Categoria: Cronaca

  • Ex province, ecco chi sono i presidenti dei Liberi consorzi

    Ex province, ecco chi sono i presidenti dei Liberi consorzi

    Elezioni provinciali di secondo livello, arrivano i primi risultati dei Liberi consorzi, in attesa di quelli delle 3 Città metropolitane.

    A Trapani vince Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo,: è stato eletto presidente del Libero consorzio provinciale. A scrutinio completato, Quinci l’ha spuntata su Giovanni Lentini, sindaco di Castelvetrano, con 997 voti ponderati in più. Lentini era sostenuto dall’intero centrodestra mentre Quinci ha scelto un progetto civico, sostenuto anche Pd, M5S, Italia Viva, Psi, il movimento «Contro Corrente» e il movimento civico mazarese «Partecipazione Politica».

    A Ragusa la spunta la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari è lei la nuova presidente della ex Provincia di Ragusa oggi Libero Consorzio comunale di Ragusa. Schembari, candidata del centrodestra, ha preso il 47% dei voti nelle elezioni di secondo livello, seguita dal sindaco di Acate Gianfranco Fidone, che ha preso il 27% dei voti. Terzo il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, col 25%, candidato del centrosinistra.

    A Caltanissetta, dove inizialmente erano state sospese le operazioni di scrutinio per le elezioni dei rappresentanti dei liberi consorzi comunali a causa della presenza di una scheda elettorale in più, Walter Tesauro è stato eletto nuovo presidente del Libero consorzio comunale.

    Ad Agrigento la spunta Giuseppe Pendolino: con oltre il 53%, il sindaco di Aragona ha vinto la sfida per la presidenza di Agrigento battendo Stefano Castellino sindaco di Palma di Montechiaro. 

    Il sindaco di Calascibetta, Piero Capizzi, è il presidente del Libero consorzio di Enna. Candidato del centrosinistra, Capizzi ha ottenuto il 58 per cento delle preferenze.

    A Siracusa la spunta il sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, nuovo presidente del Libero Consorzio di Siracusa. 

  • Tentata frode: Finanza di Palermo sequestra oltre 2 milioni di articoli in plastica

    Tentata frode: Finanza di Palermo sequestra oltre 2 milioni di articoli in plastica

    Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, unitamente ai Funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Palermo, nell’ambito del quotidiano dispositivo operativo di controllo delle merci in importazione, hanno sequestrato 2.447.520 articoli in plastica, in quanto sulle confezioni vi erano indicazioni tali da indurre il consumatore in inganno circa l’effettivo numero di pezzi presenti nelle singole confezioni.
    Si tratta di una partita di bicchieri e piatti in plastica monouso proveniente dalla Turchia e sottoposta a controllo doganale sulla base di analisi dei rischi: in sede di controllo fisico, svolto dai militari congiuntamente ai funzionari doganali, si è appurato che sui pacchi erano apposte etichette ingannevoli, che indicavano una quantità di pezzi non corrispondente a quella effettivamente contenuta. Pertanto, ravvisato un tentativo di frode in commercio in danno dell’ignaro consumatore, che avrebbe acquistato i prodotti convinto di trovare una maggiore quantità di pezzi invece di quella effettivamente contenuta gli operanti hanno sottoposto a sequestro probatorio la merce e deferito l’importatore all’Autorità Giudiziaria che ha convalidato il sequestro.
    Le operazioni svolte rientrano nell’ambito delle attività promosse attraverso il protocollo di intesa siglato tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il quale si è inteso rafforzare il contrasto ai traffici illeciti connessi alla circolazione delle merci in ingresso nel territorio doganale dell’Unione Europea. Si evidenzia che l’attività in argomento è stata eseguita sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

  • Monreale, fermato un 19enne per la sparatoria

    Monreale, fermato un 19enne per la sparatoria

    I carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura del capoluogo nei confronti di un 19enne palermitano accusato dei reati di strage, porto abusivo e detenzione illegale di arma da fuoco.

