Categoria: Cronaca

  • In possesso di migliaia di file pedopornografici: otto indagati e tre arresti

    In possesso di migliaia di file pedopornografici: otto indagati e tre arresti

    Tre persone trovate in possesso di migliaia di file pedopornografici sono state arrestate dalla polizia postale nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Catania per sfruttamento sessuale di minori online. Otto gli indagati in Sicilia, alcuni utilizzatori degli account con i quali erano stati condivisi e scaricati immagini e video di pornografia minorile. Gli approfondimenti investigativi del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale di Catania hanno consentito alla Procura del capoluogo etneo di emettere decreti di perquisizione personale e informatica nei confronti di otto indagati. Durante le operazioni nei dispositivi in uso a tre di loro è stato trovato un ingente quantitativo di immagini e video pedopornografici, circostanza che ha determinato il loro arresto in flagranza di reato, successivamente convalidato dai Gip di Catania, di Ragusa e di Siracusa. Gli indagati sono di varie estrazioni sociali, tutti di sesso maschile con età compresa tra 40 e i 60 anni e sono residenti nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa.

     

     

  • Incidenti stradali, due vittime in poche ore

    Incidenti stradali, due vittime in poche ore

    Un incidente mortale di è verificato ieri sera nella zona nord di Catania, nei pressi dei Due obelischi. Lo scontro ha interessato un motociclista 64enne che ha avuto la peggio e un secondo ferito ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cannizzaro. E un altro tragico incidente si era verificato ieri pomeriggio a Giarre dove a perdere la vita è stato un motociclista di 43 anni, originario di Catania.

  • Convalidato l’arresto della donna che ha gettato la figlia dal balcone

    Convalidato l’arresto della donna che ha gettato la figlia dal balcone

    Resta in carcere la quarantenne di Misterbianco che il 30 maggio scorso ha lanciato la figlia di sette mesi in strada dal terrazzo di casa provocandole ferite mortali.

    A deciderlo il gip di Catania che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del sostituto Francesco Augusto Rio, convalidando l’arresto della donna, che ha ammesso le proprie responsabilità per l’omicidio volontario. Il giudice per le indagini preliminari ha emesso nei confronti dell’indagata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

    Questo pomeriggio si sono svolti i funerali della piccola Maria Rosa nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Misterbianco, tanta la partecipazione da parte della cittadinanza che ha voluto salutare la piccola.

    Il drammatico gesto compiuto dalla madre è stato ritenuto legato a problemi di fragilità psicologica acuiti da una grave crisi post partum che l’aveva portata a “rifiutare la bambina”.

  • Daspo Willy per tre minorenni che hanno aggredito una coetanea straniera

    Daspo Willy per tre minorenni che hanno aggredito una coetanea straniera

    Il Questore di Siracusa oggi ha emesso il cosiddetto Daspo Willy per tre minorenni, due quindicenni ed una quattordicenne, protagoniste di una brutale aggressione avvenuto il 26 aprile scorso ad Avola, la vittima una ragazzina straniera, presa a calci e a pugni dalle coetanee.

    Le tre minorenni hanno il divieto per due anni di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, ne potranno sostare nelle loro immediatezze.

    Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona, la polizia è riuscita a indentificare i colpevoli inserendo nel registro degli indagati cinque minori, quattro femmine ed un maschio, accusati di lesioni personali.

    Il Daspo Willy è così chiamato in memoria di Willy Monteiro Duarte, giovane ucciso a seguito di un pestaggio avvenuto a Roma nel settembre del 2020 mentre cercava di difendere un amico in difficoltà.

     La polizia di Avola fa sapere che nei prossimi giorni organizzerà dei servizi di controllo nei luoghi di aggregazione giovanile finalizzati a frenare il fenomeno del Bullismo sempre più dilagante fra i ragazzi.

  • Piano carceri: la Corte dei conti boccia la Sicilia

    Piano carceri: la Corte dei conti boccia la Sicilia

    Sovraffollamento, mancanza di interventi straordinari e condizioni generali che necessitano azioni urgenti. C’è anche la Sicilia, insieme a Lombardia, Puglia, Campania, Lazio, Veneto, e tra le regioni bocciate sull’attuazione del ‘Piano Carceri’.

    È quanto rivela l’analisi dell’attuazione del piano, A dieci anni dalla conclusione della gestione commissariale, Una situazione delicata che, in alcuni casi, assume i contorni dell’emergenza. Lo sottolinea la Corte dei conti nella relazione “Infrastrutture e digitalizzazione: Piano Carceri”, approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato

    Accanto alla necessità legata alla creazione di nuovi posti detentivi, si legge nel documento, emergono la mancata realizzazione di numerosi interventi e l’urgenza di completare quelli di manutenzione straordinaria già avviati, per migliorare le condizioni ambientali, igienico-sanitarie e di trattamento all’interno degli istituti.

