Un vasto incendio, sviluppatosi in una grande rivendita di fiori ed oggettistica in via Acquicella Porto, 138 a Catania, poco prima delle tre del mattino, ha tenuto impegnati per diverse ore i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento. Sul posto hanno operato squadre provenienti dalla Sede Centrale e dal Distaccamento Sud, oltre ad un’autoscala ed alcune autobotti. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che l’incendio si propagasse ad un deposito di pneumatici ed alle abitazioni vicine. Non abbiamo notizia di persone ferite o intossicate dal fumo. Presente sul posto anche la Polizia di Stato ed i sanitari del Servizio118.
Categoria: Cronaca
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Catania, il Parco Gioeni riapre con un nuovo look: 2000 nuovi alberi e spazi verdi
Il Parco Gioeni ha riaperto ufficialmente le sue porte ai cittadini presentandosi con un nuovo look, caratterizzato da ampi spazi verdi, percorsi più fruibili e aree rinnovate pensate per il tempo libero e il benessere collettivo. Dopo mesi di interventi di riqualificazione, il polmone verde attrezzato del grande parco della città, con i suoi 80 mila metri quadrati, torna ad accogliere i visitatori in una veste moderna e sostenibile.
I lavori, eseguiti grazie a un finanziamento del Ministero per la Transizione Ecologica, hanno riguardato in particolare la riforestazione con oltre duemila nuove piantumazioni, il recupero della sorgente di Leucatia per l’irrigazione del parco e di parte della circonvallazione; la riqualificazione del parcheggio con pavimentazioni permeabili e il ripristino della rete idrica interna Opere che si aggiungono a quelle già realizzate lo scorso anno, con la riqualificazione dell’area ristoro, l’installazione di tre aree gioco e un’altra destinata al fitness e un moderno skate park. Gli alberi piantumati sono il bagolaro, il carrubo, l’albero di giuda, il gelso, la lagestroemia, l’albizia, la melia, il liquidambar, lo schinus e il prunus. Tra gli arbusti abbiamo oleandri, rose di varie specie, rosmarino, lantana, hibiscus, alloro, mirto, cistus, melograno, varie specie di aloe e altre piante grasse. “Un lavoro di rigenerazione complesso ma anche molto efficace -ha spiegato il sindaco Trantino- che restituisce ai cittadini un grande spazio verde di cui poter fruire liberamente, accessibile in sicurezza per adulti e bambini. Abbiamo dovuto, nostro malgrado, tenerlo chiuso per parecchio tempo e di questo ci scusiamo ma si è lavorato per gli interessi dei cittadini oltre al rispetto e alla tutela dell’ambiente”.
Il parco sarà presidiato da personale della Multiservizi e la manutenzione verrà garantita senza soluzione di continuità, per assicurare la piena fruibilità e la cura degli spazi verdi. L’apertura al pubblico è prevista tutti i giorni dalle ore 7 alle ore 20, mentre a partire dal primo novembre fino al 31 marzo l’orario di chiusura sarà alle ore 19. “Il progetto rappresenta un passo importante verso la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale – ha sottolineato l’assessore all’Ecologia e Ambiente Massimo Pesce –. Grazie al recupero della sorgente di Leucatia irrighiamo il parco e parte della circonvallazione, contrastando gli effetti delle alte temperature e della siccità. Restituiamo così ai cittadini che insieme a noi devono tutelare un’area verde più moderna, funzionale e in grado di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, anche riutilizzando l’acqua che prima andava perduta”.
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Bagheria, sgominata piazza di spaccio: 10 arresti, 18 indagati
I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Palermo, su richiesta della Dda nei confronti di 10 persone (2 delle quali già in carcere), accusate di aver fatto parte di un’associazione dedita al traffico di stupefacenti o di aver concorso nell’attività di spaccio.
