Categoria: Cronaca

  • Mafia e droga, telefonini nelle carceri coi droni: 15 arresti

    Mafia e droga, telefonini nelle carceri coi droni: 15 arresti

    Traffico di droga, porto abusivo di armi e munizioni, con l’aggravante di aver favorito la famiglia mafiosa Rinzivillo di Gela. È l’accusa nei confronti di 15 persone, raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare (13 in carcere, 2 ai domiciliari con braccialetto elettronico; un indagato è ricercato) emessa dal Gip di Caltanissetta, su richiesta della Dda, ed eseguita dai carabinieri. L’operazione è stata denominata “The Wall”.

    I fatti risalgono al periodo tra maggio 2024 e giugno 2025, quando l’organizzazione avrebbe gestito il traffico di droga: hashish e cocaina e in misura minore anche crack, approvvigionandosi in Lombardia, Liguria e talvolta in Calabria e a Palermo. L’organizzazione utilizzava droni per portare nelle carceri droga e telefonini. Lo stupefacente veniva stoccata a Gela e distribuito nel Nisseno. Tre degli indagati erano già detenuti ad Agrigento, Messina e Ancona e avrebbero partecipato alla vita associativa attraverso l’utilizzo di telefoni in loro uso.

  • Catania, incidente e tragedia sulla Circonvallazione: muore una 29enne

    Catania, incidente e tragedia sulla Circonvallazione: muore una 29enne

    CATANIA. L’incidente è avvenuto poco dopo le 5 del mattino. Ed il bilancio è purtroppo tragico. S. G., di 29 anni (ne avrebbe compiuti 30 il mese prossimo) è morta dopo l’arrivo in ospedale dopo essere stata soccorsa dal personale del 118 che l’aveva trovata riversa a terra. Un incidente la cui dinamica è al vaglio degli agenti di polizia municipale. La 29enne era a bordo del suo scooter quando è finita con violenza sull’asfalto: un sinistro autonomo o lo speronamento di un altro mezzo sono le due ipotesi al vaglio degli investigatori.

    La donna è morta dopo il suo arrivo in ospedale, al Cannizzaro di Catania. 

  • San Giuseppe La Rena, dal 19 settembre modifiche alla viabilità per demolizione cavalcavia

    San Giuseppe La Rena, dal 19 settembre modifiche alla viabilità per demolizione cavalcavia

    Dal 19 al 21 settembre 2025 (dalle ore 7:00 di giovedì alle ore 18:00 di sabato) saranno eseguiti i lavori di demolizione del cavalcavia situato in corrispondenza del complesso commerciale di via San Giuseppe La Rena n. 67, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’ex Auchan.

    Per consentire lo svolgimento delle operazioni di rimozione in totale sicurezza, l’Ordinanza comunale n. 746/ 2025 dispone la chiusura completa al traffico veicolare e pedonale del tratto di via San Giuseppe La Rena compreso tra i civici 70 e 80. Contestualmente, sarà limitato l’accesso ai tratti adiacenti: dalla carreggiata ovest (da via Amerigo Vespucci al civico 70) e dalla carreggiata est (dalla rotatoria con via Santa Maria Goretti fino al civico 80) potranno transitare esclusivamente i residenti e i veicoli diretti alle attività commerciali della zona.

    Durante i lavori saranno attivati percorsi alternativi obbligatori: il traffico proveniente da nord e diretto verso l’aeroporto dovrà seguire l’itinerario via Amerigo Vespucci, via Forcile, via Priolo Sopraelevata (Asse dei servizi), uscita Librino, via Fontanarossa, mentre chi proviene da sud e si dirige verso il centro città utilizzerà via Santa Maria Goretti, via Fontanarossa, via Priolo Sopraelevata.

    La segnaletica stradale indicherà chiaramente tutti i percorsi di viabilità alternativa.

  • Indagato per violenza sessuale, Reina si dimette da direttore sanitario dell’Asp di Catania

    Indagato per violenza sessuale, Reina si dimette da direttore sanitario dell’Asp di Catania

    Il direttore sanitario dell’Asp di Catania Giuseppe Reina si è dimesso, per motivi personali. Era stato sospeso dall’incarico perché indagato per violenza sessuale, secondo l’accusa, Reina, quando era primario di un reparto nell’ospedale di Paternò, avrebbe tenuto “comportamenti espliciti finalizzati a ottenere prestazioni sessuali da personale femminile della struttura”.

  • Omicidio Palermo, fermato il cognato della vittima

    Omicidio Palermo, fermato il cognato della vittima

    Per l’omicidio del magazziniere Stefano Gaglio, 38enne, ucciso con tre colpi di pistola ieri mattina tra piazza Principe di Camporeale e via Oberdan, a Palermo, la Procura ha disposto il fermo di Giuseppe Cangemi, 62 anni, cognato della vittima. Resta ancora da chiarire il movente, che potrebbe essere legato a questioni economiche irrisolte.

