Categoria: Cultura e Spettacolo

  • L’invenzione dei microchip fotonici

    L’invenzione dei microchip fotonici

    Dalla Cina giunge un’innovazione che promette di rivoluzionare il mercato tecnologico del futuro. Un microchip innovativo che utilizza la tecnologia fotonica anzichè gli oscillatori elettronici.

    Si tratta di un processore completamente ottico, che sfrutta la luce come mezzo di trasmissione delle informazioni, garantendo un’elaborazione più rapida delle informazioni.

    In confronto ai chip tradizionali, che operano tra i 2 e i 6 GHz, questo raggiunge addirittura ai 100 GHz, dissipando meno calore e consumando meno energia, dimostrandosi quindi estremamente più sostenibile.

    Gli scienziati cinesi affermano che la produzione di questi chip è più facile ed economica, suggerendo una prossima diffusione su larga scala. Tuttavia, in Occidente la notizia ha suscitato polemiche.

    La Cina è stata accusata di iper sensazionalismo verso una tecnologia già esplorata da anni. Difatti le ricerche legate all’utilizzo della luce nei microchip, sono attive in Occidente da quasi 10 anni e pare che sia anche stato sviluppato qualche prototipo.

    Eppure tali scoperte non sembrano essere mai state sfruttate commercialmente. Probabilmente perchè i produttori occidentali avevano maggiore interesse a continuare ad utilizzare le tecnologie a conduzione, e semiconduzione elettroniche, in quanto più redditizie e mature, piuttosto che riconvertire le proprie fabbriche e modificare i propri dispositivi.

    Adesso però questa scelta potrebbe essere messa in discussione, soprattutto perchè siamo arrivati ad un punto in cui la miniaturizzazione elettronica dei chip ha raggiunto il suo limite massimo e la nuova tecnologia sta per essere sdoganata al pubblico di massa.

    Questa scoperta va a intensificare ancora di più le tensioni tra Cina e Occidente. L’America, negli ultimi anni, aveva bloccato le esportazioni di microchip, e altre tecnologie, verso la Cina per paura di fossero utilizzato per scopi militari.

    La Cina, in risposta, ha investito massivamente in ricerca e sviluppo tecnologico, dando seguito a diverse scoperte importanti mirate ad evolvere l’assetto tecnologico nazionale, limitando al massimo il bisogno da parte di aiuti esterni.

    A dimostrazione di questi sforzi, notizie recenti indicano che Il Dragone stia incrementando da tempo la produzione interna di semiconduttori e microchip, e che la “Shanghai Microelectronics Equipment Group” (SMEE), abbia brevettato la sua prima macchina “Extreme Ultraviolet” (EUV), utilizzata per produrre dei microchip all’avanguardia, cercando di utilizzare anche nuovi materiali, come il carbonio, per i microchip.

    Non stupisce quindi la rilevanza che ha assunto una piccola isola come quella di Taiwan nella competizione geopolitica di commercio di componenti elettroniche e tecnlogiche. Trattasi di uno tra i maggiori produttori di microchip al mondo, in cui le aziende occidentali inviano i propri materiali per essere lavorati e trasformati nel prodotto finito. Pertanto, la Cina ha il massimo interesse nel bloccare questa linea di produzione internazionale.

    Alla luce di questo scenario, la cooperazione globale per il progresso tecnlogico sembra ormai un ricordo del passato. Tale rivalità cresce progressivamente, sollevando interrogativi sulla possibilità di una nuova guerra fredda. Ci stiamo trascinando verso un baratro evoluzionistico, in cui ci sono sempre più nemici e il loro progredire è una minaccia per tutti coloro che inevstono su questi mercati.

    Una tecnologia così importante e rivoluzionaria come quella dei microchip ad aria potrebbe rapidamente diffondersi, ma il clima di tensione che accompagna ogni nuova scoperta è inquietante. Siamo forse sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale?

