i legali di Chiara punteranno all’assoluzione sostenendo il corretto operato dell’influencer. Ovviamente il caso Pandoro Gate non è più una semplice vicenda giudiziaria, perché grava pesantemente sulla volontà di rilanciare l’immagine e la credibilità dell’influencer. Eppure, nonostante le perdite generali di oltre di 6 milioni di euro, l’influencer continua ancora ad essere la più ricca dello show business in italia. Le società Sisterhood, Tbs crew e Fenice fatturano ancora 37,4 milioni di euro. Sebbene nel 2023 fossere in crisi, nel 2024 crescevano nuovamente e oggi sono completamente risanate.

    Chiara, effettivamente, ha provato a puntare su nuova attività. È stata lanciata la candela “It’s gonna be incredible” facendo il giro dei locali VIPs di Milano. Si tratta di un prodotto che si consuma in 50 ore e costa 39,90 al pezzo.

    Curiosità dell’ultimo periodo è che durante il processo, Ferragni sia arrivata all’interno del tribunale con una troups, che però non è stata ammessa durante l’udienza. Non sono state rilasciate dichiarazioni in merito, ma si pensa che possa essere un rilancio, senza Fedez, della serie i Ferragnez.

  • Jovanotti a Palermo, l’appello dell’associazione animalista: “Scelga location alternative”

    Jovanotti a Palermo, l’appello dell’associazione animalista: “Scelga location alternative”

    È di pochi gironi fa l’annuncio del tour estivo di Lorenzo Jovanotti dal titolo “L’arca di Lorè”, tra le varie tappe in tutta Italia il cantante tornerà in Sicilia dopo un’assenza di otto anni.  Il 29 agosto i fan di Jovanotti potranno divertirsi vivendo il live all’ippodromo di Palermo, ma è di oggi la notizia di una presa di posizione netta da parte dell’Italian Horse Protection.

    L’associazione, in difesa dei cavalli, ha espresso forte contrarietà rispetto ai concerti programmati all’Ippodromo La Favorita di Palermo   e all’Ippodromo di Agnano di Napoli, chiedendo all’artista di rivedere la scelta delle location per evitare potenziali ripercussioni sul benessere dei cavalli ospitati negli impianti.

    Secondo l’associazione gli ippodromi non possono essere considerati luoghi neutri o facilmente adattabili a eventi di grande richiamo, la presenza dei cavalli, anche se non nelle immediate vicinanze del palco, resta un elemento critico da non ignorare.

    “Siamo basiti nell’apprendere che verranno organizzati due concerti che accoglieranno migliaia di persone dentro gli ippodromi. Gli animali potrebbero andare nel panico e ferirsi per il grande e prolungato rumore a cui non sono abituati e nella miglior ipotesi subiranno uno stress” dichiarano i membri dell’associazione. Di qui l’appello “chiaro e rispettoso” da parte dell’associazione, rivolto a Jovanotti: “Scelga location alternative, dove la festa non comporti la sofferenza di nessun animale. Accogliere questa richiesta sarebbe un gesto coerente con la sensibilità ambientale che l’artista ha più volte dichiarato e dimostrato”.

    Intanto dall’Ippodromo La Favorita di Palermo arrivano attraverso rassicurazioni attraverso una nota in cui si legge: la salvaguardia degli animali e il contenimento delle emissioni sonore non sono interventi correttivi dell’ultima ora, ma parte integrante dell’organizzazione dell’evento, finalizzate ad assicurare la massima serenità agli equini.

  • Si chiama AREA 17, il nuovo progetto destinato al panorama dell’intrattenimento siciliano

    Si chiama AREA 17, il nuovo progetto destinato al panorama dell’intrattenimento siciliano

    AREA 17, il nuovo progetto destinato a portare una ventata di innovazione nel panorama dell’intrattenimento siciliano, apre ufficialmente le selezioni per formare il proprio team in vista dell’imminente apertura.

    La struttura – un format che unisce dinner show, clubbing, mixology evoluta e un’esperienza immersiva totalmente nuova per il territorio – annuncia due giornate di Open Day dedicate al recruiting dello staff.

    POSIZIONI APERTE
        •    Camerieri
        •    Bartender e Barback
        •    Runner
        •    Hostess

    Cerchiamo talenti motivati, persone che vogliono crescere, formarsi e far parte di un progetto che promette di diventare uno dei punti di riferimento più stimolanti della scena locale.

