Categoria: Cronaca

  • Ex scuola Brancati da plesso scolastico a degrado urbano

    Ex scuola Brancati da plesso scolastico a degrado urbano

    Da plesso scolastico a possibile centro dove le associazioni possono operare per il bene del territorio. In mezzo, anni di continui furti e devastazioni. Negli ultimi tempi si sono ricorse tante idee, possibilità e proposte sulle eventuali nuove destinazioni per l’ex “Vitaliano Brancati” dello stradale San Teodoro. Voci che non si sono mai tramutate in fatti concreti con il risultato che l’edificio è stato quasi completamente devastato. Raid vandalici e furti che non hanno risparmiato nulla, nemmeno l’enorme scala antincendio di acciaio. “ Affidarlo alle associazioni potrebbe essere un trampolino di lancio per il recupero rapido e definitivo dell’area- spiega l’abitante Antonio Licciardello- gruppi di volontari al lavoro per eliminare dalle aule e dai corridoi rifiuti e detriti. Ovvero il risultato di mesi di continue visite da parte dei ladri. Molte associazioni ci hanno espressamente richiesto questo impianto che- prosegue Licciardello- potrebbe essere assegnato rapidamente, senza ricorrere a lunghe trafile burocratiche, “solo” attraverso alcune semplici autorizzazioni”. Aperto a tutto il territorio, con la concreta possibilità di svolgere attività ludiche e sportive, e nell’immediato vigilare sull’intero impianto tenendo lontani, con la loro presenza, teppisti e ladri di ferro. Soluzioni e progetti che ritornano di grande attualità. “ Dopo la rinascita dell’ex scuola “Capponi-Recupero” speriamo che possa essere recuperata anche l’ex Brancati. Un progetto ma milioni di euro per una struttura che va difesa dai – sottolinea Riccardo Moncada, commerciante della zona – un immobile distrutto rappresenta un costo enorme per la collettività. Ecco perché- aggiunge l’uomo – è fondamentale l’affidamento temporaneo di questo tipo di strutture a gruppi di cittadini, che operano nel sociale, in vista del piano di lavoro da parte di Palazzo degli Elefanti”. Per l’ex “Vitaliano Brancati” torna, quindi, alla ribalta il progetto che prevedeva di rivalutare il vecchio plesso scolastico dello stradale San Teodoro per destinarlo a sede di uffici comunali. Nello specifico, qui ci dovrebbe andare la direzione ai Lavori Pubblici. “Gli spazi e le idee per il loro utilizzo non mancano- dice Orazio Catalano, componente dell’associazione “Ama Librino”- purtroppo ad essere carenti sono i fondi necessari per il suo restyling. Fondi europei o project financing? Qualsiasi soluzione andrà bene, purchè il sito non resti più in queste condizioni. Fare un calcolo preciso dei mezzi e degli uomini da impiegare per adesso è impossibile- prosegue Catalano- ma il lavoro da fare c’è ed è pure tanto. Un piano di manutenzioni straordinarie che, oltre all’edificio centrale, preveda anche il recupero della palestra e dei campetti sportivi”.

  • Aeroporto di Catania, riprende la regolare operatività dello scalo etneo

    Aeroporto di Catania, riprende la regolare operatività dello scalo etneo

    SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a partire da oggi 30 ottobre, riprendono le condizioni di piena disponibilità operativa della pista di volo dell’aeroporto nella fascia notturna, precedentemente sospese per permettere i lavori da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) di interramento della linea ferroviaria, preliminare alla costruzione della nuova pista di volo e parte del piano di sviluppo dello scalo. Il progetto strategico si inserisce nel più ampio contesto di modernizzazione delle infrastrutture e mira a rafforzare ulteriormente il ruolo centrale dell’aeroporto di Catania nel panorama nazionale e internazionale, grazie anche ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    “La conclusione dei lavori nei tempi previsti dal progetto e l’esecuzione delle operazioni in orario notturno testimoniano l’impegno di tutte le parti coinvolte nel limitare i disagi e garantire la continuità del servizio, riducendo al minimo l’impatto sull’operatività dello scalo” – ha dichiarato Nico Torrisi, Amministratore Delegato di SAC. “L’ampliamento e l’ammodernamento dell’aeroporto rappresentano un passo decisivo per il rafforzamento delle infrastrutture nel Sud Italia, con l’obiettivo di aumentare l’attrattività dello scalo per le compagnie aeree e migliorare la qualità dei servizi offerti ai passeggeri. Un progetto esemplare di collaborazione tra i gestori delle infrastrutture pubbliche, che contribuisce concretamente alla crescita economica e alla competitività del territorio.”

