Categoria: Cronaca

  • Black out elettrico a Catania: interi quartieri senza corrente

    Black out elettrico a Catania: interi quartieri senza corrente

    A Catania, interi quartieri della città, dalla tarda mattinata di oggi, sono rimasti senza corrente elettrica per via – molto probabilmente – delle alte temperature. E in diverse abitazioni si è anche fermata l’erogazione dell’acqua. Enel Distribuzione è al lavoro per ripristinare la situazione e porre rimedio. I tecnici stanno lavorando alle centraline del centro storico e anche a telematicamete a distanza per rimettere in sesto l’intero sistema. 

    Difficile, al momento, comprendere quando tutto tornerà alla normalità.

  • Sfruttamento dei dipendenti, arrestato imprenditore palermitano

    Sfruttamento dei dipendenti, arrestato imprenditore palermitano

    Un imprenditore di Palermo è stato arrestato e posto ai domiciliari per sfruttamento di decine dipendenti in 11 punti vendita attivi nel commercio di vari prodotti, dal vestiario ad articoli di elettronica tra il capoluogo siciliano e Trapani, sequestrati circa 100mila euro, pari al profitto del reato.

    I dipendenti erano soggetti a corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali e comunque sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, costringendo i lavoratori a espletare attività lavorativa “full time”, sebbene assunti formalmente con contratti “part-time” e retribuiti come tali; – violazione della normativa in materia di ferie e riposi che spesso non sono stati concessi.

    E’ risultato che questi utilizzasse gli strumenti di video sorveglianza in uso presso i negozi per controllare a distanza l’operato dei lavoratori e quindi redarguirli in caso di cali delle vendite o prolungati momenti di pausa. Notificato l’avviso di garanzia anche a un secondo imprenditore, formalmente titolare di taluni degli 11 punti vendita, indagato per aver operato in concorso con il primo nelle anzidette condotte delittuose. Sono state altresì deferite le 3 società per responsabilità amministrativa degli enti.

    Per una di queste è scattata anche la misura dell’amministrazione giudiziaria della durata di 1 anno, così da permettere la prosecuzione dell’attività d’impresa sotto il controllo di un Amministratore nominato dal Tribunale di Palermo. Al fine di meglio delineare le responsabilità dei soggetti colpiti dall’odierno provvedimento e acquisire ulteriori elementi utile alla definizione delle indagini sono state disposte dalla Procura di Palermo perquisizioni nelle province di Palermo e Trapani eseguite, contestualmente all’esecuzione della misura, a cura dei militari del Gruppo di Palermo.

     

  • Messina, criminalità organizzata: sequestro da 30milioni di euro a due legali

    Messina, criminalità organizzata: sequestro da 30milioni di euro a due legali

    Un sequestro patrimoniale da 30milioni di euro, eseguito dalle Fiamme Gialle ed emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, è stato applicato nei confronti di due persone ritenute socialmente pericolose ai sensi del Codice Antimafia.

    Il provvedimento è il risultato di mirate investigazioni patrimoniali che hanno riguardato un ex avvocato originario di Messina, attualmente affidato in prova ai servizi sociali ed un legale originario della provincia di Vibo Valentia, ma attivo nel comprensorio peloritano. Gli accertamenti svolti hanno fatto emergere fin da subito il ruolo di rilievo svolto dall’ex avvocato che per anni ha messo a disposizione le proprie competenze professionali a favore di esponenti della criminalità organizzata. Da qui è partita l’analisi puntuale di tutte le attività investigative che lo avevano riguardato ed è stato possibile ricostruire un complessivo profilo di pericolosità sociale.

