Categoria: Cultura e Spettacolo

  • “Dracula”, a teatro il musical sulla storia del vampiro

    “Dracula”, a teatro il musical sulla storia del vampiro

    Atmosfera tetra, giochi di luci e suoni, vampiri e zombi che sbucano fuori da fatiscenti casse di legno, questo è solo l’inizio di ciò che attende il pubblico di “Dracula” il Musical in scena fino al 3 novembre al Teatro Ambasciatori di Catania.

    Ancora una volta la squadra di “Poetica Produzioni”, ha realizzato uno spettacolo coinvolgente e appassionante che ha dato una nuova vita ai personaggi del romanzo di Bram Stoker. Una storia dai forti contrasti, quella di Vlad III di Valacchia, meglio noto come il conte Dracula, dannazione e mistero in nome di un disperato eterno amore.

    Nella stesura dell’adattamento teatrale fatta da Alessandro Incognito, direttore artistico della compagnia, troviamo i protagonisti principali dell’opera di Stoker, non solo Vlad e Mina ma anche il professore Abraham Van Helsing, l’avvocato Jonathan Harker marito di Mina, e Jack Seward.

    La continua lotta tra la vita e la morte fa scoprire le psicologie dei vari personaggi tra debolezze e ossessioni che condurranno il pubblico all’interno del racconto, in questo lugubre viaggio tra la Transilvania e la Londra ottocentesca. A rendere il tutto ancora più realistico i bellissimi costumi dei 16 performer curati nei minimi dettagli, così come le musiche e la scenografia che sin da subito fanno entrare lo spettatore nel tenebroso castello di Vlad.

    La pièce è un crescendo di emozioni e adrenalina in cui si annulla il confine tra palco e platea, colpi di scena e improvvise apparizioni fanno vivere al pubblico un’esperienza teatrale totalmente immersiva e indimenticabile!

  • Matrici Urbane, a Catania la prima esposizione collettiva di street-artist siciliani

    Matrici Urbane, a Catania la prima esposizione collettiva di street-artist siciliani

    Matrici Urbane, è una mostra unica nel suo genere che vede insieme per la prima volta 14 street-artist siciliani che, con i loro lavori, attuano una costante rivoluzione artistica in un’ottica di rigenerazione e rieducazione estetica, non solo del territorio ma anche concettuale grazie al potente significato delle loro opere.

    L’esposizione organizzata da Claudia Cannizzo e Marta Di Mauro proprietarie della galleria d’arte e casa d’aste Fil Rouge Project, insieme all’artista Gabel.es, offre un’affascinante esplorazione del panorama della street art siciliana, del dialogo dinamico tra gli artisti e il territorio che li ha visti crescere ed affermarsi; mettendo in luce il lavoro degli autori che hanno lasciato un segno indelebile nel tessuto urbano della Sicilia.

     

    La mostra visitabile dal 25 ottobre al 22 novembre nei locali di Fil Rouge Project, raccoglie quindi le opere di artisti che hanno saputo imprimere la loro firma sugli spazi urbani, trasformandoli in luoghi di espressione e identità collettiva. Il titolo stesso, Matrici Urbane, è una metafora potente: la matrice è sia il punto di partenza, che la sostanza originaria che modella e definisce ogni percorso artistico riflette anche le origini di questi artisti che affondano le proprie radici nella strada. In questo contesto, la street-art non è solo una forma di espressione visiva, ma anche un atto di appartenenza e un segno indelebile sul territorio. Gli artisti selezionati hanno contribuito a creare una narrazione estetica che riflette l’anima di questi luoghi. Le loro opere infatti non si limitano a decorare i muri ma raccontano storie, esprimono opinioni, suscitano riflessioni e spesso sfidano il pubblico a guardare oltre la superficie.

    Ad esporre, sono stati chiamati coloro che hanno trasformato gli spazi urbani in tele collettive grazie alla propria continuità operativa, alla rilevanza delle loro opere e all’impatto visivo e culturale che hanno saputo generare. All’interno del percorso espositivo si potranno vedere le opere di: Alberto Ruce, Andrea Sposari, Angelo Crayzone, Antonio Anc, Antonio Curcio (B1), Chiara Abramo, #DemetrioDiGrado, Gabel.es, Gummy Gue, Ligama, Maletinte, Mr.Pera, Nessunettuno, Salvo Muscarà. Le opere insieme generano un dialogo tra il dentro e il fuori, tra il privato e il pubblico. Alcune raccontano la storia dell’artista, altre quella delle città in cui sono state create, sono il risultato di un lungo processo di riflessione e di evoluzione artistica, raccontano l’inizio di un percorso, o infine, una sintesi di anni di interventi sulle strade siciliane.