    SAC esprime inoltre il proprio ringraziamento alle strutture tecniche di Italferr e Rete Ferroviaria Italiana per la collaborazione e la disponibilità garantite nel corso delle varie fasi progettuali e operative. Un contributo prezioso che ha permesso di gestire in modo efficace le estensioni degli orari operativi aeroportuali, consentendo a numerosi passeggeri di raggiungere la loro destinazione finale senza ulteriori disagi o costi aggiuntivi di collegamento.

     

     

  • Comiso, madre alcolizzata vessa la figlia: minorenne affidata alla nonna

    Comiso, madre alcolizzata vessa la figlia: minorenne affidata alla nonna

    La polizia di Ragusa ha notificato il divieto di dimora nel comune di Comiso e il divieto di avvicinamento alla figlia minorenne a una donna di 34 anni, di nazionalità colombiana, indagata per maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento è nato dalla denuncia di un’insegnante, che ha notato in una delle sue alunne un insolito stato di trascuratezza.

    Nel tempo la bambina ha confidato alla docente di non vivere in un clima familiare sereno, di doversi occupare della sorella più piccola e di subire percosse e insulti da parte della madre. La minore è stata ascoltata dagli operatori della Squadra Mobile a cui ha raccontato che la madre era alcolizzata e la picchiava. La nonna ha confermato il suo racconto. La minore è stata affidata alla nonna paterna e sarà seguita dai servizi sociali. 

  • Ponte sullo Stretto, il no della Corte dei Conti e la riunione a Palazzo Chigi

    Ponte sullo Stretto, il no della Corte dei Conti e la riunione a Palazzo Chigi

    Tegola sul Ponte sullo Stretto. Ieri, la sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n.41/2025 del Ponte sullo Stretto. Lo riporta una nota. “Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni”.

    Un intoppo che innervosisce i rappresentanti della Lega, a partire dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Intanto della questione se ne parlerà in mattinata a Palazzo Chigi.  La “riunione d’urgenza” è stata convocata nella serata di ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni “per affrontare la questione”, come ha spiegato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della sera. “Ora Salvini è al Mit per confrontarsi con tecnici, manager e uffici dopo la decisione della Corte dei Conti. L’obiettivo è trovare una soluzione per far partire i lavori. Il vicepremier e ministro è determinato”, si legge in una nota.

    Lapidario il commento del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. “Una decisione che sa molto di ingerenza e che rischia di paralizzare l’azione di governo, ostacolando un’opera strategica per lo sviluppo dell’Italia e per il futuro della Sicilia – afferma. Il Ponte sullo Stretto – prosegue – è un’infrastruttura attesa da decenni dai nostri cittadini e dal nostro sistema produttivo. Ribadisco la mia piena sintonia con il Governo nazionale e con il ministro Salvini, che ringrazio per la determinazione dimostrata in questi anni”.

    Scatenate le opposizioni al progetto. 

    “Il no al visto di legittimità della delibera Cipess per il Ponte sullo Stretto da parte della Corte dei conti è certamente una buona notizia. Lo stop provvidenziale ad un’infrastruttura inutile e dannosa per l’ambiente ci fornisce l’occasione per riportare al centro della discussione politica le vere priorità per i siciliani, a cominciare dalla rete autostradale e da quella ferroviaria che definire inadeguate è riduttivo e che semmai dovrebbero essere più urgenti rispetto alle grandi opere pubbliche”. A dirlo è Jose Marano, deputata regionale del Movimento Cinquestelle.

  • Complesso polifunzionale polizia di Stato

    Complesso polifunzionale polizia di Stato

    Tutta la periferia sud di Catania vuole il complesso Polifunzionale della Polizia di Stato. La preoccupazione dei residenti e dei comitati cittadini è che quest’opera rischia di diventare l’ennesima incompiuta all’interno di un territorio che comprende i quartieri di Librino e del Villaggio Sant’Agata. “In pericolo non c’è solo la realizzazione di una importante struttura- spiega Carmelo Bonaiuto, presidente del locale comitato cittadino – ma il progetto di rivalutazione di questa parte di Catania. Migliaia di catanesi sono decisi a non perdere questa occasione e chiedono immediate risposte alle istituzioni competenti”. Il progetto per la costruzione del complesso polifunzionale di polizia nasce nel 2005. A novembre dello stesso anno l’allora sindaco Scapagnini cede al Ministero degli Interni un’area di 42.000 metri quadrati nei pressi del viale Nitta. Un’opera, da quasi 19 milioni di euro, da realizzare anche attraverso i finanziamenti europei. Recintata la zona, stabilite modalità e tempistiche dei lavori finora non è stato ancora dato il primo colpo di piccone. “La nostra preoccupazione è che il progetto sia rimasto “impantanato” all’interno di un lunghissimo iter burocratico e, quindi, il quartiere non vedrà mai la realizzazione di questo importante complesso- afferma Daniele Arena, abitante di Santa Maria Goretti- abbiamo lanciato appelli e preparato petizioni. Purtroppo non si vede all’orizzonte una soluzione definitiva”. Nell’immediato gli abitanti della periferia sud di Catania si “limitano” a chiedere la bonifica della zona. Senza controlli e completamente abbandonata l’area, nonostante barriere e transenne, è diventata una discarica abusiva. Non solo, oltre alla spazzatura bisogna fare i conti anche con una giungla di erbacce. Sterpaglie pronte a prendere fuoco alla minima scintilla. Roghi che minaccerebbero la viabilità nel vicino “Asse dei Servizi” e l’incolumità dei residenti nelle palazzine circostanti. “In questa “cittadella della sicurezza” verrebbero concentrati gli uffici di polizia che attualmente si trovano dislocati in otto edifici diversi sparsi per tutta la città- sottolinea Michele Mannino- un risparmio di oltre due milioni di euro, legati al pagamento annuale degli affitti che attualmente gravano sull’intera collettività, e la presenza costante di seicento agenti nella zona sud di Catania”.

  • Sammartino sull’allarme salmonella: “I pomodorini ciliegini siciliani fanno bene alla salute”

    Sammartino sull’allarme salmonella: “I pomodorini ciliegini siciliani fanno bene alla salute”

    Europa è in corso un focolaio transfrontaliero prolungato di Salmonella che ha provocato diversi casi di intossicazione in 17 Paesi dell’Unione Europea. Le indagini condotte nell’arco di tre anni hanno costantemente identificato i pomodorini siciliani come probabile fonte di infezione. Lo scrivono, in un report appena pubblicato, l’agenzia Ue dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie infettive ed l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. 

    In merito alla notizia l’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino ha sottolineato come: «Le verifiche condotte dalle autorità sanitarie regionali e nazionali non hanno rilevato alcun caso di contaminazione sui campioni di pomodoro prelevati in Sicilia. Ma quale salmonella, i pomodorini ciliegini siciliani fanno bene alla salute e sono buoni!» ha concluso Sammartino.

  • Scoperti 41 falsi nutrizionisti: operazione delle Fiamme Gialle in tutta Italia

    Scoperti 41 falsi nutrizionisti: operazione delle Fiamme Gialle in tutta Italia

    Una vasta operazione della Guardia di Finanza di Firenze, denominata “Vera salus“, ha interessato tutto il territorio nazionale: 41 i nutrizionisti scoperti privi dei requisiti per esercitare la professione. Le indagini partite da strutture pseudo-universitarie con sede a Empoli e Montespertoli, riconducibili a un imprenditore toscano, hanno fatto luce su “presunti titoli accademici rilasciati online”, da un ateneo svizzero appositamente creato. I finanzieri hanno accertato che tali enti non risultavano abilitati al rilascio di titoli aventi valore legale in Italia.

    I soggetti coinvolti, dunque, esercitavano abusivamente la professione presso studi medici attrezzati, palestre specializzate in body building o da remoto, direttamente dalle proprie abitazioni.

    La normativa vigente stabilisce che la professione di nutrizionista possa essere esercitata esclusivamente da soggetti in possesso di un titolo rilasciato da un ateneo riconosciuto dal MUR e regolarmente iscritti all’Ordine dei Biologi o, in alternativa, a quello dei Medici, Dietisti o Farmacisti: condizioni totalmente assenti nei confronti degli indagati. Nonostante ciò, venivano somministrati piani alimentari personalizzati, si prescrivevano integratori, proteine, amminoacidi e, in alcuni casi, sostanze potenzialmente dopanti, esponendo i pazienti a concreti rischi per la salute.

    L’operazione ha portato al sequestro di 5 studi professionali, di 41 titoli accademici, nonché della sede delle pseudo-università, dove sono stati rinvenuti diplomi e tesi pronti per l’utilizzo, oltre all’oscuramento dei relativi portali web per prevenire ulteriori iscrizioni. 

  • Incendio di rifiuti in via Acquicella Porto

    Incendio di rifiuti in via Acquicella Porto

    Un vasto incendio scoppiato nel primo pomeriggio di oggi in via Acquicella Porto a Catania, ha interessato un cumulo di rifiuti di vario genere in un terreno privato. Per spegnere il rogo, vicino ad una falegnameria, sono interventi una squadra dei vigili del fuoco e un’autobotte di rincalzo che stanno ancora attualmente domando le fiamme.

  • Inaugurato il raddoppio ferroviario Bicocca – Catenanuova

    Inaugurato il raddoppio ferroviario Bicocca – Catenanuova

    «Il raddoppio e la messa in esercizio di questi primi 38 chilometri da Bicocca a Catenanuova, lungo la tratta ferroviaria Palermo-Catania-Messina, sono il segno di un cambiamento in atto e fanno parte di quel grande piano di ristrutturazione delle nostre infrastrutture che stiamo portando avanti in Sicilia. L’inaugurazione di oggi segna un punto concreto nella realizzazione dell’alta-media velocità delle ferrovie sul nostro territorio. Sulla Palermo-Catania abbiamo puntato molto perché è fondamentale collegare in maniera efficace le due più grandi città metropolitane dell’Isola per favorire lo sviluppo dell’intera regione». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, questa mattina alla stazione di Catania Aeroporto – Fontanarossa, in occasione dell’attivazione della linea ferroviaria a doppio binario Bicocca–Catenanuova sull’itinerario Palermo-Catania-Messina. 

    «La Sicilia in questa legislatura sta vivendo un momento magico – ha aggiunto Schifani – grazie all’impegno della premier Giorgia Meloni e del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e alla collaborazione concreta del mio governo. La Regione Siciliana sta facendo la sua parte, anche finanziariamente, come abbiamo fatto, per esempio, per il Ponte di Messina, su cui abbiamo investito 1,3 miliardi di euro. Inoltre, stiamo investendo nel rinnovo della flotta di treni regionali e nel sostenere le imprese che lavorano sul territorio a questa grande re-infrastrutturazione. La politica del fare è utile ai cittadini e serve per portare avanti una vera azione di rinnovamento nella nostra regione. Per migliorarla e farla crescere. Io sono molto orgoglioso della mia Sicilia e di quello che stiamo facendo tutti assieme».

    Il presidente ha poi percorso la nuova tratta in treno sino a Catenanuova, insieme con le altre personalità presenti.

     

  • Riaperte le indagini a Vienna sulla morte di Aurora

    Riaperte le indagini a Vienna sulla morte di Aurora

    Sono state riaperte le indagini a Vienna sulla morte di Aurora Maniscalco, l’hostess 24enne di Palermo che viveva nella capitale austriaca insieme al suo fidanzato Elio Bargione.

    La giovane nella notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi è morta dopo essere precipitata dal terzo piano di un appartamento lungo la Universumstrasse dove, alcuni residenti, hanno scritto con bombolette spray, nei muri del palazzo “Stop Femizide”, stop femminicidio.