  • Reggio Calabria: Un nuovo capitolo per il futuro del Mediterraneo

    Reggio Calabria: Un nuovo capitolo per il futuro del Mediterraneo

    È stata finalmente posata la prima pietra della nuova e imponente struttura che sorgerà sul lungomare di Reggio Calabria, affacciandosi maestosamente sullo Stretto di Messina.

    Il progetto riguarda un centro culturale multifunzionale ideato dall’architetta Zaha Hadid, che rivoluzionerà l’intero waterfront. Con i suoi 24.000 metri quadrati, il centro ospiterà il museo del mare, gallerie espositive, un acquario, un centro di biologia marina, un laboratorio di restauro, un bookshop, un archivio, un ristorante, un bar, un auditorium, una sala congressi e, a fare da cornice, un magnifico parco urbano costiero.

    Realizzato seguendo i principi della sostenibilità e del riciclo, quest’opera mira a ridurre al minimo l’impatto energetico, offrendo al Sud Italia un’opportunità straordinaria. Non solo valorizzerà il progetto del ponte di Messina, ma contribuirà anche alla riqualificazione delle due coste.

    Sebbene la costruzione del ponte sia ancora in stand-by, si spera che i lavori di quest’ultimo inizino almeno entro la fine dell’anno. Questa iniziativa promette di generare nuove opportunità lavorative e di restituire valore al paesaggio, trasformando una costa finora trascurata e abbandonata in una rinomata meta turistica, culturale e architettonica.

    Le opere di Zaha Hadid in Italia sono ancora rare, e nonostante la sua morte avvenuta alcuni anni fa, il suo studio continua a operare, mantenendo una posizione di prim’ordine nel panorama architettonico mondiale.

    Tra le sue creazioni più iconiche figurano il MAXXI di Roma – Museo di Arte e Architettura Contemporanea, il Museo Messner, un circuito museale articolato in sei sedi voluto dall’alpinista Reinhold Messner e situato nelle Alpi Sudtirolesi. A Milano, invece, troviamo il complesso residenziale nel neo-quartiere CityLife e la Torre Hadid, un grattacielo curvilineo di grande impatto visivo.

    Nel Sud Italia, le sue opere sono limitate alla stazione di Napoli-Afragola, alla stazione marittima di Salerno, e, in futuro, al Museo dell’Arte Nuragica che sorgerà a Nuoro.

    Il sindaco di Reggio, commentando l’opera in costruzione, ha dichiarato che “è un investimento in cultura, che è la nostra ricchezza insieme al nostro mare, ma anche un investimento in turismo, che è il nostro futuro. Un investimento nel futuro, poiché il centro ha il potenziale per diventare uno dei principali attrattori turistici del Mediterraneo e va esattamente nella direzione della candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura 2027”.

    Filippo Innocenti, direttore dello studio Hadid Architecture, ha sottolineato che “il progetto si è evoluto nel tempo, adattandosi alle nuove normative e rispondendo ai più avanzati criteri ambientali, posizionando Reggio Calabria al centro della storia del Mediterraneo e del futuro.”

    La forma della struttura ricorderà una stella marina e sarà caratterizzata da innovazioni tecniche come l’utilizzo di pannelli in alluminio anodizzato, l’utilizzo di una ventilazione ibrida e un parco in cui vi saranno presenti almeno 60 varietà di piante autoctone tipiche della macchia mediterranea.

    Il progetto, presentato per la prima volta da Zaha Hadid nel 2009, vinse il concorso internazionale indetto dal Comune di Reggio Calabria, “Regium Waterfront”. Quindici anni dopo, la sua realizzazione diventa possibile grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Programma Operativo Nazionale MetroPlus 2021-2027.

    Il complesso sarà realizzato dall’impresa Cobar Spa con project manager l’ingegnere calabrese Nilo Domanico, già coinvolto nella nascita del più grande giardino botanico del mondo in Oman e nel masterplan per la bonifica idraulica del Parco Archeologico di Sibari.

    L’ambiziosa opera, ridefinirà la mobilità urbana, riorganizzando le vie di accesso al nuovo Waterfront e alla città, senza però danneggiare le spiagge e i pochi appezzamenti agricoli rimasti. Il centro rappresenterà un punto strategico da cui godere di una vista mozzafiato sul ponte di Messina e sulla Sicilia, offrendo una nuova prospettiva sullo Stretto e sul futuro di questa regione e del Sud Italia.