    Sarebbero numerose le cause di questi ritardi secondo la Corte: dalle inadempienze contrattuali da parte delle imprese, ai mutamenti repentini delle esigenze detentive rispetto al passo dei lavori, fino alle carenze nei finanziamenti necessari per attuare le modifiche progettuali.

    Importante poi, secondo i giudici contabili, applicare il principio dell’individualizzazione della pena, che impone una corretta collocazione dei detenuti all’interno delle strutture in base alla loro condizione giuridica e alle esigenze trattamentali.

    Pianificare le risorse con una stima realistica dei costi, nonché monitorare attentamente gli interventi nel rispetto dei cronoprogrammi procedurali e finanziari, le raccomandazioni della Corte all’Amministrazione e al nuovo Commissario straordinario

  • Catania Air Show 2025: in migliaia al Lungomare per lo spettacolo delle Frecce Tricolori

    Catania Air Show 2025: in migliaia al Lungomare per lo spettacolo delle Frecce Tricolori

    È stato il suggestivo brano “Gli uccelli” di Franco Battiato ad aprire il primo Catania Air Show. Piazza Franco Battiato, con l’Etna alle spalle e il mare di fronte, è stata lo scenario ideale per l’ evento che ha radunato una folla composta da migliaia di persone, famiglie, bambini e appassionati di ogni età. 
    Organizzato dall’Aero Club di Catania con il patrocinio dell’Aeronautica Militare e del Comune, l’Air Show ha messo in scena uno spettacolo che ha unito precisione militare, capacità operative e potenza scenica.
    Ad assistere all’evento, anche il ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, il generale Francesco Saverio Agresti e il colonnello Stefano Spreafico, comandante dell’aeroporto di Sigonella.
     
    A rompere il silenzio iniziale sono stati i velivoli dell’Aero Club, seguiti da una spettacolare dimostrazione operativa dei Canadair impegnati in un lancio d’acqua, a simulare un intervento antincendio. Poco dopo, il cielo si è acceso con le evoluzioni acrobatiche di Augusto Fonti e del suo RV10: rotazioni, picchiate e risalite eseguite con estrema precisione e ritmo incalzante.
    A dominare la scena, nella fase centrale, è stata la spettacolare sfilata degli elicotteri. Prima l’AW139 della Guardia Costiera, poi la formazione congiunta SH 90, H101 e AB212 del Maristaeli, a testimoniare il coordinamento delle forze navali. A seguito, il passaggio dell’AW139 della Polizia di Stato, poi il PH139D della Guardia di Finanza, la Guardia costiera ha simulato una verricellata per un recupero dalla scogliera, e infine l’AW169 dei Carabinieri, tutti impiegati in sorvoli perfettamente coordinati che hanno mostrato la versatilità dei mezzi nelle missioni di sicurezza e soccorso.
     
    Il momento tecnico più coinvolgente è arrivato con la simulazione SAR (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare, durante la quale l’elicottero HH139 ha eseguito una manovra di recupero in mare in condizioni simulate di emergenza. Subito dopo, la manovra “Renegade” ha rappresentato uno scenario di difesa aerea reale: gli F2000-A Eurofighter del 37° Stormo e i P-72A del 41° Stormo hanno eseguito un’intercettazione tattica in volo che ha lasciato il pubblico col fiato sospeso.
     
    Ma l’apice emotivo, spettacolare e simbolico è stato, come previsto, l’arrivo delle Frecce Tricolori. La “regia”  era del comandante, il tenente colonnello pilota Franco Paolo Marocco del 313º gruppo addestramento acrobatico, all’opera da piazza Battiato. La performance  si è aperta con una formazione compatta di dieci aeroplani, che ha eseguito una manovra iniziale per poi suddividersi in due sezioni distinte: la prima composta dai Pony 1 e dai Pony 5 (nel gergo l’appellativo identifica i piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), associato a un numero che individua la loro posizione all’interno della formazione) la seconda dai Pony 6 e dai Pony 9, a cui si aggiunge il solista, vera e propria “terza sezione” in termini narrativi. Da lì è iniziato un fitto alternarsi di figure e incroci mozzafiato.
     
    Il programma, concepito per non lasciare mai il cielo vuoto, ha accompagnato il pubblico in un crescendo di emozioni. Tra le figure più spettacolari, la “scintilla tricolore”: nove velivoli che si aprono contemporaneamente in ventaglio disegnando altrettanti spicchi di fumo tricolore, per poi ritrovarsi in un ricongiungimento tecnicamente complesso e visivamente magnetico. Una manovra il cui nome è stato scelto nel 2015.
     
