Categoria: Cronaca

  • Sequestro beni per un milione di euro a impreditore siracusano

    Sequestro beni per un milione di euro a impreditore siracusano

    Beni per oltre un milione di euro, tra cui conti correnti, immobili e autovetture, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Siracusa a un imprenditore di Carlentini, nel siracusano, sulla scorta di specifico decreto emesso dal locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica aretusea.

    Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Augusta, hanno consentito di accertare che la ditta individuale destinataria del provvedimento cautelare, operante nel settore della vigilanza privata, non ha versato l’imposta sul valore aggiunto relativa agli anni dal 2017 al 2023, secondo quanto previsto dalle dichiarazioni fiscali presentate. Per tre di queste annualità, è stata superata la soglia di rilevanza penale pari a 250.000 euro, che ha fatto scattare la denuncia del titolare della ditta all’Autorità Giudiziaria per il reato di omesso versamento di IVA, in violazione dell’art. 10-ter del D.lgs. 74/2000, e il sequestro dei beni a tutela del credito

  • Finto intervento chirurgico per non andare in carcere: arrestato l’omicida Sutera

    Finto intervento chirurgico per non andare in carcere: arrestato l’omicida Sutera

    Giovanni Sutera, 67enne che nell’82 durante una rapina a Firenze freddò un gioielliere e che tre anni dopo in provincia di Messina, uccise una ragazza di 17anni è stato arrestato a Parma su disposizione della Procura generale della Repubblica della Corte di Appello di Messina. L’uomo ai domiciliari, per evitare di tornare in carcere aveva falsamente dichiarato di doversi sottoporre a un intervento chirurgico.

     

  • Catania, molestie sessuali sulle scale della metropolitana: identificato e denunciato un 23enne

    Catania, molestie sessuali sulle scale della metropolitana: identificato e denunciato un 23enne

    E’ stato individuato e denunciato dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga il 23enne di Adrano che, lo scorso 29 maggio, dopo aver seguito una donna nella metro di Catania, l’ha importunata mentre saliva sulla rampa di scale che conduce all’uscita della fermata.

    Era primo pomeriggio, quando, in una metropolitana per niente affollata, la donna ha avvertito la presenza di qualcuno che si stava avvicinando alle sue spalle. La signora ha comunque continuato a salire i gradini uno dopo l’altro, avvertendo però, la vicinanza tanto prossima quanto equivoca di un soggetto che, raggiuntala, le si è “appiccicato” addosso da tergo, chiaramente a fini sessuali.

    A quel punto, la vittima si è girata di scatto, trovandosi faccia a faccia con un giovane che, imperterrito, ha anche cercato di simulare una caduta, urtandole una spalla.

    Impaurita, la donna ha cominciato a urlare per chiedere aiuto, attirando così l’attenzione di una dipendente della metropolitana, che è intervenuta in suo soccorso, mentre il molestatore, vistosi scoperto, è scappato, convinto di averla fatta franca.

    La malcapitata, dopo essersi ripresa dallo spavento, ha, quindi, sporto denuncia, consentendo ai Carabinieri di avviare le indagini per risalire al malvivente.

    Gli investigatori hanno subito acquisito ed esaminato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della metro, per poi diramare le ricerche dell’uomo sia alle pattuglie presenti in zona, sia ai vari Comandi Arma.

    Proprio grazie alla sinergia operativa tra i vari reparti, capillarmente distribuiti sul territorio, i Carabinieri sono riusciti, in tempi brevissimi, ad identificare l’autore delle molestie.

    Sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, il giovane adranita è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria perché ritenuto responsabile di molestie sessuali, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.

     

  • Fitch conferma rating Sicilia, Schifani: “Maggiori entrate e più credibilità finanziaria”

    Fitch conferma rating Sicilia, Schifani: “Maggiori entrate e più credibilità finanziaria”

    «L’Agenzia Fitch ha confermato come “stabile” il rating della Sicilia assegnando il punteggio di “BBB” nella valutazione a lungo termine». Lo annuncia il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, esprimendo soddisfazione per il risultato che «riconosce l’impegno e il lavoro svolto fin dall’insediamento di questo governo nella costante riduzione del debito e nel tenere in ordine i bilanci».  
     
    «Nel suo report periodico – aggiunge Schifani – l’agenzia Fitch ha rilevato inoltre un generale quadro positivo dei parametri di crescita, un outlook stabile e un miglioramento della credibilità finanziaria rivedendo da “BB” a “BB+” lo “Standard credit profile”, giudizio che tiene in considerazione la minore propensione della Regione all’indebitamento nel corso degli ultimi anni e una riduzione del debito più rapida rispetto al passato». 
     