     

    Nella mostra gli artisti coinvolti non si limitano a riflettere le opere urbane, ma includono anche quei progetti inediti e personali che caratterizzano il percorso formativo e artistico di ciascun di loro. Queste opere fungono quindi da ponte tra la dimensione pubblica insita nella street-art e la riflessione individuale che ha portato la loro creazione, permettendoci di comprendere meglio il contesto e le motivazioni che li hanno spinti a lasciare il proprio segno sulle strade. “La selezione dei 14 street-artist è stata guidata dalla volontà di rappresentare la diversità e la ricchezza della scena locale” – hanno affermato le curatrici Marta e Claudia, proseguendo – Artisti veterani, che hanno visto la città trasformarsi sotto i loro occhi e i loro pennelli, si affiancano a nuove voci, portando con sé una molteplicità di linguaggi espressivi e di esperienze. Queste opere testimoniano come la street-art non sia una forma d’arte effimera, ma un contributo significativo alla memoria collettiva della città”.

     

    Gli interventi di street-art nel tempo hanno trasformato parti della Sicilia in veri musei a cielo aperto in cui ogni opera diventa una tessera di una narrazione più ampia, che abbraccia la storia, la cultura e l’identità del luogo.

    Matrici Urbane non si limita a celebrare la bellezza estetica delle opere, ma vuole sia far riflettere sul ruolo che la street-art gioca nella costruzione dell’identità visiva delle comunità, sia mostrare la forte valenza comunicativa come testimonianza e racconto della nostra contemporaneità.

    L’opening della mostra è previsto per venerdì 25 ottobre dalle ore 18.30 nello spazio espositivo di Fil Rouge Project (via Firenze, 229 B/C Catania), per l’occasione ci sarà anche una degustazione di Gin made in Sicily in collaborazione con Disca Gin.

  • Luciano Ligabue torna in concerto, due tappe siciliane Palermo e Catania

    Luciano Ligabue torna in concerto, due tappe siciliane Palermo e Catania

    Luciano Ligabue torna in Sicilia con due tappe del tour “Ligabue in teatro, dedicato a noi”, che lo vedrà esibirsi domenica 20 ottobre al Teatro Politeama di Palermo e lunedì 21 ottobre al Teatro Metropolitan di Catania.

    Un atteso ritorno per tutti i fan del cantautore emiliano che, dopo 13 anni di distanza, ha deciso di riabbracciare il suo pubblico con uno spettacolo, in location d’eccezione, che ripercorre i tanti successi della sua carriera sempre accompagnati dal rock’n’roll.

    Il tour, partito lo scorso primo ottobre a Correggio paese natale del rocker, prevede 31 concerti esclusivi con un unica tappa per ogni città coinvolta e si concluderà a fine novembre a Milano. Le due tappe siciliane sono organizzate da Puntoeacapo, Friends&Partners e Zoo Aperto. Sul palco insieme a Luciano Ligabue ci saranno Federico Poggipollini, che da 30 anni lo accompagna alla chitarra, Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere e Lenny Ligabue, il primogenito di Luciano che per la prima volta sarà in tour con Liga.

    Il 25 giugno 2025, grande evento per i 30 anni del singolo “Certe Notti” che ha segnato la carriera di Ligabue, uscito nel 1995. Il cantautore per l’occasione tornerà sul palcoscenico di Campovolo dopo vent’anni, per celebrare insieme ai suoi fan “La Notte di Certe Notti”.

  • “Giornata del contemporaneo 2024”, a Paternò il Collettivo San Marco apre la “Casamatta” di Salvatore Papa

    “Giornata del contemporaneo 2024”, a Paternò il Collettivo San Marco apre la “Casamatta” di Salvatore Papa

    “Emancipazione e ruolo sociale dell’arte”. Se ne parlerà a Paternò durante l’apertura di “Casamatta” per la “Giornata del contemporaneo 2024” organizzata da AMACI e dal Ministero della Cultura. Parteciperanno alla tavola rotonda Antonio Presti della Fondazione Fiumara d’arte, Carmela Cappa, storica dell’arte presso la Soprintendenza dei beni culturali di Catania, Antonino Viola, scenografo, Giuseppina Radice, storica e critica dell’arte, Fabrizio Nicosia, psicologo.  Previsti gli interventi dell’artista Salvatore Papa, realizzatore di Casamatta, e degli artisti Eleonora Bordonaro e Puccio Castrogiovanni. L’incontro sarà moderato da Claudia Barcellona, avvocata specializzata in Diritto e management delle arti e spettacolo. 

