Categoria: Cronaca

  • Controlli al porto di Palermo, 2 arresti

    Controlli al porto di Palermo, 2 arresti

    I Finanzieri di Palermo a seguito di controlli su navi arrivate da Livorno e Genova nello scalo portuale del capoluogo hanno arrestato due persone su cui pendevano misure di restrizione della libertà personale e che si erano sottratte da tali misure.

    Gli stessi si erano resi irreperibili per la giustizia italiana e si erano stabiliti all’estero. Il primo proveniva dalla Germania e avrebbe dovuto scontare una pena per reati di violenza privata emessa dal Tribunale di Gela. I finanzieri dopo l’arresto lo hanno condotto, come disposto dall’Autorità giudiziaria, agli arresti domiciliari. Il secondo uomo rientrava in Sicilia dalla Svizzera.

    Nei suoi confronti pendeva un provvedimento di carcerazione per vari reati tra i quali truffa e altri contro la persona, emesso a seguito di sentenze emanate dal Tribunale di Trapani. Il condannato è stato quindi tradotto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli – Antonio Lorusso” di Palermo, per l’espiazione delle previste pene. Dall’inizio dell’anno sono stati 4 i soggetti che, volontariamente sottrattisi a misure di restrizione della libertà personale, sono stati fermati dalle fiamme gialle che presidiano il porto di Palermo.

  • Clan Cappello-Bonaccorsi, 5 arresti

    Clan Cappello-Bonaccorsi, 5 arresti

    Cinque persone vicine al clan Cappello-Bonaccorsi sono state arrestate, erano state già condannate per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti e detenzione abusiva di armi. Sono Emilio Cangemi, di 50 anni, Giuseppe Spartano, di 36, Giuseppe Di Stefano, di 48, Giuseppe La Rocca, di 30 e Giovanni Santoro di 42. Coinvolti nell’operazione ‘Minecraft’ eseguita il 28 gennaio del 2021 dalla squadra mobile della Questura di Catania e dallo Sco della polizia. Nei loro confronti sono stati eseguiti cinque ordini di carcerazione emessi dalla Procura generale etnea.

    In quel blitz, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia, furono fermate nove persone ritenute appartenenti al clan Cappello -Bonaccorsi e altre quattro furono arrestate in flagranza perché detenevano numerose armi e diversi quantitativi di stupefacenti per conto della cosca. Durante delle perquisizioni, eseguite nei villaggi balneari di Campo di Mare e Ippocampo di Mare, all’epoca roccaforti di quel gruppo mafioso, fu infatti trovato e sequestrato un arsenale, con fucili d’assalto e di precisione, pistole, innumerevoli munizioni e giubbotti antiproiettile. L’operazione permise, inoltre, di sequestrare oltre 22 chilogrammi di marijuana essiccata e oltre 70 piante e all’attrezzatura necessaria alla coltivazione della droga e al confezionamento di ‘dosi’. In quell’occasione furono anche sequestrati circa 250 mila euro, ritenuti provento di attività criminali.

  • Incendio ad Augusta, Schifani istituisce gruppo di lavoro per emergenza ambientale

    Incendio ad Augusta, Schifani istituisce gruppo di lavoro per emergenza ambientale

    «In seguito al grave incendio verificatosi nel sito di stoccaggio della Ecomac, ad Augusta, e alle criticità ambientali che ne sono derivate, ho disposto l’immediata istituzione di un gruppo di lavoro, sotto il coordinamento della nostra Protezione civile. Ne fanno parte Asp, Arpa, Vigili del fuoco e i Comuni interessati, con l’obiettivo di monitorare, valutare e affrontare tempestivamente ogni ricaduta sulla salute pubblica e sull’ambiente». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

    «Il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina – prosegue Schifani – ha già preso contatto con sindaci e Vigili del fuoco per agire con rapidità, garantendo ai cittadini il massimo supporto. Il governo regionale è al fianco delle amministrazioni locali e delle autorità sanitarie e ambientali, a cui è assicurato tutto il necessario supporto operativo e istituzionale. La tutela della salute dei siciliani e della sicurezza del territorio resta la nostra assoluta priorità».
  • Mafia ed estorsione, 13 arresti tra Agrigento e Caltanissetta

    Mafia ed estorsione, 13 arresti tra Agrigento e Caltanissetta

    Tredici fermi per indiziati di delitto, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di aver agito utilizzando il metodo mafioso, sono stati eseguiti dai carabinieri a Favara, Canicattì, Porto Empedocle, comuni agrigentini, e San Cataldo (Caltanissetta), su ordine della Dda di Palermo.