    A chiudere lo spettacolo la grande virgola nel cielo disegnata dalla pattuglia e attraversata verticalmente dal solista: una firma in aria, ormai simbolo inconfondibile della PAN. Il tutto raccontato dallo speaker ufficiale, Giovanni Lopresti,  che ha illustrato  in tempo reale ogni passaggio, mentre una colonna sonora selezionata -da “Con te partirò” a “Divenire” di Ludovico Einaudi fino alla Turandot di Puccini- restituiva al pubblico una dimensione quasi cinematografica.
    Parallelamente allo show in volo, il Villaggio Azzurro ha ospitato stand informativi, simulatori delle Frecce Tricolori, attività per i più piccoli e momenti divulgativi curati dal 41° Stormo di Sigonella, consolidando il ruolo dell’evento anche come strumento di formazione civica e promozione della cultura aeronautica.
     
    Per il primo cittadino, Enrico Trantino, “Il Catania Air Show 2025 ha trasformato i nostri cieli in un palcoscenico di orgoglio, speranza e rinascita. Le Frecce Tricolori e tutte le esibizioni aeree hanno acceso l’entusiasmo della città, dipingendo nell’azzurro sopra di noi la voglia di futuro che anima Catania. È stata molto più di una manifestazione: è un segnale potente, un’iniezione di fiducia collettiva. – ha detto il sindaco- Abbiamo visto la bellezza del lavoro corale, l’eccellenza delle nostre Forze Armate, la partecipazione viva dei cittadini. Ringrazio chi ha reso possibile tutto questo”
     
    Soddisfatto il direttore della manifestazione, Giuseppe Lo Cicero. 
    “Siamo commossi per l’accoglienza della città, particolarmente fieri per l’esito della manifestazione. È merito della grande sinergia che ha visto impegnati, per mesi, civili e militari. Uno dei compiti fondamentali dell’Aero Club d’Italia è la promozione e diffusione della cultura aeronautica, un patrimonio che si fonda sull’ amicizia e la collaborazione. Ci auguriamo che Catania ospiti di nuovo questo grande evento”.
     
    Per Antonello Calabrese, coordinatore militare dell’evento, non è stato solo uno spettacolo, ma una dichiarazione: Catania ha alzato lo sguardo, ha trovato nel cielo un nuovo spazio di coesione, di orgoglio e di futuro.
  • Strage di Monreale, fermato un 18enne

    Strage di Monreale, fermato un 18enne

    C’è un altro fermato per la strage di Monreale. La notte tra sabato e domenica scorsi, i carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito allo Zen un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura, nei confronti di un 18enne palermitano, Samuel Acquisto, accusato – in concorso – del reato di strage. 

    Sarebbe lui uno dei giovani che avrebbero istigato Salvatore Calvaruso a esplodere i colpi di pistola che hanno ucciso tre persone: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Acquisto sarebbe stato alla guida del mezzo a due ruote dal quale Calvaruso ha sparato i colpi ad altezza d’uomo. Anche in questo caso, determinanti sono state le immagini registrate dai vari impianti di videosorveglianza presenti nei luoghi. 

    Mentre erano in corso gli accertamenti tecnici sul motociclo da parte dei Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche, il 18enne si è consegnato spontaneamente agli inquirenti, accompagnato dal proprio legale di fiducia, ed ha ammesso di essere stato presente durante la sparatoria. Al termine dell’interrogatorio, i Pubblici Ministeri hanno disposto il suo fermo che è stato immediatamente eseguito dai Carabinieri. L’indagato si trova nella Casa Circondariale di Palermo “Pagliarelli”. 

    Intanto ieri, diciassette parrocchie, sei associazioni civiche e tanti cittadini hanno manifestato in piazza contro l violenza di strada dopo i drammatica fatti di Monreale. Un fiume di persone che, partito da piazza Marina, ha attraversato il centro città in silenzio con le fiaccole accese in mano. Una carovana in memoria dei tre ragazzi uccisi a Monreale e per dire no alla violenza di strada. In testa al corteo uno striscione con la scritta: ‘Non uccidere, la vita è sacra’

  • Catania, auto si schianta conto la vetrina di un negozio

    Catania, auto si schianta conto la vetrina di un negozio

    Una vettura si è schiantata contro la vetrina di un negozio di via Umberto a Catania, a pochi metri dalla via Etnea. 

    Ci sarebbe stato un anziano alla guida, un probabile malore ancora da confermare, gli avrebbe fatto perdere il controllo della macchina. In auto con lui anche la moglie, entrambe i coniugi sono stati soccorsi da personale del 118 ma non avrebbero riportato ferite. 

    Nell’incidente sono rimasti coinvolti due giovani che, al momento in cui l’anziano ha perso il controllo del mezzo, stavano percorrendo la via Umberto in scooter. I ragazzi insieme all’uomo alla guida dell’auto, sono stati poi portati in ospedale, le loro condizioni non sembrerebbero gravi.

    Sul posto, oltre al personale medico, presenti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale per ricostruire la dinamica dell’incidente.

  • Agrigento, frode fondi europei: sequestrati beni per oltre un milione di euro

    Agrigento, frode fondi europei: sequestrati beni per oltre un milione di euro

    Una fronde su fondi europei per lo sviluppo regionale e rurale è stata scoperto ad Agrigento dalle fiamme gialle che hanno attuato il sequestro di beni per un milione e 35mila euro nei confronti di due società agrigentine e sei persone fisiche. Sottoposta ad amministrazione giudiziaria una delle società coinvolte. L’indagine ha fatto emergere significative anomalie sulla natura dei rapporti economici in essere tra la società beneficiaria del contributo pubblico e un’impresa edile, risultata assolutamente priva di reale capacità operativa la quale avrebbe emesso fatture fittizie per lavori di ristrutturazione di fatto mai eseguiti, al solo scopo di far ottenere all’impresa destinataria delle false fatturazioni l’illecito accesso al finanziamento pubblico.

     Il denaro percepito con la prima tranche del contributo – attraverso un complesso giro di bonifici tra persone fisiche e giuridiche – sarebbe rientrato nella disponibilità dell’azienda beneficiaria, permettendo agli indagati di simulare il pagamento di ulteriori fatture, utilizzate a loro volta per richiedere fraudolentemente – con un nuovo “stato d’avanzamento lavori” – la seconda tranche di risorse pubbliche. Lo stesso modus operandi è stato poi utilizzato per commettere un’ulteriore frode, sempre ad opera della medesima impresa edile, che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per consentire a una ditta individuale – formalmente intestata a un prestanome ma di fatto gestita dal nucleo familiare in questione – di ottenere un contributo a fondo perduto erogato con risorse pubbliche del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. 

    In questo caso i fondi pubblici, illecitamente ottenuti attraverso il collaudato meccanismo delle false fatturazioni, sarebbero stati dirottati verso altre attività economiche, comunque riferibili ai medesimi indagati. Sono state, pertanto, denunciate alla Procura Europea 6 persone fisiche per truffa aggravata ai danni dello Stato, frode fiscale ed autoriciclaggio, mentre 3 società sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato ai sensi del decreto legislativo 231/2001. Le suddette ipotesi investigative, dapprima vagliate e condivise dal Procuratore Europeo delegato di Palermo titolare delle indagini e, successivamente, accolte dal GIP del Tribunale di Agrigento, hanno portato all’emissione dei richiamati provvedimenti cautelari reali, la cui esecuzione ha consentito di sequestrare denaro, beni mobili e immobili e quote societarie per circa 700 mila euro nonché di sottoporre ad amministrazione giudiziaria una delle tre società coinvolte, risultata ancora in attività con un giro d’affari di oltre 1,6 milioni di euro. Si evidenzia, in ogni caso, che nei confronti dei soggetti coinvolti vige la presunzione di non colpevolezza e le ipotesi accusatorie dovranno essere verificate in sede processuale. La Procura Europea e la Guardia di Finanza proseguono la loro incessante collaborazione nella repressione delle frodi ai danni del bilancio dell’Unione Europea, anche ricorrendo agli strumenti normativi di aggressione patrimoniale, in quanto solo il corretto impiego dei fondi pubblici favorisce la crescita produttiva ed occupazionale del Paese, mentre l’illecita appropriazione di tali risorse rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo.

  • Migranti: 670 gli ultimi sbarcati a Lampedusa

    Migranti: 670 gli ultimi sbarcati a Lampedusa

    Sono 670 i migranti approdati a Lampedusa ieri, nell’arco di una decina di ore. Dieci i barconi, partiti dalla Libia, che sono stati soccorsi dalle motovedette di Capitaneria, guardia di finanza e Frontex. Uno, invece, salpato da Monastir in Tunisia, con a bordo 49 sedicenti guineani, sudanesi e nigeriani è riuscito ad arrivare direttamente a Cala Galera. A bloccare il gruppo sono stati i carabinieri della tenenza che non hanno scoperto l’imbarcazione utilizzata per la traversata che, secondo i profughi, è costata 500 euro a testa. All’hotspot, da dove sono stati trasferiti 580 persone, in serata si è arrivati ad ospitare 765 migranti.