Altre otto persone sono indagate: le abitazioni di quattro sono state perquisite nella mattinata. Gli arrestati sono stati eseguiti a Palermo, Termini Imerese e Bagheria. Le indagini sono scattate dall’ottobre 2022 al giugno 2023, e hanno smantellato una piazza di spaccio a Bagheria. Le indagini, anche con intercettazioni, hanno accertato che, a gestire in prima persona il business della droga, era un trentenne di Bagheria con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti che si premurava di tenere i rapporti con i fornitori, stabilire le paghe settimanali per i singoli pusher, assoldare i corrieri della sostanza stupefacente e, quando necessario, redarguire e allontanare altri spacciatori.
Le intercettazioni hanno permesso di registrare anche riunioni dove venivano stabiliti ruoli e compiti agli associati. È stata individuata la quantità di crack concretamente ceduta e l’incasso giornaliero in circa mille euro. I carabinieri procedendo alla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di uno dei destinatari del provvedimento, lo hanno anche arrestato in flagranza di reato, trovandolo in possesso di 22 grammi di crack. A quest’ultimo i militari hanno sequestrato un’auto e un orologio di lusso.
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Favara, continuano le ricerche della 38enne scomparsa dopo il nubifragio
Non si hanno ancora tracce della donna, 38enne e madre di tre figli, scomparsa ieri a Favara, nell’agrigentino, a seguito del nubifragio. Vigili del fuoco e sommozzatori hanno continuato le ricerche tutta la notte, ripercorrendo il canalone che dal collettore di piazza Indipendenza arriva a fiume Naro, e stanno continuando questa mattina.
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Israele ha abbordato la Flotilla, Tajani: “22 gli italiani fermati”
A Palermo, come in molte altre piazze italiana, da Roma a Milano, è stata una notte quella appena trascorsa di tensione con centinaia di persone scese in piazza, in segno di solidarietà verso il popolo palestinese, dopo l’abbordaggio subito dalla Flotilla, in viaggio verso Gaza, da parte della Marina Militare israeliane. Intanto, questa mattina il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’operazione attuata da più di 16 navi israeliane e ha detto: “Gli abbordaggi sono stati pacifici e senza violenze. L’operazione si concluderà nella giornata di oggi ma l’arrivo al porto di Ashdod richiederà ancora diverse ore di navigazione, lì i membri della Flotilla verranno identificati e fermati, per poi essere trasferiti con voli charter in Europa”. Al momento sarebbero 22 gli italiani fermati.
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San Francesco, dal 4 ottobre del prossimo anno sarà Festa Nazionale
Dal 4 ottobre del prossimo anno San Francesco tornerà ad essere Festa nazionale in Italia. Il si definitivo è arrivato dalla commissione Affari costituzionali del Senato, diventando legge. La Camera, infatti, lo aveva già approvato in prima lettura il 23 settembre.
Nell’Aula di Montecitorio è stata approvata con ben 247 voti a favore, 8 astenuti e soli 2 contrari. L’obiettivo era l’approvazione definitiva in prossimità della celebrazione per la ricorrenza dell’ottavo centenario della morte del santo nel 2026: e così è stato.
“Noi Moderati ha fatto sua la proposta del poeta Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco – aveva spiegato alla Camera Maurizio Lupi -: proclamare un giorno di festa nazionale nel suo nome come richiamo alla pace, coesione e alla lezione di fede e spiritualità”.
E ora dal Senato gli fa eco il presidente della commissione, Alberto Balboni (FdI): “Ringrazio tutte le forze politiche per aver acconsentito alla deliberante. San Francesco è il protagonista del 4 ottobre, giorno in cui morì nella sua Assisi, diventata poi la ‘Città della pace’ e dove oggi sorge la basilica che la cristianità gli ha dedicato. La figura del poverello di Assisi risponde a molte esigenze della società contemporanea – rimarca Balboni -. Al bisogno di pace, innanzitutto. E nessuno meglio del Patrono d’Italia, la cui festa fu abolita nel 1977 durante gli anni di piombo, risponde a questa necessità di stare uniti in una fase burrascosa del mondo. Il 4 ottobre di ogni anno l’Italia ricorderà di essere una terra di tradizioni che onora i suoi santi e la sua storia“.