    Cos’è Casamatta

    Casamatta è la casa – laboratorio dell’artista Salvatore Papa. Un luogo in perenne evoluzione, nascosto in piena evidenza nel centro storico di Paternò.  Dietro l’anonimato di un portone di una via popolosa e degradata, si svela un universo parallelo che si snoda in un vero percorso iniziatico. Il sorprendente lavoro creativo – ma anche filosofico – che Salvatore Papa ha compiuto nell’arco dei decenni prende forma e colpisce appieno, coinvolgendo e rendendo il visitatore parte attiva, chiamato a riflettere sui temi sociali proposti.

    Casamatta è una casa d’ artista, una biblioteca, un centro polifunzionale, uno spazio di riflessione personale e di confronto, una possibile risposta al disagio relazionale contemporaneo. Casamatta è un alito di libertà che Salvatore Papa schiude alla collettività inaugurando una nuova fase di autogestione da attuarsi insieme al collettivo d’ arte che in questi anni ha iniziato a prendere forma in seno all’associazione SudS.

    Sarà possibile visitare Casamatta sabato 12 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.

    Il collettivo 

    Il collettivo artistico San Marco deve la sua denominazione alla zona presso cui si è formato. La contrada San Marco è, infatti, la sede della ex stazione ferroviaria gestita dall’associazione SudS, organizzatrice dell’evento. 

    Fanno parte del collettivo Claudia Barcellona, Salvatore Ferlito, Salvatore Papa, Carlo Panebianco, Valentina Signorello, Salvatore Borzì, Adriana Tomasello, Ignazio Vitali, Maria Luisa Saccone, Andrea Curto. Ne fanno altresì parte, con funzioni varie legate alla gestione, Riccardo Pappalardo, Valentina Mobilia, Simone Ferlito, Carlotta Lo Presti. 

  • Catania, fino al 27 ottobre la mostra su Déodat de Dolomieu, padre del vulcanismo ibleo

    Catania, fino al 27 ottobre la mostra su Déodat de Dolomieu, padre del vulcanismo ibleo

    Camminatore infaticabile, viaggiatore, eccellente conoscitore di rocce e minerali e soprattutto uomo e protagonista del suo tempo. Déodat de Dolomieu era questo e molto di più, scienziato e geologo prima ancora che tale materia fosse riconosciuta ufficialmente, vulcanologo e naturalista, punto di riferimento per molti studiosi del tempo. Il catanese Giuseppe Gioeni, divenuto anche suo amico, faceva riferimento a lui nel trovare conferme ai suoi studi con un continuo scambio di informazioni scientifiche.

    Déodat de Dolomieu, nato nel 1750, visse appena 51 anni ma in modo così intenso che le sue scoperte e i suoi appunti dedicati alla mineralogia e geologia continuano a essere fonte di studio ancora oggi. Fu il primo, e per questo ne è considerato il padre, a parlare di vulcanologia iblea ed è da questo importante dettaglio che Rita Di Trio, presidente del Club per l’UNESCO, responsabile dell’Ecomuseo Valle del Loddiero e organizzatrice dell’evento, apre la due giorni dedicata al vulcanologo francese “Déodat de Dolomieu, il suo tempo, la sua scienza e la Sicilia” nello splendido complesso monumentale archeologico di Santa Maria la Vetere di Militello. E ne descrive il viaggio in Sicilia, programmato nei minimi particolari per ammirarne ogni aspetto legato ai minerali e allo studio della terra. Un viaggio che porta Dolomieu chiaramente sull’Etna, dove analizzò tutti i tipi di stratificazioni vulcaniche; alle Maccalube di Aragona, nelle miniere di pece di Ragusa, ad Avola per la coltivazione della canna da zucchero; a Melilli, dove lo colpì il magnifico panorama, non ancora industrializzato, e il miele degli iblei. E poi ancora a Taormina, Messina, Cefalù, Palermo, dai Nebrodi alle Madonie senza tralasciare la parte sud dell’Isola.

    Migliaia di chilometri percorsi a cavallo, ma molto spesso a piedi, in un tempo in cui le strade e l’accoglienza erano ben distanti dal concetto di comfort a cui siamo abituati oggi. Ma la Sicilia rappresentava per Dolomieu un concentrato di ricchezza che nessun altro posto, meno grande di un continente, avrebbe potuto regalargli. Ed è il professore Rosolino Cirrincione, direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, a spiegare che la geodiversità e la biodiversità della Sicilia racchiude “elementi geodinamici unici che si ritrovano nella continuazione degli Appennini nei Nebrodi, del Tavoliere delle Puglie nella zona di Gela, delle Dolomiti nelle Madonie. Tre caratteristiche raccolte in un unico territorio oltre alle formazioni gessose solfifere e, ovviamente, all’Etna e anche a un arcipelago di vulcani come quello delle Eolie”.