    PERCHÉ AREA 17?

    Perché qui innovazione, formazione continua e crescita reale sono alla base del percorso professionale che offriamo.
    Se ami il mondo della ristorazione e del nightlife, hai voglia di metterti in gioco e vuoi vivere un’esperienza lavorativa dinamica all’interno di un team giovane e ambizioso… questa è la tua occasione.

    COME PARTECIPARE

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    AREA 17 – Beyond the Beat.
    Dove il talento prende forma.

  • UniMe, laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza a Paola Cortellesi

    UniMe, laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza a Paola Cortellesi

    Il prossimo 27 novembre alle ore 11, nell’aula magna del rettorato, l‘Università di Messina consegnerà la laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza all’attrice, sceneggiatrice e regista Paola Cortellesi. L’Ateneo ha riconosciuto all’artista una valenza educativa e civica pienamente coerente con la propria missione scientifica” – con il film “C’è ancora domani”, in cui la Cortellesi con grande sensibilità ha trattato temi centrali della storia repubblicana, mettendo in luce il rapporto tra diritto, società ed emancipazione femminile”.

  • Ex moglie di Alex Britti condannata per aver spiato il cantante

    Ex moglie di Alex Britti condannata per aver spiato il cantante

    Sei mesi di reclusione all’ex moglie del cantante Alex Britti, Nicole Pravadelli. Finita a processo per aver spiato il cantante attraverso il baby monitor del figlio di otto anni. Il reato è di “interferenze illecite nella vita privata”. La sentenza ha confermato che “tramite un apparecchio di videoregistrazione, dotato di scheda di memoria e collegamento ad internet per essere controllato da remoto, Pravadelli illecitamente si procurava notizie e immagini attinenti alla vita privata di Britti”. 

    La bruttissima storia di cui stiamo raccontando l’epilogo, riguarda proprio il cantante Alex Britti. Tutto ebbe inizio nel 2022, quando l’ex moglie di Britti, con la scusa di prelevare il bambino, attivò il monitor per il controllo a distanza dal dispositivo. Dalle immagini raccolte estrapolò l’incontro di Britti con una donna, materiale che avrebbe inserito all’interno del processo di affidamento. il giudice, vedendo immagini e audio, si insospettì e avviò le indagini. 

    La difesa ha così commentato l’esito del processo: “fermo restando che è solo il primo grado, non condividiamo il dispositivo emesso. Non lo consideriamo giusto. Ci riserviamo ogni valutazione in merito alla proposizione dell’appello, una volta depositati i motivi della sentenza. La mia assistita, non ha mai chiesto l’affido esclusivo del figlio minore. È stato invece il padre a richiedere la rivalutazione del regime di affido del figlio, che era condiviso, attraverso un procedimento civile di secondo grado, non accolto dalla corte di appello, e che la vicenda penale trae origine dalla querela presentata da Britti”. 

    Pare che la donna avrebbe attivato il baby monitor, proprio per controllare la vita intima di Britti e capire se questo poteva danneggiare il bambino. Alex britti, da parte sua non ha rilasciato alcuna dichiarazione, se non che “non voglio dire niente sulla vicenda che mi vede coinvolto con la mia ex, perché parliamo di mio figlio e voglio proteggerlo. È una storia brutta e complicatissima”. Una brutta vicenda che per Nicole Pravadelli è frutto di menzogne, definendo “dannose e false le ricostruzioni mediatiche”, fornite solo con il fine di “minare la serenità del figlio di otto anni”. 