    Cinque indagati si trovavano già in carcere.  state fatte varie perquisizioni personali e domiciliari delegate dalla Procura distrettuale nei confronti di altre persone indagate. L’indagine nasce nel dicembre 2024 e costituisce il proseguimento di quelle che il 14 gennaio scorso sfociarono nell’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 48 persone presunti esponenti delle famiglie mafiose di Porto Empedocle e di Agrigento-Villaseta, con a capo rispettivamente Fabrizio Messina, di 49 anni, e Pietro Capraro, di 39.

    Gli investigatori dicono che l’indagine dimostra che, “pur essendo stata sensibilmente intaccata nel corso degli anni da varie operazioni, Cosa nostra agrigentina è pienamente operante, dotata di ingenti disponibilità economiche e di numerose armi, per di più in un contesto caratterizzato da una instabilità degli equilibri mafiosi faticosamente raggiunti nel tempo, cui si aggiungono i sempre più pericolosi, persistenti e documentati collegamenti tra gli associati in carcere e quelli in libertà”. I carabinieri hanno scoperto un “sistematico utilizzo di apparecchi telefonici da parte degli uomini d’onore, o di soggetti contigui al sodalizio, durante i rispettivi periodi di detenzione”. Gli indagati sarebbero responsabili di incendi e attentati a imprenditori e negozianti e a spacciatori che non volevano adeguarsi alle imposizioni del clan.

    È emersa la disponibilità di armi degli indagati. Negli atti intimidatori, nel dicembre 2024 ai danni di una rivendita di frutta e verdura di Agrigento e lo scorso mese di giugno ai danni di un panificio di Porto Empedocle, erano stati esplosi a raffica svariati proiettili utilizzando un fucile mitragliatore AK-47.

  • Catania, strisce blu: da settembre nuovi orari e tariffe

    Catania, strisce blu: da settembre nuovi orari e tariffe

    Dal 1° settembre le strisce blu a Catania avranno nuovi orari e tariffe. La giunta comunale, in accordo con Amts, ha disposto una rimodulazione della sosta a pagamento non custodita.

    Nei giorni feriali la sosta sarà attiva dalle ore 8.00 alle 14.00 e dalle ore 15.00 alle 21.00. La tariffa oraria passerà da 0,87 a 0,90 euro, mentre il costo del tagliando per la mezza giornata, valido per sei ore consecutive, sarà di 3,60 euro. L’abbonamento mensile riservato ai residenti avrà un costo di 20,00 euro, aggiornato rispetto all’attuale importo di 18,56 euro.

    Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal primo settembre, a seguito dell’adeguamento operato dall’Amts dei parcometri, delle applicazioni digitali e della segnaletica verticale.

  • Mafia, duro colpo al clan catanese Santapaola-Ercolano: 38 arresti

    Mafia, duro colpo al clan catanese Santapaola-Ercolano: 38 arresti

    Duro colpo al clan mafioso catanese Santapaola-Ercolano, i carabinieri su richiesta della procura hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 38 persone. I reati ipotizzati, nell‘inchiesta denominata “Naumachia”, sono “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “acquisto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti”, “detenzione, porto e cessione di armi comuni e da guerra”, “ricettazione” ed “estorsione”, aggravati dal metodo mafioso. Oltre che nel capoluogo etneo, l’operazione interessa anche le province di Siracusa, Enna, Asti, Agrigento, Caltanissetta, Napoli, Pavia e Palermo. 

  • Catania, tragedia in mare: vigili del fuoco recuperano il corpo di un uomo

    Catania, tragedia in mare: vigili del fuoco recuperano il corpo di un uomo

    Il cadavere di un uomo di 68 anni è stato recuperato nel tratto di mare prospiciente la Stazione centrale di Catania. Il recupero è stato effettuato dai vigili del fuoco, allertati dalla Capitaneria di Porto poco dopo le 13.