    In cinque mesi, da maggio a ottobre, Dolomieu visita tutto anche “le rocce carbonatiche dell’area iblea che si alternano a quelle vulcaniche, mentre nel ragusano dedica i suoi appunti – precisa la prof.ssa Rosalda Punturo, docente del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania – alla risalita di idrocarburi che sgorgano dalle rocce” e che venivano utilizzati non solo come materiali da costruzione per interni e per esterni, ma anche nei processi di imbalsamazione.

    Dolomieu appunta tutto nei suoi taccuini pervenuti quasi integralmente fino a noi a eccezione del primo. “Le sue pubblicazioni solo descrittive e – come spiega Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania – senza le conoscenze del nostro tempo, pervengono a conclusioni che descrivono in modo abbastanza preciso la nascita del nostro Vulcano e dei siti visitati e studiati. L’osservazione della Timpa di Acireale e le sue colate laviche facevano intuire che l’Etna esistesse da almeno 14.000 anni”.

    Francesco Barletta, docente di fisica al Centre metapédien d’Etudescollégiales (CMÉC) Quebec in Canada, dedica il suo intervento proprio al sito di Santa Maria La Vetere e alla particolare compresenza di rocce bianche, rossastre o nere, che rappresenta il continuo alternarsi di vulcaniti. “Un’alternanza tra la vita (il verticalismo) e il fuoco (la morte) che si può ammirare dappertutto e che è il frutto di una specie di magmatismo fessurale che risale a 200 milioni di anni fa. Dolomieu descrive questi luoghi arrivandoci nel 1781 per la prima volta – precisa Barletta – e parlando per primo di vulcanismo ibleo. Per questo, a ragione, ne va considerato il padre”. Almeno come risulta riconosciuto il padre delle Dolomiti il cui nome gli fu dedicato dopo la sua morte, avendo studiato e definito quella particolare formazione di roccia e cristalli di cui sono costituite tali montagne.

    È impossibile citare nel dettaglio tutte le relazioni che hanno contraddistinto il convegno internazionale dedicato a Déodat ma i lavori di questa giornata, e di quella organizzata già nel 2023, “verranno pubblicati anche come dovere morale oltreché scientifico e culturale – come ha sottolineato Salvo Liggieri segretario del Club per l’Unesco – che se ne assume il relativo onere”.

    Grazie all’on. Giuseppe Zitelli che ha portato i saluti dell’assessorato regionale dei BB.CC. E dell’Identità Siciliana, di Delphine Hartmann, sindaco del Comune di Dolomieu (Francia) che ha partecipato al convegno e inaugurato la mostra certa del fatto che questa è stata “l’occasione per tessere nuovi e proficui rapporti”. Grazie anche a Silvana Raffaele, già Docente ordinario di Storia Moderna all’università di CataniaAttilio Bruno, esperto di turismo culturale, Daniele Condorelli, docente Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche, presidente dell’Accademia Gioenia di Catania, Carmela Vaccaro, docente del Dipartimento di Scienza dell’Ambiente e della prevenzione dell’Università di Ferrara, Carmelo Monaco, docente del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, Rosario Ruggieri Geologo del Centro Ibleo Ricerche speleo-idrogeologiche.

    Meritano una doppia citazione Paolo Zanzi, designer e architetto, e Guido Roghi, Ricercatore presso l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, sia per le relazioni che hanno contraddistinto la prima giornata sia perché sono i co-ideatori della mostra storico-fotografica “Curiosando tra i taccuini di viaggio e nella vita avventurosa di Dolomieu nelle Dolomiti e in Sicilia”, che è stata inaugurata sabato pomeriggio all’interno della Chiesa monumentale di San Nicolò l’Arena di Catania, alla presenza del sindaco di Catania, Enrico Trantino. L’installazione propone circa 40 pannelli, che tracciano la vita di Dolomieu dando prevalenza ai suoi appunti, sorretti da strutture che rievocano la forma delle montagne e che sono, al contempo, ecologici e facili da smontare.

    La mostra è aperta al pubblico gratuitamente fino al 27 ottobre 2024 da lunedì a sabato dalle 9 alle 19, la domenica dalle 9 alle 13.

    La realizzazione di questa due giorni, sotto l’Alto patronato del Parlamento Europeo, è stata possibile grazie al sostegno della Regione Siciliana, del Club per l’UNESCO di Militello Val di Catania-Ecomuseo Valle del Loddiero e del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Catania nonché del Comune di Catania che ha offerto la disponibilità dei locali della Chiesa di San Nicolò l’Arena per l’allestimento della mostra.

