Categoria: Cronaca

  • Migranti sfruttati e sottopagati: 4 arresti e 10 indagati nel messinese

    Migranti sfruttati e sottopagati: 4 arresti e 10 indagati nel messinese

    Sfruttavano una decina di migranti irregolari sul territorio facendoli lavorare dieci ore al giorno e pagandoli 5 euro l’ora, senza turni di riposo, ignorando le prescrizioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e degli agli ambienti dove erano costretti a vivere.

    Le indagini dei carabinieri, hanno, dunque, consentito al Gip di disporre l’arresto e i conseguenti domiciliari di 4 persone: tre titolari di aziende florovivaistiche del Messinese e un marocchino di 48 anni i quali agivano con la complicità di un patronato e di un centro servizi. Devono rispondere dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e contesta la violazione delle disposizioni contro le immigrazioni clandestine.

    l provvedimento è scaturito da indagini condotte dai carabinieri di Terme Vigliatore che avrebbero fatto emergere come circa 10 tunisini in stato di bisogno sarebbero giunti illegalmente in Italia, per poi essere sfruttati in quattro aziende florovivaistiche. A organizzare il loro arrivo in Italia, sulla base di fittizie richieste di assunzione presentate dagli imprenditori indagati, sarebbe stato il 48enne in cambio di denaro. Secondo la ricostruzione della Procura il tunisino si sarebbe avvalso anche della complicità dei titolari di un patronato e di un centro servizi affiliato che, in cambio di soldi, avrebbero istruito le pratiche necessarie all’impiego della mano d’opera pur essendo consapevoli dell’irregolarità della documentazione presentata. Carabinieri hanno eseguito una perquisizione in diversi uffici e notificato due informazioni di garanzia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Complessivamente sono dieci gli indagati dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto.

  • Catania, interventi sull’asse attrezzato: il calendario delle chiusure al traffico

    Catania, interventi sull’asse attrezzato: il calendario delle chiusure al traffico

    Viabilità Catania. Chiuso l’asse attrezzato, per consentire il completamento degli interventi di manutenzione, , pulizia e verifica della pubblica illuminazione, L’arteria che collega la città con la A19, resterà temporaneamente chiusa al traffico in più fasi nel corso del mese di novembre.

    La prima è prevista dalle ore 9 di martedì 11 novembre fino alle ore 6 di giovedì 13, con deviazione obbligatoria all’uscita Zia Lisa.

    Seguiranno ulteriori interventi dal 13 al 15 novembre e dal 18 al 20 novembre, sempre con chiusure parziali e limitazioni alla velocità per consentire le operazioni in sicurezza.

  • Terribile schianto sulla Palermo – Agrigento: due morti e un ferito

    Terribile schianto sulla Palermo – Agrigento: due morti e un ferito

    Terribile incidente sulla statale 121 Palermo – Agrigento tra un furgoncino Iveco Daily e una Peugeot station wagon. Nello scontro, avvenuto in zona Vicari, sono morti sul colpo i conducenti dei due mezzi, mentre una terza persona, un 27enne che si trovava sul mezzo pesante, è rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo.

    Sul posto oltre ai sanitari del 118, è intervenuta la polizia stradale di Lercara Friddi per ricostruire la dinamica.

    Il tratto è stato chiuso al traffico.

  • Vice presidente Dc pagata dalla Regione, Schifani prende provvedimenti

    Vice presidente Dc pagata dalla Regione, Schifani prende provvedimenti

    Terremoto tra i dirigenti della Dc, come Laura Abbadessa, pagate dalla Regione siciliana. La presidente del partito in Sicilia che negli ultimi due anni ha avuto contratti di consulenza con l’assessorato alla Famiglia guidato da Nuccia Albano (Dc), ma non solo anche Francesca Donato, vice presidente nazionale del partito, ha un rapporto contrattuale ma con l’altro assessore in quota Dc, Andrea Messina che ha la delega alla Funzione pubblica. 

    Dagli atti assessoriali emerge che Donato, eletta ai vertici Dc nel maggio di due anni fa, ad aprile di quest’anno ha firmato un contratto con l’assessorato come coordinatrice della segreteria tecnica dell’assessore Messina, con un compenso di oltre 42 mila euro.

    Dato i fatti il Presidente Schifani Renato Schifani si prepara a prendere provvedimenti anche in giunta, dopo la sospensione dei dirigenti indagati, oggi dovrebbe toccare alla giunta nella riunione convocata nel primo pomeriggio dove a saltare dovrebbero essere gli assessori della Dc Andrea Messina, enti Locali, e Nuccia Albano, al Lavoro, provvedimento chiesto nei giorni scorsi da Fratelli d’Italia. Raffaele Lombardo ha invece suggerito una mossa definita estrema, quella che vedrebbe l’azzeramento dell’intera giunta cambiando così l’assetto del governo regionale.

     

  • Labubu, a Palermo sequestrati 10mila peluche falsi

    Labubu, a Palermo sequestrati 10mila peluche falsi

    La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato oltre dieci mila falsi Labubu, i pupazzetti da collezione, creati da Pop Mart, un giro d’affari che avrebbe sfiorato i 500 mila euro.  Alcuni modelli dei peluche  erano la copia di un esemplare venduto all’asta a Pechino per 130 mila euro.

    Sette persone denunciate, tutti venditori, tra loro anche il titolare di un negozio di giocattoli che si trova interno di un centro commerciale del capoluogo dove è stato rinvenuto il maggior numero di pupazzi falsi. I peluche creati da un artista di Hon Kong e venduti in tutto il mondo, sono diventati in poco tempo una tendenza tra le adolescenti e non solo, venduti a prezzi elevati fino ad arrivare a diverse migliaia di euro per i meno diffusi o a tiratura limitata.

    I labubu sequestrati sono imitazioni perfette realizzati con materiali di qualità inferiore, ma riprodotti con una cura tale da rendere difficile distinguerli dagli autentici, riportavano loghi, colori e confezioni del tutto simili agli originali spesso corredati da etichette e codici identificativi non conformi o del tutto falsificati.

  • Catania: trovato cadavere in una palestra

    Catania: trovato cadavere in una palestra

    ll cadavere di un uomo è stato trovato questa mattina dal personale di una ditta di pulizie all’interno della palestra di via Zurria a Catania, nel quartiere di San Cristoforo.

    La vittima, un giovane sui vent’anni, sarebbe stata identificata,  secondo una prima ricostruzione si tratterebbe di un ladro intento nel rubare cavi di rame che sarebbe caduto mentre camminava sul tetto della struttura, nell’intento di introdursi.

    Ieri sera nella palestra si è giocata fino a tardi una partita di pallacanestro. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia e della Scientifica per effettuare le analisi e definire con precisione la dinamica dell’accaduto.

  • Appalti truccati, dirigenti sospesi e revocati dalla Giunta regionale

    Appalti truccati, dirigenti sospesi e revocati dalla Giunta regionale

    PALERMO – Scattano revoche e sospensioni dagli incarichi pubblici per i funzionari e i dirigenti indagati nell’inchiesta della Procura di Palermo che ha chiesto gli arresti domiciliari per 18 persone – tra cui Totò Cuffaro e Saverio Romano – con l’accusa si associazione per delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Lo ha deciso la giunta regionale, convocata dal governatore Renato Schifani. Disposta la sospensione dall’incarico, a tempo indeterminato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale, per Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento regionale della Famiglia che secondo l’accusa avrebbe girato documentazione su bandi per farli avere a Cuffaro. La guida della struttura è stata assegnata ad interim al dirigente del dipartimento Lavoro, Ettore Foti.

    Il presidente Schifani ha chiesto, inoltre, formalmente, all’assessore alla Famiglia di revocare l’incarico al suo segretario particolare, Vito Raso, anch’egli indagato nella stessa inchiesta e da anni braccio destro di Cuffaro. Su indicazione della giunta, l’assessore all’Agricoltura avvierà il procedimento disciplinare con sospensione cautelare dal servizio nei confronti del direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo, Giovanni Tomasino. Sulla vicenda che coinvolge l’Asp di Siracusa, l’assessore alla Salute ha informato la giunta di avere fatto propria l’auto-sospensione del direttore generale Alessandro Caltagirone (indagato) e di avere avviato la procedura per la nomina del commissario straordinario.

    Si tratta di Chiara Serpieri, già direttore generale di altre aziende sanitarie in Piemonte e componente del consiglio direttivo della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, che svolgerà l’incarico a titolo gratuito per sei mesi. Secondo Palazzo d’Orléans, “tali misure si rendono necessarie per la gravità dei fatti emersi e per la loro possibile incidenza sull’immagine e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti a vigilanza e controllo”. “Pur riaffermando il principio di presunzione di innocenza e la tutela dei diritti di difesa, la giunta ha scelto di intervenire con tempestività per salvaguardare prestigio, credibilità e trasparenza delle istituzioni siciliane”, si legge in una nota.

  • Sanità regionale, ancora un terremoto per appalti pilotati: la Procura di Palermo chiede 15 misure

    Sanità regionale, ancora un terremoto per appalti pilotati: la Procura di Palermo chiede 15 misure

    Ancora un terremoto nella sanità regionale siciliana, dopo i 18 indagati tra cui l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e il parlamentare Romano per appalti truccati, la Procura di Palermo ha chiesto 15 misure cautelari (8 in carcere, 4 ai domiciliari e 3 interdittive per altrettante società), per un secondo filone su tangenti e appalti pilotati tra aziende pubbliche (gli ospedali palermitani Villa Sofia-Cervello e il Civico) e imprese private del settore sanitario.

    Ancora una volta l’indagine ruota attorno al commercialista Antonino Maria Sciacchitano, detto Ninni, 65 anni, originario di Corleone, ai domiciliari dallo scorso giugno per il filone dell’inchiesta denominata “Sorella Sanità bis” e ora destinatario di una nuova richiesta d’arresto in carcere.

    Il terzo atto dell’inchiesta è condotto dai sostituti Andrea Zoppi e Felice De Benedittis, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia. Coinvolti anche Catello Lello Cacace, 61 anni, imprenditore di Castellammare di Stabia, ritenuto il faccendiere del gruppo; Umberto Maggio, 71 annidi Salerno, titolare della Pacifico srl; Umberto Perillo, 58 anni, campano, rappresentante della E.Medical srl; Giuseppe Valentino, 51 anni, collaboratore della Svas Biosana; Gaetano Di Giacomo, 52 anni, e Massimiliano De Marco, 48 anni, referenti della Servizi Ospedalieri spa; e Diego Russo, 49 anni, un altro rappresentante campano della E. Medical. Per tutti chiesto il carcere. I domiciliari sono stati proposti per Milko De Seta, 54 anni, di Castellammare di Stabia, collaboratore della Pacifico srl; Vincenzo Criscuolo, 56 anni, campano, dipendente della Svas Biosana; la palermitana Alba Cristodaro, 47 anni, responsabile unico del procedimento al Civico e Aldo Albano, 63 anni, di Chivasso in provincia di Torino, provveditore dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello.

    Diversi nomi figuravano già tra gli indagati di “Sorella Sanità bis”. Secondo i pm Sciacchitano avrebbe incassato una mazzetta di 25 mila euro per agevolare imprese amiche nella fornitura di materiale chirurgico, macchinari e dispositivi medici, oltre al servizio di lavaggio e distribuzione della biancheria ospedaliera. Tra gli episodi più recenti figura la gara da 47 milioni di euro per la sterilizzazione del materiale chirurgico del Civico.

  • San Giorgio, bene confiscato alla mafia diventa spazio verde di pubblica utilità

    San Giorgio, bene confiscato alla mafia diventa spazio verde di pubblica utilità

    Seconda vita ai beni confiscati alla mafia. Lo spazio verde in via Telegrafo Vecchio a San Giorgio, quartiere etneo, oggi adibito ad area pubblica con giochi per bambini ne è l’esempio. Lunedì prossimo, la consegna formale alla città. Il progetto, dal valore di 177mila euro, è stato finanziato con i fondi del PNRR ed è nato su un terreno confiscato alle famiglie mafiose e che veniva usato come discarica abusiva di rifiuti.

    L’area, di 1.125 metri quadrati, è stata trasformata in un moderno spazio pubblico su due livelli: una zona a verde con essenze autoctone e un’area giochi inclusiva, accessibile e priva di barriere architettoniche. L’area giochi, situata al livello inferiore, è dotata di altalene, scivoli e giochi a molla su pavimentazione antitrauma, mentre la parte superiore ospita panchine, zone d’ombra e spazi di sosta.

    L’intervento include anche un impianto di irrigazione automatizzato, l’illuminazione a LED a basso consumo con sei pali in acciaio zincato e la messa a dimora di alberi e arbusti di varie specie, tra cui oleandri, jacarande, ulivi e viburni. Durante i lavori sono state introdotte migliorie tecniche e ambientali senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione, tra cui l’installazione di una recinzione perimetrale di sicurezza, il trattamento protettivo delle superfici in calcestruzzo. La ditta esecutrice ha inoltre omaggiato la fornitura di griglie e chiusini in ghisa, interventi che hanno contribuito ad accrescere la qualità e la durabilità dell’opera restituendo ai cittadini di San Giorgio un luogo sicuro, ordinato e accogliente, pensato per la socialità e il gioco dei più piccoli.

    “Restituire alla città spazi sottratti alla criminalità e trasformarli in luoghi di vita e legalità è una delle priorità di questa Amministrazione”- hanno dichiarato in una nota congiunta il sindaco Enrico Trantino e l’assessore Viviana Lombardo – Questo intervento nel quartiere San Giorgio è un ulteriore segno tangibile di come i fondi del PNRR possano tradursi in opere utili e durature, capaci di migliorare la qualità della vita, promuovere la partecipazione dei cittadini e rafforzare il senso di comunità”.

  • Condominio fantasma a Siracusa, scoperta truffa del superbonus edilizio: sequestrati oltre 10milioni

    Condominio fantasma a Siracusa, scoperta truffa del superbonus edilizio: sequestrati oltre 10milioni

    Un condominio fantasma creato a tavolino per accedere al superbonus edilizio 110%. È la truffa scoperta dalla Guardia di finanza di Siracusa che ha portato al sequestro preventivo di beni e crediti d’imposta per oltre 10 milioni di euro. Undici gli indagati – una società e dieci persone fisiche – per truffa ai danni dello Stato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

    Dalle indagini, coordinate dalla Procura aretusea, il raggiro ideato dal rappresentante di una società di costruzioni siracusana è partito dall’acquisto di un albergo in disuso di oltre 5.000 metri quadrati, situato nel capoluogo e rilevato per circa un milione. Attraverso un progetto di riqualificazione, l’albergo è stato trasformato in un complesso residenziale, i cui appartamenti risultano, oggi, in parte venduti. Con il frazionamento catastale sono stati ricavati 101 tra appartamenti, box auto e moto, e dopo la stipula di cinque contratti preliminari di vendita con persone compiacenti, tra cui la moglie del rappresentante legale e alcuni familiari dei soci, dice la Gdf.

    I cinque privati e il rappresentante della società hanno inscenato un’assemblea, redigendo un verbale che sanciva la nascita di un condominio. Ma non c’era alcun trasferimento di proprietà, poiché i contratti preliminari comportavano solo un impegno di vendita, mentre gli appartamenti rimanevano all’impresa. Per completare il raggiro, secondo i militari, il “condominio” ha sottoscritto tre contratti di appalto per l’efficientamento energetico, l’installazione di impianti fotovoltaici e l’adeguamento sismico, affidando gli interventi a un consorzio con sede in provincia di Ragusa e, al termine dei lavori, ha inviato all’Agenzia delle entrate un’istanza per riconoscimento di crediti d’imposta per circa 15 milioni, ottenendo agevolazioni per 10 milioni. I crediti fiscali sono stati ceduti al consorzio che aveva eseguito i lavori. Quest’ultimo li ha trasferiti — monetizzandoli — a una multinazionale del settore energetico, risultata estranea alla frode. La legge vieta che le agevolazioni fiscali previste dal superbonus 110% possano essere ottenute per l’esercizio di “attività di impresa”, e per ristrutturare l’intero immobile a spese dello Stato, al fine della successiva vendita degli appartamenti.