Categoria: Cronaca

  • “Datemi i soldi o vi vengo a cercare”: Catania, arrestato un posteggiatore abusivo

    “Datemi i soldi o vi vengo a cercare”: Catania, arrestato un posteggiatore abusivo

    CATANIA. Un 35enne di origini marocchine è stato arrestato dalla polizia a Catania per tentata estorsione per avere minacciato due persone che si erano rifiutati di pagare 5 euro per il parcheggio della loro automobile in una strada pubblica del centro prima di andare a cenare in un ristorante. A uno di loro avrebbe detto “qui siamo a Catania, funziona così: o date i soldi o vi vengo a cercare, ho preso il numero di targa” e poi lo avrebbe colpito con lievi schiaffi al volto e alla nuca.

    L’aggressione è stata ripresa con uno smartphone. Sul posto sono intervenuti agenti delle volanti della questura che hanno bloccato il 35enne che ha tentato inutilmente di fuggire, cosa che è riuscita a un secondo posteggiare abusivo che era con lui. La polizia ha verificato che l’arrestato ha precedenti per spaccio di droga, rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Su richiesta della Procura di Catania, il gip ha convalidato l’arresto e applicato nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere

  • Pietro Signoriello è il nuovo prefetto di Catania

    Pietro Signoriello è il nuovo prefetto di Catania

    l Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha deliberato il conferimento delle funzioni di prefetto di Catania al prefetto Pietro Signoriello, che attualmente svolge le funzioni di prefetto di Trieste, anche con funzioni di Commissario del Governo per la Regione Friuli-Venezia Giulia”.  Lo riferisce il comunicato di Palazzo Chigi al termine della riunione.

    Nato a Santa Maria a Vico (Caserta) il 21 gennaio 1965, coniugato con due figlie, il prefetto Signoriello si laureato in Giurisprudenza all’università di Messina, ed ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.
    Entrato nei ruoli dell’amministrazione civile dell’Interno nel 1990, è stato assegnato alla Prefettura di Treviso, dove ha ricoperto diversi incarichi.Nel 2006 è stato trasferito nella prefettura di Venezia dove ha svolto le funzioni di capo di Gabinetto.

    Nel 2008 è stato nominato vice prefetto vicario presso a Grosseto e, successivamente, ha ricoperto lo steso incarico a Treviso, dal 2010-2019. Dal 1 aprile 2019 ha ricoperto l’incarico di prefetto di Vicenza. Dal 9 gennaio 2023 ha assunto l’incarico di prefetto di Trieste e commissario del Governo nella Regione Friuli – Venezia Giulia. Nel corso della carriera è stato presidente coordinatore della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Verona – sezione di Treviso, nonché Componente del Comitato regionale di Controllo di Treviso. Nell’ambito della propria esperienza professionale, ha espletato diversi incarichi commissariali in amministrazioni locali. Ha ricoperto le funzioni di commissario straordinario dell’Azienda Consorzio Trasporti di Treviso.

     

    Fonte e foto Ansa

  • Autorità di bacino, 3,6 milioni per 73 progetti di manutenzione dei corsi d’acqua

    Autorità di bacino, 3,6 milioni per 73 progetti di manutenzione dei corsi d’acqua

    Stanziati 3,6 milioni di euro per finanziare 73 progetti in altrettanti territori comunali della Sicilia destinati alla manutenzione dei corsi d’acqua e al monitoraggio di opere già realizzate nei Comuni montani. È questo il contenuto del decreto pubblicato dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione, che sfrutta le risorse ministeriali contenute nel “Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit)” per gli anni 2022 e 2023. Poco più di 16 milioni di euro destinati alla Sicilia per la realizzazione di interventi finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione della montagna.
    Grazie alle risorse impegnate adesso, i Comuni siciliani beneficiari del finanziamento potranno, tra le altre cose, provvedere alla manutenzione dei corsi d’acqua a monte dei centri abitati, o a valle se intersecano luoghi considerati strategici; avviare la pulizia dei canaloni ed effettuare il monitoraggio di opere già realizzate sulle quali non è stata eseguita la manutenzione.
    Otterranno i soldi tutti quei Comuni che hanno risposto al bando emanato dall’Autorità di bacino nei mesi scorsi, presentando progetti meritevoli di intervento. Esclusi, invece, i progetti che non sono stati ritenuti in linea con le finalità indicate dal bando e le istanze con carenze documentali.
    L’Autorità di bacino adesso stipulerà una convenzione con gli enti locali che diventano soggetti attuatori; beneficeranno del decreto di impegno delle somme e dovranno concludere gli interventi entro il mese di giugno 2026. L’Autorità, infine, effettuerà un controllo successivo per verificare l’utilizzo adeguato dei fondi.
  • Non calano i prezzi per diesel e benzina: il Codacons annuncia esposto