     

  • Catania Art Gallery, in mostra Pietro Maietta “Scultura come deformazione professionale”

    Catania Art Gallery, in mostra Pietro Maietta “Scultura come deformazione professionale”

    La mostra voluta e ospitata dalla Catania Art Gallery dell’Avv. Salvo Daniele Torrisi, prende il titolo di “Pietro Maietta-Scultura come deformazione professionale” che come sottolineato nel testo critico della curatrice la Dr.ssa Lisa Parra: «”mette in luce da un lato il principio della “deformazione” che caratterizza tutto il suo linguaggio e dall’altro la deformazione diventa professionale perché il metodo si estende al suo farsi mondo. Infatti, investe tutta la sua pratica ma anche la sua visione che si fa nostra in mostra. Il termine deformazione professionale indica il comportamento di una persona che svolge una certa professione e che ne estende il tipico modo di fare in ogni ambito della sua vita”».

    La mostra si struttura come un percorso per permettere all’osservatore di esplorare come l’artista attraverso le sue opere affronti la consapevolezza dell’impossibilità o dell’estrema difficoltà dei legami.

    La curatrice Lisa Parra spiega: «”Studiando i lavori incentrati sui soggetti dei bottoni e delle cuciture, l’artista mostra supporti all’apparenza duttili, che simulano quindi le caratteristiche principali che richiamano immediatamente all’occhio, soffici tessuti. Quest’ultimi tenuti insieme, cuciti e connessi da verosimili bottoni, minuziosamente, realizzati, che creano equilibri totalmente nuovi nelle composizioni. Il bottone, riunisce e chiude due lembi di tessuto, crea un punto di sutura, rimargina una possibile ferita del supporto. Infatti, questo elemento simboleggia, il desiderio di chiudere o proteggere qualcosa, come emozioni o segreti, oppure la voglia di aprire o chiudere parti della propria vita.

    Le barchette in resina dell’artista, navigano sulla superficie sciolta tipica dei suoi supporti o talvolta su aree dure, dove l’acqua diviene un blocco solido, rigido e inattraversabile. Le barchette a vela avrebbero il compito di unire i popoli, trasportare esseri umani e facilitare incontri, scambi e possibilità. Esse però appaiono instabili, insicure nel loro incedere, nel loro navigare il mare degli eventi. Eppure resistono, restano a galla, non affondano. Simulano un breve percorso nel profondo dell’uomo, negli anfratti più nascosti della mente. Gli “Approdi” mostrano, equilibri instabili, legami difficili da creare, piattaforme all’orlo dell’incidente e scontri tra gli elementi. Bottoni e barchette richiamano l’infanzia dell’artista, infatti sono elementi legati al gioco che nascondono però nella loro apparente innocenza un oceano di significati e connessioni psicologiche e sociali profonde”».

    La mostra è visitabile nei locali della Catania Art Gallery dal 5 ottobre al 3 novembre 2024
    Inaugurazione: Sabato, 5 ottobre, ore 17:30 in galleria con la presenza dell’artista e della curatrice Lisa Parra.

    Orario visite: Dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 18 su appuntamento

    Pietro Maietta è nato nel 1970 a Capodrise (Caserta), dove vive; mentre il suo studio si trova a San Marco Evangelista (Caserta).
    Si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1995.
    Ha esordito come artista con una pittura informale e materica, che ha abbandonato ben presto per dedicarsi esclusivamente alla scultura, sperimentando nel tempo tecniche e materiali più diversi.
    Le tematiche affrontate nella sua produzione sono in continua evoluzione: da una iniziale ricerca legata alla problematica della comunicazione, affrontata in modo antropologico, ha poi scelto di dedicarsi alla precarietà della materia solida. Le possibili deformazioni della materia sono una questione che ha spesso reiterato, deformando fino al paradosso e rendendo apparentemente irreali le forme di oggetti reali.
    A partire dal 2000 suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre in Italia: ha esordito con la Galleria Studio Legale, con la quale ha partecipato a numerose fiere d’arte, tra cui Artefiera Bologna e Art Verona; nel 2011 è stato selezionato per partecipare alla 54 Biennale di Venezia – Padiglione Italia (Lo stato dell’arte); nel 2016 e stato finalista del Premio Arte Mondadori; nel 2017 ha iniziato la sua collaborazione con la Galleria Centometriquadri Arte Contemporanea.
    Molte delle sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private.