    Il ragazzo è sospettato di aver ucciso a colpi di pistola Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo durante una rissa scoppiata a Monreale sabato notte. Il ragazzo fermato si chiama Salvatore Calvaruso e ha piccoli precedenti penali.

    E’ stato portato nel carcere Pagliarelli di Palermo. Nella sparatoria sono rimasti feriti anche un 16enne e un 33enne che, secondo quanto accertato, non avrebbero preso parte alla rissa, ma sarebbero passati sul luogo della sparatoria per caso. (Fonte Ansa)

  • Sospeso l’account Tik Tok a Salvatore Borsellino

    Sospeso l’account Tik Tok a Salvatore Borsellino

    PALERMO. “Ho scoperto che il mio account di Tik Tok è stato temporaneamente sospeso fino al 16 aprile 2035, in pratica per dieci anni. Farò ampiamente in tempo per morire”. Lo dice Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992.

    “Non mi viene neanche spiegato il motivo. In teoria posso ancora pubblicare post, ma ne limita la diffusione – aggiunge – Mi spiace per chi aveva iniziato a seguirmi, ma non posso continuare a scrivere su un social del genere. Questi sono i social in Italia, non sospendono il figlio di Riina, ma sospendono il fratello di Paolo Borsellino”. Sullo stop dell’account interviene la Rete no-bavaglio e denuncia “la grave violazione del diritto di espressione e dell’articolo 21 della Costituzione” e chiedendo l’intervento dei parlamentari “che hanno a cuore la libertà d’espressione perché’ venga presentata al più presto una interrogazione che chieda spiegazioni all’Agcom, all’autorità di vigilanza sulle telecomunicazioni, sul grave atto di censura compiuto dalla piattaforma”.

    Salvatore Borsellino negli ultimi giorni aveva postato alcuni video rivolti ai giovani sulla lotta alla mafia e sull’ultima lettera scritta dal giudice poco prima di morire.

  • Mar Mediterraneo, l’allarme dei pescatori di Lampedusa: “Non c’è più pesce”

    Mar Mediterraneo, l’allarme dei pescatori di Lampedusa: “Non c’è più pesce”

    Il Mediterraneo sta morendo. Uno dei bacini più sfruttati al mondo sta pagando il prezzo dell’eccessiva pesca: il risultato? Non c’è più pesce. Il grido di allarme arriva dai pescatori di Lampedusa che denunciano lo stato del mare nostrum e che chiedono il fermo biologico immediato per permettere al mare, almeno in parte, di ripopolarsi.

     “Chiediamo il fermo biologico e tecnico nel periodo delle riproduzioni delle specie ittiche, retribuito per la durata di sei mesi” – dice Totò Martello, presidente del consorzio Cogepa di Lampedusa che raccoglie la marineria di Lampedusa e Linosa. Chiede anche che “vengano fatte delle indagini per comprendere le ragioni per cui nel canale di Sicilia non ci sono più pesci”.
    “Vogliamo un incontro immediato con l’assessore regionale alla Pesca – aggiunge. Una volta esaminati i dati chiederemo un incontro a Bruxelles per affrontare questo problema che coinvolge centinaia di pescatori”.
    Nei giorni scorsi anche le cooperative di pescatori di Sciacca hanno denunciato la drammatica riduzione di specie ittiche nel Mediterraneo e hanno partecipato a un’audizione della commissione attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana.

    Lo spopolamento dovuto all’eccessivo sfruttamento delle risorse del Mediterraneo non è certo una novità: già nel 2020 Domitilla Senni, portavoce di MedReAct, organizzazione che si occupa di tutela del Mediterraneo, della biodiversità e del recupero di ecosistemi e stock ittici, sosteneva la lenta agonia del nostro mare. “Le cause sono diverse – affermava – C’entra la crisi climatica, naturalmente, ma soprattutto c’entra la gestione della pesca, tale da far sì che questo mare risulti, secondo i dati FAO, il più sovrasfruttato al mondo”.

    Lo scorso anno, in occasione della giornata internazionale del Mediterraneo celebrata l’8 luglio, l’Europa aveva già esaurito virtualmente le risorse ittiche previste per l’anno.