  • Artigianato, a un palermitano il premio per la migliore granita del mondo

    Artigianato, a un palermitano il premio per la migliore granita del mondo

    L’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, ha conferito oggi un prestigioso riconoscimento all’imprenditore palermitano Fabio Loriano, vincitore del premio per la migliore granita al mondo al Sigep 2025, ovvero il Salone internazionale gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e caffè, uno degli eventi più prestigiosi al mondo per il settore dolciario, ospitato ogni anno a Rimini.
     
    «Questo premio – dice Tamajo –  conferma ancora una volta l’eccellenza della Sicilia nel settore dolciario e artigianale. La granita è uno dei simboli della nostra tradizione e oggi viene riconosciuta a livello internazionale come un prodotto d’élite. Fabio Loriano ha saputo valorizzare ingredienti straordinari come la mandorla siciliana e il miele, trasformandoli in un capolavoro di gusto. Questo traguardo è motivo di orgoglio per tutta la nostra regione e dimostra come le imprese siciliane possano competere con successo sui mercati globali». 
     
    La competizione ha visto la partecipazione di oltre 30 granite provenienti da tutto il mondo, valutate da una giuria composta da cinque esperti del settore. La creazione di Loriano (“Grazia mandorle e miele”) ha conquistato il primo posto grazie all’equilibrio perfetto tra tradizione, qualità delle materie prime e innovazione nel gusto. 
  • Tre murales dedicati agli eroi della lotta alla mafia

    Tre murales dedicati agli eroi della lotta alla mafia

    Inaugurati oggi dalla Fondazione Federico II tre murales due ad Aci Castello e uno a Maletto, nell’ambito del progetto “Le Strade da Seguire…” opere di arte urbana incentrate sul tema della legalità,  avviato a novembre del 2024 si sta rapidamente espandendo in tutta la Sicilia creando un vero percorso dedicato agli eroi della lotta alla mafia.

    I due murales di Aci Castello sono stati realizzati dall’artista catanese Antonio Barbagallo è sono stati mostrati  alla presenza del presidente della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno, del sindaco di Acicastello Carmelo Scandurra, del componente dei componenti del Cda della Fondazione, Giuseppe Lombardo e Salvo Cannizzaro e dei componenti della giunta comunale Salvo Tosto e Giusy Agosta, presenti inoltre anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

    La prima opera si trova in via Dante, di fronte alla sede del Comune ed è dedicata a Don Pino Puglisi. Il secondo murale è stato inaugurato in via Napoli, a Cannizzaro, frazione di Acicastello, su due facciate di una ex stazione, adesso adibito a centro di aggregazione sociale; qui l’artista ha raffigurato i volti di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e del maresciallo Alfredo Agosta, nonchè i volti di bambini che “scoprono quali sono i veri supereroi”. Presenti a questa seconda inaugurazione anche i figli di Agosta.

    Infine la terza opera è stata realizzata da un altro artista Mirko Loste Cavallotto nel comune di Maletto, in via Piano Carmine sulla facciata di un palazzo popolare in cui si sta avviando la riqualificazione. Il murale ritrae  i volti sorridenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Anche in quest’ultima presentazione oltre a Galvagno vi era il sindaco di Maletto, Giuseppe Capizzi, l’intera giunta comunale insieme alle Forze dell’Ordine e agli studenti.

  • Venezia: il Carnevale non diverte più!

    Venezia: il Carnevale non diverte più!

    L’evento più celebre e amato in Europa, che si svolge con cadenza annuale nel capoluogo Veneto ha appena chiuso le porte. Il Carnevale di Venezia.

    Le sue origini sono antichissime, si pensa infatti risalgano al 1094. Fu ideato per offrire momenti di svago anche ai ceti sociali più umili, grazie all’utilizzo di maschere e costumi che garantivano anonimato e uguaglianza sociale, seppur temporanea.