  • Asteroide 20049, la consegna ufficiale al maestro Antonio Presti

    Asteroide 20049, la consegna ufficiale al maestro Antonio Presti

    L’iter è passato attraverso l’International Astronomical Union (IAU), unica autorità al mondo deputata a regolare e controllare l’attribuzione di nomi a nuovi corpi celesti (pianeti minori, comete e asteroidi). Una scelta che deve seguire regole ben precise. Così è stato per l’attribuzione e l’intitolazione dell’asteroide 20049 all’artista e mecenate Antonio Presti. Il corpo celeste era noto in precedenza come 1993 FZ20, ha un diametro di circa 4 km e si trova nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove.
    L’iniziativa è di Mario Di Martino, astronomo e divulgatore scientifico dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Torino e membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione GAL Hassin di Isnello, che ha deciso di inoltrare la proposta all’IAU e dedicare l’asteroide all’artista che, grazie al suo costante impegno, sta inondando di Luce e Bellezza la Sicilia. «L’asteroide 20049 che ho dedicato ad Antonio Presti – dichiara Di Martino – ha un diametro di circa 4Km e orbita intorno al sole con un periodo di poco più di 4 anni e mezzo. La mia proposta è stata inviata all’International Astronomical Union, organizzazione mondiale degli astronomi, approvata poi da un’apposita commissione e pubblicata sul bollettino ufficiale. Antonio Presti è testimonianza di un inarrestabile impegno in nome dell’arte, un cammino alla ricerca della bellezza e della spiritualità: noto nel mondo per avere creato Fiumara d’Arte in Sicilia, che ospita una serie di sculture e installazioni di land art create da artisti internazionali, e Museo internazionale a cielo aperto “Magma” a Librino, e sull’Etna, “Il belvedere dell’anima – La visione dell’invisibile”».

    «Quando me lo hanno comunicato sono rimasto meravigliato – replica il maestro Antonio Presti – ho poi costatato che si trattava in effetti del bollettino ufficiale della IAU sulla tassonomia dei piccoli corpi celesti ed è stata una felice sorpresa di stupore sapere che da oggi il mio nome fa parte della fascia principale degli Asteroidi. Spero che questo asteroide a me dedicato possa contribuire a restituire la visione dell’invisibile, in una società contemporanea dove la cecità ottunde la visione della bellezza. Ringrazio affettuosamente il Gal Hassin e il suo presidente Giuseppe Mogavero e gli astrofisici Mario Di Martino e Sabrina Masiero per avermi regalato questa carezza universale dell’anima». 

    «Sono grato di trovarmi insieme a queste grandi personalità del GAl Hassin – continua Presti – Insieme abbiamo deciso di installare prossimamente due meteoriti, uno nella nuova struttura a Villa Margi a Reitano, vicino alla monumentale Finestra sul Mare di Tano Festa,  e un’altra a Librino, dove dedicherò alle mamme, ai bambini e a tutta la gente del quartiere “Asteroide 20049 Antoniopresti”, affinché possano essere protetti dalla visione della bellezza di un corpo celeste. Spero che la gente del quartiere, alzando gli occhi al cielo, possa trovare sempre verso l’alto quel nutrimento di bellezza».

    La nuova opera monumentale dell’artista Silvia Scaringella sarà dedicata all’asteroide 20049. Al suo interno verrà installato un frammento di meteorite. «Il riconoscimento del nome dell’asteroide ad Antonio Presti valorizza la sua grande opera culturale e scientifica, il suo immenso impegno umanitario e artistico, il suo importante e costante contributo per le nuove generazioni – commenta Giuseppe Mogavero, Presidente Fondazione GAL Hassin – Nasce tra  il GAL Hassin e Fiumara d’Arte una collaborazione che potrà concretizzarsi nella condivisione di una semina che possa restituire un visione artistica tra Librino e il magico centro astronomico di Isnello».
    «Le attività del GAL Hassin permettono di monitorare costantemente la volta celeste grazie all’utilizzo del Wide Field Telescope – dichiara l’astrofisico Sabrina Masiero – che ha il compito di effettuale osservazioni astronomiche a largo campo, d’intercettare NEO, (Near Earth Objects), ovvero quegli oggetti spaziali potenzialmente pericolosi per la Terra, e che segue programmi di tracciamento di satelliti e rifiuti spaziali. Quando Antonio Presti ha ricevuto il riconoscimento dell’asteroide mi ha fatto ricordare il Piccolo Principe, che nel suo asteroide crea costantemente bellezza restituendo e rigenerando la visione dell’invisibile».

  • Trecce classicismi e contemporaneità, nuovo progetto espositivo alla galleria Fil Rouge Project

    Trecce classicismi e contemporaneità, nuovo progetto espositivo alla galleria Fil Rouge Project

    La mostra “Tracce classicismi e contemporaneità” propone un incontro tra due artisti contemporanei, Alex Caminiti e Michele Moschetto, le cui opere, pur provenendo da ambiti espressivi diversi, condividono una profonda riflessione sulla condizione umana e sulle modalità attraverso le quali essa si manifesta.