    Foto Regione siciliana 

  • 25 aprile: ottanta anni fa la Liberazione dai nazifascisti

    25 aprile: ottanta anni fa la Liberazione dai nazifascisti

    Sarà un 25 aprile “sobrio”, così come su richiesta del Ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, ma la festa della Liberazione dai nazifascisti, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario, verrà celebrata nonostante il lutto nazionale in vigore per la morte di sua Santità Papa Francesco.

    La capitale, Milano, Napoli, Firenze, Bologna: sono solo alcune delle città simbolo e domani saranno protagoniste delle manifestazioni dedicate alla Resistenza contro il nazifascismo con la partecipazione di migliaia di persone, tra cui sindacati, associazioni e giovani studenti. Per l’occasione, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si recherà a Genova per la cerimonia al teatro Ivo Chiesa alle 12, con quattro ore di anticipo rispetto il programma iniziale per poi rientrare a Roma e accogliere i capi di Stato per il funerale di Papa Francesco.

  • Adrano, sequestro beni per 1,3 milioni al clan Scalisi

    Adrano, sequestro beni per 1,3 milioni al clan Scalisi

    Beni per oltre 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle di Catania a figure di spicco di un noto clan di Adrano, Scalisi. Tra i beni 6 fabbricati, 1 terreno, 3 autovetture 1 moto, una ditta individuale e rapporti finanziari.

    L’indagine completa rientra nell’ambito dell’operazione “Follow the Money”, che aveva già condotto nel 2021 ad una prima importante aggressione patrimoniale nei confronti degli esponenti del predetto clan adranita, grazie al sequestro preventivo, ai sensi dell’articolo 240-bis del codice penale, di beni e disponibilità per un valore di circa 75 milioni di euro, risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

  • Morte Papa Francesco, a Roma il supporto della Protezione Civile della Regione Siciliana

    Morte Papa Francesco, a Roma il supporto della Protezione Civile della Regione Siciliana

    La Protezione civile della Regione Siciliana, in collaborazione con il coordinamento tra le Regioni e con il dipartimento nazionale di Protezione civile, su indicazione del governatore Renato Schifani, darà il proprio contributo alle iniziative di assistenza e accoglienza alle centinaia di migliaia di pellegrini che si recheranno a Roma in occasione dei funerali di papa Francesco, in programma sabato prossimo.

    Il dirigente generale Salvo Cocina ha infatti disposto l’invio di una colonna mobile di 12 mezzi con 43 volontari, coordinati da tre funzionari regionali. I volontari provenienti dalle varie zone della Sicilia si sono radunati ieri sera a Messina e sono giunti in mattina a Roma, dove alloggiano nel campo allestito a Centocelle. 

    Le squadre della Protezione civile siciliana forniranno supporto ai pellegrini fino a domenica 27 aprile. Lavoreranno fianco a fianco con i colleghi delle altre Regioni per garantire un’accoglienza ordinata e un’assistenza efficace a tutti coloro che giungeranno nella Capitale.

  • Morte di Papa Francesco, il commosso omaggio dei fedeli

    Morte di Papa Francesco, il commosso omaggio dei fedeli

    Folla di fedeli a San Pietro per Papa Francesco, morto lunedì mattina in seguito a un ictus. Ordinata e composta, la lunga fila di fedeli si snoda attraverso l’unico accesso dalla Porta Santa, lungo la navata centrale per poter salutare il Papa, in un commosso silenzio.

    Il corpo di Bergoglio sarà esposto nella Cattedrale per i prossimi tre giorni, prima del funerale in programma per sabato 26 aprile, e la successiva tumulazione in Santa Maria Maggiore. Funerali che, come previsto, attireranno migliaia di persone, oltre ai numerosi capi di stato che hanno comunicato la propria presenza, a cominciare dal presidente degli Stati uniti d’America, Donald Trump.

