Categoria: Cronaca

  • Catania, si torna a sparare: colpi di pistola esplosi nella notte

    Catania, si torna a sparare: colpi di pistola esplosi nella notte

    CATANIA. Ancora colpi di pistola esplosi a Catania. La notte scorsa sono stati registrati altri due episodi in altrettanti quartieri della città. 

    Agenti delle Volanti della Questura sono intervenuti in viale Bummacaro, a Librino, dopo la segnalazione di una sparatoria alla sala operativa. Sul posto la polizia, intervenuta anche con la Scientifica, ha trovato quattro bossoli. Nello stesso rione tre giorni fa erano stati trovati più di 15 bossoli sui tetti di alcuni garage.

    In via Plebiscito, nello storico quartiere Antico Corso, la notte scorsa sono stati esplosi colpi di pistola contro un negozio di abbigliamento. Sul posto, dopo segnalazioni al 112, sono intervenuti i carabinieri del nucleo Radiomobile del comando provinciale.

  • Crotone-Catania: Daspo per 8 tifosi etnei

    Crotone-Catania: Daspo per 8 tifosi etnei

    CATANIA – Il Questore di Crotone, Renato Panvino, ha emesso otto provvedimenti di DASPO a carico di altrettanti tifosi del Catania, in relazione all’incontro di calcio Crotone–Catania, gara valevole per il torneo di Coppa Italia Serie “C”, disputata il 17 agosto scorso allo stadio “E. Scida” di Crotone.

    Secondo l’accusa, al termine della partita all’interno della curva loro assegnata, alcuni tifosi etnei, si sarebbero arrampicati sulle balaustre di delimitazione tra gli spalti e il terreno di gioco, Ed avrebbero minacciato i propri calciatori per ottenere le maglie della squadra.

    “Utilizzando – si legge in una nota – la forza intimidatrice del gruppo creando una situazione di pericolo per la loro incolumità. Quella degli altri spettatori, degli addetti al servizio di stewarding, dei calciatori e degli operatori di Polizia”.

    Per i tifosi in questione, scattata la segnalazione alla Procura della Repubblica di Crotone dalla Digos che ha avviato le indagini. Gli stessi sono stati identificati mediante l’incrocio dei vari fotogrammi estrapolati dalle telecamere dell’impianto sportivo. Con la collaborazione dell’omologo Ufficio della Questura di Catania, hanno delineato le responsabilità di ciascuno degli otto tifosi.

    La Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone ha curato la fase istruttoria della predisposizione delle misure. La cui durata è disposta per un periodo compreso tra uno e cinque anni. Con la prescrizione per quattro di essi dell’obbligo della presentazione in Questura durante lo svolgimento delle competizioni sportive. La misura afflittiva prevede il divieto di accesso a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale durante lo svolgimento degli incontri di calcio.

  • Tiene prigioniera una donna e la violenta per un mese: 60enne arrestato nel Catanese

    Tiene prigioniera una donna e la violenta per un mese: 60enne arrestato nel Catanese

    Un finto annuncio di lavoro, la trappola e la lunga reclusione. I carabinieri di Palagonia, in provincia di Catania, hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di sessant’anni che, fingendo di cercare una badante, avrebbe tenuto reclusa una donna di 44 anni di origini rumene per un mese. Violentandola ripetutamente. 

    Dovrà rispondere dei reati di sequestro di persona e violenza sessuale.

    Secondo quanto si apprende, sarebbe stato proprio l’uomo a svelare che l’inserzione era solo un pretesto. 

  • Cadavere in un b&b a Catania: indaga la polizia

    Cadavere in un b&b a Catania: indaga la polizia

    Macabro ritrovamento a Catania. Un uomo di mezza età di nazionalità cinese è stato trovato cadavere all’interno di una struttura ricettiva di via Pacini, nel centro storico della città etnea. 

    Sul posto il personale del 118,. che ha constatato il decesso, e la polizia: secondo le prime ricostruzioni, sembra che l’uomo sia morto in seguito a un infarto. 

     

  • Messina, sequestro beni dal valore di oltre 300mila euro a pregiudicato mafioso detenuto

    Messina, sequestro beni dal valore di oltre 300mila euro a pregiudicato mafioso detenuto

    Un sequestro beni stimato in oltre 300mila euro, ritenuti provenienti dalle attività illecite, è stato eseguito dalle fiamme gialle di Messina nei confronti di un pregiudicato mafioso messinese, attualmente in carcere, per una condanna a seguito di attività illecite nel settore delle scommesse clandestine su piattaforme on-line.

    Nello specifico, nella giornata di oggi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un decreto di sequestro patrimoniale emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. Le investigazioni patrimoniali hanno consentito di appurare che i beni nella disponibilità, diretta o indiretta, del pregiudicato per fatti di mafia non trova giustificazione nei redditi dichiarati, ritenendosi, dunque, altamente probabile che gli stessi beni siano provenienti dalle attività illecite della consorteria mafiosa di appartenenza.

    La pericolosità mafiosa del soggetto colpito dalla misura di prevenzione patrimoniale è stata desunta altresì dalle dichiarazioni rese dai numerosi collaboratori di giustizia, i quali hanno delineato la caratura criminale del soggetto, evidenziandone la propensione a delinquere e la sua stabile appartenenza a clan mafiosi operanti nella zona centro-sud di Messina. I processi che hanno acclarato la responsabilità del soggetto sono anzitutto quello riflettente le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina e delegate al GICO della Guardia di Finanza, relative alla operazione convenzionalmente denominata “Totem”, avente per oggetto un’associazione mafiosa operante nel quartiere di Giostra: le prove raccolte consentivano di confermare, infatti, la progressiva ascesa
    mafiosa del pregiudicato ed il suo ruolo di primo piano nel panorama criminale messinese, soprattutto legato al settore del gioco illecito e delle scommesse clandestine su piattaforme on-line.

    Il riconoscimento della sua figura apicale viene successivamente confermato nel corso del procedimento relativo ad altra operazione convenzionalmente denominata “Provinciale”, che ha consentito di disvelare come il pregiudicato, in qualità di esponente apicale dell’associazione mafiosa di appartenenza, fosse nelle condizioni di esercitare un capillare controllo del territorio, unitamente con altre figure mafiose storiche della città, con modalità tipicamente mafiose ed una gestione condivisa delle attività illecite. L’excursus processuale della c.d. operazione “Provinciale” ha evidenziato che l’indagato, in concorso con altri soggetti, si è reso protagonista di una serie di condotte finalizzate a schermare, avvalendosi di compiacenti prestanomi, la reale titolarità di attività economiche, eludendo le disposizioni normative in materia di misure di prevenzione patrimoniali ed agevolando, al contempo, la commissione di reati di natura economico-finanziaria,quali ricettazione, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti.

    L’odierna misura di prevenzione patrimoniale, che si aggiunge alla confisca penale in via definitiva già eseguita nell’ambito del citato procedimento penale, ha ad oggetto complessivamente: nr. 1 compendio aziendale, comprensivo dei relativi beni patrimoniali, e nr. 1 fabbricato di tipo signorile, nella disponibilità diretta e indiretta o comunque riconducibile al proposto, per un valore complessivo di stima pari ad oltre 300 mila euro. Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, precisando che il provvedimento di sequestro adottato può essere modificato o annullato attraverso il ricorso agli ordinari mezzi di impugnazione e che tali successivi gradi di giudizio, sempre nel contraddittorio fra accusa e difesa davanti al giudice terzo e imparziale, possono anche concludersi con l’esclusione di qualsiasi forma di responsabilità e la restituzione dei beni agli aventi diritto.

  • Mare Jonio, a Ragusa l’inizio del processo all’equipaggio

    Mare Jonio, a Ragusa l’inizio del processo all’equipaggio

    Inizia oggi nel Tribunale di Ragusa il processo a sei componenti della Mare Jonio accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, per avere soccorso cinque anni fa 27 naufraghi, che da 38 giorni si trovavano a bordo della petroliera danese Maersk Etienne al largo delle isole maltesi, poi fatti sbarcare a Pozzallo (Ragusa).

    Tre mesi dopo Mediterranea Saving Humans ricevette una donazione dalla compagnia armatoriale della nave, Maersk Tankers, “tanto è stato utilizzato dalla Procura per accusare gli attivisti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato dall’infamante scopo di lucro, scatenando una vera e propria macchina del fango contro di noi”, sostiene la ong italiana.

    “A cinque anni di distanza dagli eventi si apre finalmente il pubblico dibattimento, che sarà per noi occasione per ristabilire la piena verità e legittimità di quanto accaduto e trasformare una assurda accusa contro il soccorso in mare e la solidarietà, in un processo contro chi in mare fa invece morire donne, uomini e bambini in stragi come quella di Cutro o in omissioni di soccorso che provocano sofferenza e morte”, aggiunge Mediterranea Saving Humans.

  • L’ex presidente francese Sarkozy va in carcere: uno “scandalo giudiziario”

    L’ex presidente francese Sarkozy va in carcere: uno “scandalo giudiziario”

    Ha provato ad incassare fondi illeciti libici da Gheddafi durante la campagna elettorale del 2007. E’ questo il motivo che questa mattina ha portato in carcere l’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, uscito dalla propria abitazione, tra il sostegno degli amici e sostenitori radunatosi su invito del figlio 28enne e con accanto Carla Bruni, per recarci nella casa circondariale parigina “La Santé”, dove verrà isolato. Sarkozy deve scontare la condanna a cinque anni per associazione a delinquere.

    Prima della sua reclusione, sul social X, l’ex presidente francese ha scritto, continuando a denunciare il fatto come uno “scandalo giudiziario”: «Questa mattina non viene rinchiuso un ex presidente della Repubblica, ma un innocente».

    Foto Ansa

  • Incidente sul lavoro nel Catanese: un morto e un ferito

    Incidente sul lavoro nel Catanese: un morto e un ferito

    CATANIA. Un 58enne morto e un 34enne ferito: è il bilancio di un incidente sul lavoro avvenuto in una vetreria di via Monte Grappa a San Giovanni La Punta, nel Catanese. Sul posto sono intervenuti carabinieri della compagnia di Gravina di Catania e personale dell’ispettorato del Lavoro. Il ferito è stato trasferito al pronto soccorso del Policlinico etneo con un elicottero del 118. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

    La vittima sarebbe rimasta schiacciata da due pesanti lastre di vetro cadute mentre stavano per essere caricate su un camion. Il 58enne era originario di un paese dell’Africa centrale.

  • Oggi l’ultimo saluto a Marianna: trascinata via dalla furia dell’acqua

    Oggi l’ultimo saluto a Marianna: trascinata via dalla furia dell’acqua

    FAVARA (AGRIGENTO). Oggi alle 16 nella chiesa madre di Favara, dove sono attese centinaia di persone, l’ultimo saluto a Marianna Lo Bello la donna di 38 anni trovata senza vita a Favara, dopo diciotto giorni di ricerche.

    Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Madre di tre figli, la 38enne il primo ottobre si trovava nella zona centrale del paese a bordo della sua auto, una Lancia Ypsilon. Quella mattina un nubifragio ha colpito la zona, trasfomando le strade in fiumi. La donna scesa dal mezzo per cercare rifugio è stata travolta dalla furia dell’acqua, che l’ha trascinata con sé, inghiottendola.

  • Sequestrate a Palermo 11 milioni di sigarette elettroniche

    Sequestrate a Palermo 11 milioni di sigarette elettroniche

    PALERMO. Sequestrati a Palermo circa 11 milioni e mezzo tra sigarette elettroniche, cartine e filtri, per un peso di circa 770 chili, che qualora immessi sul mercato parallelo avrebbero fruttato un circa 1 milione di euro, sottraendo alle casse dello Stato 120 mila euro derivanti dall’imposta di consumo. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di finanza. Oltre ai canali ufficiali, che vedevano quali clienti le rivendite di tabacchi, c’era un vero e proprio mercato parallelo gestito da società riconducibili a extracomunitari.

    E’ emerso come un unico grosso importatore di Partinico rifornisse numerosi negozi di oggettistica e articoli per la casa senza di licenza di vendita. I finanzieri, seguendo le consegne effettuate dall’importatore, hanno scoperto 11 esercizi commerciali che vendevano abitualmente sigarette elettroniche, cartine e filtri senza alcuna licenza e in totale evasione di imposta sui consumi. Tutti i negozi individuati si trovano in centro, a Palermo.

    I militari hanno notato la presenza di poche scatole esposte per la vendita, in alcuni casi anche nascoste sotto i banconi, mentre il grosso dei prodotti veniva conservato in magazzini nelle vicinanze dei negozi. I titolari degli esercizi commerciali sono stati denunciati e le attività sono state segnalate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, per le sanzioni accessorie previste, tra le quali la chiusura dell’esercizio commerciale.