     

  • Turista salvato dopo una caduta durante un’escursione nella riserva di Cavagrande

    Turista salvato dopo una caduta durante un’escursione nella riserva di Cavagrande

    Un turista caduto durante un’escursione nella riserva naturale orientata “Cavagrande del Cassibile” è stato salvato dai militari della stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi.

    Gli specialisti del soccorso alpino delle Fiamme Gialle, già in attività di addestramento presso una falesia di roccia nei pressi di Floridia, sono giunti sul luogo e insieme al personale dell’eliambulanza, hanno raggiunto l’infortunato nel fondovalle effettuando una prima medicazione. Successivamente, l’escursionista è stato trasportato presso l’elicottero del 118 in attesa presso una piazzola d’emergenza all’interno della gola. Il personale medico, valutatene le condizioni, ha disposto il trasferimento dell’infortunato presso l’ospedale Cannizzaro di Catania. Questi interventi testimoniano l’importanza del ruolo svolto dalla Guardia di Finanza quale importante presidio per garantire la sicurezza dei cittadini in situazioni di emergenza. La professionalità e il coraggio degli operatori sono un esempio di dedizione e servizio alla comunità.

  • Catania, nodo Rotolo-Ognina: ok al progetto esecutivo

    Catania, nodo Rotolo-Ognina: ok al progetto esecutivo

    La Giunta comunale di Catania, presieduta dal sindaco Enrico Trantino, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e alle Politiche comunitarie Sergio Parisi, ha approvato il progetto esecutivo per il miglioramento della viabilità del Nodo Rotolo-Ognina, un’opera strategica che consentirà a breve l’avvio della gara e l’apertura del cantiere. L’intervento, dal valore di oltre 11 milioni di euro, è finanziato attraverso il Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 con fondi europei e si inserisce nel più ampio piano di rigenerazione urbana dell’area di Ognina-Rotolo e Picanello, per un investimento complessivo di 53 milioni di euro.

    Il progetto prevede il completamento dell’allaccio tra viale Alcide De Gasperi e viale Ulisse, rendendo finalmente pienamente operativo l’asse viario di scorrimento Nord-Sud alternativo al Lungomare, oggi congestionato dal traffico. Saranno realizzate la corsia est con l’impalcato del viadotto di connessione alla circonvallazione, l’adeguamento sismico delle strutture già esistenti e il completamento della carreggiata di via Barraco. Sono previsti inoltre i collegamenti con i quartieri di Picanello e Ognina tramite via Pittoresca, via Fiume e via Messina, nuove aree di parcheggio, muri di sostegno, marciapiedi, illuminazione e opere collaterali per semplificare il collegamento pedonale tra Picanello Nord e piazza Mancini Battaglia.

    “Liberare il Lungomare significa valorizzare uno dei luoghi più belli della nostra città – ha sottolineato il sindaco Enrico Trantino –. Questo cantiere è parte integrante e propedeutica di una visione complessiva che vuole rendere la zona a mare di Catania più vivibile e sostenibile, con scelte che guardano al futuro ma rispettano l’identità dei nostri quartieri. Non si tratta soltanto di opere stradali, ma di un percorso che intreccia rigenerazione urbana, mobilità dolce, sicurezza e valorizzazione del patrimonio paesaggistico, per una città che torna ad essere a misura d’uomo”.

    L’assessore Sergio Parisi ha evidenziato il legame con l’intero piano di rigenerazione urbana: “L’intervento sul Nodo Rotolo-Ognina è propedeutico e complementare al progetto di restituzione del mare al borgo marinaro, che prevede l’abbattimento del cavalcavia che da oltre sessant’anni segna una frattura con il mare e il rifacimento del viale Alcide De Gasperi con l’innesto sul Lungomare nei pressi di San Giovanni Li Cuti. È un programma unitario, frutto del lavoro dei nostri tecnici comunali guidati dal direttore Fabio Finocchiaro e dal Rup Salvo Persano, che hanno garantito qualità progettuale e visione integrata a questo e ad altri interventi sul lungomare”.

    Il nuovo asse di collegamento, concepito anche come via di fuga in caso di emergenze, rafforzerà la sicurezza urbana e la mitigazione del rischio sismico. Soprattutto, come evidenziato nella relazione generale, rappresenta una scelta strategica per alleggerire il traffico da viale Artale Alagona, ridisegnare l’assetto viario cittadino e rendere possibile la pedonalizzazione del Lungomare tra piazza Nettuno e piazza Mancini Battaglia.

    Con questa delibera la città di Catania conferma la volontà di avviare rapidamente le procedure di gara e dare esecuzione a un’opera attesa da decenni, che migliorerà la mobilità urbana e sarà il primo passo concreto verso la trasformazione del waterfront catanese, in linea con le migliori esperienze europee di rigenerazione delle aree costiere.

  • Trentadue anni fa l’omicidio di Don Pino Puglisi, il prete rivoluzionario diventato beato nel 2013

    Trentadue anni fa l’omicidio di Don Pino Puglisi, il prete rivoluzionario diventato beato nel 2013

    Trentadue anni fa veniva ucciso uno degli uomini più rivoluzionari del secolo scorso. Tre decenni: tanti ne sono passati dall’omicidio di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ammazzato dalla mafia il 15 settembre del 1993.