    “La cosa che vorremmo dire, visto che in tutti i titoli non rappresenta la realtà, è che io abbia usato questi video per richiedere un affido esclusivo”, ha dichiarato Pravadelli, “è assolutamente falso. L’affido esclusivo non l’ho mai richiesto nella causa civile, anzi, è stato richiesto dalla controparte che chiedeva il ricollocamento prevalentemente presso il padre. La richiesta però gli è stata negata dal Giudice della Corte d’Appello perché non aveva nessuna motivazione”. Continua la donna: “l’intento era dimostrare che la situazione in casa era talmente conflittuale e negativa, in primis per il bambino, che non c’era tempo da aspettare. E in realtà, non sarebbe stato un Giudice a insospettirsi sui video, ma tutto parte da una denuncia sporta nei miei confronti dal signor Britti”. La donna si è dichiarata amareggiata soprattutto per le conseguenze che la vicenda ha avuto sulla vita privata sua e del figlio: “Questa notizia viene strumentalizzata continuamente, senza tenere conto che si parla di un bambino di 8 anni che ha diritto ad un’infanzia normale, a non essere sbattuto in prima pagina per un gossip becerissimo. Mi sento in dovere di parlare perché le conseguenze non hanno mai avuto tempo di approfondirlo. Questa narrazione mediatica ricade dolorosamente su di me e soprattutto su mio figlio. Ogni giorno affronto una realtà pesante, vado a prendere mio figlio a scuola e incrocio gli sguardi di altri genitori che mi giudicano o mi negano il saluto. Viviamo in un quartiere piccolo, una comunità dove tutti si conoscono e questo amplifica la pressione. È una situazione allucinante, resa insostenibile dal fatto che la gente basa il proprio giudizio su menzogne. Ci tengo a sottolineare, anche se non posso espormi più di tanto, che questa vicenda si inserisce in un contesto di tensioni elevatissime. Chiedo un po’ di pace per me e per mio figlio”. 

    Il giudizio del web però non ha risparmiato le battute sulla vicenda. C’è chi ha dichiarato che: “la donna avesse guardato Britti tutto il giorno seduto in una vasca”. E che la donna fosse in fondo per Britti “una su un milione”, o che probabilmente fosse nervosa per aver preso già “7000 caffè”.

  • Van Der Beek mette all’asta i suoi ricordi per pagarsi le cure

    Van Der Beek mette all’asta i suoi ricordi per pagarsi le cure

    James Van Der Beek, attore conosciuto a tutti per il ruolo di “Dawson” nella serie “Dawson Creek”, sta per mettere all’asta i suoi più cari ricordi al fine di ottenere i fondi necessari a pagare le sue cure.

    L’attore aveva già svelato nel 2024 di stare lottando contro un tumore al colon retto al terzo stadio. Beek si era detto inizialmente ottimista. “Sono in via di guarigione. Il livello di energia è altissimo. Quando davvero sarò fuori pericolo ve lo farò sapere, contateci”. Purtroppo, un anno dopo, nessuna buona novità riguardo lo stato di salute di Van Der Beek, che a breve per pagarsi le cure, metterà all’asta alcuni dei suoi cimeli più cari risalenti al periodo della serie cult. 

    Tra i pezzi all’asta: l’abito indossato da James nell’episodio pilota della serie tv, valutato al momento 4 mila dollari, la collana che Dawson regalò a Joey Potter (Katie Holmes) per il ballo di fine anno, valutata tra i 26 e i 52 mila dollari, le scarpe da calcio e il cappello dei West Coyotes, usati dall’attore nel film del 1999 “Varsity Blues” e altri. “Ho conservato questi tesori per anni, aspettando il momento giusto per farne qualcosa e con tutti gli imprevisti colpi di scena che la vita mi ha presentato di recente, è chiaro che è arrivato il momento. Separarmi da quegli oggetti mi mette un po’ di nostalgia, ma è bello poterli offrire tramite l’asta di Prop Store per condividerli con coloro che hanno sostenuto il mio lavoro nel corso degli anni”. 

    Questa è la seconda volta che Beek mette in vendita qualcosa di caro per pagare le proprie cure. La scorsa volta aveva venduto delle magliette in edizione limitata autografate. In un momento così difficile, l’attore si dice sostenuto dalla sua famiglia. “Essere padre è la cosa più preziosa della mia vita. Grazie ai miei figli per avermi insegnato di nuovo a vivere, ridere, amare e ad essere presente nella mia vita e nel mondo. Grazie a mia moglie Kimberly, la mia supereroina che supera costantemente i limiti di ciò che pensavo fosse la capacità umana. Li amo tutti con tutto il cuore”. L’attore, che è sempre stato molto dedito alla famiglia, ha sei figli tra i 14 e i 3 anni. 

    La malattia gli è stata diagnosticata nell’agosto del 2023 e l’attore stesso ha ammesso di averne ignorato i sintomi inizialmente, pensando si trattasse di problemi di intolleranza ad alcuni cibi. Nonostante la malattia, Van Der Beek sta continuando a essere coinvolto in iniziative pubbliche ed è molto attivo riguardo la promozione della diagnosi precoce del cancro. È un periodo in cui racconta spesso della sua malattia e condivide con tutti la sua voglia di vivere. “La prevenzione”, dice, “può salvarti la vita. Lo shock mi ha colpito duramente dopo aver effettuato una coloscopia che mi pareva fosse andate bene e il gastroenterologo mi disse che avevo un cancro. I malesseri che avevo attribuito al caffè o al latte o altro e che mi avevano portato ad un controllo e si sono rivelati essere tutt’altro. Avendo sempre fatto una vita salutare e non conoscendo nessun parente che si sia ammalato di tumore, sono rimasto paralizzato”. 

    Van Der Beek ha già effettuato un’operazione chirurgica e sta effettuando dei cicli chemioterapici. Attualmente il suo umore oscilla tra ottimismo e incertezza. Non parla di tempistiche, ne di fasi. Cerca di stare il più sereno possibile. Vederlo in una fase così fragile della sua vita ci fa pensare alla giovinezza che passa e ci riporta alla mitica serie televisiva degli anni 2000 di cui era protagonista. Una storia in cui la vita e le emozioni di un gruppo di adolescenti di provincia alla scoperta di se stessi, tra amori, desideri e aspettative faceva immaginare sempre prospettive rosee.

  • In Sicilia leggono solo il 32,3% degli adolescenti, è la percentuale più bassa d’Italia

    In Sicilia leggono solo il 32,3% degli adolescenti, è la percentuale più bassa d’Italia

    In Sicilia solo il 32,3% degli adolescenti legge libri al di fuori di quelli scolastici. E’ la percentuale più bassa in Italia, con la media italiana che si aggira sul 53,8%.

    Solo il 39,7% ha visitato mostre o musei (contro la media nazionale del 50,1%), il 31,5% siti archeologici (40,2%). Il 39,6% è andato a teatro, una percentuale maggiore rispetto alla media italiana del 33,2%, mentre solo e il 24,3% a un concerto – la percentuale più bassa tra le regioni italiane – 33,3% è la media nazionale. Il 30,6% non fa alcun tipo di attività fisica (18,1%), la quota di sedentari più elevata dopo la Calabria.

    Sono alcuni dei dati contenuti nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso oggi – a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza – da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

    Dal report emerge che cambiano anche le configurazioni delle famiglie: sempre più adolescenti sono figli unici in Italia (sono il 22% e le famiglie con adolescenti che hanno un solo figlio sono il 27,5%) e oggi quasi un adolescente su 4 vive con un solo genitore (il 4,4% delle famiglie con figli adolescenti sono composte da un padre monogenitore e il 18,5% da una madre sola). In Sicilia le famiglie con adolescenti che hanno un solo figlio sono il 24,3%. 

    L’analisi del sistema di cura fa emergere la disponibilità di pochi posti e con ampi divari regionali. In Sicilia i posti disponibili in Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Npia) sono 31. Ma anche il sistema di presa in carico “post ricovero” degli adolescenti è in sofferenza: nell’isola non esistono le strutture residenziali. La scuola è una parte fondamentale nella vita delle e degli adolescenti, una ‘casa’ in cui imparano, crescono e condividono emozioni con i loro coetanei. Ma spesso è anche il luogo in cui si manifestano i primi divari, territoriali e sociali. Il tasso di dispersione implicita alla fine delle superiori è dell’8,7%, in Sicilia il dato del 12,1%. Nell’anno scolastico 2023-24 il 12,2% degli alunni che frequentano le scuole italiane secondaria di secondo grado sono di origine straniera sono l’8,6% a livello nazionale, in Sicilia la percentuale è nettamente inferiore, pari al 3,4%, e la presenza di studenti con cittadinanza non italiana si fa ancor più rarefatta se osserviamo i diplomati negli indirizzi di Liceo, dove lo è soltanto il 4,1%, che scende all’1,8% in Sicilia.

     

  • Claudia Gerini contro Samira Lui

    Claudia Gerini contro Samira Lui

    Una Claudia Gerini scatenata, quella che è stata ospite al podcast di Stefano Rapone e Daniele Tinti, Tintoria. L’attrice inizia parlando del suo passato in Rai finendo per criticare la tv commerciale di oggi: “Io accendo la tv e vedo ancora la ragazza che gira la letterina tutta nuda. Noi non eravamo nude. Ancora oggi c’è il presentatore e poi la bella ragazza. Una cosa anacronistica, che non posso più vedere”. 

    Il riferimento al programma condotto da Gerry Scotti, La ruota della fortuna, dove la modella Samira Lui ha il compito di girare le letterine per scoprire la soluzione, è palese. Una polemica che si aggiunge anche a quella alzata da Paola Barale proprio qualche giorno fa. L’ex showgirl ricordando i suoi anni con Mike Buongiorno alla Ruota della Fortuna, aveva fatto un parallelismo tra le due edizioni del programma: “Gerry è un conduttore meraviglioso, unico, il vero erede di Mike. Come Mike sa arrivare al pubblico, è lo zio, il fratellone, l’amico. La ruota ha un risalto clamoroso, è un gioco vincente. Non mi stupisco del successo, anche quarant’anni dopo. Lo studio è bellissimo, c’è la band, Samira è molto brava. Unico appunto, ma non vorrei essere fraintesa, è che Gerry la tratta come Mike trattava me. L’approccio è più paritario, è vero, Samira gira il cartellone. Ha un ruolo, non è il contorno. La tv è ancora così. Non voglio dire maschilista, ma insomma è fatta per ruoli. L’apprezzamento va bene, le battute sono carine, ma mi sembrano quelle di allora. È il ruolo della donna che va cambiato. Non sto dicendo che Gerry tratti male Samira, ma mi piacerebbe che anche alla ruota della fortuna si sdoganasse la valletta. Chiamatela braccio destro, co-conduttrice, Samira potrebbe dare ancora di più”. 

    Non sono state rilasciate dichiarazioni da parte Gerry Scotti, che però nel corso del tempo ha chiaramente espresso che il successo del format è legato non solo alla sua bravura, ma anche a quella di Samira a lui. I due, “hanno formato una squadra vincente e sono riusciti a creare nel tempo un feeling che funziona facilmente”. 

    È ovvio, questi attacchi non potevano restare inascoltati dal pubblico supporter di Samira, che hanno a loro volta attaccato sui social le due attrici. A seguito di questo, Claudia Gerini ha dichiarato: “Mi spiace che le mie parole hanno offeso Samira, non era assolutamente mia intenzione. Non volevo assolutamente criticarla. Samira, è una ragazza che ammiro tantissimo, bella, brava e dolcissima. Dicevo soltanto che oggi come ieri, la donna in tv è vestita in modo sensuale, e non mi sembra che si siano fatti tantissimi passi in avanti. Samira potrebbe condurre. Mi dispiace se sono sembrata acida, non volevo proprio». 

    Nssuna risposta da Samira. La ventisettenne sta vivendo un periodo di grande successo e si vocifera che probabilmente valletterà a Sanremo. E a quanto pare, preferisce pensare al matrimonio che a breve la legherà all’imprenditore Luigi Punso, piuttosto di polemizzare. Non si è esposta quindi riguardo le parole di Gerini e Barale. 

    In ogni caso, a prescindere dalla singola polemica, in molti sostengono che il ruolo della donna in tv dovrebbe essere ripensato. Per quanto si siano fatti enormi passi avanti da La Ruota della Fortuna di Mike Buongiorno e da Non è la Rai, ancora siamo lontani da un modello completamente paritario. 

     

     

     

  • Beni culturali, Soprintendenza di Palermo pone il vincolo su area Villa Deliella

    Beni culturali, Soprintendenza di Palermo pone il vincolo su area Villa Deliella

    L’area in cui sorgeva Villa Deliella, demolita in una notte il 28 novembre 1959, sarà dichiarata di “interesse culturale particolarmente importante” dalla Regione, ponendo definitivamente un vincolo a un luogo simbolo dello scempio del “sacco di Palermo”.
     
    La Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo, infatti, ha dato avvio al procedimento previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42 del 2004), sia perché quest’area compresa tra piazza Francesco Crispi, via Alfonso Borrelli, via Giorgio Castriota e via delle Croci «costituisce uno spazio della memoria storica collettiva dove permangono ancora segni distintivi della Villa», sia per il «valore testimoniale e civico di significato eccezionale in quanto luogo identitario nel quale la comunità, condividendo la memoria della distruzione perpetrata, riconosce se stessa e, rivivendo il dolore di quei giorni, ne preserva il ricordo dall’oblio» si legge nell’atto firmato dalla soprintendente Selima Giuliano.
     
