Categoria: Cronaca

  • L’omicidio di Paolo Taormina, le parole del padre: “Voglio incontrare chi ha ucciso mio figlio”

    L’omicidio di Paolo Taormina, le parole del padre: “Voglio incontrare chi ha ucciso mio figlio”

    “Voglio incontrare Gaetano Maranzano per chiedergli perché ha sparato e ucciso mio figlio”.
    Sono le parole del padre di Paolo, ucciso sabato notte da un colpo di pistola alla nuca. Dinamica confermata dall’autopsia eseguita sul corpo del giovane al Policlinico. Dove c’erano decine di amici e parenti che attendevano la conclusione degli esami e la restituzione della salma e che poi, a bordo di scooter, hanno seguito il carro funebre fino al PalaOreto dove sarà allestita la camera mortuaria.

    Intanto, la città tutta continua a interrogarsi su cosa stia accadendo e su cosa si possa fare per invertire la marcia di una deriva che sembra inarrestabile. Lo fanno in un messaggio gli arcivescovi di Palermo e di Monreale, Corrado Lorefice e Gualtiero Isacchi.

    “Che il crudele omicidio di Paolo Taormina, sulla scia della barbara uccisione di Gesù di Nazareth, diventi punto fermo per una svolta – affermano. Che la vita di Paolo diventi segno di trasformazione delle nostre città, germe di rinascita. Ce lo eravamo augurati già lo scorso aprile, dopo quella notte di sangue a Monreale. Oggi rinnoviamo la stessa speranza. Crediamo che il cambiamento sia possibile”.
    Come Vescovi sentiamo tutto il fallimento della Chiesa e della società. Non abbiamo risposte, ma domande alle quali non intendiamo sottrarci”

  • Esplosione nel veronese durante lo sgombero di un casolare, 3 carabinieri morti

    Esplosione nel veronese durante lo sgombero di un casolare, 3 carabinieri morti

    Sono tre i carabinieri morti a causa dell’esplosione di un casolare avvenuta all’alba di oggi al Castel D’Azzano, un piccolo comune del veronese. Le vittime sono il luogotenente Marco Piffari, il carabiniere Scelto Davide Bernardello e il brigadiere capo Valerio Daprà, altri 25 i feriti tra militari dell’Arma, poliziotti e vigili del fuoco.

    I militari stavano intervenendo per sgomberare un edificio, pignorato da anni dal quale dovevano essere evacuati tre fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori da tempo alle prese con problemi finanziari e ipotecari.

    I tre, invece, avevano saturato i locali con il gas per evitare lo sfrattati, quando gli agenti hanno aperto la porta del casolare si è innescata l’esplosione, che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. L’intero edificio di due piani, è crollato travolgendo tutti, sul posto erano presenti anche i vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i tre carabinieri non c’è stato nulla da fare.

    Nei locali sono state rinvenute bombole di gas e quel che restava di molotov, i vigili del fuoco hanno recuperato anche cinque bombole che erano state collocate in più stanze della casa.

    I 25 feriti sono stati trasportati agli ospedali del territorio della provincia di Verona. Dei fratelli, due sono rimasti lievemente coinvolti nell’esplosione sono ricoverati ma non in pericolo di vita e sono piantonati in stato di fermo all’ospedale, il terzo invece dopo aver tentato la fuga è stato catturato e arrestato.

    Il procuratore di Verona Raffaele Tito ha affermato: “Stiamo valutando se effettivamente c’è strage, valuteranno i carabinieri, sicuramente è un omicidio premeditato e volontario. Secondo noi, secondo i carabinieri, non c’è dubbio”.

    Il presidente del Veneto Luca Zaia ha decretato tre giorni di lutto regionale per la morte dei tre carabinieri e un’ulteriore giorno di lutto è previsto quando si svolgeranno i funerali dei militari.

  • Catania: deceduto l’operaio precipitato da un magazzino in costruzione

    Catania: deceduto l’operaio precipitato da un magazzino in costruzione

    È deceduto nella notte all’ospedale Cannizzaro di Catania l’operaio tunisino di 57 anni rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro accaduto ieri tra Scordia e Militello Val di Catania.

    L’uomo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe precipitato da un’altezza di circa quattro metri da un pavimento sopraelevato che stava impiantando in un magazzino nella zona di Ambelia. Subito Soccorso dal 118 l’uomo è stato trasferito con un elicottero all’ospedale Cannizzaro dove è arrivato, in coma, con fratture multiple e un grave trauma cranico, è morto nella notte nel reparto di animazione senza avere mai ripreso conoscenza.

    Sull’incidente sono in corso le indagini da parte dei carabinieri.

  • Partinico: abusi sessuali su una bambina, è stato un parente

    Partinico: abusi sessuali su una bambina, è stato un parente

    Avrebbe abusato sessualmente di una bambina di 6 anni, a scoprirlo sono stati alcuni parenti della piccola. Un uomo di 49 anni di Partinico è stato arrestato a seguito di una breve indagine avviata dopo la denuncia presentata dalla madre della piccola e supportata da diverse testimonianze di parenti.