    Partendo da questo presupposto si è poi potuto determinare che i beni di cui lo stesso disponeva direttamente o indirettamente, non trovavano giustificazione nei redditi nel tempo dichiarati, facendo quindi presumere che gli stessi siano stati accumulati perché frutto di attività illecite. In dettaglio, la pericolosità sociale risulta chiaramente dalle evidenze giudiziarie emerse nell’indagine “BETA”, risalente al 2013 e condotta dalla Procura di Messina, con la quale è stato accertato, nei confronti del principale proposto, il concorso esterno nel delitto di associazione mafiosa per aver fornito uno specifico contributo al perseguimento degli scopi di una consorteria appartenente a cosa nostra e collegata al clan SANTAPAOLA ERCOLANO. L’avvocato – successivamente radiato dall’albo, ha quindi assicurato nel tempo all’associazione mafiosa un’assistenza tecnico legale completa, oltre ad avere partecipato direttamente alla commissione di taluni reati. Lo stesso si è, inoltre, impegnato ad elaborare una serie di strategie societarie e legali volte ad eludere le disposizioni in materia di prevenzione intestando fittiziamente svariate società a terze persone proprio per sfuggire a provvedimenti come quello da poco eseguito. In aggiunta, è stato possibile ricostruire il profilo di pericolosità di un ulteriore soggetto grazie alle risultanze emerse dalla più recente operazione “DEFAULT”, eseguita nel 2019 dalla Procura di Messina con personale della Guardia di Finanza, che hanno fatto emergere un’associazione a delinquere costituita da una serie di professionisti, compresi i destinatari della odierna misura, creata allo scopo di commettere più delitti contro il patrimonio, quali, tra gli altri, bancarotta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio e autoriciclaggio, falso ideologico in atto pubblico e appropriazione indebita. In particolare anche i partecipanti a questa associazione offrivano le proprie competenze a imprenditori insolventi che si rivolgevano a loro per preservare in modo illecito i patrimoni societari dalle procedure esecutive, a scapito dei creditori e del fisco.

    Nel corso di tale procedimento, era stata già applicata una misura cautelare ai due proposti in qualità di promotore e partecipe. L’operazione testimonia ancora una volta la recente evoluzione delle organizzazioni criminali più strutturate che hanno investito nel tempo sulla capacità di avvalersi dei più moderni istituti societari e legali, utilizzando a questo scopo professionisti infedeli. In definitiva la misura di prevenzione patrimoniale ha avuto ad oggetto complessivamente, nr. 7 compendi aziendali comprensivi dei relativi beni patrimoniali, nr. 1 partecipazione di capitale sociale, nr. 1 polizza, nr. 1 conto corrente, nr. 49 beni immobili tra cui alcuni di notevole valore e pregio, nr. 1 motociclo, nella disponibilità diretta e indiretta o comunque riconducibili ai proposti, per un valore complessivo di stima pari a 30 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche un tipico podere nobiliare, immerso nel verde della Toscana, composto da una casa colonica ed abbellito da una pregevole cappella sconsacrata che si ritiene possa coincidere con un’antica rocca risalente al Medioevo. In base alle ricerche storiche, l’immobile sarebbe appartenuto alla famiglia Chigi che su questa rocca fece erigere anche la chiesa ancora esistente dedicata a San Bartolomeo. La Chiesa, ad unica navata,
    risale al 1200. 

    L’esito delle attività testimonia la costante attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, della Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, nonché della Guardia di Finanza di Messina, volta ad assicurare le misure di recupero dei patrimoni della criminalità organizzata, ricorrendo a tutti gli istituti giuridici di aggressione patrimoniale previsti dall’avanzata normativa antimafia nazionale. Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, precisando che il provvedimento di sequestro adottato può essere modificato o annullato attraverso il ricorso agli ordinari mezzi di
    impugnazione e che tali successivi gradi di giudizio, sempre nel contraddittorio fra accusa e difesa davanti al giudice terzo e imparziale, possono anche concludersi con l’esclusione di qualsiasi forma di responsabilità e la restituzione dei beni agli aventi diritto.

  • Cantieri sulla A19, Anas rimuoverà quelli tra Bagheria e Casteldaccia nel fine settimana

    Cantieri sulla A19, Anas rimuoverà quelli tra Bagheria e Casteldaccia nel fine settimana

    Fine settimana senza i cantieri lungo la A19. Dopo mesi di polemiche, botta e risposta e telefonate, la decisione dell’Anas di rimuovere gli intoppi presenti nel tratto compreso tra Casteldaccia e Bagheria, nel palermitano, teatro nelle scorse settimane di file interminabili che hanno causato gravi disagi agli automobilisti, spesso incolonnati per ore sotto il sole cocente.