    Non calano i prezzi per diesel e benzina: il Codacons annuncia esposto

    “Dopo il riallineamento delle accise disposto dal governo, i prezzi dei carburanti alla pompa stanno subendo modifiche non omogenee, con un deciso aumento del gasolio ma ribassi minimi per la benzina, come rilevato peraltro dal report di Staffetta Quotidiana”. È quanto afferma il Codacons, che ha deciso in Sicilia di intervenire a tutela degli automobilisti: l’associazione sta infatti preparando «un esposto alle 9 Procure siciliane affinché aprano indagini sul territorio alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata e aggiotaggio.

    “Per effetto del riordino delle accise i listini alla pompa della benzina avrebbero dovuto subire una generalizzata diminuzione per 1,5 centesimi di euro a partire dal 15 maggio scorso, ma sulla rete si assiste a riduzioni minime dei prezzi della verde – spiega il Codacons – Al contrario il gasolio ha registrato un deciso rialzo come effetto della misura fiscale, portando un pieno a costare 0,915 euro in più a vettura. Un andamento anomalo quello dei listini dei carburanti che potrebbe essere frutto di manovre speculative tese a danneggiare i consumatori!.

    Foto Adoc nazionale 

  • Lotta alle mafie, l’albero di Falcone nei terreni confiscati alla Camorra

    Lotta alle mafie, l’albero di Falcone nei terreni confiscati alla Camorra

    Un ramoscello dell’Albero di Giovanni Falcone sarà piantato sui terreni confiscati al clan dei Casalesi, come simbolo della lotta contro tutte le mafie. E’ l’iniziativa promossa da Coldiretti, Comando del Corpo Forestale dei carabinieri e Distretto Rotary 2080 nell’ambito della presentazione a Roma dell’8 Rapporto Agromafie. Il vaso con la piantina è stato consegnato dal Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, comandante delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, e dal Governatore Rotary Club 2080 Guido Franceschetti a Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti e a Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti e dell’Osservatorio Agromafie.

    Coldiretti ha deciso quindi, spiega la stessa confederazione in una nota, “di donare l’albero alla Cooperativa Sociale Terra Felix, un acceleratore di attività e di progetti culturali e sociali a vocazione ambientale attivo nell’area che si estende dalla periferia nord di Napoli a quella sud di Caserta, già vincitrice del premio all’innovazione Oscar Green. Sviluppa progetti educativi, sociali e ambientali anche su beni confiscati alla camorra, coinvolgendo persone con disabilità, giovani, scuole e comunità locali”. Alla cerimonia hanno preso parte i rappresentanti della cooperativa assieme all’ex Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco e a Massimo Ferraro, Direttore Fondazione Osservatorio Agromafie.

  • Sgominata piazza di spaccio nell’acese: 14 arrestati riconducibili al clan mafioso Santapaola-Ercolano

    Sgominata piazza di spaccio nell’acese: 14 arrestati riconducibili al clan mafioso Santapaola-Ercolano

    Sgominato un gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti tra cui cocaina, crack, marijuana e skunk, operante nel territorio tra Aci Catena e Acireale e riconducibile alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. 14 gli indagati tra Catania e Reggio Calabria, per dieci di loro, compresa una donna, è stato disposto il carcere, per due gli arresti domiciliari e per altri due l’obbligo di dimora.

    Il provvedimento, emesso dal gip di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura etnea, è stato eseguito da oltre 200 carabinieri del comando provinciale di Catania, con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma: lo squadrone eliportato “Cacciatori Sicilia”, aliquota di primo intervento e nuclei cinofili ed elicotteri. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, per associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni, lesioni aggravate e ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini, svolte dagli investigatori della compagnia carabinieri di Acireale, hanno permesso di ricostruire l’operatività di un gruppo operativo tra Aci Catena e Acireale, legato alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano di Cosa nostra di Catania, che gestiva un traffico di cocaina, crack, marijuana e skunk. L’organizzazione, secondo la Procura di Catania, si sarebbe avvalsa, inoltre, della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo e dall’appartenenza mafiosa per controllare il territorio e gestire le attività illecite. L’operazione, denominata ‘Cubisia connection’ è ancora in corso.