    Il Carnevale di Venezia è considerato un “Carnevale atipico” proprio perchè mette in piazza costumi e maschere dei secoli scorsi, come il caratteristico personaggio di Arlecchino, il Medico della Peste, per non dimenticare la famosa Bàuta. Durante la celebrazione è forte la componente artigianale che rispetto ad altri eventi diffusi sul territorio Italiano si è persa del tutto, scegliendo di rappresentare qualcosa di più contemporaneo e moderno.

    Tuttavia, da tempo l’evento è diventato una attrazione globale che attira folle enormi, sollevando preoccupazioni per il sovraffollamento e la sicurezza.

    In verità, Venezia nonostante la sua indole di città d’arte particolarmente fragile e delicata, è sempre stata vittima di uno sfruttamento eccessivo del turismo di massa, ma le sfide che si trova ad affrontare durante contesti del genere sono colossali.

    Per far fronte all’imponente flusso turistico, presente 365 giorni l’anno, trattandosi di una delle città più visitate d’Italia, da poco è stato introdotto un ticket a pagamento con lo scopo di contingentare il numero di visitatori.

    Stupisce quindi che durante il Carnevale, uno dei momenti in cui la città si riempie di spettacoli, sfilate, parate in costume e feste, non siano state prese delle misure eccezionali adeguate.

    E infatti, a pochi giorni dall’inizio dell’evento, è scoppiata una polemica legata alla circolazione su internet, di immagini di turisti ammassati a Rialto. Una folla talmente numerosa da non riuscire nemmeno a salire i gradini del ponte o poter muoversi.

    Le immagini, hanno creato sgomento soprattutto per ragioni di sicurezza, in quanto la città, con le sue calli strette e le poche vie principali, senza la segnalazione di percorsi alternativi possibili, faceva concentrare la folla in dei colli di bottiglia privi di vie di fuga.

    Purtroppo il problema del sovraffollamento non è isolato a Venezia, ma rappresenta una sfida crescente in molte città italiane. Si è verificato a Napoli, a Rimini, a Verona e recentemente anche a Roccaraso. E necessita di una risposta concreta, razionalizzata da un piano di sicurezza fattivo e site specific.

    Nel frattempo aumenta la rabbia dei residenti che si sono sentiti, per l’ennesima volta, vittime della propria città, ostaggi del turismo incontrollato. Sopraffatti dal non potersi spostare a piedi per andare a trovare i propri cari o recarsi al lavoro.

    Per non parlare dell’incuria del dopo festa. Spazzatura lasciata ovunque nelle calli e sui ponti; residui di bicchieri di plastica, bottiglie di vetro, cartacce, avanzi di cibo, coriandoli. E qualunque tipo di deiezione prodotta dalla gente ubriaca: rigurgito, urina, o peggio…

    Venezia è una città museo da proteggere, non Disneyland. E’ diventata un luogo in cui non si riesce più a vivere. Paradossalmente, nel periodo in cui la città è più vitale, i pochi residenti rimasti scappano. Il carnevale è l’evento dei veneziani meno piacevole per i veneziani. Un parco tematico per visitatori internazionali. Tant’è che Il turismo estero è costantemente in crescita: soprattutto francese, con il 18,7% delle presenze, seguito dal 12,7% degli spagnoli e dal 10,8% dei britannici.

    Non stupisce quindi che con l’avvento del turismo di massa e di questo genere di eventi, un numero considerevole di residenti trasforma casa per creare delle strutture turistiche e trasferirsi altrove, portando allo scoperto molteplici casi di abusivismo turistico, con strutture ricettive non in regola.

    Senza una chiara visione di sviluppo sostenibile, il futuro di Venezia appare incerto, e si discute la possibilità di introdurre un sistema di prenotazioni anche per gli eventi nel tentativo di preservare la città e il suo fragile tessuto sociale. Continuando la strada del non intervento, della città non resterà che un hotel diffuso, un non luogo destinato unicamente al turismo di massa!