    Secondo una prima ricostruzione i fatti si sarebbero verificati durante un evento in cui erano presenti familiari e amici, a un certo punto la mamma della bimba, che l’aveva persa di vista , avrebbe trovato la figlia appartata con il parente. La donna urlando, avrebbe attirato l’attenzione degli altri presenti che avrebbero poi picchiato l’uomo.

    L’indomani la madre della piccola ha subito sporto denuncia nel commissariato di Partinico. La polizia, su delega della Procura di Palermo, han avviato l’attività investigativa che ha consentito agli investigatori di acquisire una serie di elementi giudicati sufficienti dal Gip di Palermo che ha emesso il provvedimento cautelare nei confronti dell’uomo ora rinchiuso al Pagliarelli con l’accusa di abusi sessuali su minore.

  • Blitz antidroga a Mazara del Vallo, diciotto arrestati

    Blitz antidroga a Mazara del Vallo, diciotto arrestati

    Diciotto arresti per droga a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, i carabinieri di Trapani hanno condotto in carcere 7 persone mentre altre 11 sono state sottoposte agli arresti domiciliari, tutte accusate di appartenere a un’associazione criminale finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

    L’indagine, iniziata sotto la direzione della Procura di Marsala, poi passata alla Dda Palermo, ha scoperto una banda che vendeva al dettaglio eroina, cocaina-crack, hascisc e marijuana in una «piazza di spaccio» allestita in un appartamento del quartiere Mazara due. Al vertice dell’organizzazione c’era un uomo soprannominato «il principale» che dirigeva l’associazione definendo ruoli, compiti, e turnazioni e, delegando al fratello il compito di curare il ritiro e l’occultamento delle partite di droga consegnate dai corrieri palermitani. La casa era dotata di porte blindate e sistemi di video sorveglianza che consentivano ai pusher di vendere a un fidelizzato bacino di clienti-assuntori.

    L’operazione iniziata all’alba è stata realizzata con l’impiego di oltre 100 militari del comando provinciale dei carabinieri, personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia con ausilio di un elicottero, inoltre sono state effettuate perquisizioni grazie al supporto dell’unità del nucleo cinofili di Palermo. Sequestrati: 141.526 euro in contanti, 491 grammi di eroina, 214,2 grammi di cocaina, 2 kg di hashish e 2 appartamenti di edilizia popolare in cui veniva organizzato il traffico di droga.

  • Accoltellata dall’ex in gravi condizioni, la donna lo aveva denunciato

    Accoltellata dall’ex in gravi condizioni, la donna lo aveva denunciato

    Ha atteso che la ex uscisse dal posto di lavoro e, prima che la donna salisse in auto, l’ha accoltellata ripetutamente sul braccio e all’addome per poi fuggire.

    È accaduto a Canicattini Bagni nel Siracusano, la donna di 33 anni è stata sottoposta a due operazioni ma le sue condizioni restano gravi ed è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Umberto I di Siracusa.

    I carabinieri hanno identificato e arrestato l’uomo di 34 anni, accusato di tentato omicidio. L’indagato dopo avere accoltellato la ex è scappato, ma grazie ad alcuni testimoni e alle telecamere di sorveglianza, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la vicenda. Secondo quanto si apprende la donna due settimane fa aveva denunciato l’uomo proprio per le numerose minacce ricevute.

    Vicinanza alla vittima e alla sua famiglia è stata espressa dai sindaci  di Canicattini Bagni Paolo Amenta e di Avola Rossana Cannata.

  • Omicidio Taormina, si cercano eventuali complici

    Omicidio Taormina, si cercano eventuali complici

    Proseguono le indagini per la morte di Paolo Taormina, ucciso la notte tra sabato e domenica a Palermo. Gli investigatori stanno cercando eventuali complici di Gaetano Maranzano, il giovane di 28 anni dello Zen che avrebbe sparato a Taormina, uccidendolo.

    Stando a quanto immortalato dalle immagini della videosorveglianza della zona, infatti, dopo la la rissa e il colpo d’arma da fuoco diversi giovani sarebbero saliti sugli scooter fuggendo via.
    Una scena simile a quella dello scorso aprile dopo la strage di Monreale.

    Le immagini sono state acquisite e analizzate dai carabinieri in queste ore. Ancora oggi nel quartiere Zen sono in corso perquisizioni e controlli per ricercare quanti si trovavano con Maranzano la notte dell’omicidio.

    Diversi giovani sono stati portati in caserma per essere interrogati.

     

  • Catania, arrestato 28enne per detenzione di arma clandestina, munizionamento e marijuana

    Catania, arrestato 28enne per detenzione di arma clandestina, munizionamento e marijuana

    Non si arresta l’attività di prevenzione e repressione dei reati da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, quotidianamente impegnati nel contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e al traffico di sostanze stupefacenti. È in tale contesto che, nel pomeriggio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania, con il supporto di una squadra specializzata nel contrasto dei reati sul territorio, in particolare armi e droga, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, un uomo di 28 anni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di detenzione di arma clandestina, detenzione abusiva di munizionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    L’operazione è il risultato di una più ampia attività info-investigativa condotta dai militari dell’Arma, finalizzata al contrasto del traffico di stupefacenti nello storico quartiere San Cristoforo dove le indagini hanno consentito di raccogliere elementi circa l’esistenza di una piazza di spaccio gestita proprio dal 28enne.

    Per dare riscontro alle loro ipotesi investigative, più squadre del Nucleo Investigativo hanno condotto lunghi e complessi servizi di osservazione e appostamento, svolti in modalità discreta e riservata, confondendosi tra la gente del quartiere. Durante il monitoraggio, i militari hanno notato un via vai continuo di persone che si avvicinavano all’abitazione dell’uomo, situata in via Mulino a Vento, per poi allontanarsi dopo brevi soste, comportamento tipico delle attività di spaccio al dettaglio.

    Dopo aver acquisito, dunque, ogni elemento utile, i Carabinieri hanno predisposto un piano operativo accurato per evitare che il sospettato potesse fuggire o disfarsi dello stupefacente, e nel corso del pomeriggio, hanno fatto irruzione all’interno dell’immobile, cogliendolo di sorpresa. Il giovane, che come emerso dalle indagini riforniva numerosi assuntori della zona, curando personalmente la custodia e la distribuzione della droga, non ha avuto nemmeno il tempo di reagire e tantomeno di nascondere gli stupefacenti.

    Durante la perquisizione domiciliare, gli investigatori hanno rinvenuto in camera da letto, all’interno di una busta di plastica nascosta sopra un armadio, una pistola a salve Modello CZ 85 cal. 9×21, modificata e resa perfettamente funzionante, trasformata in un’arma clandestina altamente letale, completa di serbatoio monofilare contenente 9 cartucce, quindi pronta all’uso.

    Nella stessa busta sono stati, inoltre, trovati 14 proiettili di vario calibro e 9 confezioni termosaldate di marijuana, per un peso complessivo di quasi 500 grammi.

    La successiva perquisizione, estesa agli altri ambienti dell’abitazione, ha consentito di rinvenire, all’interno di una pochette, la somma contante di oltre 6.000 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

    Tutto il materiale rinvenuto e il denaro, considerati proventi e strumenti dell’attività illecita, sono stati sottoposti a sequestro penale, e l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ferma restando la presunzione di innocenza, valida ora e fino a condanna definitiva, è stato associato presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza.

  • Frane, a Brolo 6 milioni di euro per il consolidamento della frazione di Iannello

    Frane, a Brolo 6 milioni di euro per il consolidamento della frazione di Iannello

    È stato finanziato l’intervento di consolidamento della frazione di Iannello inferiore a Brolo, nel Messinese. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani raggiunge un altro importante traguardo nella difesa del suolo.

    «Destiniamo alla stabilizzazione di questo versante – spiega il presidente Schifani – sei milioni di euro, necessari per la messa in sicurezza di un’area estremamente vulnerabile sotto il profilo geomorfologico. La razionalizzazione delle risorse a nostra disposizione è un requisito indispensabile per garantire la salvaguardia del territorio e il recupero di aree fortemente a rischio».

    Gli Uffici diretti da Sergio Tumminello hanno avviato l’iter per il consolidamento del versante ovest di Brolo che ora può contare su apposite risorse – pari a 6,2 milioni di euro – previste dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Il prossimo step sarà quello della pubblicazione della gara per i lavori, prevista entro la fine del 2025.

    Si chiude così il cerchio su una vicenda che ha creato apprensione ai residenti a causa di frane e smottamenti che hanno provocato notevoli danni, con lesioni strutturali alla rete dei sottoservizi e alle infrastrutture pubbliche. L’intervento metterà in sicurezza anche la strada provinciale 143 sulla quale diverse volte sono crollati massi dal costone sovrastante.

    Gli Uffici hanno acquisito la progettazione esecutiva che ha individuato le soluzioni tecniche più idonee per risolvere una volta per tutte ogni criticità, proteggendo un sito che ha la classificazione di rischio più alta e nel quale si è sviluppata un’area residenziale e un sistema viario strategico per il comprensorio. Nella fattispecie, saranno realizzate opere di drenaggio e ripristino ambientale, tra cui un sistema di paratie di pali trivellati e pareti di placcaggio delle strutture esistenti, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno di scivolamento, ma anche terrazzamenti del pendio con muri flessibili in gabbioni metallici, riempiti in pietrame. Previste anche opere per la raccolta di acque meteoriche superficiali e di ingegneria naturalistica.