    La sfida per Roma

    “Una grande sfida – ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo ai microfoni di Skytg24. Ci sarà il combinato tra una quantità molto significativa di persone e la presenza di personalità internazionali con sistemi di protezione e sicurezza importanti. Questi due elementi renderanno complessa la gestione. Ma – ha aggiunto – c’è tanta professionalità, dalle forze dell’ordine ai volontari della Protezione civile”.

    Il piano di vigilanza

    Il Piano di vigilanza è stato già avviato, con centinaia di pattuglie intorno a San Pietro. Per le giornate di venerdì e sabato è previsto un dispiegamento di oltre 2000 agenti. In queste ore sono centinaia gli agenti impegnati nei servizi di viabilità e di sicurezza urbana nell’area di San Pietro, oltreché di supporto per le esigenze legate all’afflusso dei fedeli, anche in concorso con le altre forze di polizia, a cui si aggiungono ulteriori unità, in abiti civili, per il contrasto a fenomeni illegali e di abusivismo.

    Intanto, i cardinali di tutto il mondo stanno raggiungendo il Vaticano per i funerali del Papa e per le Congregazioni generali in vista del Conclave che eleggerà il successore di Bergoglio. Come stabilito dalle norme, potranno votare solo i cardinali che non hanno ancora compiuto 80 anni.

    In totale i cardinali elettori sono 135. Per avere il nuovo Pontefice serviranno i 2/3 dei voti. 

  • Librino, dopo 25 anni una Torre verso il completamento

    Librino, dopo 25 anni una Torre verso il completamento

    Dopo oltre 25 anni una delle due torri di Librino va verso il completamento: meno di un mese fa, infatti, è arrivata l’approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale presieduta dal sindaco Enrico Trantino.

    I lavori per il completamento della Torre in viale San Teodoro a Librino sono già partiti, il finanziamento, reso possibile da risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per un valore di 6,2 milioni di euro, prevede il recupero funzionale dell’edificio di edilizia economica e popolare.

    Lo scorso 18 aprile il sindaco Enrico Trantino, accompagnato dall’assessore ai Lavori pubblici Sergio Parisi, ha effettuato un sopralluogo nel cantiere, atteso da tempo dai tanti cittadini in lista d’attesa per un alloggio. L’edificio, di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania, è composto da 72 alloggi distribuiti su dodici piani residenziali, sovrastanti quattro livelli basamentali destinati a parcheggi, negozi, depositi e uffici, come previsto dal Piano di Zona del quartiere Librino.

    Con le risorse attualmente disponibili si interverrà sui sei piani superiori (dal 13° all’8°), per  36 alloggi. I lavori comprendono il ripristino delle strutture interne ed esterne, il rifacimento degli impianti elettrici, idrici e fognari, l’installazione di sistemi di climatizzazione e produzione di acqua calda, l’adeguamento antincendio e l’installazione di impianti fotovoltaici. Saranno inoltre installati due ascensori e completate le opere di accessibilità, in conformità alle normative vigenti.

    Per i restanti sei piani inferiori, con altri 36 alloggi è già stato stanziato un ulteriore finanziamento di 5.600.000 euro da parte del Dipartimento regionale delle Infrastrutture, che permetterà in tempi brevi l’affidamento dei lavori tramite appalto integrato a cura dell’Iacp. L’obiettivo è avviare anche questa seconda tranche entro la fine del 2025.

    “Finalmente, grazie a una sinergia istituzionale concreta, restituiamo dignità a un edificio che per troppi anni ha rappresentato l’abbandono. Questo cantiere non è solo edilizia, ma un messaggio di fiducia per Librino e una risposta concreta all’emergenza abitativa”, ha dichiarato il sindaco Enrico TrantinoL’assessore Parisi ha aggiunto: “Siamo riusciti ad avviare in tempi record un progetto strategico per la città. Un risultato ottenuto grazie all’indirizzo del sindaco, alla collaborazione dell’IACP e all’impegno instancabile dei tecnici del Comune. È una risposta concreta ai cittadini che attendono da anni una casa.” 

    Secondo le previsioni tecniche, i lavori dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2026, permettendo l’assegnazione degli alloggi già nel primo semestre del 2027.