  • Cento anni fa nasceva Andrea Camilleri: la Sicilia rende omaggio al grande scrittore

    Cento anni fa nasceva Andrea Camilleri: la Sicilia rende omaggio al grande scrittore

    La sua penna ha dato nuovo slancio alla Sicilia, proiettandone luoghi, profumi e suggestioni al di là dello stretto, restituendo una grande autenticità nonostante molto sia frutto di invenzione.

    Cento anni fa nasceva Andrea Camilleri, uno degli ambasciatori dell’Isola che con i suoi romanzi, storici o no, rappresenta un patrimonio di tutti noi. cantore delle terre di Trinacria e di protagonista indiscusso della letteratura contemporanea

    Autore, regista, drammaturgo e intellettuale, conosciuto al grande pubblico soprattutto per la serie di romanzi gialli del Commissario Montalbano, Camilleri ha saputo raccontare la sua terra attraverso strumenti narrativi diversi, mantenendo sempre uno stile inconfondibile che intrecciava tradizione e modernità.

    “Il simbolo dell’identità siciliana”, ha sottolineato l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Uomo eclettico e poliedrico, ha fatto grande la Sicilia, portandola oltre i confini nazionali grazie al potere della parola e alla forza delle sue storie. L’eredità di questa figura straordinaria continua a vivere nell’immaginario di tutti noi, regalando un lascito importante alle future generazioni. Oggi celebriamo il suo genio, il suo impegno e la sua creatività, consapevoli che resteranno per sempre un faro nella cultura italiana e internazionale”.

    Sono già numerose le iniziative previste dal Fondo dedicato a Camilleri, col sostegno della Rai, di Sellerio e della Regione Siciliana, che saranno organizzate nei prossimi mesi in Sicilia e nel resto d’Italia per ricordare al meglio l’autore di Porto Empedocle. 

     

  • In lotta contro gli hacker

    In lotta contro gli hacker

    L’Italia sta affrontando un periodo critico a causa di continui attacchi informatici principalmente rivolti a siti istituzionali e governativi.

    Il gruppo “NoName057” è ritenuto responsabile di questi hacking che hanno colpito anche il Quirinale, il Consiglio Superiore della Magistratura e molte Regioni e Comuni in tutta Italia. Gli attacchi sono stati eseguiti con la tecnica del DDOS “Distributed Denial of Service”, un metodo che sovraccarica i server fino a renderli inaccessibili.

    Queste aggressioni evidenziano la vulnerabilità delle infrastrutture digitali italiane e l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale è stata costretta ad intervenire, sottolineando l’urgenza di un’azione governativa forte in termini di sicurezza cibernetica.

    Il gruppo hacker, noto ormai da tempo per aver colpito più volte le istituzioni e le aziende occidentali fin dal 2022, non riesce ad essere localizzato. L’unica cosa certa è che per attaccare il resto del mondo, vengono utilizzate infrastrutture presenti in territorio russo.

    I dati di inizio febbraio 2025 evidenziano una continuità di azione e l’ultima tendenza è quella di colpire anche il settore sanitario ed informativo. La preoccupazione maggiore è legata al fatto che i malintenzionati, potrebbero appropriarsi illecitamente di dati sensibili.

    La situazione richiede un aggiornamento urgente delle infrastrutture, dei sistemi e degli accordi di sicurezza a livello globale, poiché la minaccia sta interessando tutta l’Europa e persino gli Stati Uniti.

    Un ruolo chiave nella crescita di questi gruppi cyber criminali lo ha giocato Telegram. Attraverso canali nascosti riescono a riunire e coordinare persone provenienti da diverse parti del mondo, condividendo strategie di attacco e tecniche per violare i sistemi più conosciuti.

    L’attacco più significativo è stato lanciato dal gruppo nel 2023 contro il Summit G20 in India, mettendo a segno 2.450 hackeraggi contro associazioni governative, no profit, gruppi finanziari ed industriali.

    Si pensa che il frontman di questo gruppo sia una figura di spicco tra gli hacker, conosciuta con il nickname “Duna”. Un personaggio ultra ricercato da parte delle polizie internazionali.

    Recentemente, una parte del movimento si è esposto politicamente a favore dei palestinesi, della Russia e del movimento islamista. Gli hacker si presentano come rivoluzionari anti-capitalisti, schierati contro le banche, la finanza e le istituzioni, in favore dell’anarchia.

    La loro identità rimane incerta e anche i loro finanziatori. Difatti molti avrebbero ricevuto per le loro incursioni virtuali dei compensi pagati in criptovalute, in tal modo da non risultare tracciabili.

    Non conosciamo la dimensione che potrebbe avere acquisito attualmente la rete di hacker, ma si stima che al momento della creazione del gruppo Telegram, pochi anni fa, nel giro di qualche ora si siano iscritte oltre 10.000 persone.

    Il gruppo “NoName057” si è schierato online quasi come fosse un esercito. Ci sono dei ruoli e dei ranghi. Vengono utilizzate tecniche di gamification per spronare tutti i membri a partecipare, acquisendo punteggio così da migliorare il proprio ruolo all’interno dell’organizzazione.

    Queste cyber milizie sono diventate sempre più pericolose, e i Governi occidentali stanno cercando di stabilire, tra loro, accordi internazionali anche al fine di creare gruppi di hacker per contrastarli.

    La sicurezza informatica è uno dei punti di sviluppo essenziali del prossimo futuro, anche perché oltre a pc e telefoni, sempre più macchinari e prodotti di diverso genere, vengono connessi alla rete internet e potrebbero quindi essere hackerati. Le conseguenze sarebbero disastrose. Miriamo affinché l’Europa, ed a seguire l’Italia, non perda altro tempo a riflettere sul tema, senza poi dover correre precipitosamente ai ripari!

  • Anna è la vincitrice di Masterchef 2025!

    Anna è la vincitrice di Masterchef 2025!

    Tra Simone, Jack ed Anna, è stata proprio quest’ultima a trionfare a Masterchef.

    Sin dalle prime puntate si era distinta per creatività, pulizia e per l’influenza asiatica nei suoi piatti. La trentaduenne Milanese è stata parecchie volte tra i migliori nelle prove di quest’anno e il suo menù degustazione “L’Eden di YilAnna”, ha convinto i giudici più degli altri.

    Una cucina internazionale,  quella di Anna, che coniuga l’ascendente cinese della famiglia di appartenenza ad una cucina moderna ed europea. 

    “Ho questo sogno di creare un’oasi un domani dove portare sia cucina che arte. Avvicinare l’essere umano alla natura.” ha dichiarato Anna subito dopo la vittoria,  riguardo le sue intenzioni future. 

    La filosofia Zen è molto presente nella sua visione di vita e anche il libro di ricette appena pubblicato rispecchia questo suo modo di concepire l’uomo,  il cibo e la natura. 

    Restano a bocca asciutta Simone e Jack. Bistrattata sui social invece Mary, l’ultima esclusa pre finale. Si conclude così una edizione un poco sottotono rispetto ad altre del passato.

    Eppure, questo talent show culinario è ormai un appuntamento fisso nel panorama italiano, attirando ogni anno un pubblico numeroso sin dai casting. Mentre in altri paesi del mondo il format è stato abbandonato dopo poche edizioni, in Italia il cibo è più che una semplice passione: è parte integrante dell’identità culturale.

    Ed è sicuramente merito del trio Barbieri, Cannavacciuolo, Locatelli, che il programma continua a riscuotere successo, tornando a crescere dopo un periodo un po’ incerto, rendendo questa edizione una tra le più seguite. Il sale, il mappazzone, Iginio Massari, il filetto alla wellington, la scorza di limone, la pacca sulle spalle e tanto altro, sono oramai dei mantra entrati a far parte nei cervelli di chi segue il programma.

    La declinazione italiana del format, ha comunque saputo evolversi nel tempo, spostando l’attenzione dalle “ricette” all’”intrattenimento” in cucina, con prove sempre più ardue. 

    Il pubblico giovane e i concorrenti social, sono anch’essi testimonial di questa evoluzione, con food bloggers più che chef di brigata. Si scelgono personalità divisive, particolarmente introspettive o eccessivamente esuberanti, spesso forti e carismatiche che vengono spinte verso la competizione e aizzate contro gli altri. 

    I partecipanti hanno sempre storie personali intense da condividere che si sviluppano anche durante gli episodi. Tutti cercano di superare i propri limiti, creando un arco narrativo coinvolgente. C’è chi ha avuto problemi col padre, chi ha perso i propri cari, chi è scappato da un paese lontano, chi non crede in se stesso, eccetera, eccetera. Il programma è costruito a regola d’arte in modo da poter empatizzare con ogni singolo concorrente ed emozionarci con loro e per loro, risvegliando un pò quel sentimento ad oggi dimenticato.

    La presenza sui social, inoltre è diventata fondamentale. I protagonisti vengono seguiti da un’agenzia di comunicazione legata al format e vengono trasformati in personaggi iconici. Ecco quindi che troverete, accanto al nome del personaggio sui social, la dicitura masterchef, seguita all’edizione in atto. 

    Eppure oggi Masterchef e il titolo di vincitore non garantiscono più una carriera duratura nello showbiz. Molti vincitori, dopo qualche settimana di comparsate tv erano stati rapidamente dimenticati (vedi gli ultimi due: Edoardo Franco ed Eleonora Riso). Magari qualcuno cucina qui e là, ma in pochi sono riusciti ad aprire un ristorante. E ancora meno sono quelli di cui ogni tanto si parla, come l’avanguardista Valerio Braschi.

    Forse perchè, dagli addetti ai lavori, Masterchef è stato criticato per aver spettacolarizzato la figura dello chef, contribuendo alla disillusione dei giovani verso questo genere di carriere e di scuole professionali, all’interno di un settore che sta vivendo un calo significativo già da molto tempo.

  • Rsc ancora in crescita: +25% la durata di ascolto nel giorno medio rispetto all’anno precedente

    Rsc ancora in crescita: +25% la durata di ascolto nel giorno medio rispetto all’anno precedente

    Cresce l’appeal di Radio Studio Centrale. Rsc, secondo i dati – usciti oggi in formato elettronico – degli ascolti relativi al 2° semestre 2024 e all’intero anno 2024 dell’indagine RadioTER, consolida e aumenta il gradimento del pubblico. A spiccare un deciso balzo in avanti è infatti il dato sulla durata dell’ascolto nel giorno medio (la durata media, in minuti, che gli ascoltatori trascorrono in una giornata, ascoltando la nostra radio): tra il 2023 e il 2024, la crescita in termini di percentuale è del +25%; un aumento importante che diventa ancora più rilevante se a essere paragonati sono il 2° semestre 2023 e il 2° semestre 2024, è del ben +60%.

    “La durata in minuti, è un indice di interesse alla programmazione – dice Claudio Astorri, Consulente Radiofonico e Professore del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano e Station Manager.  Ascolto fino a che mi è possibile o che mi interessa. Semplice, no?”.

    Un parametro prezioso, dunque, perché rappresenta il tempo “dedicato” all’ascolto, in un momento storico in cui tempo ce n’è sempre meno. 

    Un risultato che ci inorgoglisce, un segnale importante da parte del pubblico che ogni giorno sceglie Rsc e che colloca Radio Studio Centrale ben oltre la media dei competitor locali, vicina per indice di gradimento ai network nazionali. 

  • Olly: il ragazzo di buona famiglia che piace a tutti.

    Olly: il ragazzo di buona famiglia che piace a tutti.

    Sanremo 2025 ha visto brillare una nuova stella, consacrata dal trionfo straordinario: Olly, il giovane talento che ha conquistato la vittoria dell’edizione. Questo promettente artista è stato accolto dall’industria musicale come un’autentica gallina dalle uova d’oro, con il suo tour che ha venduto ben 34.000 biglietti in meno di mezz’ora, e un sold out memorabile all’Ippodromo di Milano

    La stampa lo definisce già il “cantante dei record”, passato in un lampo da semisconosciuto a icona nazionale. Le 14 date previste, saranno sicuramente seguite da un altro Tour, che scommettiamo andrà sold out rapidamente.

    Il successo di Olly non si limita ai concerti: la sua hit “Balorda Nostalgia”, è tra le più trasmesse in radio e tra i brani più acquistati online nell’ultimo periodo, proiettandolo ai vertici delle classifiche sia per i singoli che per l’album.

    Ma chi è Olly? Nato a Genova il 5 maggio del 2001, è figlio di un avvocato e di un magistrato, laureato in economia e management alla Statale di Milano e formato al Conservatorio in “musica e canto”. Ha iniziato a scrivere testi a 15 anni e a cantare nel 2016, facendosi notare nel 2018 con il singolo “Primo Amore”, su Youtube.

    Nel 2021 reinterpreta la canzone “La notte” di Arisa, e riscuote talmente tanto successo da far intervenire Arisa stessa, in una collaborazione sul brano. Il vero successo però arriva grazie a TikTok. Nel 2022 il singolo “Un’altra volta” diviene virale sul social e supera i 5 milioni di streaming su Spotify.

    Grazie alla spinta ottenuta dai social, Olly partecipa per la prima volta a Sanremo Giovani nel 2022, arrivando secondo con il singolo “L’Anima Balla”. E nella serata dedicata ai duetti si esibisce con Lorella Cuccarini, dove porta una cover di “La Notte Vola”.

    Nel 2023 torna a Sanremo e si piazza 24esimo con “Polvere”. Nello stesso anno esce il suo primo album in studio, “Gira il Mondo Gira”, a cui fa seguito un piccolo Tour.

    Nel 2024 pubblica un brano con Angelina Mango e JVLI, dal titolo “Per Due Come Noi”, che diventa subito un tormentone in radio. A seguire anche una hit estiva con Emma Marrone: “Ho Voglia di Te”.

    Nel 2025 vince Sanremo con “Balorda Nostalgia”. La canzone, ha spiegato recentemente Olly, parla della nostalgia che ti colpisce improvvisamente e che fa sempre male. Vuole raccontare una fase della vita personale di ognuno ed il titolo è un omaggio alla nonna che usava sempre l’espressione: “avere la testa un po’ balorda”, un modo di dire ligure.

    Le male lingue però ci sono sempre e non stanno mai zitte. L’accusa che è arrivata al cantante subito dopo il Festival infatti, è quella di aver vinto solo grazie al contributo della sua manager, Marta Donà, conosciuta per aver portato sul podio della kermesse diversi artisti negli ultimi 4 anni. Vedi I Maneskin, Marco Mengoni e Angelina Mango.

    Chi lo conosce, tuttavia, difende la sua integrità. Raccontandolo come una persona educata e gentile. Un ragazzone alto 1,95 metri, che tifa per la Sampdoria e ha giocato a Rugby per tutta la sua giovinezza. Talmente umile da aver dichiarato dopo aver vinto il festival: «Ero qui solo per divertirmi». Una persona schiva che ama la sua famiglia, i suoi amici e la sua città, che in cambio lo ha omaggiato con una scritta elogiativa su di un maxischermo di una piazza centrale.

    Nonostante i gossip su una possibile relazione con Benedetta Quagli, influencer fiorentina legata in passato al calciatore Federico Chiesa, Olly continua a brillare sui social, con molti che si chiedono fin dove potrà arrivare. Alcuni lo hanno paragonato, forse un po’ troppo avventatamente, ad un nuovo Vasco Rossi.

    Attualmente l’artista sta valutando, in quanto vincitore di Sanremo, la partecipazione all’Eurovision Song Contest. Sia per non voler deludere i propri fan, cancellando date del tour in programma, sia per non accumulare un eccessivo stress dovuto ai numerosi impegni.

    Indipendentemente dalla sua decisione, Olly è riuscito con la sua musica a farsi apprezzare da un pubblico trasversale, facendo parlare di sé: “tutta l’Italia, tutta l’Italia, tutta l’Italia”!