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Da Taormina a Cefalù, passando per la fermata Fontanarossa: a Palazzo D’Orleans il punto ferroviario
Passi avanti nei progetti di ampliamento e nuovi servizi in alcuni nodi ferroviari significativi in zone ad alta vocazione turistica in Sicilia. Progetti che garantiranno importanti benefici ai rispettivi territori, preparandoli alla realizzazione della grande infrastruttura del Ponte sullo Stretto.È stato il futuro delle stazioni di Taormina, nel Messinese, e di Cefalù, nel Palermitano, il tema al centro di due tavoli tecnici che si sono svolti a Palazzo d’Orléans, coordinati da Simona Vicari, esperta per le infrastrutture del presidente della Regione. Presenti agli incontri il dirigente generale del dipartimento regionale delle Infrastrutture, Salvatore Lizzio, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, il sindaco di Cefalù, Daniele Tumminello, il commissario di governo per gli interventi infrastrutturali relativi alla linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina, Filippo Palazzo, alcuni rappresentanti di Rfi e Italferr.In particolare, la nuova riunione del tavolo tecnico istituito alla Presidenza della Regione e voluto dal governatore Renato Schifani, per ottimizzare il progetto del raddoppio ferroviario della tratta Catania-Messina-Stazione di Taormina e interconnessione con Letojanni, ha permesso di definire il percorso per l’ottimizzazione del progetto della nuova stazione di Taormina, accogliendo tra l’altro le istanze della comunità cittadina per mitigare l’impatto sulla viabilità.È stato, inoltre, presentato e condiviso il nuovo studio per la stazione di Cefalù, che recepisce le richieste del territorio per la riduzione di impatto che la nuova infrastruttura potrà generare. Tra i temi trattati anche quello del collegamento tra la fermata ferroviaria Fontanarossa, a Catania, e l’aerostazione etnea. -

Contrastare il cambiamento climatico, dalla Regione 13 milioni
La Regione Siciliana ha stanziato 13 milioni di euro del Fondo per il contrasto del consumo di suolo 2023-2027 per contrastare il cambiamento climatico attraverso la rinaturalizzazione dei suoli degradati nei centri abitati e nelle aree urbane.
«Incrementare le aree verdi e rendere permeabili zone che adesso sono ricoperte da asfalto o cemento – commenta l’assessore al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino – permetterà non solo di abbassare i picchi di calore ma anche di assorbire le bombe d’acqua che i sistemi fognari attualmente non riescono a convogliare, oltre a migliorare la vivibilità delle nostre città e dei nostri piccoli centri. Un’iniziativa che punta a rendere migliore e più sostenibile il futuro della nostra Isola».
Il bando del dipartimento Ambiente invita gli enti locali della Sicilia (Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi) a proporre progetti che incrementino gli spazi verdi pubblici attraverso il recupero di aree che presentano deterioramento del suolo e degrado degli ecosistemi. Tra gli interventi finanziabili: demolizioni di manufatti edilizi, integrazione e arricchimento del suolo, piantumazione di alberi o siepi, creazione di orti pubblici, installazione di sistemi e opere per il recupero delle piogge. I Comuni si impegnano, inoltre, a introdurre sulle zone riqualificate il vincolo di “area verde inedificabile a uso pubblico” (pena la perdita dei fondi).
Le proposte, che potranno essere inviate al dipartimento fino a 60 giorni dopo la pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, saranno valutate dal punto di vista tecnico dall’Autorità di bacino e, successivamente, dal Mase per la significatività ambientale. I finanziamenti saranno, infine, assegnati in base alla graduatoria stilata dal ministero.
«Si tratta di una straordinaria opportunità per salvaguardare il territorio e rendere i nostri centri abitati più verdi, accoglienti e vivibili. Per questo speriamo che i progetti presentati siano tanti e a questo scopo – aggiunge Savarino – promuoveremo l’organizzazione di un evento che coinvolga l’Anci e i rappresentanti degli enti locali per sensibilizzare, attraverso l’illustrazione dell’avviso, sul tema e sollecitare la presentazione delle istanze».
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Violenza contro medico del Garibaldi e reparto distrutto: due rinvii a giudizio
Rinviati a giudizio. Lo ha deciso il giudice nei confronti degli individui che hanno fatto irruzione all’interno dell’Arnas Garibaldi di Catania, minacciando il personale e mettendo a soqquadro i reparti.
Lo comunica l’azienda. I fatti si sono verificati il 3 luglio del 2024 nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale catanese situato nel centro della città. Secondo quanto accertato dagli organi inquirenti, l’aggressione ha avuto luogo in un contesto di particolare tensione emotiva ed è culminata con minacce e violenze fisiche ai danni di un medico in servizio, nonché con il danneggiamento di arredi e strutture ospedaliere. L’episodio ha determinato l’interruzione temporanea dell’attività del reparto, con inevitabili ripercussioni sull’erogazione dei servizi sanitari.
Una buona notizia, il rinvio a giudizio. Al di là di come andrà il processo è un segnale di reazione alle troppe scene di violenza ai danni del personale sanitario e degli infermieri. Un segnale per chi crede che la giustizia si possa ottenere con la prevaricazione o con l’uso della forza o che la sofferenza possa essere affievolita provocandone dell’altra.
In una nota, l’Azienda ospedaliera etnea condanna con la massima fermezza ogni forma di violenza contro il personale sanitario, che opera quotidianamente in condizioni di forte pressione e con spirito di servizio verso la collettività; ribadisce il proprio impegno a tutela della sicurezza di tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità, anche attraverso il rafforzamento di misure preventive e di protezione nei luoghi di cura; si è costituita parte civile nel procedimento penale, a difesa dell’istituzione e del diritto del personale sanitario di svolgere il proprio lavoro in un ambiente sicuro e rispettoso.
“L’ARNAS Garibaldi – si legge – auspica che la giustizia possa fare il suo corso in tempi brevi, affinché vengano chiarite le responsabilità e riconosciuti i diritti di chi è stato colpito da un gesto tanto grave quanto inaccettabile”.
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Polizia Locale, cento nuovi agenti in servizio a Catania: rafforzata la sicurezza sul territorio
Hanno firmato i contratti a tempo indeterminato e sono già entrati in servizio nel Comando di Polizia Locale i cento nuovi agenti reclutati dall’Amministrazione Comunale, per un impiego settimanale di trenta ore. Per i primi due anni i loro stipendi saranno coperti dallo Stato, in virtù di un decreto legge del Governo convertito dal Parlamento. Entro i termini previsti dalla legge, il 30 settembre, la Direzione Personale e Risorse Umane del Comune di Catania ha completato le procedure di immissione in servizio, attingendo in gran parte dalla precedente graduatoria comunale che si è così esaurita. Solo per una piccola aliquota di cinque unità si è ricorso a una graduatoria del Comune di Misterbianco, anch’essa completamente utilizzata.
“Un fatto molto importante per il Comune e per la città di Catania – ha commentato il sindaco Enrico Trantino – perché consente di migliorare i livelli di sicurezza e il rispetto delle regole sul territorio. È un obiettivo che abbiamo lungamente inseguito e finalmente raggiunto nonostante le molteplici difficoltà, grazie anche al contributo responsabile del consiglio comunale e al quotidiano impegno dell’assessore Viviana Lombardo e di tutti i dirigenti, funzionari e impiegati che hanno seguito l’intera procedura. Si tratta di risorse indispensabili per la nostra comunità cittadina.”
L’ingresso in servizio dei cento agenti rappresenta una fondamentale boccata d’ossigeno per l’Ente, andando parzialmente a colmare le carenze di organico della Polizia Locale, che ora può contare su circa 400 unità.
“Un risultato di grande rilievo – ha aggiunto l’assessore al Personale Viviana Lombardo – che rafforza la presenza della Polizia Locale sul territorio. Complessivamente, in otto mesi, abbiamo portato a termine 180 assunzioni con immissione in servizio, grazie a un eccezionale lavoro corale della Direzione Risorse Umane, che non ha risparmiato energie per raggiungere questo traguardo.”
L’assessore Lombardo ha inoltre annunciato che, entro il 2025, altri 20 agenti saranno assunti a tempo determinato con fondi statali, attingendo a graduatorie di altri comuni.