  • Ponte sullo Stretto, Salvini: “avvio del cantiere estate 2025”

    Ponte sullo Stretto, Salvini: “avvio del cantiere estate 2025”

    I lavori per il Ponte sullo stretto di Messina inizieranno nell’estate del 2025, ha dichiararlo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini durante una conferenza stampa, asserendo che ciò si può auspicare a conseguenza dei pareri favorevoli attesi da Mase e Cipes. 

    “Ci sono stati studi preliminari doverosi e giusti anche dal punto di vista ambientale – ha affermato Salvini, proseguendo – La vita dell’opera stimata è di 200 anni. E’ un ponte a campata unica che non ha precedenti nel mondo. Studiato per resistere a venti e a terremoti, il progetto cambierà la Storia D’Italia e dell’architettura mondiale”.  Il ministro ha infine sottolineato che l’opera è parte di un progetto più ampio di infrastrutture ferroviarie e autostradali.

  • Caltanissetta, precipita dal tetto dove stava lavorando

    Caltanissetta, precipita dal tetto dove stava lavorando

    Deceduto un uomo di 55 anni  in provincia di Caltanissetta, a Serradifalco, caduto da un’altezza di oltre tre metri. L’incidente si è verificato in un supermercato, dove l’uomo stava montando dei pannelli solari. 

    Salvatore Cumbo, questo il nome della vittima,  lavorava come collaboratore scolastico e aveva accettato di sistemare dei pannelli sull’edificio, secondo le prime informazioni, per arrotondare come lavoro occasionale. A niente è servito l’intervento dei sanitari giunti con l’elisoccorso, sul posto presenti i carabinieri per ulteriori indagini.

  • Incendio al CCR di Librino, riaprirà il 21 maggio

    Incendio al CCR di Librino, riaprirà il 21 maggio

    Si è verificato ieri a Catania nel quartiere di Librino un principio d’incendio all’interno del Centro comunale di raccolta (Ccr) di via Biagio Pecorino, le fiamme hanno interessato una zona specifica destinata allo stoccaggio di oli esausti, batterie e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

    A renderlo noto Ecocar ambiente, che gestisce il Ccr, grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, l’incendio è stato prontamente domato, evitando danni estesi e conseguenze per la sicurezza pubblica.

    Dalle prime analisi delle immagini di video-sorveglianza, come si legge nella nota di Ecocar, l’origine dell’incendio non sembrerebbe dolosa, le cause sono in via di accertamento. 

    In via precauzionale, il centro raccolta è stato chiuso al pubblico e riaprirà mercoledì 21 maggio.

  • Rimborsi per voli mai fatti: truffa da 86 mila euro a Regione Siciliana

    Rimborsi per voli mai fatti: truffa da 86 mila euro a Regione Siciliana

    Una truffa ben studiata ai danni non solo della Regione siciliana e delle sue casse, ma di tutta la collettività. È quella messa in atto da uno studente di 26 anni secondo la procura di Catania e scoperta dal del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.

    Il giovane indagato, approfittando dei contributi che il governo regionale e del suo presidente, Renato Schifani ha studiato per calmierare i prezzi degli aerei per i residenti in Sicilia, avrebbe falsificato le carte di imbarco per ottenere il 50 per cento di rimborso per i ticket acquistati. Non certo una bravata: secondo gli investigatori, il 26enne sarebbe riuscito a ottenere 86 mila euro di rimborsi, a fronte di 892 false pratiche di volo in un mese.

    La finanza ha eseguito un sequestro di beni per equivalente. 
    Le indagini sono state avviate dopo la denuncia della Regione Siciliana, che ha bloccato gli altri pagamenti, sull’anomalia riscontrata sulle domande presentate dal 26enne sulla piattaforma SiciliaPei – Bando Caro Voli.

    Secondo l’accusa, per mettere in atto la truffa, il 26enne aveva prodotto, attraverso software di grafica e scrittura, carte di imbarco finemente contraffatte riproducenti non solo ogni dettaglio dei documenti originali ma anche il QR Code che ne identifica univocamente le caratteristiche. I finanzieri hanno dovuto vagliare ogni singola istanza. Scoprendo così la truffa che, se portata avanti, avrebbe potuto recare danno non solo alle casse della Regione, ma a tutti i siciliani, mettendo a rischio il contributo che, da quando è stato istituito, ha permesso ai residenti nell’isola di raggiungere Roma e Milano a prezzi più abbordabili.