    È proprio l’Anas ad annunciare in una nota che Con largo anticipo sulla scadenza del 28 luglio, nei prossimi giorni saranno rimossi tutti i cantieri presenti nel tratto di A19 compreso fra Bagheria e Casteldaccia, come deciso nell’incontro tra il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in qualità di commissario straordinario per il coordinamento degli interventi di riqualificazione dell’autostrada e l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme”.


    Venerdì sera verrà portata a termine la rimozione del cantiere di Casteldaccia sulla carreggiata in direzione Catania; l’eliminazione del cantiere sulla carreggiata opposta era già stata fatta due settimane fa.

    Sabato sera sarà invece tolto il cantiere di Bagheria.

    Una decisione possibile anche grazie all’istituzione dei tripli turni su Bagheria. In quel cantiere si è svolta una turnazione h24, tre squadre da otto ore ciascuna, in grado di accelerare la rimozione. 

    A partire da sabato sera la A19 tornerà così libera dalle aree di cantiere presenti in entrambe le direzioni, misura questa che agevolerà gli utenti in transito sulla A19 per l’esodo estivo.
    “La rimozione anticipata dei cantieri è stata decisa anche per favorire gli spostamenti dell’utenza verso il capoluogo siciliano in concomitanza con l’approssimarsi il 15 luglio della festa di Santa Rosalia, Santa patrona della città di Palermo”, conclude la nota.

  • Incidente lungo la A18, auto contro mezzo pesante: rallentamenti

    Incidente lungo la A18, auto contro mezzo pesante: rallentamenti

    I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania, distaccamento di Riposto, sono intervenuti alle ore 10:30 per un incidente stradale sull’autostrada A18, nel tratto compreso tra Giarre e Fiumefreddo.
     
    Nello scontro sono rimasti coinvolti un’autovettura e un mezzo pesante adibito al trasporto di gasolio. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza i veicoli, evitando ulteriori rischi dovuti alla presenza del carburante.
     
    Il conducente del camion ha riportato lievi ferite ed è stato trasportato all’ospedale di Giarre dal personale del 118.
     
    L’autostrada è rimasta transitabile su una sola corsia, in attesa dell’arrivo di un’autogru privata e di un mezzo per il travaso del gasolio dalla cisterna incidentata.
     
    Sul posto anche la Polizia Stradale e i sanitari del 118 per i rilievi e l’assistenza.
  • Evasione fiscale da 26 milioni di euro: smascherato operatore finanziario di Siracusa

    Evasione fiscale da 26 milioni di euro: smascherato operatore finanziario di Siracusa

    La Guardia di Finanza di Siracusa ha fatto luce su un sofisticato sistema di evasione fiscale internazionale. Un cittadino siracusano privo di redditi dichiarati ma con un patrimonio personale importante ha percepito oltre 60 milioni di euro, sottraendosi al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro, tramite una società formalmente registrata a Londra e intestata allo stesso indagato che operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri.

    Il suo stile di vita era finanziato tramite fondi depositati su conti correnti esteri, ai quali erano collegate carte di credito utilizzate in Italia per le spese quotidiane e, soprattutto, per l’acquisto di beni di eccezionale pregio. Durante la verifica fiscale, l’analisi dei dispositivi informatici in uso all’indagato ha permesso di rinvenire un’ingente mole di informazioni: corrispondenza elettronica con i clienti, nonché migliaia di file, tra cui numerosi contratti di intermediazione finanziaria redatti in lingua inglese. Per ricostruire in modo dettagliato l’origine e l’entità dei redditi occultati, si è rivelato fondamentale l’intervento di militari specializzati in informatica forense, disciplina che consente di analizzare dati digitali ingegnosamente nascosti su tablet e cellulari che diventano poi prove determinanti in ambito giudiziario. La traduzione e l’analisi dei documenti hanno fatto emergere l’esistenza di un sistema abilmente organizzato, incentrato su una società formalmente registrata a Londra e intestata allo stesso indagato. 