    «Questa area nel cuore di Palermo testimonia lo sfregio perpetrato ai danni di questa città in un’epoca di speculazione edilizia – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – che ha cancellato in un decennio gran parte del suo patrimonio storico-architettonico. Il vuoto lasciato dalla demolizione è un documento storico che ha assunto negli anni il forte valore simbolico della ferita culturale inflitta e, al contempo, è monito civile per le nuove generazioni dell’importanza dei valori culturali da preservare. In tal senso, l’area della Villa Deliella è un bene che appartiene alla città e merita di esprimere appieno il suo valore testimoniale dei contenuti fondativi della comunità civile».
     
    Villa Deliella venne progettata dall’architetto Ernesto Basile tra il 1905 e il 1906, realizzata dal costruttore Salvatore Rutelli e portata a termine nel 1909. Veniva dichiarata di importante interesse ai sensi della legge 1089/1939 con decreto del ministero della Pubblica istruzione del 27 luglio 1954, impugnato in sede giurisdizionale e revocato con decreto ministeriale del 12 ottobre 1957, in quanto il fabbricato non possedeva la vetustà di 50 anni prevista per legge. Con un altro decreto ministeriale del 25 febbraio 1959 veniva nuovamente imposto il vincolo di importante interesse artistico, ma ancora una volta revocato con decreti ministeriali del 12 giugno 1959 e del 18 novembre 1959, in quanto non era ancora trascorso il cinquantennio previsto dalla legge che si sarebbe compiuto solo alla fine dell’anno 1959. Ma le ruspe arrivarono prima. Infatti, il 28 novembre di quell’anno, in forza della licenza concessa dall’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Palermo, Villa Deliella fu demolita quasi interamente. Oggi permangono alcune porzioni, ossia il piano seminterrato, brani della cancellata perimetrale con due piloni angolari, la casa del custode, le alberature risalenti all’impianto originario del giardino.
  • Inaugurato il più grande museo egizio al mondo

    Inaugurato il più grande museo egizio al mondo

    Inaugurato al Cairo sabato 1 novembre il più grande museo egizio del mondo, il “Grand Egyptian Museum di Giza” un progetto iniziato nel 2002 che dopo oltre vent’anni di lavori e aperture rimandate o parziali, da martedì aprirà le sue porte al pubblico.

    Costato più di un miliardo di dollari e, con un complesso che si estende su 470mila metri quadrati è il museo egizio più grande al mondo e tra i più grandi dedicati a una sola civiltà, costruito per ospitare oltre centomila reperti che coprono un arco temporale di tremila anni, a partire dalla preistoria del 7.000 a.C fino alla civiltà romana.

    Il museo si trova poco fuori dal Cairo e a pochi chilometri dalle celebri piramidi di Giza e della Sfinge, uno dei siti archeologici più visitati del mondo, a cui è collegato con un ponte percorribile a piedi o con veicoli elettrici. L’edificio è costituito da una facciata triangolare in vetro lunga 600 metri che riprende le linee geometriche delle piramidi circostanti e che consente di ammirare lo spettacolare complesso di Giza, poi una scalinata monumentale di sei piani conduce alle gallerie principali che offrono un percorso tra storia, arte e architettura. Nella struttura è presente anche un museo per bambini, delle sale conferenze, una zona di negozi e un laboratorio per la conservazione degli oggetti.

    Tra i reperti più rilevanti ci sono i celebri tesori trovati nel 1922 nella tomba del faraone Tutankhamon, mai stati esposti, che attirano da sempre l’interesse di egittologi e appassionati per le tante leggende legate alla loro scoperta, e poi si potrà ammirare una barca vecchia oltre 4.500 anni, appartenuta al faraone Cheope, a cui è attribuita la costruzione delle piramidi di Giza. La scultura più sbalorditiva è quella di Ramses II, un colosso di 83 tonnellate risalente a 3.200 anni fa, posto nel mezzo dell’atrio del museo.

    Per l’inaugurazione è stata organizzata una cerimonia spettacolare, uno show con ballerine, cantanti, musicisti, fuochi d’artificio e giochi di luci con droni, che hanno proiettato e ricreato nel cielo le immagini di divinità, faraoni e piramidi. Alla cerimonia  presieduta dal Presidente Egiziano Abdel Fattah al-Sisi, hanno partecipato una quarantina di sovrani, capi di Stato e di governo, tra cui il ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli.