

I fnanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Caltanissetta hanno perquisito ed acquisito documenti nella sede di Caltaqua nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla locale Procura sui flussi finanziari della società. Lo riporta l’Ansa.
Un analogo provvedimento è in corso di esecuzione a Madrid, nella sede della ‘Fcc Acqualia’, società che ‘controlla’ Caltacqua, da parte della polizia giudiziaria spagnola accompagnata da militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Caltanissetta e da pm della Procura Nissena.

CATANIA – Un colpo eclatante messo a segno alle 2.30 della notte tra lunedì e martedì. Un commando composto da 13 persone, armate e a volto coperto, aveva bloccato la piazza Garibaldi ad Agira con mezzi rubati. Entrati in azione hanno distrutto la saracinesca di una gioielleria con un escavatore. Per farlo, non hanno esitato a minacciare di morte alcuni testimoni presenti a quell’ora.
Nelle scorse ore la cassaforte della gioielleria è stata rinvenuta nelle campagne di Catania. Era proprio la cassaforte la fetta principale del bottino dell’eclatante spaccata.
LE INDAGINI
Le indagini di carabinieri e polizia, intanto, proseguono. Al momento, non è chiaro se i soliti ignoti di turno abbiano abbandonato il forziere perché non sono riusciti a scardinarla. O se abbiano semplicemente sentito il fiato sul collo delle forze dell’ordine. Il lavoro degli investigatore prosegue per dare volto e nome alla banda.

PALERMO. Ancora un tragico incidente stradale sulle strade della nostra isola. A perder la vita un 22enne a bordo di una Fiat Punto. Questa volta è accaduto a Palermo, in viale Regione Siciliana lungo carreggiata laterale in direzione Trapani. All’altezza di Tommaso Natale.
Ad intervenire sul posto sono stati gli agenti della polizia municipale. Il giovane avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo contro una pensilina dell’Amat. Un impatto violento e drammatico. Per lui, non c’è stato nulla da fare. Purtroppo inutili i soccorsi del 118.

Il caso Stm arriva a Palermo. Stamani, circa 500 lavoratori dello stabilimento di Catania, il più importante del sud Italia, hanno manifestato davanti la sede della Regione Siciliana. “Vogliamo sostegno per la nostra vertenza perché non possiamo accettare nessun ridimensionamento dell’azienda, tra le più importanti del territorio” – afferma il coordinatore nazionale del sindacato Fismic, aderente alla Confsal, Saro Pappalardo.
“Il presidente Renato Schifani era assente nonostante fosse stato avvertito – aggiunge il sindacalista – e siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto. Importanti le rassicurazioni, comunque, a cui ci aggrappiamo con fiducia, ma che in quanto tali ci fanno rimanere non sereni”.
Un’assenza, quella del presidente Schifani, stigmatizzata dalla deputata catanese del Movimento 5 Stelle, Lidia Adorno, da tempo impegnata sul fronte Stm e presente stamani a Palermo insieme al coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paiola.
“Schifani arriva tardi e si sottrae al confronto – affermano i due esponenti politici. La nota inviata al ministro Adolfo Urso per chiedere l’attivazione di un tavolo interministeriale con MIMIT e MEF è l’ennesima toppa messa a danno fatto: la cassa integrazione per 2.500 lavoratori dello stabilimento di Catania è già scattata. Una crisi annunciata, gestita con colpevole ritardo dalla Regione, mentre centinaia di famiglie siciliane si ritrovano senza certezze sul futuro”.
I due parlano di “atteggiamento inaccettabile” da parte di Schifani. “Questo modo di gestire le crisi – ha affermato la deputata catanese – è inaccettabile e vergognoso. La politica non può limitarsi a intervenire quando il danno è fatto, né ridursi a una mera trasmissione di richieste a Roma last minute. Serviva muoversi prima, con un piano chiaro e azioni concrete, non con l’ennesima lettera tardiva”.
La Cassa integrazione guadagni ordinaria riguarda circa 2.500 dipendenti sui 5.400 del sito di Catania. Tutte le organizzazioni sindacali e l’Azienda hanno analizzato la contrazione temporanea degli ordini, non imputabile all’Azienda stessa, e che darà luogo alla sospensione dell’attività lavorativa esclusivamente per le attività manifatturiere del sito per due periodi non consecutivi dal 15 al 24 marzo e poi dal 27 aprile al 4 maggio”, così si legge in una nota dell’azienda.

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale sull’incidente in cui ieri sono morte tre persone originarie di Adrano, in provincia di Catania, e altre sette sono rimaste ferite. Un van da nove posti, su cui viaggiavano le vittime, tutti braccianti agricoli regolarmente assunti, si è scontrato con un camion sulla statale 194 nel territorio di Carlentini in provincia di Siracusa.
A perdere la vita Salvatore Lanza, Salvatore Pellegriti, e Rosario Lucchese appena diciottenne, dipendenti di un’impresa del Catanese specializzata nella raccolta degli agrumi. Le esequie si svolgeranno domani, alle ore 16, in Chiesa Madre e saranno officiate dall’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Renna.
Intanto, questa mattina, minuto di silenzio al Palazzo municipale, in aula consiliare. Presenti, il sindaco Fabio Mancuso e la giunta; il presidente del Consiglio Carmelo Pellegriti e i consiglieri, sindacati e dipendenti.

Tragico incidente sul lavoro nel Palermitano, è successo a Monreale, dove ha perso la vita un operaio di 55 anni. L’uomo stava lavorando sul tetto di una villetta in via Regione Siciliana, in base a una prima ricostruzione, stava rimuovendo alcune lamiere quando avrebbe perso l’equilibrio, precipitando poi da un’altezza di tre metri.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme al personale del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Palermo, i sanitari hanno tentato di rianimare l’uomo, ma per l’operaio non c’è stato niente da fare. I militari dell’arma specializzati in sicurezza sul lavoro hanno avviato le indagini per ricostruite le dinamiche dell’incidente. Il corpo dell’operaio è stato portato all’istituto di medicina del Policlinico per eseguire l’autopsia.

Una nuova infrastruttura che rivoluzionerà la mobilità cittadina. La giunta comunale di Catania ha adottato il progetto esecutivo per la realizzazione del Terminal bus di interscambio modale con Metro e Ferrovia, all’interno del parcheggio Fontanarossa poco distante dall’aeroporto Vincenzo Bellini.
L’opera, del valore complessivo di 6.865.000 euro sarà realizzata utilizzando i fondi comunitari del Piano Sviluppo e Coesione ed è destinata a incidere profondamente sul sistema di trasporto catanese, consentendo di intercettare parte del traffico di autobus in entrata in città.
Vincitore del concorso di progettazione, bandito dall’Amministrazione Comunale nel 2022, è l’impresa capofila Stancanelli Russo Associati con il partenariato di One Works spa, Comma Engineering Scarl, CLA studio ass., Ing. M. Pennisi, geol. S.Palillo che nei mesi scorsi hanno consegnato gli elaborati con tutti gli studi necessari, successivamente giudicati positivamente, convalidati da altri tecnici e infine licenziati dalla giunta comunale.
L’elemento caratterizzante del progetto del Terminal è l’edificio centrale dotato di una ampia copertura, rivestito con doghe in alluminio per assicurare una sensazione di calore e di comfort, che leghi gli spazi esterni ed interni. Un altro tassello fondamentale del progetto è la possibilità che venga realizzata una connessione interrata con la futura stazione della metro e con la nuova fermata di RFI, consistente in un tunnel interrato che si raccorda con la struttura in progetto e che si attesterà dopo aver superato l’asse attrezzato con la stazione della Metro. Il tunnel avrà una lunghezza di circa 60 metri e terminerà sotto la pensilina dove sarà presente una scala di collegamento con la superficie. La stazione bus, sotto il profilo della funzionalità e dei mezzi, prevede 25 stalli per la sosta dei bus, 8 per la ricarica auto elettriche, 16 per il car sharing, 20 per le bici e 200 posti a sedere.
“Un’opera di straordinaria importanza- hanno detto il sindaco Trantino e l’assessore ai lavori pubblici, Sergio Parisi illustrando la delibera di approvazione del progetto esecutivo- che ci proietta realisticamente nel prossimo futuro.

Un giro di fatture false per 25,6 milioni di euro, nel triennio 2021-2023, Iva indebitamente detratta e non spettante per 4,6 milioni di euro e debiti erariali e previdenziali non saldati per 85 milioni di euro.
E’ quanto emerso da indagini della guardia di finanza di Catania su sei aziende operanti in Sicilia nei cui confronti è stato eseguito un decreto di sequestro di beni, emesso dal gip, per 4,6 milioni di euro.
Il provvedimento è stato eseguito da militari del comando provinciale etneo con il supporto di quelli di Palermo, Trapani, Caltanissetta, Messina, Ragusa e Agrigento. “L’artefice del sistema criminale”, contesta la Procura di Catania, sarebbe stato “il rappresentante legale della società capofila che sarebbe risultato anche l’amministratore di fatto delle 11 società appositamente create per alimentare il sistema di frode, coadiuvato da altre 10 persone, comprese diverse teste di legno“. I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, la presentazione di dichiarazione fiscale infedele.
Al centro dell’inchiesta ‘Affari loro’ ci sono le indagini di militari delle Fiamme gialle del nucleo di polizia economico finanziaria di Catania che avrebbero fatto emergere una presunta frode fiscale realizzata attraverso “numerose imprese dedite all’illecita somministrazione di manodopera a favore di una società ‘capofila’, appaltatrice di servizi di logistica, corrieri espressi e trasporto su strada in tutta la Sicilia”. Gli investigatori hanno anche acceso un faro su “alcune aziende somministratrici di manodopera, poste in liquidazione giudiziale per ingenti debiti erariali e previdenziali”. Secondo l’accusa, “l’impresa capofila, per l’esecuzione dell’appalto, avrebbe esternalizzato la forza lavoro, ricevendo ‘servizi di manodopera’ dalle società coinvolte nella frode, formalmente autonome, ma in realtà riconducibili a un unico dominus”.

Dieci indagati, otto maggiorenni e due minorenni. Sono i numeri dell’operazione Caronte, scattata all’alba di stamani tra Giarre, Mascali e Riposto. Oltre cento militari dell’arma dei carabinieri del comando provinciale di Catania, hanno eseguito ordinanze di misura cautelare emessa dai GIP del Tribunale Ordinario e per i Minorenni di Catania, smantellando una fiorente piazza di spaccio.
Gli otto maggiorenni e i due minorenni sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope. L’operazione si basa su indagini di carabinieri della Stazione di Riposto coordinate della Procura distrettuale e da quella per i minorenni di Catania.