    I sicari – per quell’omicidio vennero condannati all’ergastolo Giuseppe e Filippo Graviano, accusati di essere i mandanti, e i componenti del commando Gaspare Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Luigi Giacalone e Nino Mangano – pensavano così di fermare la rivoluzione che quel piccolo parroco di periferia aveva innescato in una delle zone più difficili di Palermo, il quartiere Brancaccio allora territorio dei Graviano.

    Ma mai pensiero fu più lontano dalla realtà.

    Come sottolineato oggi dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, don Pino Puglisi era semplicemente “Un prete che non cercava il martirio né voleva fare l’eroe. Padre Puglisi – ha ricordato il sindaco – è stato, semplicemente, un cittadino che ha fatto il proprio dovere con coerenza. E in una terra come la nostra, dove la normalità è spesso rivoluzionaria, questo è bastato per attirare l’odio mafioso.

    La sua morte non è servita a fermare quel cambiamento – ha aggiunto il primo cittadino. Al contrario, ha reso ancora più evidente quanto la mafia abbia paura dell’educazione, del pensiero libero, dei piccoli gesti quotidiani che costruiscono comunità. Palermo ha bisogno di memoria, ma ancora di più ha bisogno di continuità. I semi che ha piantato Padre Puglisi non devono restare commemorazioni. Devono essere scelte.  “Ricordare don Pino Puglisi significa riaffermare la speranza di una terra che non si piega alla violenza, ma che trova nella forza della legalità e nella dignità della persona le basi per il proprio futuro“. Ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani, mentre l’assessore regionale all’Istruzione, ha voluto salutare l’avvio del nuovo anno scolastico proprio citando Don Puglisi, divenuto beato nel 2013.

    Oggi è il 15 settembre e comincia la scuola. Da assessore regionale all’Istruzione ho deciso di tornare in classe con voi. Abbiamo dedicato l’anno scolastico al Beato Pino Puglisi, perché come ci ha insegnato lui “se ognuno fa qualcosa, si può fare molto”. La scuola cambia, ma l’unica vera novità siete voi, ragazzi. Fate quello che vi ha insegnato Don Pino Puglisi e vedrete che insieme potremo fare moltissimo per cambiare la società. Buon anno scolastico a tutti».

  • Istruzione, Turano: “Nel ricordo di Padre Puglisi, auguro buon anno scolastico agli studenti siciliani”

    Istruzione, Turano: “Nel ricordo di Padre Puglisi, auguro buon anno scolastico agli studenti siciliani”

    “Oggi è il 15 settembre e comincia la scuola. Da assessore regionale all’Istruzione ho deciso di tornare in classe con voi. Abbiamo dedicato l’anno scolastico al Beato Pino Puglisi, perché come ci ha insegnato lui “se ognuno fa qualcosa, si può fare molto”. La scuola cambia, ma l’unica vera novità siete voi, ragazzi. Fate quello che vi ha insegnato Don Pino Puglisi e vedrete che insieme potremo fare moltissimo per cambiare la società. Buon anno scolastico a tutti”.

    L’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Mimmo Turano, in un video-messaggio pubblicato sui social ha augurato un buon inizio dell’anno scolastico agli studenti siciliani, nel ricordo del Beato Pino Puglisi, il sacerdote di frontiera ucciso nel quartiere Brancaccio di Palermo il 15 settembre 1993. Nei giorni scorsi, l’assessore Turano, con una circolare indirizzata ai dirigenti scolastici, aveva chiesto alle scuole di dedicare un momento di riflessione alla figura di Padre Puglisi, in occasione del 32esimo anniversario dell’omicidio, che quest’anno coincide con la ripresa delle lezioni in Sicilia.

  • Catania, arrestato rapinatore seriale

    Catania, arrestato rapinatore seriale

    Fermato a Catania un rapinatore seriale ritenuto responsabile di numerose rapine compiute a partire dallo scorso gennaio. Gli agenti della sezione Falchi della squadra mobile, dopo aver visionato le telecamere degli esercizi commerciali derubati hanno constatato che i colpi erano riconducibili tutti alla stessa persona.

    Le rapine sono state effettuate tra il 10 e il 12 gennaio scorsi tutte con le stesse modalità. Il primo episodio è stato commesso a volto scoperto dall’indagato riconoscibile per la sua barba incolta. Il giorno successivo il rapinatore sarebbe tornato alla carica, sempre in orario serale, minacciando il dipendente di un altro negozio con un taglierino, per poi impossessarsi del denaro custodito nella cassa e scappare via. Il terzo episodio consecutivo sempre con identico copione, ma questa volta  il dipendente è riuscito a mettere in fuga il ladro prima che finisse il colpo.

    Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del relativo fascicolo d’indagine, ha quindi disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, eseguita con il tasferimento dell’indagato nella Casa Circondariale di Piazza Lanza.