    Le tele di Caminiti e le sculture di Moschetto creano un percorso espositivo che esplora la tensione tra il visibile e l’invisibile, tra il detto e il non detto. Questa esposizione segna un nuovo capitolo nel percorso artistico che ha visto protagonisti   Caminiti   e   Moschetto,  proseguendo  il   dialogo   iniziato  nella  mostra realizzata a Lugano dal titolo “Azione Creativa”, e, mettendo in luce le loro comuni radici comuni in Sicilia come terra d’origine, per poi approfondire e trasformare le proprie visioni artistiche personalizzandole.

    In questa mostra le opere di Caminiti e Moschetto si incontrano, le pitture vivaci e provocatori di uno e le sculture essenziali e concettuali dell’altro, entrambe le visioni si fondono in un’esperienza estetica che sollecita lo spettatore a riflettere sui grandi temi dell’esistenza, della comunicazione e dell’identità.

    Il vernissage di Tracce classicismi e contemporaneità si terrà giorno 5 settembre alle ore 18.30 nei locali di Fil Rouge Project in via Firenze, 229 B/C a Catania.

    La mostra si potrà visitare fino al 25 settembre,  dal lunedì al venerdì secondo i seguenti orari: 9:30 -13:00 / 16:30 – 19:30.

    Alex Caminiti: La Protesta del Colore

    Artista italiano di fama internazionale, le cui opere, tendono a esplorare la potenza espressiva del colore e della forma. I suoi lavori combinano la tecnica tradizionale dell’olio con un’interpretazione audace e innovativa del mondo contemporaneo. Le sue tele grandi, affollate di significati e simbolismi, si arricchiscono di una nuova dimensione emotiva e critica. L’artista celebra la tradizione pittorica con una prospettiva moderna, fondendo la maestria del classicismo con la provocazione del graffito pop e l’irriverenza dei loghi commerciali, trasformando ogni quadro in   una riflessione visiva sul nostro tempo. L’arte di Caminiti si presenta come un gesto di rottura e al contempo di costruzione, in cui la materia pittorica diventa veicolo di messaggi e interrogativi. Le sue opere sfidano lo spettatore a riflettere sul mondo che ci circonda, spingendoci a confrontarci con le nostre certezze e a esplorare nuove prospettive.

    Michele Moschetto: La Scultura come Linguaggio

    Scultore e fotografo, si avvicina all’arte attraverso un percorso singolare, derivante dalla sua formazione tecnica e dalla sua esperienza come artigiano   di   pietre   e   marmi.   Le   sue   sculture   esplorano   il   linguaggio e la comunicazione in modo concettuale, spesso mettendo in luce le dissonanze e le ambiguità intrinseche al linguaggio stesso. Michele Moschetto con il suo approccio scultoreo, continua a esplorare la connessione tra materia e forma. Le sue sculture rivelano una evoluzione nel trattamento dei materiali, dove la semplicità e l’archetipo della terra siciliana si intrecciano con l’energia ancestrale di Gea, la dea della Terra, con il mondo arabo che lui stesso vive in prima persona, e con le incarnazioni degli standard e stereotipi di genere, di arte, di contemporaneità. Le opere di Moschetto sono caratterizzate da una maggiore complessità e profondità, offrono una varietà di sensazioni tattili e visive, dall’energia vibrante alla calma accogliente. Ogni scultura diventa un tributo alla creatività e alla tradizione, esprimendo una visione intima e gioiosa del mondo, ma anche una velata critica e se vogliamo, a una riflessione sulla società – sia moderna che contemporanea, sulla sua cultura, sui suoi miti e le sue credenze. La sua arte ci invita a riflettere sull’incomunicabilità e sulla difficoltà di esprimere la complessità dell’esistenza umana attraverso i mezzi tradizionali del linguaggio e della forma.

  • Belliniana, omaggio al Cigno di Catania: dal 4 settembre disponibili online i biglietti gratuiti

    Belliniana, omaggio al Cigno di Catania: dal 4 settembre disponibili online i biglietti gratuiti

    Musica, teatro, danza e conversazioni per Vincenzo Bellini: dal 14 al 28 settembre, tra Catania e Messina, avrà luogo Belliniana – Omaggio al Cigno di Catania, rassegna direttamente promossa e organizzata dall’assessorato del Turismo, dello sport e dello spettacolo della Regione Siciliana. Diciassette appuntamenti a ingresso gratuito in onore e con protagonista principale il compositore romantico siciliano, considerato tra i massimi del mondo dell’opera insieme a Rossini, Donizetti, Verdi e Puccini. Un’occasione unica per i siciliani e per i turisti che hanno scelto la Sicilia per le vacanze e che avranno la possibilità di conoscere le note belliniane da varie angolazioni: opera, musica da camera, teatro di parola e di figura, danza, jazz.