     Tale società operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri, spesso caratterizzate da un elevato rischio di insolvenza e per questo escluse dai normali circuiti creditizi. Temendo di non ricevere quanto dovuto ovvero di non disporre della merce venduta da tali imprese, i relativi clienti si avvalevano della mediazione della società londinese, che garantiva il buon esito delle operazioni commerciali, assicurando sia l’incasso sia la regolare conclusione della transazione. La società londinese, a sua volta, per fornire le dovute garanzie si rivolgeva a istituti di credito siti in diversi Paesi, presentando falsi estratti conto che attestavano la disponibilità di somme elevate. In questo modo l’indagato, facendo anche leva sulla sua notorietà, induceva le banche a credere di avere fondi sufficienti, convincendole ad anticipare il pagamento della merce al cliente.

    Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che la società londinese, priva di una sede operativa, di fatto era un’entità di comodo, costituita con la sola finalità di celare l’identità del reale beneficiario delle provvigioni: l’agente finanziario e stuntman siciliano. A fronte di tali evidenze, l’analisi approfondita delle movimentazioni bancarie ha permesso di accertare che, nell’arco di un decennio, il soggetto ha percepito redditi – prevalentemente riconducibili a provvigioni – per un ammontare complessivo superiore a 60 milioni di euro, omettendone sistematicamente la dichiarazione all’Amministrazione finanziaria e sottraendosi, conseguentemente, al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro. Per eludere i controlli delle autorità fiscali straniere e non destare alcun sospetto, i flussi di denaro (estero su estero) venivano “mascherati”. I soggetti pagatori ricevevano istruzioni precise per indicare nelle causali dei bonifici la dicitura “prestito personale”, così da far apparire le somme come trasferimenti tra soggetti privati e non come corrispettivi per servizi professionali. Ciò rendeva molto più difficile ricondurre i versamenti a un’attività economica reale. La Procura della Repubblica, sulla scorta degli elementi emersi nel corso delle indagini, ha contestato all’indagato il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, procedendo, altresì, all’acquisizione della documentazione bancaria anche estera mediante l’attivazione di rogatorie internazionali indirizzate a Paesi extraUE, con l’obiettivo di ricostruire l’ammontare complessivo dei redditi ovunque prodotti e delle movimentazioni finanziarie a lui riferibili.

    A tutela – seppur parziale e in fase iniziale – del credito vantato dall’Erario e su disposizione del Tribunale di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo avente a oggetto l’intero compendio patrimoniale dell’indagato presente sul territorio nazionale, comprendente una villa con piscina, una Porsche Taycan di circa 200.000 euro e disponibilità finanziarie su conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati risulta al momento superiore a 1,5 milioni di euro. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione e all’elusione fiscale anche al di fuori dei confini domestici ed evidenzia l’efficacia della cooperazione giudiziaria internazionale e dell’uso delle tecnologie avanzate nell’investigazione dei reati economico-finanziari. Per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità del soggetto indagato sarà definitivamente accertata solo nel caso in cui intervenga una sentenza irrevocabile di condanna

     

  • Piloti F-35, addestramento previsto in Sicilia

    Piloti F-35, addestramento previsto in Sicilia

    La Sicilia sarà il primo luogo al di fuori degli Stati Uniti dove verranno formati i piloti degli F-35. Così come siamo l’unico Paese al mondo dove vengono assemblati gli F-35, a Cameri”. 

    Ad annunciarlo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla base aerea di Decimomannu. “Perché il futuro si costruisce non limitandosi alla difesa ma facendo diventare la difesa un motore sociale, economico e di innovazione tecnologica. E questo ne è l’esempio”, ha aggiunto il ministro.

  • Festa di Sant’Agata, Anastasi:“ Percorso avviato anni fa e portato avanti con coerenza”

    Festa di Sant’Agata, Anastasi:“ Percorso avviato anni fa e portato avanti con coerenza”

    “Esprimo grande soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto: l’avvio dell’iter per il riconoscimento della Festa di Sant’Agata come patrimonio immateriale dell’Unesco segna un momento storico per la nostra città”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Comunale di Catania, Sebastiano Anastasi, ricordando che questa proposta affonda le sue radici nel precedente mandato amministrativo. “Quando ero consigliere comunale e capogruppo di Grande Catania, durante l’amministrazione Pogliese -ha scritto in una nota il presidente del civico consesso etneo- presentai un ordine del giorno per sostenere la candidatura della nostra Festa al riconoscimento Unesco. Il Consiglio Comunale lo approvò all’unanimità, riconoscendone il valore culturale, storico e identitario per Catania. È un percorso che ho avviato personalmente e che oggi, con coerenza e senso di continuità, è stato rilanciato dal capogruppo Mpa Orazio Grasso e approvato nuovamente dall’attuale Consiglio”. Anastasi evidenzia inoltre lo spirito di collaborazione istituzionale che ha caratterizzato l’iniziativa: “Non conta la paternità, ma il risultato. È motivo di soddisfazione vedere che un’idea nata anni fa abbia trovato oggi continuità e concretezza. Un plauso, dunque, all’Amministrazione Comunale e al Consiglio per aver creduto fino in fondo in questo progetto”.

  • Il sindaco di Furci invita Bezos e la moglie: “Da noi trovate il sole e gente vera”

    Il sindaco di Furci invita Bezos e la moglie: “Da noi trovate il sole e gente vera”

    FURCI SICULO. Il sindaco di Furci Siculo (Messina) Matteo Francilia lancia un appello ai Bezos: “Jeffe e Lauren vi aspettiamo a braccia aperte a Fiurci Siculo”. Mentre a Venezia non sono mancate le polemiche per il loro matrimonio c’è un piccolo angolo di Sicilia pronto ad accogliere la coppia. Matteo Francilia, primo cittadino del Comune “bandiera blu” affacciato sul mare a pochi minuti da Taormina, lancia un invito: “Jeff, Lauren… lasciatevi alle spalle la bella laguna con le sue assurde lamentele! Qui a Furci Siculo niente musi lunghi: da noi trovate il sole, il mare e soprattutto gente vera, che vi accoglierebbe a braccia aperte. Nessuna polemica, solo sorrisi! E soprattutto il nostro comune spalanca le porte a chi investe, riconoscendo ancor di più il merito a chi si è fatto da sé come Bezos”.

    “Magari Venezia è splendida, ma da queste parti – aggiunge il sindaco di Furci Siculo – l’atmosfera è un’altra cosa. Qui non suonano campane di protesta, ma risate e mandolini! Venite a trovarci: vi offro personalmente una granita al limone con brioche vista mare. Un invito sincero, da parte di una Sicilia che non ha bisogno di tappeti rossi per far sentire a casa chi arriva. Furci – conclude Francilia – è piccola, ma con un cuore grande. E un alba che non ha nulla da invidiare a nessuna città del mondo”.

  • Caldo ancora in aumento, venerdì “20 bollini rossi”

    Caldo ancora in aumento, venerdì “20 bollini rossi”

    Temperature ancora in aumento nei prossimi giorni, con i bollini rossi che venerdì riguarderanno 20 città italiane. Oggi e domani restano 18, lo stesso numero di ieri. Delle 27 città monitorate nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, oggi e domani hanno il bollino rosso che indica il massimo livello di rischio caldo Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona e Viterbo.

    VENERDÌ DA BOLLINO ROSSO

    Venerdì a questi 18 centri urbani si aggiungeranno Pescara e Venezia, entrambe oggi e domani in arancione. Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino sono ‘rosse’ dallo scorso 26 giugno, nessuna altra città italiana quest’anno ha registrato questa successione – senza alcuna interruzione – di giorni di caldo record. Da segnalare, tornando alla giornata di venerdì, sette bollini gialli (stato di pre-allerta per possibili ondate di calore): Bari, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria.