Un centro di medicina estetica, adibito all’interno di una normale abitazione, completamente abusivo e sprovvisto di autorizzazioni è stato chiuso a Catania a seguito di controlli sei Nas che hanno anche provveduto al sequestro di 80 confezioni di farmaci illegali potenzialmente pericolosi per la salute. Il responsabile, un ragazzo, studente di medicina fuori corso e che eseguiva trattamenti estetici a base di botulino ed acido ialuronico, di produzione estera e privi di autorizzazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione di medico estetico. Il giro d’affari era di oltre 75.000 euro, relativo al solo primo quadrimestre del 2025.
Categoria: Cronaca
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Omicidio Incontrera, carabinieri arrestano tre persone
I carabinieri di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Dda, nei confronti di tre persone dello stesso nucleo familiare accusate di concorso in omicidio e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, entrambi aggravati.
I tre indagati avrebbero preso parte alle fasi preparatorie, garantendo supporto logistico e morale, dell’omicidio di Giuseppe Incontrera, esponente di spicco del mandamento mafioso di Porta Nuova ucciso il 30 giugno del 2022 nel quartiere Zisa con alcuni colpi di pistola calibro 22 mentre percorreva in bicicletta via Imperatrice Costanza.
Per quel delitto è stato arrestato Salvatore Fernandez che aveva confessato. Gli arrestati avrebbero fornito il motoveicolo e l’arma non trovata e, successivamente, avrebbero aiutato l’assassino a occultare le prove.
Fonte Ansa
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Catania, Fiera dei morti e viabilità: potenziati vigili e aree di sosta
A Catania un piano straordinario per l’ultimo weekend della Fiera dei morti nel parcheggio scambiatore Fontanarossa.
Lo ha annunciato l’assessore comunale alle Attività produttive, Giuseppe Musumeci, per scongiurare il caos e i rallentamenti registrati la scorsa settimana e che hanno causato disagi anche ai passeggeri in partenza dal vicino aeroporto Vincenzo Bellini. Musumeci assicura il potenziamento del presidio dei vigili urbani, che saranno 60 su due turni di servizio. 12 in più rispetto allo scorso fine settimana quando erano 48. ,Saranno potenziati inoltre i controlli agli accessi e per quel che riguarda le auto in sosta.
In caso di esaurimento posti, verrà resa fruibile in parte la rimessa di Multiservizi in via Forcile.
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Evasione e riciclaggio: GdF di Caltanissetta sequestra beni per oltre mezzo milione a due imprenditori
I finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, nei confronti di due soggetti indagati rispettivamente per reati tributari e riciclaggio.
Le investigazioni, condotte dai militari del Gruppo di Gela, sono scaturite da un’approfondita analisi della contabilità di una società operante nel settore della meccanica generale, che ha evidenziato gravi irregolarità fiscali e contabili.
Gli approfondimenti successivi hanno permesso di accertare che il legale rappresentante dell’impresa si è sottratto nel tempo al pagamento delle imposte, commettendo così il reato di “omessa dichiarazione”.
Dalle indagini, supportate da controlli incrociati su imprese operanti a livello nazionale e da verifiche sui rapporti bancari di diversi soggetti, è emerso un sistema di movimentazioni finanziarie illecite. In particolare, sono stati riscontrati trasferimenti di ingenti somme di denaro sul conto personale di un soggetto di Niscemi, in assenza di rapporti commerciali effettivi, consentendo così all’imprenditore gelese di eludere il versamento delle imposte dovute allo Stato.
È stato inoltre accertato che l’imprenditore, nel tentativo di sottrarsi a eventuali responsabilità amministrative e penali, ha ceduto la società a un cittadino straniero gravato da numerosi precedenti penali e sottoposto a misura restrittiva degli arresti domiciliari.
Il GIP del Tribunale di Gela, quindi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie e, per equivalente, dei beni immobili e mobili registrati riconducibili alla società e agli indagati, a tutela delle ragioni dell’Erario. I beni sequestrati a garanzia del credito erariale consistono, più in dettaglio, in quote societarie e disponibilità finanziarie esistenti su conti correnti bancari per oltre mezzo milione di euro.
Si evidenzia che, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di non colpevolezza degli indagati. -

Violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della ex 15enne: arrestato 21enne a Scicli
La polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 21 anni con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni dell’ex fidanzata di 15 anni. Il ragazzo, lresidente a Scicli in provincia di Ragusa, è destinatario di in un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip , su richiesta della procura.
Le indagini della squadra mobile sono partite dopo la denuncia fatta lo scorso settembre dai genitori della ragazza. E’ emerso che la minorenne, affetta da uno stato di vulnerabilità emotiva, era stata costretta a subire dall’inizio della relazione sentimentale, lo scorso maggio, una serie di maltrattamenti, vessazioni, minacce e abusi sessuali.
Il ragazzo è agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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Omicidio Capizzi: restano in carcere i tre indagati
Restano in carcere Giacomo Frasconà Filaro, suo padre Antonio e il fratello Mario, accusati dell’omicidio del sedicenne Giuseppe Di Dio, avvenuto 4 giorni fa davanti a un bar di Capizzi nel Messinese. Il gip di Enna ha confermato i fermi e disposto per i tre indagati la custodia cautelare in carcere. Il 20enne che ha sparato uccidendo per errore la vittima, ha scelto di non rispondere alle domande del gip ma ha rilasciato una dichiarazione spontanea per discolpare il padre e il fratello.
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Processo Athena: condanne per 14 imputati della cosca Morabito-Rapisarda
Oltre 160 anni di carcere, con pene comprese tra sei anni e otto mesi e vent’anni di reclusione, per 14 imputati: è la sentenza pronunciata dal gup di Catania, Anna Maria Cristaldi, nel processo, celebrato col rito abbreviato, nato dall’operazione Athena di carabinieri, eseguita il 15 aprile del 2024, nei confronti di presunti appartenenti alla cosca Morabito-Rapisarda, operante a Paternò, e riconducibile al clan catanese dei Laudani.
I reati ipotizzati, a vario titolo, erano associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso e corruzione. Nell’inchiesta Athena, coordinata dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dalle sostitute Tiziana Laudani e Alessandra Tasciotti, sono indagati anche il sindaco di Paternò, Antonino Naso, eletto con delle liste civiche nel giugno del 2022, l’ex consigliere comunale ed ex assessore, Pietro Cirino, e un ex assessore dell’attuale giunta, Salvatore Comis. Il reato ipotizzato, in concorso con due presunti esponenti del clan Morabito, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga, è di scambio elettorale politico-mafioso.
L’indagine, avviata dopo la denuncia di un imprenditore locale minacciato da alcuni mafiosi per farlo ritirare dalla vendita all’asta un lotto di terreni, fece emergere gli interessi dell’organizzazione nel controllo sistematico delle aste giudiziarie di immobili nelle province di Catania e Siracusa. La cosca prevedeva l’intervento ‘fisico’ di propri sodali durante le procedure di vendita per allontanare, anche con la violenza, i partecipanti e garantiva ai propri ‘clienti’ l’acquisto o il rientro in possesso del bene.
Le aste andate a ‘buon fine’ avrebbero fruttato alla consorteria consistenti guadagni, condivisi anche con il gruppo Assinata, articolazione della famiglia Santapaola-Ercolano di Cosa nostra di Catania, che certifica un patto di ‘coabitazione’ tra i clan per gli affari criminali. Tra le attività illecite dei Morabito-Rapisarda anche il traffico e lo spaccio al dettaglio di stupefacenti.
Queste le condanne comminate dal gup di Catania: Adriano Apolito 14 anni di reclusione, Natale Benvenga 17 anni e 8 mesi, Filippo Cunsolo 10 anni, Vincenzo Cunsolo 7 anni e 4 mesi, Francesco Di Perna 6 anni e 8 mesi, Vincenzo Morabito 15 anni e 4 mesi, Carmelo Oliveri 10 anni, Emanuele Salvatore Pennisi 14 anni e 8 mesi, Andrea Rapisarda 10 anni e 8 mesi, Antonino Rapisarda 20 anni, Vincenzo Rapisarda 10 anni e 8 mesi, Andrea Sinatra 20 anni, Angelo Spatola 8 anni, e Carmelo Verzì 7 anni e 4 mesi.
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Inchiesta appalti truccati: tra gli indagati anche un tenente colonello amico di Cuffaro
C’è anche un tenente colonnello dei carabinieri, Stefano Palminteri, nell’inchiesta su Totò Cuffaro, ex governatore siciliano per cui ieri la procura di Palermo ha chiesto l’arresto per corruzione e turbata libertà degli incanti. Palminteri è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio, avrebbe allertato Cuffaro e Carmelo Pace, capogruppo Dc all’Ars, dell’esistenza di indagini che avrebbero potuto riguardarli.
La prossima settimana i 18 indagati nell’inchiesta della procura palermitana su appalti truccati saranno sentiti dal gip che dovrà decidere sui domiciliari richiesti dai pm. La gip Carmen Salustro ha stabilito che Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Mauro Marchese, Paolo Bordonaro, Giuseppa Di Mauro, Paolo Emilio Russo, Vito Fazzino e Sergio Mazzola saranno sentiti lunedì 11 novembre, alle 9:30. Il 13 novembre, alle ore 10, toccherà ad Alessandro Maria Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro. Il 14 novembre alle 9:30 davanti al gip compariranno Antonio Abbonato, Salvatore Cuffaro, Carmelo Pace, Vito Raso e Saverio Romano.
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Mafia e politica, 185 anni di condanne per 17 imputati
Quasi centottantacinque anni per 17 imputati, con pene comprese tra due e 20 anni di reclusione: è la richiesta del pm di Catania, Raffaella Agata Vinciguerra, nel processo che si celebra col rito abbreviato, davanti al gup Fabio Di Giacomo Barbagallo, nato dall’inchiesta ‘Mercurio’ su indagini del carabinieri del Ros su mafia e politica. La condanna più pesante, venti anni, è stata sollecitata per Ernesto Marletta, il boss del Castello Ursino: la pm ha chiesto per lui, imputato per voto di scambio, associazione mafiosa ed estorsione, 20 anni di reclusione.
Rosario Bucolo, invece, chiesti 6 anni con il riconoscimento dell’attenuante della collaborazione, e 10 anni per il consigliere comunale di Ramacca, Salvatore Fornaro. Ieri la pm ha ribadito al gup la richiesta di rinvio a giudizio per voto di scambio politico mafioso dell’ex deputato regionale Giuseppe Castiglione e di due ex dipendenti Amts, Domenico Colombo e Giuseppe Coco, che avrebbero fatto da collegamento con il gruppo mafioso del Castello Ursino. di Catania. Chiesto il processo anche per Matteo Marchese, ex consigliere comunale di Misterbianco che dopo l’arresto si è dimesso, e per l’ex sindaco di Ramacca, Nunzio Vitale.
Queste le richieste di condanna dei 17 imputati nel processo abbreviato. Emanuele Bonaccorso undici anni e un mese di reclusione, Lorenzo Bucolo, un anno e quattro mesi, Rosario Bucolo sei anni, Antonino Della Vira undici anni e nove mesi, Domenico Di Gaetano dieci anni, Pierpaolo Luca Di Gaetano sedici anni e otto mesi, Vincenzo Fresta 12 anni, Salvatore Fornaro dieci anni, Ernesto Marletta venti anni, Salvatore Mendolia quattordici anni, Salvatore Mirabella sedici anni, Santo Missale sedici anni e otto mesi, Biagio Nicotra due anni, Pasquale Oliva sedici anni e otto mesi, Vincenzo Rizzo quattordici anni, Fabrizio Sciuto quattro anni e Francesco Salvatore Strano due anni e otto mesi. Nella valutazione delle richieste di condanna la Pm ha tenuto conto del rito abbreviato, ma non ha applicato le attenuanti generiche, fatta eccezione per il collaboratore Bucolo e per Scuto
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Incidente sulla Catania – Ragusa, ferito un uomo
Incidente stradale lungo la Statale 514 di Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa, a scontrarsi una Bmw X5 e un autocarro impegnato in alcuni lavori di ampliamento della strada.
Nell’impatto è rimasto ferito un uomo di 48 anni che era alla guida dell’auto e che è stato trasportato poi in ospedale, illeso il conducente dell’autocarro.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Chiaramonte Gulfi e una squadra di vigili del fuoco che hanno provveduto alla messa in sicurezza degli automezzi incidentati e dell’area circostante. A causa dell’incidente si sono verificati rallentamenti alla circolazione stradale.