    Le dinamiche sono in corso di accertamento. Recuperato dai Vigili del Fuoco, il corpo, è stato poi trasportato per l’identificazione al Porto di Catania presso la Sede della Capitaneria. Presente sul posto anche personale della Polizia di Stato con moto d’acqua e personale della Guardia Costiera
  • Archeologia subacquea, al via la mappatura digitale della secca di Capo Graziano

    Archeologia subacquea, al via la mappatura digitale della secca di Capo Graziano

    Ha preso il via la campagna per la mappatura digitale dei fondali della secca di Capo Graziano a Filicudi, nelle isole Eolie, uno dei più importanti contesti archeologici subacquei del Mediterraneo. Il progetto, realizzato dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana in collaborazione con la startup tecnologica Immersea, permetterà di realizzare un modello tridimensionale dell’area e dei relitti che in essa si trovano. L’intervento si inserisce in una strategia di lungo periodo volta a coniugare innovazione tecnologica, ricerca scientifica e tutela del patrimonio culturale sommerso attraverso un nuovo paradigma: l’oceanografia archeologica.
    Da alcuni anni, la Soprintendenza del Mare realizza un itinerario culturale sommerso nei fondali attorno alla secca di Capo Graziano, visitabile da 

    Ha preso il via la campagna per la mappatura digitale dei fondali della secca di Capo Graziano a Filicudi, nelle isole Eolie, uno dei più importanti contesti archeologici subacquei del Mediterraneo. Il progetto, realizzato dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana in collaborazione con la startup tecnologica Immersea, permetterà di realizzare un modello tridimensionale dell’area e dei relitti che in essa si trovano. L’intervento si inserisce in una strategia di lungo periodo volta a coniugare innovazione tecnologica, ricerca scientifica e tutela del patrimonio culturale sommerso attraverso un nuovo paradigma: l’oceanografia archeologica.

    Da alcuni anni, la Soprintendenza del Mare realizza un itinerario culturale sommerso nei fondali attorno alla secca di Capo Graziano, visitabile da turisti in possesso di brevetto subacqueo e accompagnati da diving center autorizzati. Su un fondale che va dai 5 ai 30 metri di profondità, l’itinerario consente di ammirare numerose anfore, ancore in piombo e litiche e persino un’ala di aliscafo naufragato nella zona, a testimonianza della pericolosità, nei secoli e fino in tempi recenti, della secca. Questa forma di fruizione tradizionale verrà dunque affiancata presto da quella digitale permettendo di conoscere soprattutto i relitti molto profondi, preclusi ai subacquei con brevetto sportivo.
     
    «Quest’attività rappresenta il primo tassello di un progetto pluriennale – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che punta a rendere la secca di Capo Graziano un laboratorio pilota di conservazione preventiva e fruizione intelligente del patrimonio sommerso. Un luogo dove la scienza incontra la storia e la tecnologia apre nuovi orizzonti alla conoscenza e alla tutela».
     
    La mappatura tridimensionale ultra dettagliata dei fondali, obiettivo della campagna, avverrà mediante tecniche avanzate di rilievo fotogrammetrico subacqueo e posizionamento integrato. Il modello digitale verrà costruito a partire dalle immagini di camere stereoscopiche 3D 360° ad altissima risoluzione, abbinate a sistemi di navigazione subacquea basati sul dead reckoning, un metodo per determinare la posizione subacquea basato su rotta e velocità, supportati da moduli ambientali come sonde multiparametriche e sensori geochimici.
     
    Il risultato sarà un modello tridimensionale georeferenziato dei fondali che rappresenta un’infrastruttura scientifica permanente e costantemente aggiornabile. All’interno di questa mappa verranno, infatti, progressivamente localizzati e digitalizzati i relitti già noti, nonché eventuali nuovi ritrovamenti, accompagnati da schede digitali contenenti dati archeologici, geomorfologici e ambientali. Il sistema sarà in grado di analizzare nel tempo le condizioni ambientali e fisico-chimiche dei reperti, correlandole con i dati per elaborare modelli predittivi di rischio e conservazione.
     
    «In questo modo sarà possibile anticipare scenari di degrado, ottimizzare le strategie di monitoraggio e supportare decisioni mirate di tutela e intervento – aggiunge l’assessore Scarpinato – Si tratta di un approccio pionieristico in Europa, che definisce nuovi standard operativi per la gestione intelligente del patrimonio archeologico subacqueo».
     
    L’area prospiciente Capo Graziano è nota fin dagli anni Settanta grazie alle campagne pionieristiche condotte da Luigi Bernabò Brea e Nino Lamboglia, che hanno portato alla luce una straordinaria concentrazione di relitti di epoche diverse, in un’area limitata ma strategica per le rotte antiche; tra i più noti, il cosiddetto Relitto Roghi, divenuto celebre per la suggestiva “piramide di anfore” oggi esposta al Museo archeologico regionale eoliano. A distanza di cinquant’anni, l’attività scientifica riprende in questo sito con nuovi strumenti ad altissima tecnologia, capaci di rivelare il potenziale sommerso in termini culturali, naturalistici e paesaggistici. Capo Graziano conserva numerosi relitti che nel corso dei secoli si sono stratificati, rendendo in passato difficile lo studio e la documentazione. La nuova tecnologia permetterà di creare una mappa aggiornata e realistica del contesto archeologico dei fondali eoliani.

    turisti in possesso di brevetto subacqueo e accompagnati da diving center autorizzati. Su un fondale che va dai 5 ai 30 metri di profondità, l’itinerario consente di ammirare numerose anfore, ancore in piombo e litiche e persino un’ala di aliscafo naufragato nella zona, a testimonianza della pericolosità, nei secoli e fino in tempi recenti, della secca. Questa forma di fruizione tradizionale verrà dunque affiancata presto da quella digitale permettendo di conoscere soprattutto i relitti molto profondi, preclusi ai subacquei con brevetto sportivo.

     
    «Quest’attività rappresenta il primo tassello di un progetto pluriennale – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che punta a rendere la secca di Capo Graziano un laboratorio pilota di conservazione preventiva e fruizione intelligente del patrimonio sommerso. Un luogo dove la scienza incontra la storia e la tecnologia apre nuovi orizzonti alla conoscenza e alla tutela».
     
    La mappatura tridimensionale ultra dettagliata dei fondali, obiettivo della campagna, avverrà mediante tecniche avanzate di rilievo fotogrammetrico subacqueo e posizionamento integrato. Il modello digitale verrà costruito a partire dalle immagini di camere stereoscopiche 3D 360° ad altissima risoluzione, abbinate a sistemi di navigazione subacquea basati sul dead reckoning, un metodo per determinare la posizione subacquea basato su rotta e velocità, supportati da moduli ambientali come sonde multiparametriche e sensori geochimici.
     
    Il risultato sarà un modello tridimensionale georeferenziato dei fondali che rappresenta un’infrastruttura scientifica permanente e costantemente aggiornabile. All’interno di questa mappa verranno, infatti, progressivamente localizzati e digitalizzati i relitti già noti, nonché eventuali nuovi ritrovamenti, accompagnati da schede digitali contenenti dati archeologici, geomorfologici e ambientali. Il sistema sarà in grado di analizzare nel tempo le condizioni ambientali e fisico-chimiche dei reperti, correlandole con i dati per elaborare modelli predittivi di rischio e conservazione.
     
    «In questo modo sarà possibile anticipare scenari di degrado, ottimizzare le strategie di monitoraggio e supportare decisioni mirate di tutela e intervento – aggiunge l’assessore Scarpinato – Si tratta di un approccio pionieristico in Europa, che definisce nuovi standard operativi per la gestione intelligente del patrimonio archeologico subacqueo».
     
    L’area prospiciente Capo Graziano è nota fin dagli anni Settanta grazie alle campagne pionieristiche condotte da Luigi Bernabò Brea e Nino Lamboglia, che hanno portato alla luce una straordinaria concentrazione di relitti di epoche diverse, in un’area limitata ma strategica per le rotte antiche; tra i più noti, il cosiddetto Relitto Roghi, divenuto celebre per la suggestiva “piramide di anfore” oggi esposta al Museo archeologico regionale eoliano. A distanza di cinquant’anni, l’attività scientifica riprende in questo sito con nuovi strumenti ad altissima tecnologia, capaci di rivelare il potenziale sommerso in termini culturali, naturalistici e paesaggistici. Capo Graziano conserva numerosi relitti che nel corso dei secoli si sono stratificati, rendendo in passato difficile lo studio e la documentazione. La nuova tecnologia permetterà di creare una mappa aggiornata e realistica del contesto archeologico dei fondali eoliani.
  • Open Innovation Sicilia, dalla Regione 9,5 milioni di euro per le piccole imprese del futuro

    Open Innovation Sicilia, dalla Regione 9,5 milioni di euro per le piccole imprese del futuro

    Innovazione e aggregazione sono le parole chiave del nuovo avviso “Open Innovation Sicilia”, appena pubblicato dal dipartimento delle Attività produttive della Regione Siciliana, che mette a disposizione oltre 9,5 milioni di euro per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese del futuro. Un’opportunità concreta per rafforzare il tessuto imprenditoriale dell’Isola e rilanciare la Sicilia come terra d’innovazione, dove le idee si trasformano in impresa.

    Le risorse, a valere sull’Azione 1.1.3 del Fesr 2021-2027, serviranno a finanziare programmi di incubazione e accelerazione imprenditoriale promossi da poli di innovazione attivi sul territorio regionale. Un intervento strategico che punta a stimolare la creazione e la crescita di micro, piccole e medie imprese, con un’attenzione particolare a giovani imprenditori e donne, in linea con gli ambiti della Strategia di specializzazione intelligente (S3) della Sicilia.

    «Con questo primo avviso – dichiara l’assessore alle Attività produttive, Edy Tamajo – vogliamo costruire un ecosistema che metta al centro il talento, la creatività e la capacità di fare impresa. Innovazione e aggregazione sono le direttrici fondamentali di questo intervento: crediamo in una visione unitaria e coerente con ciò che l’Europa ci chiede e ci indica come strada maestra. La Sicilia può e deve diventare un laboratorio avanzato di impresa e conoscenza».

    I soggetti selezionati potranno accedere fino a 220 mila euro per servizi specialistici di accelerazione e ulteriori 50 mila in regime de minimis per implementare i risultati dei percorsi. Inoltre, per le nuove imprese costituite dai team incubati è previsto un contributo massimo di 30 mila euro.

    Possono partecipare micro, piccole e medie imprese già costituite da non più di 60 mesi (per i programmi di accelerazione) e team di persone fisiche o aspiranti imprenditori non ancora costituiti in impresa (per i programmi di incubazione). L’avviso sostiene anche il potenziamento dei poli di innovazione, con aiuti mirati al funzionamento e all’ammodernamento delle strutture.

    Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica dal 2 settembre al 31 ottobre prossimi. I programmi dovranno concludersi entro 12 mesi dall’avvio.

  • Finanza, il colonnello Diego Serra è il nuovo comandante provinciale di Catania

    Finanza, il colonnello Diego Serra è il nuovo comandante provinciale di Catania

    CATANIA – La Guardia di Finanza di Catania ha un nuovo Comandante Provinciale: è il Colonnello t.SPEF Diego Serra. Assumerà il comando in sede vacante in attesa dell’insediamento dell’Ufficiale Generale designato dagli Organi di Vertice del Corpo.

    IL PASSAGGIO DI CONSEGNE

    Il Colonnello Serra subentra al Generale di Brigata Antonino Raimondo, che dopo quattro anni alla guida del Comando Provinciale di Catania è stato trasferito a Roma per assumere il prestigioso ruolo di Comandante del Nucleo Speciale Polizia Valutaria.

    Nato a Foggia nel 1976, il Colonnello Serra ha una solida formazione accademica, avendo conseguito il diploma magistrale in Giurisprudenza e la laurea specialistica in Economia e Management. Ha inoltre frequentato il Master di II livello in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale Internazionale presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

    Nel corso della sua carriera, l’Ufficiale ha maturato un’esperienza professionale diversificata. Dopo l’Accademia (1999-2004), è stato Comandante di plotone presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti de L’Aquila. Dal 2006 al 2008 ha prestato servizio presso il Gruppo Malpensa come Comandante del 1° Nucleo Operativo, per poi ricoprire, dal 2008 al 2012, l’incarico di Comandante della Compagnia di Busto Arsizio (VA). Dal 2012 al 2020 è stato preposto all’Ufficio Legislazione del Comando Generale della Guardia di Finanza.

    Da agosto del 2022, dopo aver frequentato il 49° Corso Superiore di Polizia Economico-Finanziaria, ricopre la carica di Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania. In questo ruolo ha diretto efficacemente importanti indagini in materia di criminalità organizzata, esaltando le funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, anche mediante l’aggressione sistematica dei patrimoni illecitamente accumulati. Ha inoltre condotto numerose investigazioni a contrasto delle frodi fiscali, dei reati societari, fallimentari e a danno della Pubblica Amministrazione.