     

    Dal 4 settembre (ore 9) su www.belliniana.it sarà possibile ottenere i biglietti gratuiti che garantiscono il posto a sedere per gli appuntamenti a Villa Bellini, Teatro Sangiorgi, Teatro Bellini (CT) e Teatro Vittorio Emanuele (ME). Nelle serate di spettacolo sarà poi possibile recarsi direttamente nei diversi luoghi per accedere agli eventuali posti non prenotati, sino ad esaurimento della disponibilità. Le attività in programma al Palazzo della Cultura (ex Platamone), alla Basilica Cattedrale di Sant’Agata V.M. e al foyer del Teatro Bellini sono a ingresso libero senza prenotazione, sempre sino a esaurimento dei posti disponibili.

     

    Si comincerà sabato 14 settembre con un concerto alla Villa Bellini di Catania con il soprano Desirée Rancatore, il tenore Vittorio Grigolo e l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Gianluca Marcianò, per poi andare avanti con altri 16 appuntamenti tra concerti sinfonici, cameristici, conversazioni, musica sacra, teatro, danza, nuove creazioni e grande repertorio; al centro un’opera in forma di concerto al Teatro Bellini diretta da Fabrizio Maria Carminati.

     

    Belliniana – Omaggio al Cigno di Catania (rassegna precedentemente chiamata “Bellini International Context”) si realizza grazie alla collaborazione di alcune tra le più importanti istituzioni culturali dell’Isola: Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Massimo di Palermo, Teatro di Messina, Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Taormina Arte Sicilia, Università degli Studi di Catania, Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina e l’Arcidiocesi di Catania.
  • Catania Summe Fest: Antonello Venditti stasera in concerto alla Villa Bellini

    Catania Summe Fest: Antonello Venditti stasera in concerto alla Villa Bellini

    A 40 anni dall’uscita del disco “Cuore”, Antonello Venditti dà vita ad un progetto straordinario, live e discografico, per celebrare l’album che raccoglie brani diventati storia della musica italiana, nella loro attualità, ed inni generazionali come “Notte prima degli esami”.

    Notte prima degli esami 1984-2024 40th anniversary”, questo il titolo del nuovo progetto, è in arrivo in Sicilia con due date nel calendario del tour estivo.

    Giovedì 29 agosto CATANIA – Villa Bellini per la rassegna Sotto il vulcano fest, in collaborazione con il Comune di Catania nell’ambito del Catania Summer Fest, di cui radio studio centrale è radio ufficiale. 

    Il progetto è partito con una speciale anteprima – già sold out da mesi – all’Arena di Verona il 19 maggio, per poi per prendere il via ufficialmente a giugno, con tre date alle Terme di Caracalla, il 18, 19 e 21 (anch’esse sold out). Proprio il 18 giugno, la notte prima degli esami di Stato, è stata la prima delle tre serate in cui l’artista è tornato ad esibirsi nella Capitale. Venditti e la sua superband portano sul palco i brani dell’album “Cuore” insieme a molti altri grandi successi della sua lunga straordinaria storia musicale, in una serie di concerti – evento. Il lungo tour estivo sta attraversando alcuni dei luoghi più prestigiosi della Penisola, tra teatri di pietra, ville storiche e piazze spettacolari, mentre a dicembre il progetto arriverà sui grandi palchi dei Palasport.

    “Cuore”, il disco che ha segnato la storia della musica italiana, è un album denso che offre nelle sue 8 tracce una panoramica delle sfaccettature della vita umana, dalle relazioni personali agli eventi storico-sociali. In particolare, l’album contiene “Notte prima degli esami brano che è diventato un vero inno generazionale. Sin dalla sua uscita, la canzone ha avuto un enorme successo ed è riuscita ad attraversare le generazioni.

    Un valore culturale e sociale importante che ha portato l’intero progetto ad ottenere il Patrocinio del Ministero della Cultura e ad essere presentato il 7 maggio 2024 proprio nella sede del MiC, alla presenza del Ministro Gennaro Sangiuliano e del Sottosegretario Gianmarco Mazzi.

    L’album “Cuore”, uscito per la prima volta nel 1984, ha avuto una nuova ristampa nell’edizione speciale “Cuore 40th Anniversary Edition” uscita il 14 giugno 2024 per Heinz Music/Sony Music Italy.