    Nei mesi scorsi anche altre agenzie internazionali avevano “premiato” la Regione. In particolare, per Moody’s era migliorato l’outlook (da stabile a positivo), in linea con quello assegnato al governo italiano, mentre Standard&Poor’s aveva innalzato il rating (da BBB a BBB+), con due balzi in avanti in meno di un anno.
     
    «Siamo confortati – conclude Schifani – anche dal giudizio di Fitch. Si tratta di una valutazione che conferma i progressi già riconosciuti dalle altre agenzie. La Sicilia viene presentata come una realtà in evoluzione, con prospettive di stabilità. L’Isola sta procedendo lungo un percorso di consolidamento dei conti. Sta acquisendo una crescente credibilità finanziaria, in grado di attrarre investimenti e generare crescita. Un segnale positivo confermato anche dalle maggiori entrate tributarie».
  • Donna morta nel messinese, indagato il dj Corica

    Donna morta nel messinese, indagato il dj Corica

    Per la morte della donna 75enne russa trovata senza vita lo scorso 12 luglio lungo il torrente Longano di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, è stato scritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio volontario il dj Michelangelo Corica, sessant’anni, vicino di casa della donna. A smentire l’ipotesi del gesto estremo o dell’incidente le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

    La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta da Giuseppe Verzera, ha iscritto nel registro degli indagati Corica dopo la perquisizione della sua abitazione, l’uomo ha consegnato agli investigatori sei cellulari che adesso sono al vaglio di un esperto informatico incaricato dalla pm Veronica De Toni che sta coordinando le indagini e che ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile. Venerdì pomeriggio verrà dato l’incarico al medico legale per l’autopsia che a questo punto sarà decisiva. Michelangelo Corica è difeso dall’avvocato Giuseppe Ciminata.

  • Si schianta con la moto contro un’auto: muore barbiere di 45 anni

    Si schianta con la moto contro un’auto: muore barbiere di 45 anni

    Un paese sconvolto. Una comunità incredula piange la morte di Carmelo Trovato, 45 anni, il motociclista vittima di un drammatico incidente stradale accaduto stamani ad Aci Castello. Trovato era uno dei barbieri del paese:, ha perso la vita dopo essersi scontrato con un’auto nei pressi di un noto lido, lungo la litoranea.

    Secondo le prime ricostruzioni e alcune testimonianze raccolte sul posto, l’uomo viaggiava in sella alla sua moto quando si sarebbe trovato davanti una vettura, un’Audi, intenta a effettuare un’inversione a U. L’impatto è stato violento e non ha lasciato scampo al centauro.

    Disperati i tentativi dei sanitari del 118: al loro arrivo l’uomo era già in arresto cardiaco. Rianimato sul posto, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove però è deceduto poco dopo per le gravissime lesioni riportate.

     I carabinieri della stazione di Aci Castello, che hanno effettuato i rilievi, stanno conducendo accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro. 

  • Dazi Usa, Confindustria Catania: “Duro colpo al sistema siciliano”

    Dazi Usa, Confindustria Catania: “Duro colpo al sistema siciliano”

    Dazi Usa, le imprese catanesi tremano. Dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre pesanti dazi a partire dal primo agosto, oggi interviene la presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi Ferruzzi.

    “Le minacce di nuovi pesantissimi dazi da parte dell’amministrazione statunitense rischiano di colpire duramente anche  le imprese catanesi, mettendo a repentaglio uno dei rapporti commerciali più strategici per l’economia del nostro territorio – dice – evidenziando come gli Stati Uniti rappresentino per la Sicilia un mercato di assoluto rilievo, “con esportazioni che nel 2024 hanno sfiorato il miliardo di euro – aggiunge. Di questo valore, la provincia di Catania contribuisce con circa 440 milioni di euro, pari a quasi il 60% del totale del Sud-Est dell’Isola al netto del petrolio. È un patrimonio produttivo costruito con fatica da centinaia di imprese, attive in settori ad alta intensità tecnologica come l’elettronica, la chimica, la farmaceutica e la meccanica, senza dimenticare l’agroalimentare, che da solo vale oltre 51 milioni di euro nel mercato americano”.

    Il protezionismo potrebbe compromettere anni di sviluppo, secondo Busi, indebolendo un territorio, colpendo le filiere vitali e mettendo in crisi occupazione e competitività. “Bene ha fatto il presidente di Confindustria Orsini a richiamare alla calma, ma servono risposte rapide e unitarie. L’Italia e l’Unione Europea devono agire con fermezza per scongiurare un’escalation commerciale che avrebbe effetti a catena su tutti i settori produttivi”. – aggiunge ancora Busi. “Le nostre imprese non chiedono protezione, ma condizioni di equità e stabilità nei mercati internazionali. È in gioco la competitività del sistema produttivo siciliano e la tenuta di un’economia sempre più orientata all’export. Non possiamo – conclude – permetterci di perdere terreno in un mercato fondamentale come quello americano”.

  • Sequestrati 2,5 milioni a imprenditore palermitano, vicino alle famiglie mafiose San Lorenzo-Tommaso Natale

    Sequestrati 2,5 milioni a imprenditore palermitano, vicino alle famiglie mafiose San Lorenzo-Tommaso Natale

    Beni per 2,5 milioni di euro sono stati sequestrati a Giovanni Palazzolo, 70enne originario di Carini, in provincia di Palermo, ritenuto vicino a una delle famiglie del mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale. Secondo gli investigatori ci sarebbe una sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti realizzati. L’imprenditore, attivo nei settori dell’edilizia, della logistica e della ristorazione, è imputato nel processo di primo grado nato dall’operazione ‘Nemesi’ dell’aprile 2024, quando era stato arrestato dalla Dia con l’accusa di associazione mafiosa e riciclaggio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo su richiesta della procura distrettuale di Palermo.

    Il sequestro dei beni, la cui richiesta è stata avanzata dalla Procura ma accolta parzialmente dal tribunale di Palermo, riguarda: nove immobili, tra terreni e fabbricati; il 50% di una Sas che opera nell’edilizia; diversi beni tra le province di Palermo e Trapani. Il Tribunale ha fissato per la seconda decade di settembre l’udienza per la trattazione delle misure di prevenzione.

    Imprenditore legato a Cosa Nostra, pronto ad ospitare il capomafia latitante di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Giovanni Antoci sul fondatore della Gls di Carini (la società non è coinvolta nel sequestro) nasce dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonino Pipitone e Gaspare Pulizzi, per anni co-reggenti della famiglia mafiosa che fa parte del mandamento palermitano di San Lorenzo. “

  • Giarre, sgominata piazza di spaccio: 11 misure cautelari

    Giarre, sgominata piazza di spaccio: 11 misure cautelari

    Nel comune catanese di Giarre 11 persone sono state destinatarie di misure cautelari per aver gestito una vera e propria piazza di spaccio e per aver fornito droga anche a minorenni. Tre indagati sono finiti agli arresti domiciliari, per gli altri otto è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Come emerge dalle indagini, supportate da intercettazioni, pedinamenti e riprese aeree con droni, al centro dell’attività di spaccio ci sarebbe stata una giovane coppia la cui abitazione era protetta da vedette e da un impianto di videosorveglianza.

  • Sicurezza a Palermo, Lagalla dal ministro Piantedosi

    Sicurezza a Palermo, Lagalla dal ministro Piantedosi

    I fischi durante il Festino di Santa Rosalia sono un sintomo. Un segnale inequivocabile che i palermitani non ci stanno a rassagnarsi al nuovo volto di Palermo, bellissima si sa, ma sempre più violenta.  Una questione che non può rimanere locale ma deve essere affrontata a livello centrale: d’altronde, il capoluogo siciliano, con il centro storico più grande d’Europa, è una delle mete italiane più gettonale.

    Anche per questo, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, parteciperà, insieme al presidente nazionale dell’Anci, Gaetano Manfredi, e altri colleghi sindaci, all’incontro che si terrà domani a Roma alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

    D’altronde, la tutela della sicurezza rappresenta oggi “un tema nell’agenda odierna di tutte le grandi città e amministrazioni d’Italia”.

    Un incontro per cercare soluzioni dopo l’escalation che ha visto Palermo occupare per cronaca nera le prime pagine dei giornali, con rapine, stupri e addirittura i raid punitivi.

    La materia dell’ordine e della sicurezza pubblica, come specifica la stessa Associazione dei Comuni italiani, “fa capo allo Stato e al governo e l’esposizione dei sindaci su questo fronte ci spinge – afferma Lagalla a un momento di costruttivo confronto e valutazione per provare a imprimere un salto di qualità con l’adozione di nuove soluzioni, toccando diversi aspetti che vanno dal rafforzamento dei corpi di Polizia municipale ai piani di dislocamento delle forze di polizia sul territorio”